Dossier 2004/05 parte 1 parte 2 parte 3 parte 4 parte 5 parte 6

parte 4 - Promossi e Bocciati, parte II
di Enrico e Francesco
AGNELLI (6 pres./0 gol)
Per lui solo sei impalpabili presenze prima di essere ceduto a gennaio. Un bel passo indietro dopo il promettente campionato 2003/04. Ficcadenti non lo hai mai considerato all’altezza preferendogli De Simone.
Voto: RIMANDATO
BEHRAMI (33 pres./3 gol)
E’ stato sicuramente il migliore della stagione gialloblu. Arrivato in sordina dal Genoa, è riuscito a ritagliarsi subito un posto da titolare e dopo aver preso un po’ di confidenza con il campo è sbocciato con l’arrivo dell’inverno diventando l’arma in più della squadra. Fisico slanciato, grandi doti atletiche e generosità da vendere sono le sue doti migliori, ma pure con i piedi non se la cava male e prova ne sono gli strepitosi gol messi a segno al Bentegodi contro Pescara e Torino. Nel girone di ritorno un po’ per gli infortuni, un po’ per l’incompatibilità con il compagno di fascia Rosina e un po’ per il ricorso al fallo sistematico da parte degli avversarsi il suo contributo alla squadra si è ridotto però è chiaro che Pastorello si trova tra le mani un big del futuro.
Voto: OTTIMO
DE SIMONE (14 pres./0 gol)
Giunto da Catanzaro con un carico di entusiasmo ed umiltà per la grande occasione dopo una carriera spesa nei campi della C, De Simone ce l’ha messa tutta per offrire il meglio di sé, mettendo a disposizione la grinta, il carattere, l’esperienza. Purtroppo non è bastato. Come per i suoi compagni di reparto (Mancinelli, Soligo, Pizzinat) infatti l’eredità di Italiano si è rilevata troppo pesante e così l’Hellas si è ritrovato a dover pagare a carissimo prezzo la partenza del regista perdendo il gioco brillante messo in mostra fino a gennaio.
Voto: SUFFICENTE
GUARENTE (17 pres./0 gol)
Poteva essere l’altro Behrami. Purtroppo una rarissima infezione virale lo ha messo fuori causa proprio sul più bello, pochi giorni dopo che la società aveva deciso di caricare sulle sue spalle la responsabilità della regia del gioco gialloblu (a seguito della partenza di Italiano). Peccato davvero perché Guarente nei mesi precedenti aveva dimostrato grande personalità e senso tattico, doti rare per un centrocampista così giovane. La speranza è ora di rivederlo in campo il prossimo anno. Potrebbe essere una pedina fondamentale per il nuovo Verona.
Voto: DISCRETO
ITALIANO (17 pres./4 gol)
Su di lui e sulla sua partenza si sono sprecati fiumi di parole. Probabilmente a ragione. Perché, i fatti parlano chiaro, da quando è partito per Genova il Verona è diventato un’altra squadra, più lenta, macchinosa, prevedibile. Con lui se ne sono andati i lanci di quaranta metri, i rapidi cambi di gioco, i tiri spesso vincenti da fuori area (strepitosa la rete a Salerno). Tutte soluzioni che nessuno dei nuovi arrivati è stato in grado di riproporre. Rimarrà il grande rimpianto di questa annata.
Voto: DISTINTO
MANCINELLI (18 pres./0 gol)
Tenuto in naftalina fino a gennaio, Ficcadenti ha dovuto per forza chiamarlo in causa quando i vari Italiano, Guarente ed Agnelli si sono fatti da parte. La risposta di Mancinelli è stata positiva: grintoso e tenace al punto giusto il suo contributo in fase di copertura si è fatto sentire tanto da convincere il mister a farne un punto fermo della squadra (in alternanza con De Simone). Rimangono però delle perplessità in merito alla sua capacità di dare vivacità ed imprevedibilità al centrocampo gialloblu. E’ vero che le sue caratteristiche di gioco non sono quelle del regista ma l’impressione è che a pesare, come nel caso di De Simone, sia stata anche una carenza a livello tecnico che in una categoria come quella cadetta, dopo anni spesi in C, si è fatta sentire più del dovuto.
Voto: SUFFICENTE
MAZZOLA (39 pres./0 gol)
Come il buon vino, Mazzola sembra migliorare ogni anno che passa. Le 35 primavere sulle spalle gli regalano inevitabilmente un prezioso bagaglio di esperienza ed equilibrio, necessario a traghettare i giovani compagni di squadra. Quel che stupisce però è che all’arguzia tattica si aggiunga un contributo di primissimo livello anche sul piano fisico. Sempre in forma, pimpante, pronto ad avventarsi sulle caviglie degli avversari e ripartire, anche quest’anno è stato fermato solo dalle squalifiche e la sua condizione atletica è rimasta ad alti livelli per tutta la stagione. Insomma un punto di riferimento preziosissimo in campo e nello spogliatoio che l’Hellas farà bene a tenersi stretto.
Voto: BUONO
PAGLIUCA (3 pres./0 gol)
Qualche spezzone di partita sufficienti per capire che non era aria.
Voto: BOCCIATO
SOLIGO (10 pres./0 gol)
Più o meno vale lo stesso discorso fatto per i vari Mancinelli, De Simone e Pizzinat. Pastorello evidentemente pensava di poter riuscire a sostituire la qualità (Italiano) con la quantità (di gioco e di giocatori). Missione fallita. Ficcadenti le ha provate tutte inserendo a turno le quattro cartucce messegli a disposizione, ma il gioco dell’Hellas non è più decollato. Un'indicazione questa, assolutamente da tenere conto per il prossimo anno.
Voto: RIMANDATO
PIZZINAT (3 pres./0 gol)
Il debutto shock contro il Bari (espulso per somma di ammonizioni al termine di una partita in costante affanno) lo ha immediatamente tagliato fuori dai giochi. Ficcadenti gli ha infatti regalato soli altri due spiccioli di partita.
Voto: BOCCIATO
MELIS (1 pres./0 gol)
Un quarto d’ora a Venezia in mezzo ad un calvario di infortuni.
Voto: BOCCIATO
ADAILTON (29 pres./9 gol)
Fino a quando l’infortunio non lo ha messo ko Adailton ha giocato in maniera strepitosa trascinando con le sue prodezze la squadra. Un equilibrio cercato da tanto tempo e trovato, dopo troppe stagioni di alti e bassi, grazie a Ficcadenti che facendolo partire dalla sinistra e regalandogli fiducia incondizionata (quella che gli era sempre mancata negli anni passati) ha capito come riuscire a sfruttare al meglio il talento brasiliano. Lui e Behrami con la capacità di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica hanno costruito buona parte dei successi dell’attacco gialloblu. Purtroppo il solito infortunio lo ha messo ko da febbraio in poi determinando probabilmente la fine delle speranze di gloria del Verona ed impedendogli ancora una volta di raggiungere la doppia cifra.
Voto: DISTINTO
ARTISTICO (9 pres./1 gol)
Se Mazzola continua a reggere ritmi da ragazzino, il coetaneo Artistico ha invece mostrato di sentire sulle spalle l’incedere dell’età, tanto da sembrare ormai un giocatore sul viale del tramonto. Ficcadenti lo ha quasi sempre impiegato come carta disperata per trovare un golletto, magari in mischia, nei finali di partita, ma il contributo del bomber romano si è limitato ad un rigore furbescamente procurato e trasformato a Terni. Troppo statico e fuori forma per poter combinare qualcosa di meglio. Impotente.
Voto: BOCCIATO
BOGDANI (38 pres./17 gol)
Come altri suoi compagni di squadra Bogdani ha vissuto il suo periodo d’oro in inverno quando, ad un certo punto, sembrava che nulla gli fosse precluso. Gol a grappoli, sponde, dribbling, tutto sembrava venire con estrema facilità tanto da rendere immediato, con le debite proporzioni, il paragone con Ibrahimovic. Purtroppo anche per lui la magia si è interrotta nella parte finale della stagione, quando ridottisi i rifornimenti, trovare la via del gol è diventata un'impresa assai più ardua (solo tre reti nelle ultime 19 partite!). Il giudizio sulla sua stagione rimane comunque decisamente positivo, e non solo per i gol. Il suo modo di giocare si è infatti rivelato di vitale importanza nel tenere alta la squadra e darle respiro nei momenti di difficoltà. Un peccato non poterlo più vedere in gialloblu.
Voto: DISTINTO
COSSU (33 pres./6 gol)
E’ cresciuto molto rispetto alle passate stagioni tanto da meritare la fiducia di Ficcadenti che lo ha spesso schierato da titolare. Purtroppo dopo l’ottimo inizio si è un po’ spento nel finale, diventando uno dei simboli delle difficoltà offensive del Verona.
Voto: DISCRETO
FUMMO (1 pres./0 gol)
Sei minuti contro il Catanzaro, prima di partire per Como.
Voto: RIMANDATO
IUNCO (25 pres./6 gol)
E’ sicuramente una delle grandi promesse di questo Verona e lo ha dimostrato nel finale di stagione quando, in controtendenza con il resto della squadra, il “Cassano di Brindisi” ha fatto intravedere ottime cose, trovando anche con più continuità la via del gol. Ficcadenti stenta ancora a dargli fiducia dal primo minuto, forse per sfruttare al meglio le sue doti di “disturbatore”. La sua dinamicità e i suoi dribbling sono state nel finale di stagione l’unica arma offensiva dei gialloblu. Se l’anno prossimo esplode definitivamente ci sarà da divertirsi.
Voto: BUONO
NDIAYE (30 pres./4 gol)
Chiamato alla riconferma dopo la buona annata agli ordini di Salvioni e Maddè, Papa Waigo quest’anno ha un po’ tradito le attese. Il bottino di quattro gol (due dei quali contro il Catanzaro) appare infatti troppo esiguo per un attaccante delle sue caratteristiche. L’impressione è che molto abbia inciso l’atteggiamento non sempre generoso nei suoi confronti di parte del pubblico veronese. Il ragazzo infatti è giovane e sensibile e non è un caso che le sue migliori prestazioni siano arrivate lontane dal Bentegodi (dove però si è reso protagonista di troppi errori sotto porta). A questo punto rimane da capire se non sia meglio lasciarlo il prossimo anno maturare in una categoria ed in un ambiente più tranquillo piuttosto che stressarlo con una ambiente ed una concorrenza troppo agguerrita.
Voto: RIMANDATO
MYRTAJ (4 pres./1 gol)
Solo quattro partite ed un gol per il capocannoniere del Verona 2003/04. Con Bogdani in pratica non c’è mai stata gara, almeno nella testa e nei progetti di Ficcadenti. Inevitabile così a gennaio la partenza per Catanzaro.
Voto: RIMANDATO
ROSINA (17 pres./2 gol)
Tanto fumo niente arrosto. Così può essere sintetizzata l’avventura veronese di Rosina. Il suo arrivo da Parma aveva risollevato il morale dei tifosi, abbacchiati dalla partenza di Italiano e dagli infortuni di Adailton e Behrami. Purtroppo le ottime premesse (rafforzate dal bel gol contro il Cesena) non sono state rispettate e Rosina ha finito con il passare delle giornate per perdersi tra un dribbling di troppo ed una conclusione sballata.
Voto: SUFFICENTE
FICCADENTI
La sfida che gli ha proposto Pastorello era di quelle tanto ambiziose quanto difficili da affrontare. Ficcadenti non ha perso la calma e pure dopo il terribile inizio ha continuato a sostenere con coraggio le proprie idee e il proprio modulo di gioco. I fatti gli hanno dato ragione. Nel 3-4-3 del mister marchigiano Adailton e Bogdani sono riusciti a trovare le condizioni ideali per esprimersi, i vari Cassani, Dossena e Behrami sono sbocciati e quando in cabina di regia è salito Italiano per gli avversari non c’è stata più gara. Partito con l’obiettivo di una salvezza sofferta il Verona si è trovato ai vertici della classifica con un gioco spumeggiante e spettacolare (migliore attacco), a detta di tutti il più bello della serie cadetta. Poi, per vari motivi il giocattolo s’è rotto e il bel cigno è diventato un brutto anatroccolo. Più che i scarsi risultati a colpire del Verona di fine stagione è stata proprio questa incredibile involuzione a livello di gioco e di idee. Ficcadenti le ha provate tutte per rimettere l’Hellas in carreggiata: strigliate, ritiri (a riprova del grande carattere e personalità), modifiche di formazioni e di moduli ma non c’è stato niente da fare. Per fortuna anche nella prossima stagione sedierà nella panchina del Verona. La speranza è di rivedere il Ficcadenti della prima parte di stagione (e per questo sarà fondamentale il contributo di Pastorello).
Voto: DISTINTO
PASTORELLO
Ottimo nel mercato estivo dove senza sborsare un euro è riuscito ad accaparrarsi i vari Behrami, Bogdani, Guarente e Gervasoni il presidente ha rovinato tutto a gennaio con una campagna acquisti/vendite tutta da dimenticare. Al di là della partenza di Italiano, gli arrivi dei vari De Simone, Pizzinat e Soligo hanno fatto solo numero e pure Rosina, chiamato a dare un tocco di classe alla squadra ha finito per deludere. Il settimo posto finale lo salva dalla bocciatura, ma la sensazione è comunque quella che si sia buttata una grande occasione.
Voto: RIMANDATO
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