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HELLAS VERONA / Flashback

23 Gennaio 1983: VERONA - ROMA 1-1

Ho deciso di inaugurare il nuovo corso di «flashback», con aggiunta dei filmati d'epoca, con la partita che, personalmente, ritengo il simbolo della trasformazione dell'Hellas Verona da provinciale di rango a grande del calcio italiano, un posto che i gialloblu si terranno stretti per qualche anno, fino al triste epilogo di Brema, dove con l'eliminazione dalla coppa Uefa 1987-'88 si conclude di fatto la storia del grande Verona.

Ero indeciso, nel momento in cui sono stati disponibili i filmati, se iniziare con Verona – Roma o con Verona – Catanzaro dell'ottobre 1982, una partita altrettanto storica (la vittoria per 3-1 spedì il Verona in testa alla classifica, in coabitazione con la Roma, per la prima volta nella sua storia), alla fine l'ha spuntata la sfida contro i giallorossi di Liedholm e Falcao perchè è stato il momento in cui ho percepito, forte e chiaro, che il mio Verona non era una meteora ma una realtà destinata a durare.

Difficile, forse impossibile, trasmettere a chi non c'era le sensazioni di quel periodo, l'entusiasmo che le imprese gialloblu innescavano in città e in provincia. Il Verona neopromosso, partito per salvarsi tra mille affanni, dopo due sconfitte all'inizio (contro Inter e Roma) inizia a salire in classifica mettendo sotto tutti, compresa la Juve campione in carica. Si susseguono una serie impressionante di risultati positivi e con 17 giornate di imbattibilità l'Hellas stabilirà il record stagionale. L'entusiasmo crea nuovi eroi, in carne ed ossa, che si affiancano a quelli dei cartoni giapponesi: non c'è bambino in tutta la provincia che non conosca e non ammiri Josè Guimares Dirceu, il brasiliano del Verona che sembra conoscere solo due parole: «Ciao amigo!» e non gira mai senza una scatolone di foto autografate da regalare a chi lo saluta. La domenica pomeriggio si ferma tutto e se il Verona gioca in casa il Bentegodi si riempie in ogni settore mentre in ogni angolo della provincia le gesta della squadra gialloblu arrivano tramite la voce di Roberto Puliero. Alcune trasferte si trasformano in vere e proprie invasioni e non sono più soltanto i tifosi più caldi a seguire la squadra. Il gialloblu entra in tutte la case sotto varie forme: diffusissime le bandiere a scacchi e le maglie blu dell'Adidas, ma sono le sciarpe l'indumento distintivo più frequente. Bagnoli e i suoi ragazzi diventano ospiti fissi nelle trasmissioni sportive delle TV locali e non solo: Fanna & C. sono richiestissimi alle inaugurazioni di locali, pubblici esercizi etc. Insomma si scatena una vera e propria mania che coinvolge tutti.

Ma torniamo a bomba, a questo Verona – Roma che si giocherà in una tipica domenica invernale, con l'aria gelida e frizzante delle giornate serene a fare da cornice ad un Bentegodi invaso dalla bellezza di 41.512 spettatori (ndr: non c'era ancora l'anello superiore). La settimana che precede la partitissima del Bentegodi è febbrile e in giro non si parla d'altro. Le due regine del campionato si affrontano in una gara che, anche se siamo soltanto alla seconda giornata del girone di ritorno, sembra già decisiva per le sorti dello scudetto: la Roma è prima in classifica con due punti di vantaggio sull'Hellas, rispettivamente due e tre punti dietro ai gialloblu seguono Inter e Juventus. Ricordiamoci che la vittoria vale ancora 2 punti: se la Roma vince va in fuga solitaria mettendo tutti a distanza di sicurezza, con ampie possibilità di amministrare il vantaggio fino alla fine, se invece i giallorossi soccombono, oltre ad essere raggiunti in testa dal Verona, si troverebbero il fiato sul collo delle altre inseguitrici. In caso di parità le cose rimangono tutto sommato come sono, ma a giovarne sarebbe senza dubbio la Roma che manterrebbe comunque 2 punti di vantaggio. Insomma, la sfida del Bentegodi può chiudere o riaprire il campionato, è il primo vero big-match della stagione.

Il Verona è in forma, e non è una novità: i gialloblu non perdono da 14 partite, esattamente dalla sfida dell'andata all'Olimpico quando la Roma si impose a tempo scaduto, su calcio di rigore. Una settimana prima, l'Hellas ha sfiorato il colpaccio a San Siro subendo il gol del pareggio nerazzurro a pochi minuti dalla fine, dopo essere stato lungamente in vantaggio grazie ad un bel gol di Sacchetti. La Roma è invece in un momento delicato, i neo-campioni d'inverno hanno faticato parecchio per avere ragione del Cagliari e al Bentegodi mancherà il play-maker Falcao, sostituito dal giovane Valigi. Inoltre, la squadra capitolina, in trasferta non brilla come all'Olimpico.

Ecco la classifica prima della partita contro la Roma

SQUADRE

   

IN CASA

FUORI CASA

RETI

 

PUNTI

GIOCATE

VINTE

NULLE

PERSE

VINTE

NULLE

PERSE

FATTE

SUBITE

ROMA

24

16

8

0

0

2

4

2

25

12

VERONA

22

16

4

3

1

4

3

1

23

14

INTER

20

16

3

4

1

3

4

1

23

13

JUVENTUS

19

16

6

2

0

1

3

4

19

13

FIORENTINA

17

16

4

2

2

2

3

3

20

15

UDINESE

17

16

0

8

0

3

3

2

15

15

SAMPDORIA

16

16

3

3

1

2

3

4

15

18

TORINO

16

16

3

4

1

1

4

3

15

11

CESENA

15

16

2

5

1

1

4

3

12

13

CAGLIARI

15

16

4

2

2

0

5

3

13

18

GENOA

15

16

3

3

3

1

4

2

15

17

PISA

14

16

4

2

2

0

4

4

17

18

AVELLINO

14

16

3

4

1

0

4

4

14

19

ASCOLI

13

16

4

3

1

0

2

6

15

18

NAPOLI

10

16

1

4

3

0

4

4

9

18

CATANZARO

9

16

1

6

1

0

1

7

10

28

Come tutte le domeniche siamo a pranzo dai nonni materni. A mezzogiorno in punto il risotto è in tavola, a seguire lesso, pearà e patate al forno. Io e mio padre mangiamo in mezzora, «de strafogon» perchè la partita inizia alle 14,30, poi si va subito al bar della contrada dove si prende il caffè e si parte insieme ad altri tifosi, di solito in 2-3 auto, ma oggi la colonna è ben più lunga e per qualcuno si tratta della prima volta al Bentegodi. Non è ancora l'una e sulla statale che porta a Verona si trovano solo auto e pulmann che vanno alla partita. La zona stadio è affollattissima e i cori dei tifosi si sentono perfettamente dal punto dove parcheggiamo, in aperta campagna, nella zona dove oggi corre la tangenziale dietro il palazzetto dello sport. Io e papà abbiamo l'abbonamento di «curva di gradinata» che vale per entrambe le curve; naturalmente, di solito seguiamo la partita in curva sud, ma non è un problema intrufolarsi in «gradinata centrale» o addirittura in tribuna, soprattutto in occasione della partite di cartello. Infatti, una volta superato il cancello, puntiamo diritti verso le scale della gradinata centrale ed entriamo senza problemi. Il problema è piuttosto quello di riuscire a trovare un posto per sedersi e godersi la partita. Mio padre si accomoda sul primo scalino dal basso, a stretto contatto con la rete che divide la gradinata dalla curva nord, vicino ad un romano baffuto intabarrato di giallorosso. Io, che all'epoca ho 12 anni, mi accuccio sotto la ringhiera, in posizione yoga, accanto ad un ragazzo più o meno coetaneo che si chiama Nicola ed è il figlio del romano baffuto. Con Nicola ci scambio subito qualche parola e scopro che spera nella vittoria dell'Hellas perchè lui è juventino!!! Le diatribe tra padre e figlio in romanesco, durante la partita, saranno uno spettacolo nello spettacolo.

Sono emozionatissimo. Il Bentegodi oggi sta al calcio come La Scala sta al teatro, e lo spettacolo che mi accingo a seguire spero sia la replica delle entusiasmanti prestazioni alle quali il Verona mi ha abituato. È un onore essere lì e, che ci crediate o no, sento che un giorno sarà fantastico poterlo raccontare a chi non c'era!

Le squadre entrano in campo e la curve esplodono di cori e di colori, l'odore acre dei fumogeni mi riempie le narici. Vorrei essere anch'io nella bolgia della sud, ma mio padre quando può preferisce seguire le partite in silenzio, godendosi lo spettacolo del gioco. La partita inizia ed è la Roma a gestire le operazioni. I giallorossi giocano bene, sono una signora squadra e meritano senza dubbio la testa della classifica. La zona di Liedholm è spettacolare ed efficace, frutto di una perfetta amalgama tra la classe (Bruno Conti, Falcao, Di Bartolomei), l'esperienza (Pruzzo, Prohaska, Maldera) e la prestanza fisica (Nela,Vierchowod, Ancelotti). La ragnatela giallorossa avvolge il Verona che in porta schiera il debuttante Torresin al posto dell'influenzato Garella e «tortellino» Guidetti al posto dell'infortunato Di Gennaro. Dopo un tiro da fuoriche Tancredi devia in angolo, le occasioni sono tutte di marca romanista, Pruzzo prende anche una traversa e mi rendo conto che se continua così andiamo sotto. E infatti, su un rinvio di pugno di Torresin, arriva il bellissimo pallonetto di Iorio. «Adesso ne prendiamo altri due e addio sogni di gloria» penso mentre il baffone schiaffeggia amabilmente il figlio. Invece il Verona pareggia subito con una della sue classiche azioni offensive: Tricella per Marangon sulla sinistra che smista subito per Fanna, Pierino supera l'avversario sullo scatto e dal fondo crossa basso per Penzo che deposita in rete, proprio sotto la sud! Nicola si alza, mi abbraccia e poi calcia il padre sugli stinchi... Che partita butei! Il Verona potrebbe anche passare in vantaggio, ma Tancredi fa un mezzo miracolo su un colpo di testa del solito Penzo, sull'altro fronte la Roma prende ancora un palo, su calcio di punizione, e poi tutti negli spogliatoi.

Mentre il baffone spiega a mio padre che, oltre al figlio juventino, ha pure una moglie laziale, sgranchisco le gambe appoggiato alla ringhiera. Sono un po' preoccupato perchè la Roma gioca davvero bene. Invece la ripresa è tutta di marca gialloblu, gli ospiti non vogliono rischiare e, pur mantenendo il possesso palla, difficilmente passano la tre quarti. Il Verona prova a vincere la partita ma Tancredi è davvero insuperabile e nel finale Sella, appena entrato, sbaglia un gol clamoroso, praticamente a porta vuota. Un errore incredibile che archivia questa partita nel settore «dei se e dei ma», quella zona d'ombra della nostra mente dove dominano espressioni del tipo «se fosse entrato avremmo vinto la partita e forse...». Per la statistica, per la storia, la partita finisce invece in parità a tutto vantaggio della Roma che tiene tutte le inseguitrici a distanza di sicurezza, anche Inter e Juventus infatti pareggiano. La squadra di Liedholm esce dal Bentegodi con un bel pezzo di scudetto in tasca, un tricolore che alla fine tornerà a Roma, sponda giallorossa, dopo quarant'anni.

Usciamo con calma, in mezzo alla calca, mio padre, che vede complotti ovunque e considera il calcio una mafia in piena regola, è convinto che il pareggio sia stato combinato a tavolino. Io non ci credo nel 1983 e non ci credo nemmeno adesso: il Verona quella gara ha fatto di tutto per vincerla. Salgo in auto e a «tutto il calcio minuto per minuto» parlano quasi esclusivamente della partita del Bentegodi e si sprecano elogi per la squadra gialloblu. Non c'è davvero più nessun dubbio: siamo entrati di diritto tra le grandi!

CLASSIFICA DOPO LA 16^ GIORNATA:

SQUADRE

   

IN CASA

FUORI CASA

RETI

 

PUNTI

GIOCATE

VINTE

NULLE

PERSE

VINTE

NULLE

PERSE

FATTE

SUBITE

ROMA

25

17

8

0

0

2

5

2

26

13

VERONA

23

17

4

4

1

4

3

1

24

15

INTER

21

17

3

4

1

3

5

1

23

13

JUVENTUS

20

17

6

2

0

1

4

4

21

15

FIORENTINA

19

17

5

2

2

2

3

3

22

16

UDINESE

18

17

0

8

0

3

4

2

15

15

TORINO

18

17

4

4

1

1

4

3

16

11

SAMPDORIA

17

17

3

4

1

2

3

4

15

18

CESENA

16

17

2

6

1

1

4

3

14

15

CAGLIARI

16

17

4

3

2

0

5

3

13

18

ASCOLI

15

17

5

3

1

0

2

6

17

19

GENOA

15

17

3

3

3

1

4

3

16

19

PISA

14

17

4

2

2

0

4

5

18

20

AVELLINO

14

17

3

4

1

0

4

5

15

21

NAPOLI

12

17

2

4

3

0

4

4

11

19

CATANZARO

9

17

1

6

1

0

1

8

10

29

Davide

[la scheda di Domenico Penzo]

[Il tabellino dell'incontro]

[Vai alla pagina dell'Almanacco]



Hellastory, 11/10/2006



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