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HELLAS VERONA

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PROSSIMO IMPEGNO
  domenica 26, h 12:30  

HELLAS VERONA

 
PISA 
Hellas Verona english presentation


PAOLO PIUBELLI, "PAN E BALON"   
LE GIOVANILI GIALLOBLU E LE PRIME CONVOCAZIONI   
STAGIONE 1990-91   
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STAGIONE 1992-93   
STAGIONE 1993-94   
L'INFORTUNIO E UNA "NUOVA" VITA   


 

STAGIONE 1991-92

Nella stagione di serie A 1991-92 Piubelli fa parte della rosa con la consapevolezza di potersi giocare qualche opportunità in campo. La campagna acquisti è di quelle che fa sperare grandi cose: in riva all'Adige arriva anche il fuoriclasse slavo Dragan Stojkovic. Il 10 luglio 1991 Paolo Piubelli si presenta per le visite mediche insieme al veterano Andrea Icardi, e dichiara ai giornalisti de L'Arena: "La serie A mi sembrava un sogno, per ora l'obiettivo è quello di debuttare, poi tutto quello che viene viene. Sono giovane, ho davanti a me grandi campioni, ma posso confessarla una piccola speranza? Quella di farmi largo, di trovare spazio. Viste le caratteristiche dei centrocampisti, forse non sarà impossibile".

Ha ragione, il giovane Piubelli: complice anche l'assurda squalifica rimediata da Stojkovic in amichevole pre-campionato, il plotone dei centrocampisti a disposizione di mister Fascetti in avvio di stagione è piuttosto assottigliato. E così l'esordio in serie A è possibile già alla seconda giornata di campionato, in casa della Sampdoria che porta il tricolore sul petto. Una gara proibitiva, che difatti finisce 2-0 per i blucerchiati. Piubelli parte piuttosto frastornato, poi trova il ritmo e disputa una discreta gara.

Sette giorni dopo conosce anche l'emozione di esordire a San Siro, contro l'Inter. E' un Verona in emergenza, privo degli squalificati Stojkovic e Renica, e degli infortunati Calisti, Pellegrini e Prytz. Partono dal primo minuto due classe 1972, Paolo Piubelli e Stefano Tommasi.

"Potete immaginare l'emozione di giocare in uno stadio così" racconta Piubelli.

Pronti via, e il nostro centrocampista entra subito nel taccuino della cronaca: Bianchi lo punta in area, Piubelli gli prende il tempo e la palla, ma l'interista vola a terra e Pezzella fischia rigore. La moviola di fine gara assolverà il gialloblu, mentre sul quarto rigore fischiato al 75', per fallo di mano sempre di Piubelli, non c'è nulla da eccepire. Sì, perché in quella gara Pezzella, di rigori per l'Inter, ne assegna ben 4! Il portiere gialloblu Gregori fa i miracoli ma nonostante tutto finisce 2-0 per l'Inter.

Il suo collega Walter Zenga, che nonostante un pomeriggio tutto sommato tranquillo si è guadagnato la pagnotta con un'uscita su Raducioiu col punteggio ancora sullo 0-0, viene premiato a inizio gara come miglior portiere del mondo. Un trofeo che il numero uno interista dedica a Gabriele Di Lupo, figlio dell'ex vicepresidente gialloblu, nonché ex Primavera del Verona, ucciso qualche giorno prima da un fulmine che si era scaricato sul campo di allenamento della formazione toscana del Santa Maria a Monte.

Per vedere il primo successo del Verona di Fascetti in serie A bisogna attendere la quarta giornata, 22 settembre 1991, quando al Bentegodi arriva il Bari. I gialloblu vincono 2-1 grazie ad un rigore di Prytz e ad un autogol di Loseto. Piubelli assapora finalmente la gioia della prima vittoria in serie A da protagonista in campo.

La storia di quel campionato di serie A la conosciamo bene: nonostante l'entusiasmo e la voglia di tornare protagonisti, Mazzi e Ferretto devono scontrarsi con la dura realtà dei fatti. A nulla è servito l'ingaggio di Stojkovic, che ha scatenato la fantasia di tifosi e addetti ai lavori: il Verona retrocede nuovamente in serie B. Inutile anche il disperato tentativo di affidare la squadra alle cure dell'inedita coppia Mario Corso – Nils Liedholm. Anzi, il finale di campionato è imbarazzante: 2 punti nelle ultime 8 partite relegano la squadra gialloblu al terzultimo posto, a ben 8 punti di distacco dalla zona salvezza.

La formazione del Verona che scese in campo al Bentegodi il 26 aprile
  1992 contro la Fiorentina
La formazione del Verona che scese in campo al Bentegodi il 26 aprile 1992 contro la Fiorentina.In piedi: Gregori, Pin, L. Pellegrini, Serena, Renica, Piubelli, D. Pellegrini; accosciati: Polonia, Stojkovic, Icardi, Raducioiu.

Le poche note positive di quella stagione vengono proprio dai giovani: Piubelli alla fine mette insieme 17 presenze, non male per un ragazzo di appena 20 anni. Si segnala anche Stefano Ghirardello, classe 1973, solo 4 presenze ma già un gol, quello della bandiera nella sconfitta interna 1-3 con l'Atalanta, che diventa il più giovane marcatore gialloblu in serie A, record che sarà poi battuto da Gilardino. Vanno in campo anche Stefano Tommasi, Guerra e Sturba (classe 1972), mentre Zermiani (1973) e Guardalben (1974) assaggiano la panchina.

"Per un veronese è difficile vivere in città quando le cose vanno male. Era praticamente impossibile uscire di casa senza "ciapar parole". Verso fine campionato, quando la squadra ebbe il tracollo inarrestabile, decisi quindi di trasferirmi temporaneamente a Desenzano per stare un po' più tranquillo".

Si avverte molto la pressione a Verona?

"Io l'avvertivo, eccome. Era uno dei miei punti deboli: sentivo tantissimo la partita. Non chiudevo occhio la notte se c'era una gara importante. Figuriamoci poi quando c'erano i derby o le partite più attese: gli amici cominciavano a martellarmi una settimana prima. Per molti dei miei compagni, più navigati di me, e per di più provenienti da fuori Verona, il derby era una partita come un'altra, anche se magari si prestavano al gioco della stampa con dichiarazioni ad effetto sull'importanza vitale della gara. Un Luca Pellegrini, tanto per fare un nome di uno dei compagni con più esperienza, poteva anche dichiarare di sentire particolarmente il derby, ma in realtà non era così. Invece io non ci dormivo".

Insomma, è molto questione di "testa"?

"E' così. Uno dei compagni di squadra che ricordo come fra i più forti di mentalità è Luciano Favero. Non si può certo dire che avesse mezzi tecnici da giocatore di serie A, ma sapeva interpretare le partite con una concentrazione invidiabile".


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I GIALLOBLU SI SENTONO SOTTO PRESSIONE? E MENO MALE!


Penso che sia doveroso fare un richiamo al concetto di pressione visto che alcuni giocatori continuano a lamentarsi del fatto che la squadra non riesce ad esprimersi al meglio perché in questo periodo viene messa costantemente sotto pressione di risultati e gioco. Ma di cosa stiamo parlando? questo è il mondo del lavoro. Non ci dimentichiamo che il concetto di stress (vedi nota sotto) e' strettamente correlato all'obiettivo aziendale fissato (in questo caso la promozione in A), alla percentuale di fattibilità e soprattutto alle occasioni sprecate. Pertanto, maggiore e' la necessità di dover recuperare per assicurarsi l'obiettivo e maggiore è la tensione nervosa che viene messa in gioco. Una Spal che liquida il Cesena in concomitanza di un Frosinone abbattuto a Bari (e noi a Bari dobbiamo ancora giocarci) mette inevitabilmente sul piatto l'importanza della posta in palio della sfida interna con l'Ascoli. I giocatori, evidentemente, dimenticano due principi fondamentali: primo, che giocano nel Verona, in un Verona retrocesso senza lottare l'anno scorso e in doveroso recupero di credibilità. Pertanto devono sempre dimostrare qualcosa in più. Certo, giocare nella Virtus Entella, in riva al mare col massimo obiettivo di una qualificazione playoff e' un'esperienza completamente diversa. Forse, allora, non sono adatti al Verona. Secondo, certe cadute fragorose e ingiustificabili (Cittadella) o sconfitte improponibili per assenza di agonismo (Vicenza, Latina, Avellino mica Madrid e Barcellona) fanno dubitare parecchio sulla capacità autonoma di tensione motivazionale ed evidenziano, al contrario, totale assenza di pressione. La stessa, al contrario, che ora stanno subendo. Ma esclusivamente a causa loro.

[continua]
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