Dossier 2005/06 parte 1 parte 2 parte 3 parte 4

parte 2 - Promossi e Bocciati, parte II
di Enrico
GUARENTE (4 pres./0 gol)
Solo quattro partite e 132 minuti giocati, ma anche tanto affetto e soddisfazione ricevuti per un ritorno ai campi da gioco che ha avuto del miracoloso. Per questo Guarente si merita una sufficienza di incoraggiamento, a premio della tenacia e del coraggio con cui ha saputo reagire alle difficoltà. Un ragazzo su cui scommettere per il futuro.
Voto: SUFFICIENTE
ITALIANO (37 pres./3 gol)
Una stagione in controtendenza. Può essere riassunto così il campionato di Italiano, che nel girone d’andata, quando la squadra lottava ai margini della zona play-off, ha offerto un contributo complessivamente al di sotto delle aspettative, e che è invece diventato sempre più decisivo con il passare delle giornate, proprio mentre il rendimento dei suoi compagni assumeva contorni desolanti. E così i suoi lungi lanci al millimetro e le sue aperture imprevedibili hanno finito per farlo sembrare in qualche occasione un vero e proprio predicatore nel deserto. Impossibile allora non rendere onore al merito di questo centrocampista siciliano che, nonostante qualche incomprensione passata, rappresenta oggi la bandiera dell’Hellas Verona, con le sue 243 partite disputate in maglia gialloblu (ottavo giocatore più presente di sempre).
Voto: BUONO
MANCINELLI (28 pres./0 gol)
Con 23 sostituzioni fatte è stato il secondo calciatore di tutta la serie B (dietro a Margotta, 26) per numero di gare disputate subentrando dopo l’inizio. E nonostante questo ruolo da comprimario, Mancinelli ha saputo guadagnarsi la stima della Sud. Il marchigiano ha infatti sempre risposto presente alle chiamate di Ficcadenti, senza mai fare polemiche e sopperendo con la grinta e la corsa alle non eccelse qualità tecniche. Un “dodicesimo” uomo su cui fare sempre affidamento.
Voto: SUFFICIENTE
MAZZOLA (37 pres./0 gol)
Gli anni passano per tutti: è una legge ineluttabile, cui anche l’indomito capitan Mazzola è sembrato cedere in questa stagione. L’highlander gialloblu, sin qui sorprendente per il suo contributo nonostante l’età in un ruolo logorante come quello di mediano centrale, ha infatti mostrato nel finale di campionato qualche scricchiolìo, tanto che Ficcadenti gli ha preferito in più di una partita il giovane Pulzetti. Il campionato di Mazzola è stato comunque sufficiente e se il Verona ha mostrato una buona tenuta difensiva una parte del merito va anche il suo lavoro talvolta oscuro ma estremamente prezioso a centrocampo. Il merito più grande del capitano è però un altro: dall’alto dell’esperienza dei suoi 36 anni (37 a giugno) Mazzola ha rappresentato per tutto il campionato un punto di riferimento indiscutibile per la squadra, specie nei momenti più delicati. Un esempio di professionalità e dedizione per i più giovani di cui sarà difficile fare a meno in futuro.
Voto: SUFFICIENTE
MUNARI (38 pres./4 gol)
Arrivato l'ultimo giorno del mercato estivo con l'ingrato compito di sostituire l'esplosivo Behrami, ha conquistato nel giro di poco tempo la fiducia del popolo gialloblu; e se eguagliare le prestazioni del talentuoso svizzero era un’impresa sin da subito impossibile, Munari ha comunque saputo coprire il ruolo di esterno di centrocampo con estrema dignità, specie nella prima parte del campionato. Discreto tecnicamente, Gianni ha dimostrato ottime capacità atletiche e di corsa (che si esaltano quando può aggredire ampi spazi di campo), nonchè un fiuto del gol notevole per un centrocampista. A nemmeno 23 anni è uno dei più interessanti prospetti italiani nel suo ruolo. Tanto che per lui potrebbe essere già arrivato il momento di lasciare Verona…
Voto: DISCRETO
PULZETTI (30 pres./1 gol)
Dopo un campionato da valida riserva (memorabile il suo secondo tempo contro il Mantova all’andata) ha chiuso la stagione da titolare (nel delicato ruolo di Mazzola), ripagando con buone prestazioni la fiducia di mister Ficcadenti. Ciò che più ha colpito sin da subito di questo ragazzo ventunenne giunto dalla C2 è stata la personalità messa in campo in ogni occasione. Dotato di grande grinta e buona corsa, Pulzetti si è infatti sempre assunto i suoi rischi e non si è mai tirato indietro. Certo deve ancora migliorare in esperienza ed in precisione, ma la stoffa c’è ed il Verona farà bene a scommettere ancora su di lui.
Voto: SUFFICIENTE
ADAILTON (39 pres./15 gol)
Per la prima volta in carriera ha potuto disputare una stagione intera senza acciacchi ed ha fatto il botto. Adailton ha disputato una prima parte di campionato fenomenale, trascinando (e sovradimensionando) il Verona con le sue giocate e i suoi gol, alcuni dei quali davvero spettacolari (in ordine sparso ricordiamo il primo dello 0-2 con la Cremonese, la punizione contro il Catania o la rete in contropiede a Modena). Quando il livello delle sue prestazioni ha cominciato a calare (dopo le 11 reti dell’andata, ne ha realizzate solo 4 durante il ritorno, di cui 1 sola su azione), contemporaneamente è crollata anche la squadra, che ha perso la sua unica risorsa in zona gol. L’addio al pubblico del Bentegodi al termine della penultima gara di campionato disputata contro il Bari, ha chiuso con amarezza una stagione comunque eccezionale. Verona, per colpa di una dirigenza ottusa (ad essere generosi), rimpiangerà l’Adailton campione (è il quarto bomber di sempre) e uomo.
Voto: OTTIMO
AURELIO (28 pres./0 gol)
Furetto dribblomane ed incontenibile nelle giornate di grazia, ha entusiasmato spesso durante i suoi spezzoni di gara il pubblico scaligero, ma non ha mai conquistato del tutto la fiducia di Ficcadenti. D’altra parte se è vero che il giovanissimo napoletano ha dimostrato qualità tecniche d’eccezione, non si può negare che il suo contributo sia stato nel complesso evanescente, specie sotto porta, dove ha sbagliato diverse occasioni clamorose, registrando un imperdonabile 0 alla voce gol. A sua giustificazione vanno comunque la giovane età ed il fatto di essere stato talvolta utilizzato fuori ruolo come punta centrale. Per questo merita la sufficienza, ma da lui ci si deve aspettare molto di più.
Voto: SUFFICIENTE
CUTOLO (5 pres./1 gol)
Forse sarebbe giusto non giudicarlo, perché i 170 minuti giocati sono davvero pochi. Se però in queste due ore e poco di più si è riusciti a trovare il tempo, come ha fatto Cutolo, di realizzare un gol (contro il Cesena), colpire un palo clamoroso (sull’1-0 ad Arezzo) e mettere in mostra qualche spunto interessante allora si può anche azzardare una sufficienza. Con un rimpianto: averlo visto così poco in campo.
Voto: SUFFICIENTE
IUNCO (33 pres./2 gol)
La più grande delusione gialloblu della stagione. Dopo le 6 reti in 25 gare (nonostante un impiego part-time) dello scorso anno, in molti si aspettavano da questo campionato la definitiva esplosione di Iunco, talento accreditato di ampi margini di miglioramento e finalmente titolare. La sua annata è stata invece alla prova dei fatti disastrosa. Il brindisino ha realizzato solo 2 gol (per giunta inutili) in ben 2117 minuti di gioco e, quel che è peggio, ha messo in mostra tutti i suoi lati peggiori: lo stile di gioco caotico, l’eccessivo individualismo, l’accentuata fallosità e talvolta anche la scarsa intelligenza tattica. Nonostante tutto rimaniamo convinti che il ragazzo abbia discrete qualità atletiche e di palleggio; per diventare un buon giocatore di categoria dovrà però ancora crescere molto dal punto di vista tattico e comportamentale.
Voto: INSUFFICIENTE
RANTIER (39 pres./4 gol)
Piccolo di stazza, dotato di buoni fondamentali e di un tiro velenoso (bellissimi i gol contro Cesena e Cremonese), il piccolo francesino è però parso irritante in più di un’occasione per la sua scarsa personalità. Il suo pare un talento sprecato: Rantier è infatti potenzialmente in possesso di tutti i mezzi tecnici per diventare un esterno anche da massima serie, ma li vanifica poi con la sua tendenza ad estraniarsi dal gioco e ad aspettare passivamente la palla senza aggredire gli avversari. Un atteggiamento inaccettabile specie sui campi rudi della serie cadetta.
Voto: INSUFFICIENTE
SFORZINI (35 pres./5 gol)
Unica punta centrale a disposizione di Ficcadenti (nonostante le insistite richieste estive del tecnico marchigiano), Sforzini nel corso della stagione ha sicuramente fatto tutto quello era nelle sue possibilità. Ha lottato, ha messo a disposizione i suoi centimetri e la sua fisicità, ha partecipato al gioco con le sue sponde di testa e, perché no, ha pure segnato qualche gol importante (su tutti quello dell’1-0 al Piacenza, che ha in pratica deciso la salvezza). Non ha invece potuto garantire un bottino di reti in doppia cifra, né tanto meno la capacità di tenere palla e far salire la squadra, prerogative tipiche del suo predecessore Bogdani. D’altra parte Sforzini, con i suoi ventuno anni, è un bomber ancora giovane ed acerbo, dalle qualità tecniche e di palleggio tutte da affinare. Tradizionalmente i centravanti di stazza (alla Vieri o alla Toni, tanto per fare qualche esempio fuori portata) necessitano di maggiore tempo per maturare e si impongono attorno ai 26-27 anni; l’impressione, glielo auguriamo, è che sarà così anche per il generoso Ferdinando.
Voto: SUFFICIENTE
FICCADENTI
Sul suo conto si è discusso molto durante la stagione. Ficcadenti è indubbiamente amato dalla Curva, ma secondo alcuni sarebbe sopravvalutato, visti i risultati non eccelsi conseguiti con una squadra modesta ma comunque non inferiore ad altre che hanno ben figurato (come Arezzo, Crotone, Pescara, Triestina o Bari). La verità, forse, sta proprio nel mezzo. Il Ficca è un tecnico molto preparato che sa spremere molto dai giocatori a sua disposizione e che in questa stagione ha anche dimostrato una certa flessibilità tattica (modificando l’impostazione del suo 4-3-3, modulo dal quale comunque non prescinde). Tuttavia non si può ignorare il calo netto che ha accompagnato tutti e due i suoi Verona nella seconda parte di stagione, né tanto meno il fatto che la squadra appare sì organizzata ma non proprio spettacolare. Tecnici come Gustinetti, Gasperini o Castori in questi anni hanno forse dimostrato di essere più bravi, ma Ficcadenti rimane comunque uno degli elementi più interessanti della nuova generazione della panchina ed è ancora giovanissimo (ha solo 38 anni!). Se di errori ne ha fatti, sicuramente avrà il tempo per correggerli e migliorarsi. Nel frattempo gli va un grande grazie per l’averci consentito di raggiungere una salvezza comunque non scontata.
Voto: BUONO

Non giudicati BECCIA, BAGALINI, FERRAZZA e DAVIES (1 presenza).
Andrea Perazzani 2003-2019 Hellastory è ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 800x600 pixel. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Ogni contenuto è liberamente riproducibile con l'obbligo di citare la fonte. Per qualunque informazione contattateci. []