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PAOLO PIUBELLI, "PAN E BALON"   
LE GIOVANILI GIALLOBLU E LE PRIME CONVOCAZIONI   
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L'INFORTUNIO E UNA "NUOVA" VITA   


 

STAGIONE 1990-91

Il Verona, dopo un decennio di grandi risultati, riparte dalla serie B, e da Eugenio Fascetti come allenatore.

La rosa del Verona stagione 1990-91
La rosa del Verona stagione 1990-91 (tratta dall'inserto de L'Arena in presentazione del campionato): Paolo Piubelli è il quarto nella fila in alto da sinistra.

Piubelli è l'elemento di spicco della formazione Primavera, ma ormai è aggregato in pianta stabile alla prima squadra e, dopo 2 anni di anticamera, è arrivato anche il suo momento. L'esordio in una gara ufficiale si concretizza nel primo turno di Coppa Italia, il primo settembre 1990 nella gara di ritorno di Palermo. I gialloblu, all'andata, si erano imposti per 2-1. Alla Favorita, di fronte a circa 30.000 spettatori, i rosanero siciliani passano in vantaggio al 44' grazie ad un gol di Cangini, e si va all'intervallo con il Palermo virtualmente qualificato.

Nella ripresa, Fascetti inserisce Piubelli al 60' al posto di Calisti; due minuti dopo Davide Pellegrini incorna in rete la palla del pareggio, che ribalta la qualificazione in favore del Verona. Arrivano poi i gol di Magrin su rigore e di Lunini a siglare il 3-1 finale con cui il Verona si impone d'autorità guadagnando il secondo turno della competizione nazionale. A fine gara Piubelli è chiaramente euforico per il debutto e per la rimonta ottenuta con lui in campo e racconta ai taccuini de L'Arena: "Sono alle stelle, il mio esordio è stato coronato anche da una vittoria che per me non poteva essere più bella. Era molto tempo che aspettavo una serata del genere".

Il secondo turno di Coppa Italia è decisamente più impegnativo, e mette di fronte alla squadra di Fascetti il Torino di Mondonico, formazione di serie A. L'andata si gioca al Bentegodi e i granata si impongono addirittura per 4-0, dilagando nella ripresa. Un punteggio troppo severo per il Verona che, almeno per tutto il primo tempo, ha giocato alla pari. Piubelli non viene schierato; gioca invece la gara di ritorno a Torino, mercoledì 13 settembre 1990. La partita di coppa cade a metà settimana, subito dopo la prima di campionato di serie B, nella quale il Verona ha battuto largamente il Messina. A Torino, contro ogni pronostico, il Verona vince 1-0 con un gol di Fanna al 33': la qualificazione dei granata non è mai in discussione, ma per i gialloblu di Fascetti è una bella soddisfazione. Il diciottenne Piubelli gioca 90' e se quello col Palermo era stato un esordio contro una formazione di serie C, quello contro il Torino è stato sicuramente un banco di prova importante. Piazzato davanti alla difesa, ha mostrato già le caratteristiche tipiche del centrocampista incontrista: senso della posizione, puntualità negli interventi, grinta e determinazione nei contrasti.

La presentazione di Paolo Piubelli
La presentazione di Paolo Piubelli sul citato inserto de L'Arena a inizio stagione 1990-91.

Mister Fascetti sa quindi di poter contare su un elemento giovane ma già affidabile, tanto che a Cosenza, 3 giorni dopo, quando a 10 minuti dalla fine del primo tempo Robert Prytz è costretto a chiedere il cambio per una contusione al setto nasale, il tecnico fa entrare Piubelli. Finisce 0-0 e, nonostante Fascetti ai microfoni dei giornalisti confessi di non essere soddisfatto dell'atteggiamento della squadra, il Verona ha dimostrato la solidità che serve per un campionato come quello di B.

Per l'esordio di Paolo Piubelli dal primo minuto è solo questione di tempo: il suo momento arriva alla quinta giornata, 7 ottobre 1990, nella gara interna contro il Barletta. Il giovane gialloblu viene schierato con la maglia n. 4 e gioca tutti i 90 minuti. Finisce anche qui 0-0, un'altra delusione per il Verona dopo la pesante sconfitta 4-0 di Reggio Emilia, maturata con una tripletta di Ravanelli.

Nonostante un avvio non proprio esaltante, il Verona di Fascetti si rende protagonista di un ottimo campionato e riconquista immediatamente la serie A. La compattezza dello spogliatoio ha sopperito ampiamente ad una situazione societaria che definire caotica è poco.

Proprio nel momento in cui comincia ad ottenere la fiducia del mister, Piubelli è costretto a fermarsi per un infortunio alla spalla che lo tiene lontano dal campo per buona parte del campionato. Ritorna solo verso fine stagione, giusto in tempo per collezionare un totale di 8 presenze nel campionato di serie B, di cui 2 da titolare. E in tempo per festeggiare con i compagni: il Verona conquista la promozione e, dopo un solo anno di purgatorio, ritorna in serie A.


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VECCHIE LOGICHE, NUOVE IDEE


Non ho capito se la sosta di campionato, dopo sole 2 giornate, serva di più ai tifosi per assorbire lo stress accumulato dall'infinita sessione estiva del calciomercato oppure ai giocatori per completare le noiose incombenze ordinarie che scaturiscono da un trasferimento (traslochi, iscrizioni scolastiche per i figli, gestione utenze etc). In mezzo ci mettono un paio di gare della nazionale, generalmente senza troppo valore tecnico, quasi a non voler distogliere da motivazioni molto più serie. Scherzi a parte, alla fine il famoso giocatore di qualità non è venuto. E non è una cattiva notizia viste le ultime star che hanno svernato a casa Setti. Del resto, dopo il flop Balotelli, abbiamo fatto fatica ad identificare come tale i vari Simeone e Babacar. Buoni giocatori per la carità, cari di cartellini di categoria superiore, ma ancora alla ricerca di una vera identità da protagonisti. Mentre invece abbiamo scoperto il grintoso Amrabat e il tecnico Pessina, e presto avremo modo di conoscere l'effettivo valore di Stepinski che tanto ci ha fatto penare per averlo con noi e le potenzialità dei giovanissimi Adjapong, Salcedo e Wesley. Non solo: Bessa (un po' perché infortunato, un po' perché non ha avuto opportunità di mercato), Danzi e Tupta sono rimasti a Verona. Perlomeno fino alla fine dell'anno solare proveranno a conquistare Juric. Pare che persino Di Gaudio, a lungo ai margini, abbia rinunciato a qualche offerta per giocarsi qui le sue chance. Juric appare dunque sempre più padrone della situazione e, dopo lo svarione in Coppa Italia con la Cremonese, è riuscito davvero a creare un gruppo compatto e orgoglioso a sua immagine e somiglianza.

[continua]
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