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La scheda di Andrea Mandorlini

Mandorlini

Andrea Mandorlini


Nato a: Ravenna
Il: 17.07.1960
Nazionalità: italiana
Altezza: 182 cm
Peso: 74 kg
Ruolo: Allenatore
Palmares da allenatore: 2 promozioni in serie A (Atalanta 2003-04, Hellas Verona 2012-13), 1 promozione in serie B (H.Verona 2010-11), 1 promozione in serie C1 (Spezia 1999-00), 1 Campionato di Romania (CFR Cluj 2009-10), 1 Coppa di Romania (CFR Cluj, 2009-10), 1 Supercoppa di Romania (CFR Cluj 2010)
Debutto da allenatore: Triestina
Palmares da giocatore: 1 Scudetto (Inter 1988-89), 1 Supercoppa Italiana (Inter 1989), 1 Coppa Uefa (Inter 1990-91)

La carriera da giocatore di Andrea Mandorlini si chiude nel 1992/93 con un palmares di tutto rilievo: i sette anni trascorsi nell'Inter infatti gli regalano uno scudetto, quello dei record del 1988-89, una supercoppa italiana (1989) e una Coppa Uefa nel 1990-91. In totale, in quindici stagioni da professionista, giocati nel ruolo ormai estinto di libero, colleziona 322 presenze e ben 16 gol in serie A (grazie alle doti in acrobazia sui calci piazzati) e 34 presenze e 1 gol in serie B. Per lui anche una presenza in Nazionale Under 21.

Chiusa la parentesi da giocatore Mandorlini si tuffa subito, giovanissimo, nella carriera da allenatore. Già l'anno seguente al ritiro infatti, a soli 33 anni, subentra nella panchina della Manzanese, squadra della provincia di Udine che milita in serie D. L'impresa non riesce per due punti: la Manzanese infatti chiude al 18° e terzultimo posto con 26 punti e scende in Eccelenza.
Mandorlini trova quindi ospitalità nella sua città natale, il Ravenna, che gli offre la panchina di vice in C1. Sono quattro anni di gloria per il club romagnolo, che prima sfiora la promozione con Buffoni in panchina (1994-95), poi la conquista con Carmignani (1995-96) e quindi diventa la sorpresa della serie B, nel 1996-97, con in panchina l'astro nascente Novellino che la guida all'ottavo posto finale nonostante tre punti di penalizzazione. Nel 1997-98 arriva quindi Mauro Sandreani che conduce la squadra ad una tranquilla salvezza.

Mandorlini, dopo quattro anni a fianco di allenatori di ottimo calibro, si sente pronto al grande salto e nella stagione 1998-99 accetta, a stagione in corso, di subentrare alla guida della Triestina che milita in C2 con ambizioni di promozione. L'impatto è ottimo, la squadra inizia a macinare vittorie e chiude al secondo posto, arrendendosi alla promozione solo in finale play-off, sconfitta per 1 a 0 dal Sandonà. E' una delusione fortissima dal quale però il mister si riprende subito. L'anno successivo infatti (1999-00) viene chiamato allo Spezia ed è stagione da record: la squadra di Mandorlini chiude al primo posto con 76 punti, 15 di vantaggio sulla seconda (Alessandria) ed un rullino impressionante di 21 vittorie, 13 pareggi e 0 sconfitte. Impresa, quella di chiudere il campionato di C imbattuti, mai più riuscita a nessun'altra squadra. E la ciliegina sulla torta viene a fine stagione quando lo Spezia di Mandorlini si prende il lusso di umiliare per 4 a 1 in amichevole il Milan di Zaccheroni campione d'Italia.

Anche in serie C1 lo Spezia rimane protagonista chiudendo la stagione 2000/01 al quinto posto - si arrende alle corazzate Modena e Como (ai play-off) che l'anno successivo conquisteranno la serie A - e la stagione 2001/02 al secondo posto dietro al Livorno, dopo un testa a testa infinito chiuso in favore dei toscani per soli tre punti (lo Spezia chiude con 70 punti; 19 vittorie, 13 pareggie e 2 sole sconfitte). Ai playoff la squadra di Mandorlini, ormai stremata, si deve arrendere in semifinale alla Triestina di Ezio Rossi che aveva chiuso la stagione regolare al quinto posto con 17 punti in meno dei spezzini. E' la dura legge dei play-off, che per fortuna verrà vendicata qualche anno più tardi a Verona.

Mandorlini sente che il suo ciclo in Liguria è finito e nella stagione 2002/03 sale di categoria, a Vicenza in serie B. In biancorosso, dopo una partenza stentata (tra cui la sconfitta per 4 a 2 con l'Hellas; in gol Cossato due volte, Salgado e Vieri), ingrana nella stagione invernale innanellando un filotto di 6 vittorie consecutive che trascina sorprendentemente la squadra in zona play-off. La squadra regge fino ad inizio primavera (Mandorlini si vendica nel derby di ritorno vincendo 4 a 1 contro l'Hellas) ma crolla nelle ultime sette partite nei quali colleziona solo 4 punti scendendo all'ottavo posto finale, che rimane comunque il miglior posizionamento in classifica del Vicenza nell'ultimo decennio.

Che Mandorlini abbia lavorato bene se ne accorgono in molti, in particolare l'Atalanta che lo chiama per ricondurre la propria squadra nella massima serie, appena retrocessa dopo un doloroso spareggio contro la Reggina. L'occasione è ghiotta perché le promozioni in palio sono 6 (la A verrà allargata da 18 a 20 squadre) anche se le rivali di primissimo livello, tra le altre Fiorentina, Genoa, Cagliari, Livorno, Messina (che saliranno) e Torino. Ancora una volta il mister lascia il segno: l'Atalanta parte molto forte e si pone come la vera corazzata della prima parte di stagione, mantenendo a lungo il primo posto ed eguagliando il record societario di 24 partite senza sconfitte. Come nell'anno precedente però nella seconda parte di stagione la squadra ha una notevole flessione ma lottando a denti stretti riesce a strappare comunque il quinto posto finale che vale la promozione. Mandorlini può così tornare nel 2004-05 nella serie A che per tanti anni aveva vissuto da giocatore. Questa volta però nessuna impresa: nelle prime 14 giornate Mandorlini raccoglie solo 7 punti e l'Atalanta non può fare a meno di esonerarlo. Al suo posto Delio Rossi riesce a rivitalizzare la squadra, raccogliendo 28 punti in 24 partite senza però evitare ai bergamaschi l'onta dell'ultimo posto e della retrocessione.

L'esonero costa a Mandorlini un anno di stop: per ritrovare un posto in panchina infatti il tecnico ravennate deve aspettare l'inverno successivo quando a gennaio 2006 arriva la chiamata del Bologna che ha appena esonerato Ulivieri. La squadra emiliana punta alla A ma Mandorlini non riesce a risollevare le sorti di un ambiente demoralizzato e così dopo poche partite viene cacciato e richiamato Ulivieri (il Bologna chiuderà 8°, fuori dai play-off).

E' il periodo più buio per Mandorlini che, dopo due esoneri consecutivi, deve accettare di scendere in terza serie per tornare ad allenare, ancora una volta a stagione in corso, nell'ambizioso Padova di Cestaro, partito con ambizioni di promozione ed arenato nella bassa classifica del girone A della C1. Il mister accetta con entusiasmo la sifda ed in poco tempo trasforma la squadra che, mettendo in fila 9 vittore, 2 pareggi e 1 sconfitte in 12 partite raggiunge la zona play off. Sul più bello però la squadra si incarta: nelle ultime quattro sfide raccoglie solo due punti e chiude settima.

La grande cavalcata di Padova, pur se interrottasi sul più bello, basta a convincere il Siena a dare a Mandorlini una seconda chanche in serie A. Purtroppo finisce in una fotocopia dell'avventura di Bergamo di due anni prima: contro le big del massimo campionato il mister sembra non avere l'esperienza giusta per fare ingranare la squadra: in dodici giornate arriva una sola vittoria (3 a 0 sull'Empoli), 6 pareggi (tra cui un prestigioso 1 a 1 con il Milan) e 5 sconfitte e ancora una volta l'avventura in serie A finisce senza mangiare il panettone. Un peccato perché la squadra, trascinata da Maccarone, è valida e con l'arrivo di Beretta mette in cascina 36 punti in 26 partite (contro i 9 punti in 12 partite di Mandorlini) e si piazza tredicesima conquistando una salvezza tranquilla.

Mandorlini è così costretto ancora una volta a ripartire. Lo fa sottoscrivendo il 7 luglio 2008 un biennale con il neo promosso Sassuolo, appena abbandonato da Allegri, trasferitosi a Cagliari. L'obiettivo è la salvezza ma come successo più volte nel passato Mandorlini sorprende tutti partendo a razzo e conquistando prima di Natale la vetta della classifica a quota 32 punti in compagnia di Brescia, Parma, Empoli e Livorno. Sassuolo diventa un caso nazionale, richiamando l'attenzione dei giornali sportivi che lo rinominano il nuovo Chievo. A gennaio il mister chiede al ds Bonato rinforzi per poter puntare al grande salto, ma patron e ds ritengono che la squadra sia a posto così. Purtroppo si sbagliano. Fallito infatti un nuovo aggancio al primo posto l'8 marzo (sconfitta in casa con il Bari per 3 a 1) la squadra comincia a perdere colpi e dopo una striscia negativa di otto partite senza vittoria è costretta ad abbandonare anche la zona play-off chiudendo comunque con un onorevolissimo settimo posto a 60 punti (il Grosseto, sesto, ne fa 64).

Il mancato sostegno a gennaio da parte della società lascia il segno e Mandorlini chiede ed ottiene la rescissione del contratto biennale. Pochi mesi di pausa e arriva la proposta esotica del Cluj, club rumeno di alta classifica che lo chiama per vincere il campionato. E' un trionfo: Mandorlini infatti mette in bacheca nella sua prima stagione campionato e coppa di Romania. Naturale la conferma che porta ad inizio stagione 2010-2011 ad una nuova vittoria in Supercoppa di Romania.
In vista dell'imminente debutto di Cahampions League, nel quale il Cluj è inserito in girone con Bayern Monaco e Roma, Mandorlini rinforza la squadra chiamando a Cluj un piccola colonia dal campionato italiano: De Zerbi, Sforzini e Bjelanovic. La ricetta però non funziona e l'inizio di campionato è molto al di sotto delle aspettative con soli 8 punti conquistati nelle prime sette partite il che spinge l'impaziente presidente Cartu ad esonerarlo il 13 settembre 2010, giusto alla vigilia del debutto in Champions. La scelta non si rivelerà delle più felici dato che il Cluj non riuscirà a raddrizzare la stagione con il nuovo mister, chiudendo al decimo posto il campionato 2010/11. Per Mandorlini, ancora una volta bloccato all'anticamera dell'ingresso nel grande calcio, è una batosta durissima ed amara. Per il Verona, un gran fortuna.

Quando a novembre 2010 accetta l'offerta di Martinelli infatti, Mandorlini si trova in mano una squadra allo sbando, demoralizzata e avvilita da un'inizio stagione disastroso. Con grande rabbia e determinazione il mister riesce a restituire forza e convinzione alla squadra e i risultati non tardano ad arrivare: con una rimonta incredibile e otto successi consecutivi in casa (dopo che per anni il Bentegodi era stato teatro di paure e grandi delusioni per i gialloblu) conquista prima i play-off e dopo la promozione nell'inferno di Salerno.

Con lui il popolo veronese è tornato a sognare dopo anni di buio e ora, dopo un'estate piena di aspettative e di polemiche (a causa dell'ormai famigerata canzone degli Skiantos Italiano terrone che amo dedicata ai salernitani) come un grande condottiero, e fresco di rinnovo del contratto fino a giugno 2014, si appresta ad aprire un nuovo ciclo per un Verona dalle grandi ambizioni.


Carriera da giocatore:
Stagione Squadra Serie Presenze Reti
1978-79 Torino A 5 0
1979-80 Torino A 22 0
1980-81 Atalanta B 34 1
1981-82 Ascoli A 27 2
1982-83 Ascoli A 17 1
1983-84 Ascoli A 29 2
1984-85 Inter A 29 0
1985-86 Inter A 26 0
1986-87 Inter A 30 1
1987-88 Inter A 27 2
1988-89 Inter A 26 3
1989-90 Inter A 24 3
1990-91 Inter A 18 0
1991-92 Udinese A 31 2
1992-93 Udinese A 11 0


Carriera da allenatore:
Stagione Squadra Serie Piazzamento Successi
1993-94 Manzanese D Sub. 18 -
1994-95 Ravenna (vice-allenatore) C1 5 -
1995-96 Ravenna (vice-allenatore) C1 1 -
1996-97 Ravenna (vice-allenatore) B 8 -
1997-98 Ravenna (vice-allenatore) B 14 -
1998-99 Triestina C2 Sub. 2 Sconfitto ai play-off
1999-00 Spezia C2 1 Promozione
2000-01 Spezia C1 5 Sconfitto ai play-off
2001-02 Spezia C1 2 Sconfitto ai play off
2002-03 Vicenza B 9 -
2003-04 Atalanta B 5 Promozione
2004-05 Atalanta A Sost. -
2005-06 Bologna B Sub. Sost. -
2006-07 Padova C1 7 -
2007-08 Siena A Sost. -
2008-09 Sassuolo B 7 -
2009-10 CFR Cluj (Rom) A 1 -
2010-11 CFR Cluj (Rom) A Sost. -
Nov. 2011 Hellas Verona C1 Sub. 5 Promozione
2011-12 Hellas Verona B 4 Sconfitto ai play off
2012-13 Hellas Verona B 2 Promozione
2013-14 Hellas Verona A 10 -
2014-15 Hellas Verona A - -





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