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HELLAS VERONA

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HELLAS VERONA

 
BENEVENTO 
Hellas Verona english presentation

2. Le Pagelle - 1a parte

RAFAEL de Andrade (34/-30)(4/-2)

Finita la quarta stagione in gialloblù per il portiere brasiliano ci sentiamo finalmente di dire: il ragazzo ha fatto progressi. Intendiamoci, nulla di stratosferico, però forse in questa stagione abbiamo visto Rafael più determinante del solito pur sempre con qualche pecca nelle sue proverbiali uscite mancate. Questa era la stagione più difficile per lui, reduce da molte critiche nella passata stagione. Ha saputo reagire con grande maturità e freddezza. Assolutamente decisivo nelle quattro partite dei Play Off. Per lui un meritato BUONO.

ABBATE Matteo (19/0)(2/0)

Uno dei giocatori voluti da Giannini per fare l’esterno della difesa a tre anche se nelle prime presenze in campo non ha convinto per niente. Orfano del suo mister è stato riciclato da Mandorlini nel ruolo di terzino per necessità. Da quel momento in poi è cresciuto molto e non ha fatto rimpiangere il Cangi di quel periodo. Poi ancora ha accettato di buon grado la panchina ma si è sempre fatto trovare pronto. E’ andato vicino al gol in più occasioni ma tra traverse e palloni respinti le sue inzuccate non hanno avuto troppa fortuna. In generale è stato una bella sorpresa, il suo contributo è pienamente DISCRETO.

CAMPAGNA Dario (8/0)(0/0)

Continuiamo a reputarlo un giocatore dal buon avvenire. Tuttavia se ancora alla terza stagione in gialloblù non è riuscito a ritagliarsi un posto in prima squadra qualche problema di fondo ci deve essere. Campagna sembra destinato a restare un mistero gialloblù. NON GIUDICABILE.

CANGI Francesco (19/1)(4/0)

Anche per Cangi deve essere stato molto difficile smaltire le scorie negative accumulate nella scorsa stagione. Lo dimostra il suo avvio di campionato in sordina, vuoi per incomprensioni con Giannini vuoi per problemi fisici. Si è riscattato ampiamente nella seconda parte del campionato dove è stato uno dei migliori giocatori, migliorando nettamente rispetto alla scorsa stagione. Un giocatore che saprà dimostrare tutto il suo valore anche in serie B. Il suo giudizio è BUONO.

ANDERSON Cavalheiro Robert (10/0)(2/0)

Non lo abbiamo potuto apprezzare con continuità avendo giocato praticamente tutto il campionato come riserva. Riserva pur sempre di lusso. L’impressione che ha dato è sempre stata positiva, tuttavia ci sentiamo di dire che NON E’ GIUDICABILE.

CECCARELLI Luca (31/0)(3/0)

A Ceccarelli, rispetto alla scorsa stagione, sono mancati solo i gol. Un campionato condotto ad alti livelli, gli stessi a cui ci aveva abituato la scorsa stagione. In coppia con Maietta forma un duo difficilmente superabile. Dopo i malintesi estivi, quando sembrava volesse andare allo Spezia, si è preso sulle spalle la squadra e con la sua continuità ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento dell’agognata promozione. Confermiamo il BUONO che ha ricevuto la scorsa stagione.

MAIETTA Domenico (22/0)(4/0)

Si scherzava durante il campionato: “Con un Maietta così affianco, chiunque può fare il difensore centrale”. A parte i problemi fisici che si portava dietro dalle scorse stagioni che l’hanno limitato durante la prima parte del campionato, Domenico Maietta è stato il vero leader indiscusso della difesa gialloblù. Probabilmente uno dei migliori difensori centrali visti a Verona negli ultimi 10 anni. Maietta “esce da area a testa alta come cervo esce da foresta” (cit.), è un piacere vederlo dirigere la difesa e vedere come gli avversari si infrangono impotenti contro di lui. Non ce ne voglia capitan Ceccarelli, ma Domenico Maietta si merita un pieno OTTIMO.

SCAGLIA Massimiliano (29/0)(4/0)

Ne centrocampista, ne terzino. Ne carne ne pesce. Il suo rendimento è stato altalenante sia con i moduli di Giannini sia con quelli di Mandorlini. Una partita ti fa gridare al fenomeno, nell’altra ti viene da strozzarlo. I giorni migliori di quello che fu “Turbo” Scaglia sono passati e si vede lontano un miglio. Non ci sentiamo però di condannarlo più di tanto, in fondo abbiamo visto di peggio negli anni, sulla fascia sinistra. Lo giudichiamo SUFFICIENTE.

VERGINI Santiago (15/1)(1/0)

Il pennellone scovato da Gibellini in Sud America è un ottimo prospetto e si può immaginare la carriera che farà nei prossimi anni. Al momento però, per quel che abbiamo potuto constatare sul campo, resta un giovane inesperto che al massimo può tornar utile con qualche presenza qua e la, nel momento del bisogno. Non ci è dispiaciuto, però a lui preferiamo di gran lunga Ceccarelli, Maietta e forse anche Abbate. In attesa dei fasti che verranno gli diamo un bel SUFFICIENTE.

NON GIUDICATI: Caroppo, Nicholas, Peretti, Emerson, Dos Santos, Malomo.
Tra parentesi sono indicate (gare campionato/gol campionato) e (gare playoff/gol playoff).

Valeriano

LE IMPERFEZIONI


E' ufficiale: ci giochiamo tutto nei playoff. A cinque giornate dal termine del campionato non abbiamo più nulla da scoprire. E nemmeno più nulla da dire. Del resto, non vinciamo da un mese esatto. Questo perché il Verona è una squadra imperfetta. Accreditato di un rosa di vertice non ha mai espresso realmente il suo potenziale, propone un gioco insulso, fastidioso, subisce continue amnesie difensive e incassa reti assurde pur avendo il migliore portiere del campionato. Non tira mai in porta. In ogni partita hai sempre l'impressione che gli assenti abbiano ragione: ieri si sentiva la mancanza di Matos e Crescenzi, oggi quella di Zaccagni, domani quella di Pazzini e così via. Ma anche questo non è poi sempre vero: a Perugia, senza 6 titolari (titolare? concetto oscuro e non appartenente a Grosso) ha sfoderato la più bella prestazione dell'anno. Manca di continuità questa squadra, è immatura, confusa dentro perché ha l'ossessione di recitare un unico copione. Non necessariamente quello che porta poi al risultato. Quante occasioni abbiamo sprecato? Un'infinità. Il problema di fondo è che Grosso è un allenatore imperfetto. Complicato, contorto, incapace di trovare una strada da seguire. Avrà pure vinto il Mondiale e tanti scudetti da calciatore, ma da allenatore è rimasto prigioniero della logica dei pupazzetti della Playstation. Per noi, che abbiamo visto campioni veri in panchina come Bagnoli, Prandelli e Mandorlini che vincevano campionati con 15 o 16 giocatori al massimo (e come loro anche Cadè e Valcareggi) il socialismo tattico di Grosso appare non solo incomprensibile, ma anche una mortificazione nei riguardi del talento vero. Avesse a disposizione 50 giocatori, tutti troverebbero posto. Magari scoprendosi impiegati in due o tre ruoli diversi. Non importa. Il caos viene esaltato ad espressione di qualità e valore. Pazzesco. E i risultati sono davanti agli occhi.

[continua]
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