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Verona, 09.09.2007 ore 15:00 - Serie C - Giornata 3
HELLAS VERONA - PRO SESTO
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| HELLASTORY Match | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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COMMENTO
Grandissimo punto conquistato col cuore per la matricola Verona contro la corazzata Pro Sesto. Sarebbe bella come frase d’apertura per una TV privata, tipo, che ne so, Tele-Cavalcaselle. Magari una TV di un mondo parallelo, dove bastano quattro parole al vento e un «forsa Varrona!» per ribaltare la realtà. Sarebbe bello ma non è così. ![]() Colomba prosegue con i suoi esperimenti e ci propone una sorta di 4-4-2. Rafael in porta, Sibilano-Orfei centrali, Hurme debutta in campionato come terzino destro e il povero Mancinelli questa volta è sbattuto nel posizione di terzino sinistro. A centrocampo Corrent e Di Giulio con ai lati Ferrarese e Da Silva. In attacco Greco alle spalle di Morante. Tecnicamente la differenza tra le due squadre si fa notare subito. La squadra di Sala è volenterosa ma sembra andare in bambola quando qualcuno dei nostri parte. Greco è il primo che ci prova in due occasioni, prima dalla distanza e poi in dribbling tra tre avversari sulla fascia sinistra ma il cross rasoterra è debole e viene intercettato da Moreau. A parte queste due occasioni frutto di iniziativa personale, il Verona non sembra in grado di trovare spunti. Da Silva di tanto in tanto scambia la posizione con Greco con l’unico risultato di togliere continuità al lavoro svolto da quest’ultimo. Morante agisce per vie orizzontali cercando di giocare i vari palloni che dalle retrovie vengono mandati in avanti. Tutti palloni che giocati così sono ovviamente tutti palloni persi. A centrocampo Corrent e Di Giulio recuperano una infinità di palloni sembra anche con una certa disinvoltura. Ferrarese nel ruolo di capitano sembra meno nervoso del solito ma meno incisivo. E’ Corrent a confezionare una ghiotta occasione al 30esimo quando su una rimessa lunga crossa al centro un pallone indirizzato sulla testa di Da Silva. L’incornata a due metri dalla porta è di quelle da dimenticare. Nel frattempo si susseguono azioni lente e leziose, come se non fosse possibile fare qualcosa di non elaborato. Come se una costruzione semplice, per quanto efficace, potesse svilire il sentimento artistico del nostro mister…robe da matti. Sicuramente Sala non la pensa così visto che i suoi nell’unica azione in 40 minuti segnano il gol del vantaggio: cross per Maah, stacco tra Sibilano e Orfei, colpo di testa, gol. Prendere appunti che poi interroghiamo. Giusto il tempo per un altro tentativo della Pro Sesto dalal distanze e l’arbitro fischia la fine del tempo. 10.000 persone invece fischiano gli attori di questa rappresentazione teatrale che sulla carta doveva essere una commedia brillante e invece si è rivelata un dramma. Averlo saputo prima… Ve lo immaginate uno come Colomba che nello spogliatoio ribalta le panchine e dà i pugni sulla porta per svegliare i suoi ragazzi? Noi non ci riusciamo. Non sapremo mai cosa è successo in quello spogliatoio, fatto sta che nel secondo tempo sembra esserci un po più di convinzione tra i giocatori. Stupenda la semirovesciata di Sibilano su cross di Greco ma Moreau para miracolosamente. Poi dopo continui batti e ribatti arriva la rete. Lancio per Morante in area, sponda per Da Silva fuori aria, due passi e un destro dalla distanza che trafigge la porta della Pro Sesto. Incredibile, siamo riusciti a segnare. Ancora più incredibile, abbiamo segnato con un «puerile» tiro dalla distanza. Quasi quasi come gol non ci piace perché è troppo semplice, da terza categoria. Allora dai, perché non proviamo a farne uno bello e ricercato? No, troppo difficile. L’azione migliore la sbaglia Morante (sfortunato in questo caso) che in spaccata raccoglie un pallone che arriva da Hurme. Il tiro si stampa sulla traversa e rimbalza poco più in la della linea di porta. Colomba inzia con le sue sostituzioni: al 60esimo toglie Greco per inserire Cossu. Cambio che possiamo spiegare solo con la presunta stanchezza di Greco. Greco è stanco dopo un’ora di partita ad inizio campionato…non ci crediamo. Questa deve essere una delle alchimie dell’apprendista stregone. Cossu per quello non demerita affatto anche perché riesce con facilità spesso a saltare gli avversari e a mettere palloni in mezzo. Palloni che non vengono sfruttati. L’ultima azione pericolosa è ancora di Da Silva che ci prova dalla distanza. Dianda alla fine entra per Ferrarese e così abbandoniamo anche ogni residua speranza di sfruttare la fascia destra. Annotiamo nel recupero il debutto in gialloblù del ceco Ondrej Herzan. Insomma, questo pareggio non solo non ci basta ma ci fa anche abbastanza schifo. Ci fa schifo perché il Verona è ancora un cantiere aperto, con gioco che fatica a decollare, tantissima confusione e lasciato agli spunti personali, pochi peraltro. A tratti sembra che i giocatori non si siano mai allenati assieme da come si guardano mentre sono in campo con infiniti palloni sprecati perché questo o quello sono fuori dalla (presunta) posizione prestabilita. Signor Colomba, quanto ci vorrà ancora per vedere giocare questa squadra come si deve? Valeriano |
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| Serie C - 3a giornata | ||||||||||||||||||||||||||||||
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Verona, 9/9/2007
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