IL VERONA IN COPPA CAMPIONI

L'ASSEDIO - VERONA-JUVENTUS 0-0

Quello che salta subito agli occhi, fin dal primo tocco di palla al fischio d’inizio dell’arbitro, è la rabbia dei giocatori gialloblu. Di Gennaro e compagni si presentano davanti al proprio pubblico, caldo ed assordante come sempre, dopo la scoppola rimediata a Napoli e di fronte a quella Juve che solo un mese prima ha espugnato il Bentegodi. La voglia di riscatto è tanta, ormai tagliato fuori dalla lotta per lo scudetto, il Verona si concentra sulla Coppa Campioni.

Bagnoli conferma Galbagini, uno dei protagonisti dell’impresa di Salonicco, sulla sinistra della linea difensiva, in modo da permettere a Volpati di agire più avanti infoltendo il centrocampo. Mossa quasi obbligata, vista l’assenza di Galderisi, che riporta il Verona al modulo ad una punta usato da Bagnoli nel campionato 1982-’83, con Di Gennaro regista avanzato, pronto ad inserirsi sulle sponde di Elkjaer, e con Bruni, Sacchetti e Volpati a tenere alto il baricentro proponendosi anche in zona tiro. A Briegel, specialista nel “curare” i fuoriclasse, il compito di marcare Platini. Un Verona compatto quindi, ma senza troppa fantasia, costretto ad azioni abbastanza scontate e a tiri da fuori area.

Di fronte una Juventus regina in campionato, forte in tutti i reparti, un perfetto mix di forza fisica e tecnica. Davanti al roccioso Tacconi c’è la miglior difesa del torneo, forte dei “reduci” di Madrid, Cabrini e Scirea, l’uno mancino di fascia, l’altro regista difensivo di valore mondiale, coadiuvati da Favero e Brio, due difensori di scuola settantiana che all’occorrenza non fanno complimenti nell’usare tutti i mezzi per fermare l’attaccante di turno. A centrocampo i bianconeri schierano Bonini, gregario di grande personalità, che insieme al redivivo Manfredonia ha il compito di conquistare palloni per i piedi buoni dell’ex Udinese Mauro e per quelli, sopraffini, di Michel Platini. In attacco il talentuoso danese Laudrup e Serena, l’ariete che l’anno prima, nelle file granata del Torino, aveva fatto molto male alla Juve (e anche al Verona) e che in questo inizio di campionato si presenta in forma davvero smagliante.

Rabbia dicevamo, e tanto agonismo, tanta voglia di vincere. Nei primi 5 minuti di gara si legge già chiaramente il leit-motiv della serata: Verona all’arrembaggio e Juve in trincea, pronta però a ripartire di rimessa La cronaca è ricca di occasioni ma le palle-gol vere e proprie sono poche. Comunque, al 5’ minuto Volpati spara di poco sulla traversa, poco dopo è la volta di Briegel, ma anche il tedescone non centra la porta, mentre al 20’ è la Juve ad avvicinarsi pericolosamente nei pressi di Giuliani con un colpo di testa, a lato, di Serena. La voglia di vincere del Verona si infrange contro la solidità bianconera, i gialloblu collezionano un calcio d’angolo dietro l’altro ma è chiaro che il gol può arrivare solo da una prodezza personale oppure su qualche palla inattiva. Si gioca praticamente nella sola metà campo juventina e Galbagini è ormai salito a fare l’ala. Proprio un tiro di Galbagini, alla mezzora, deviato dalla difesa bianconera, supera Tacconi ma finisce di poco a lato.

Prima dell’intervallo c’è tempo per qualche timida protesta per una spinta in area ai danni di Di Gennaro e per un calcio di punizione di Platini che Giuliani è bravo ad intercettare e mandare a lato. Da segnalare infine l’uscita di Cabrini (sostituito da Pioli), mandato k.o. da un involontario scontro aereo con Tricella. Elkjaer, francobollato da Brio, non si trova a suo agio nelle aree troppe affollate e il suo primo tempo, nonostante l’impegno, è piuttosto incolore.

La ripresa inizia con il Verona ancora più determinato e nei primi 10 minuti la Juventus vacilla sotto i colpi della squadra gialloblu. Tacconi para un bel tiro di Di Gennaro e in seguito, su una botta a colpo sicuro di Galbagini, è un difensore bianconero a salvare la porta. è poi la volta di Sacchetti che trova un buon varco ma conclude centralmente. La manovra gialloblu non riesce a trovare profondità. Bagnoli toglie Galbagini e inserisce un secondo attaccante, Turchetta, allungando (ma solo in teoria) la squadra. Trapattoni risponde con il roccioso stopper Pin in sostituzione del centrocampista Mauro e, di fatto, la partita non cambia affatto volto: l’assedio gialloblu continua.

Alla mezzora ci riprova Di Gennaro, ma Tacconi è ancora una volta insuperabile, e poco dopo si registra la prima vera e propria conclusione di Preben che mette a lato di testa. Ormai si avvicina il 90° e nemmeno la forza della disperazione riesce a scalfire la difesa juventina. Le speranze gialloblu si chiudono con un tiro di Bruni che finisce a lato in pieno recupero.

“20 a 3 il conto dei corner per il Verona, 0 – 0 il punteggio che conta” recita sconsolato Puliero dai microfoni gialloblu di Radio Adige. Tutto è rimandato a Torino, dove si giocherà a porte chiuse, in un’atmosfera tutta da decifrare. Sicuramente la Juve dovrà cambiare tattica, venire fuori e cercare di fare la partita, lasciando al Verona più spazio e più chances in contropiede. La gara è ancora apertissima e il passaggio ai quarti di finale ancora tutto da decidere.



Davide

Verona, 23/10/1985 ore 20:30 - Coppa Campioni - Ottavi di finale - Gara d'andata
HELLAS VERONA

Giuliani, Ferroni, Galbagini (sostituzione58'Turchetta), Tricella, Fontolan ammonito, Briegel, Sacchetti ammonito, Volpati, Bruni, Di Gennaro, Elkjaer. All.: Bagnoli
  0   
JUVENTUS

Tacconi, Favero, Cabrini (sostituzione43'Pioli), Bonini, Brio ammonito, Scirea, Mauro (59'Pin), Manfredonia, Serena ammonito, Platini, Laudrup. All.: Trapattoni
  0   
Marcatori: -
Arbitro: Valentine (SCOZIA)
Note: Alla fine del primo tempo Cabrini si รจ infortunato in uno scontro con Tricella; ha riportato una ferita al cuoio capelluto, suturata con cinque punti; tre, invece, sono stati applicati a Tricella.
Spettatori paganti 38866 per un incasso di 761.536.000 Lire.

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