Coppa Italia 1964/65

Il Verona in Coppa Italia LA MANIFESTAZIONE E IL CONTESTO STORICO

La Juventus suona la quinta e battendo la «grande Inter» di Herrera in un'agguerita finale mette in bacheca l'ennesimo trofeo. Un risultato a sorpresa che impedisce ai nerazzurri la conquista di uno storico Grande slam. Gli uomini di Herrera infatti nella stagione 1964/65 conquistano lo scudetto, al termine di un'avvincente duello con il Milan, la Coppa Campioni e la finale di Coppa Italia, battendo ai quarti il Cagliari con un spettacolare 6-3 dopo i tempi supplementari e la Roma ai rigori in semifinale. La decisione di posticipare la finale della Coppa a fine agosto, in pratica all'inizio della stagione successiva, spezza però questo momento d'oro e così i nerazzurri finiscono per soccombere agli juventini.

Numeri dell'edizione. Squadre partecipanti: 38. Marcatori: Faustinho Jarbas Cané (Napoli), Bruno Petroni (Atalanta), Giampaolo Menichelli (Juventus), Renzo Cappellaro, Luigi Riva, Francesco Rizzo (Cagliari) con 3 gol.

Accadeva quell'anno. 1965:
- Repressione anticomunista dei militari in Indonesia.
- In Cina inizia la 'rivoluzione culturale'.

Nella foto sotto il ventenne Gigi Riva, capocannoniere della manifestazione insieme ad altri 5 giocatori con 3 reti. Riva sarà il marcatore principe della Coppa Italia anche nelle edizioni 1968/69 e1972/73.
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Il Verona in quella stagione. Si comincia con le solite tensioni: il Presidente Albarelli, in disaccordo per gli elevati costi di affitto dell'impianto di gioco Bentegodi, non vuole iscrivere i gialloblu al Campionato. Altre polemiche minano la serenità della squadra: la cessione contemporanea dei due talenti Cera (al Cagliari) e Maioli (Foggia) a formazioni di serie A, indebolisce la squadra. Non era la prima svendita che i tifosi avevano dovuto subire con questa dirigenza. Risolta a metà la contesa col Comune, viene chiamato a guidare il Verona Giancarlo Cadè, giovane tecnico bergamasco di grande valore, che ha legato la sua fortuna e i suoi successi professionali al periodo di Garonzi. Torneremo a parlare di lui. La squadra che ha a disposizione è mediocre, eccetto qualche buon giocatore a centrocampo e Cadè sopperisce queste carenze strutturali con una cura particolare dell'aspetto tattico: aggiunge un difensore (Peretta) bloccato dietro i 3 marcatori nell'insolito ruolo di «libero», e inventa un giocatore di movimento a centrocampo. Questo, come detto, è il reparto più forte della squadra: Savoia, Scaratti, Zeno e Joan (8 reti su 29 partite per lui) sono giocatori dal grande futuro e destinati in futuro alla categoria superiore. Il nuovo modulo funziona: il Verona parte subito forte, produce un calcio spettacolare e conquista sorprendentemente la testa della classifica alla 15•° giornata. Ma la mancanza di uomini gol e soprattutto di cambi validi fa durare poco questa posizione. Anzi, nel girone di ritorno i gialloblu crollano letteralmente finendo con il precipitare, nel mese di marzo, in piena lotta per non retrocedere. Dalle stelle alle stalle. Il ritorno della bella stagione, che agevola le formazioni più tecniche, e la sagacia tattica di Cadè consentiranno un finale di Campionato dignitoso e tranquillo e la conquista del 14•° posto finale. Tanti i giovani lanciati definitivamente in prima squadra: da Sega a Golin, da Bonatti a Tanello a Savoia. Di lì a qualche stagione, saranno tutti protagonisti nella conquista della serie A.

Il cammino dei gialloblu in Coppa Italia. Se il campionato riserva all'Hellas emozioni intense e contrastanti (prima il sogno della promozione, poi l'incubo della caduta in serie C) la Coppa Italia si rivela invece decisamente più avara, costringendo i gialloblu ad un'immediata eliminazione. Ad estrometterci dalla Coppa ci pensa il Venezia capace di espugnare il Bentegodi con un meritato 2-0. Una sconfitta sicuramente evitabile. I (magri) risultati conseguiti dai lagunari nel corso della stagione sia in campionato (14•° a pari merito con l'Hellas) che in Coppa (eliminati al secondo turno dalla Simmenthal Monza) non faranno infatti che aumentare i rimpianti per una Coppa Italia lasciata senza nemmeno combattere.

Numeri dei gialloblu in Coppa Italia. Score: 1 partita, 1 vinta, 0 nulle, 0 perse, 0 gol fatti, 2 gol subiti, 0 punti. Marcatori: nessuno.

Curiosità. In questa edizione si imbatte per l'ennesima volta sul Verona la «maledizione veneta». Dopo il Vicenza (nel 1937/38), il Padova (nel 1959/60) e il Marzotto (nel 1960/61) questa volta il giustiziere è il Venezia. In pratica se si esclude la vittoria per 3-1 contro il Vicenza nel 1940/41 i gialloblu hanno sempre dovuto soccombere nel confronto con squadre corregionali. Per fortuna la «maledizione» termina qui. Dal 1965/66 in poi infatti nessuna squadra veneta riuscirà più a ripetere l'impresa.
RISULTATI

1•° TURNO - 06 Settembre 1964

VERONA - Venezia 0-2 Guizzo (VE), Gerosa (VE).


PRESENZE E GOL DEI GIALLOBLU
Giocatore Ruolo Presenze Reti
BERTUCCO Centrocampista n.8 1 0
CAPPELLINO Terzino sinistro n.3 1 0
CARLETTI Stopper n.5 1 0
DEL ZOTTO Mediano n.4 1 0
DI BARI Terzino destro n.2 1 0
GOLIN Ala sinistro n.11 1 0
Giocatore Ruolo Presenze Reti
JOAN Mezzala sinistra n.10 1 0
MAESTRI Portiere n.1 1 -2
MASCHIETTO Centravanti n.9 1 0
PERETTA Libero n.6 1 0
SEGA Ala destra n.7 1 0
ZENO Mezzala destra n.8 1 0

clicca per ingrandire FINALE - Roma - 29 Agosto 1965

JUVENTUS - Inter 1-0 14' Menichelli (J).

Nella foto la Juventus campione. In piedi da sinistra: il presidente Catella, Traspedini, Salvadore, Bercellino I, Anzolin, Castano, l'allenatore Herrera e il vicepresidente Giovanetti. Accosciati: Leoncini, Cinesino, Menichelli, Dell'Omodarme, Gori..

Juventus: Anzolin; Gori, Leoncini; Bercellino I, Castano, Salvadore; Dell'Omodarme, Del Sol, Traspedini, Cinesinho, Menichelli. All.: Heriberto Herrera.
Inter: Sarti; Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. All.: Helenio Herrera.
Arbitro: D'Agostini di Roma.
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