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Descendere (non morari) - Speciale retrocessioni su Hellastory.net

1991/1992, parte 2 - IL CAMPIONATO

Il Verona ritrova un campionato di serie A che nel frattempo è diventato a 18 squadre, con 4 retrocessioni. Domenica 1 settembre 1991 la prima gara contro la Roma di Ottavio Bianchi. Nel Verona sono assenti Stojkovic per la nota squalifica e Davide Pellegrini per infortunio. Fascetti affida la maglia numero 10 allo svedese Prytz, e consegna una maglia da titolare al giovane Michele Serena. La prima formazione del campionato è la seguente:
Gregori, Calisti, Polonia, Rossi, Pin, Renica, Fanna, Icardi, Raducioiu, Prytz, Serena.
Il Verona si fa apprezzare per lunghi tratti della gara e la prima vera occasione da gol ce l'ha Raducioiu, ben imbeccato da Fanna, al 20' della ripresa, ma il suo tiro in corsa si spegne sull'esterno della rete. Niente in confronto a quello che il rumeno combina al minuto 80: questa volta salta anche Cervone in velocità e, con tutto lo stadio già pronto ad esultare, spara incredibilmente a lato l'appoggio a rete. "Gol sbaglià / gol ciapà" recita un coro della Sud fin troppo noto, e 3 minuti dopo è Muzzi a regalare i 2 punti alla Roma con un colpo di testa vincente su cross di Haessler. Nel finale il Verona si butta all'assalto ma prima Cervone e poi la traversa negano il meritato pari. Significativo il computo dei corner: 13-5 a favore del Verona, a testimoniare che i gialloblu la loro gara l'hanno fatta, eccome. Fascetti a fine gara se la prende con la disattenzione della difesa, dato che Muzzi al momento del gol era da solo in mezzo a 5 difensori gialloblu.

Tre giorni dopo arriva finalmente il primo successo stagionale, nella gara di ritorno di Coppa Italia contro il Lecce. Il Verona ribalta la sconfitta dell'andata e chiude la pratica qualificazione già nel primo tempo con un rotondo 3-0 firmato da una doppietta di Icardi e da un gol di Fanna. Nella ripresa c'è spazio per il primo gol italiano di Stojkovic, e Lunini chiude la gara sul 5-0. E' un'iniezione di fiducia per rituffarsi nel campionato, sempre in attesa di poter schierare Stojkovic. La Coppa Italia edizione 1991-92 si arresterà per il Verona agli ottavi di finale contro il Milan, che passerà il turno solo per aver segnato un gol in più in trasferta.

Alla seconda giornata i gialloblu sono attesi da un'insidiosa trasferta a Genova in casa dei campioni in carica della Sampdoria. Fascetti consegna una maglia da titolare al giovane Piubelli. Finisce 2-0 per i doriani con le reti di Cerezo nel primo tempo e di Vialli, con una spettacolare semirovesciata, nella ripresa. Dopo 2 turni il Verona è ancora al palo, ed è pure atteso dalla trasferta di Milano contro l'Inter. C'è di che preoccuparsi, ma per fortuna in settimana arriva una prima buona notizia: la corte di appello riduce da 6 a 4 le giornate di squalifica a Stojkovic, che potrà quindi fare il suo esordio alla quinta giornata a Napoli.

Attilio Gregori
Attilio Gregori.

La gara con l'Inter è destinata a rimanere negli annali per il record di rigori assegnati ai nerazzurri da parte dell'arbitro Pezzella di Frattamaggiore: ben 4! Si comincia presto: dopo 2 minuti dall'inizio della gara Piubelli atterra Bianchi e dal dischetto si presenta Lothar Mattheus, ma Gregori sventa in angolo con un prodezza. Sul finire del primo tempo, nuovo penalty per fallo su Berti: stavolta sul dischetto va Andy Brehme, uno che ha realizzato il rigore decisivo nella finale dei Mondiali '90, mica poco. Gregori para nuovamente, ma sul pallone si fionda la consueta massa umana e il più lesto è Desideri che mette a segno il gol dell'1-0. Nella ripresa Pezzella assegna altri due rigori, ovviamente sempre a i padroni di casa. Il primo lo sbaglia Ciocci che, preoccupato dallo stato di grazia di Gregori, spedisce a lato; infine il quarto lo segna Desideri, col brivido: palo-gol. Una giornata folle, che ha la conseguenza di lasciare il Verona ancora a zero punti dopo 3 giornate, ultimo in classifica.

La classifica è ovviamente cortissima, ma alla quarta giornata al Bentegodi arriva il Bari e non si può più sbagliare. E il Verona non sbaglia: Prytz fa lo Stojkovic e al 18' spedisce in rete una punizione magistrale. Tre minuti dopo è un'autorete clamorosa di Loseto a mettere al sicuro il primo successo veronese. Calcaterra sigla il gol della bandiera, finisce 2-1 per il Verona che nella ripresa ritrova anche Davide Pellegrini. I gialloblu tirano un respiro di sollievo e guardano al futuro con maggior serenità: recuperato fisicamente Pellegrini, è anche terminata la squalifica di Stojkovic. Da Napoli in avanti si potrà vedere la formazione tipo voluta da Fascetti.

A Napoli non c'è storia e finisce 3-1 per i padroni di casa, ma la domenica successiva il Verona affonda il Cagliari con un secco 2-0. Il primo gol è di Fanna su azione d'angolo, e il raddoppio arriva con Stojkovic su punizione, anche se per il referto ufficiale è autorete di Mobili. Dopo il successo contro il Cagliari, la classifica si fa un po' più amica: il Verona è 13mo a pari della Fiorentina, con 4 punti, e ha già 4 squadre alle spalle: Bari e Cremonese (3 punti), Cagliari (2 punti) e Ascoli (1 punto). Fondamentale a questo punto è anche la gara della settima giornata a Cremona: uno scontro diretto da non fallire.

Dragan Stojkovic
Dragan Stojkovic

A Cremona Fascetti deve rinunciare nuovamente a Stojkovic fermo per guai fisici. La partita si mette male subito: dopo 1 minuto, su azione d'angolo, Gualco infila Gregori. Salta completamente il piano tattico di Fascetti, mentre i lombardi si chiudono a riccio e puntano sulla velocità di Chiorri e Dezotti nel contropiede. Celeste Pin è in difficoltà con l'argentino e deve ricorre alle maniere forti: dopo 29 minuti colleziona già due cartellini e viene espulso. Al 44' lo segue negli spogliatoi Renica, anche lui per doppia ammonizione. Sembra un paradosso: proprio i due pilastri della difesa, gli uomini di maggiore esperienza, che steccano clamorosamente una gara-salvezza lasciando i compagni in 9 per tutto il secondo tempo. Nonostante la pesante inferiorità numerica, il Verona regge e sfiora il pari in un paio di occasioni, prima di cedere nel finale alle reti di Favalli e Dezotti che fissano il punteggio in un severo 3-0.

Sette giorni dopo è una doppietta di Riedle a dare il successo alla Lazio al Bentegodi, e per il Verona la situazione di classifica comincia a farsi pesante. Dopo 8 giornate i punti sono solo 4, frutto di 2 vittorie e di 6 sconfitte. Soltanto 5 i gol segnati, 2 da Prytz, uno da Fanna, più due autoreti (Loseto e Mobili). Tutti i gol, ad esclusione dell'autorete di Loseto, sono venuti su palla inattiva: roba da far invidia anche al Verona edizione 2015-16! Sono invece 14 i gol subiti, con il solo Cagliari che non è riuscito a infilare Gregori. Preoccupa in particolare il fatto che non sia arrivata nemmeno una rete dagli attaccanti di ruolo: Raducioiu si muove molto, ma ha già consolidato la fama di sprecone; Pellegrini ha giocato solo una gara intera a Napoli e per il resto è rimasto fuori per infortunio. Come se non bastasse, anche Stojkovic, già appiedato dal giudice sportivo per 4 turni, si è già infortunato. Piove sul bagnato.

Quando meno te lo aspetti, ecco la reazione d'orgoglio del Verona, che va a cogliere un prezioso pareggio a Parma, sfiorando anche la vittoria. Dopo il rigore di Pytz al 54', la rete del pari arriva per una sfortunata autorete di Icardi a un minuto dal termine.

E' l'inizio di un periodo positivo, con il Verona capace di cogliere 5 risultati utili su 6 gare fino alla fine dell'anno, con la sola sconfitta di Firenze, e 3 fondamentali vittorie contro Genoa, Foggia e Ascoli al Bentegodi. La quadra sembra finalmente aver trovato una certa continuità di risultati, e sa sfruttare a dovere il fattore campo. Il tutto sempre con uno Stojkovic a mezzo servizio: lo slavo continua ad avere problemi fisici e nella partita casalinga contro l'Ascoli esce per uno stiramento muscolare già dopo mezzora, sostituito da Magrin. Qualche nota positiva anche dall'attacco: contro il Genoa, alla decima giornata, arriva la prima rete gialloblu di Raducioiu, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. L'attaccante rumeno si era anche guadagnato il precedenza il rigore trasformato da Prytz. A decidere la gara con il Foggia alla 12ma giornata è invece Davide Pellegrini con uno spettacolare tuffo di testa, naturalmente su palla ferma di Stojkovic.

L'anno solare 1991 si chiude con il Verona 13mo in classifica, a quota 12 punti, insieme ai campioni in carica della Sampdoria! Il vantaggio sulle inseguitrici non è chiaramente rassicurante, ma i gialloblu hanno lasciato sotto di loro Cagliari, Cremonese, Bari e Ascoli.

L'inizio del 1992 è proibitivo: il Verona è atteso dalla trasferta di Bergamo, dalla gara interna contro il Milan e dalla trasferta di Torino contro la Juventus. A Bergamo il Verona raccoglie un buon punto inchiodando il risultato sullo 0-0. In vista dell'arrivo del Milan, Fascetti cerca di caricare l'ambiente e contro la corazzata rossonera, prima in classifica e destinata a fare suo lo scudetto, si inventa la "marcatura a donna", metafora con cui spiega che le marcature dovranno essere decisamente strette. La gara è tutt'altro che spettacolare e viene decisa da una deviazione di Icardi su tiro di Ancelotti. Il Verona troverebbe anche il gol del pari con Renica, ma l'arbitro annulla per un fuorigioco probabilmente inesistente. Quello che non succede in campo, dove la partita è piuttosto noiosa, succede fuori, dove i teppisti si scatenano inscenando una guerriglia. Il risultato è di undici arresti, sette fra i veronesi e quattro fra i milanisti. A farne le spese anche Marco Mazzocchi, noto volto televisivo Rai, che viene aggredito.

All'ultima di andata il Verona va a Torino in casa della Juventus. E' un'altra autorete, stavolta di Luca Pellegrini , a spianare la vittoria bianconera: alla fine la Juventus si impone 2-0.
Finisce il girone di andata con il Verona sempre al 14 posto, due punti sopra il Cagliari e 4 sopra il Bari. Se Atene piange, Sparta non ride: anche le dirette avversarie dei gialloblu faticano a muovere la classifica.

Rimane sempre l'annoso problema del gol. Raducioiu è ormai un problema cronico, anche se nulla si può dire sul fatto che il rumeno sia difficilmente marcabile in velocità, e spesso carica di falli e cartellini i difensori avversari. Fascetti in avanti le tenta tutte: fa debuttare anche Sturba, prova Lunini punta centrale con il rumeno più defilato, dà spazio alle incursioni di Michele Serena, e centellina le presenze di Davide Pellegrini, alle prese con una stagione maledetta dal punto di vista fisico. Tutto inutile: i gialloblu restano senza segnare per 5 partite di fila, e meno male che contro la Sampdoria arriva uno 0-0 a muovere la classifica.

Il 9 gennaio la partita che segna lo spartiacque: al Bentegodi arriva l'Inter e si assiste all'ennesimo rientro di Stojkovic. Lo slavo gioca una partita magistrale, e il Verona si impone per 1-0 grazie ad un gol di Ezio Rossi. Stojkovic fa in tempo anche a sbagliare un rigore concesso per fallo di Zenga su Pellegrini, ma in una giornata così tutto gli è concesso: esce al 90' per far posto a Piubelli, raccogliendo gli applausi a scena aperta del Bentegodi.
C'è già chi si stropiccia gli occhi: ha valso la pena aspettare sin qui se questo è il campione tanto acclamato. Il campionato sembra in discesa, e il Verona ha aumentato il vantaggio su Cagliari e Bari che però, a scanso di equivoci, nella stessa giornata hanno strappato un pari rispettivamente a Roma e a Genova sponda Samp.
Ecco che, come già successo a Cremona, il Verona si sfalda sul più bello: a Bari è già sotto dopo 3 minuti per la rete di Terracenere. I gialloblu giocano comunque una prova gagliarda, ma Raducioiu spreca una incredibile occasione da gol ciccando clamorosamente palla dopo aver saltato anche il portiere barese Alberga. Così, al 40', su azione di contropiede, arriva l'ennesima autorete della stagione, opera di Pin su tiro di Boban, e a poco serve il gol di Michele Serena nella ripresa. L'assalto finale non sortisce effetti e il Verona esce sconfitto dal San Nicola.

La "frittata" si completa nel mese di marzo, dopo la sconfitta per 1-0 con il Napoli maturata sul neutro di Cremona, campo designato dopo la squalifica del Bentegodi per gli incidenti seguiti alla partita interna col Milan. In sequenza il Verona perde 4-0 a Cagliari, pareggia in casa 2-2 con la Cremonese (nonostante una doppietta di Serena) e perde 2-0 a Roma con la Lazio, con l'ennesima autorete di Luca Pellegrini a spianare il successo biancoceleste. A fine gara Mazzi anticipa l'esonero di Fascetti: "Finora abbiamo fatto degli interventi soft, ora saremo più netti. E difatti, dopo la sosta pasquale, il 29 marzo 1992 il Verona che torna in campo contro il Parma non ha più in panchina Eugenio Fascetti, esonerato per far posto al tandem Nils Liedholm - Mario Corso. Una soluzione che invita i più superstiziosi a gesti scaramantici: già nel 1957-58 il Verona si affidò ad una coppia formata da Direttore tecnico - allenatore (allora furono Gipo Viani e Tavellin) nell'inutile tentativo di evitare la retrocessione. Contro il Parma decide la gara un "gollonzo" di Renica degno di Mai dire gol. A otto giornate dalla fine il Verona, con 19 punti in classifica, resta aggrappato alla zona salvezza, che è un solo punto più sopra, a quota 20 dove si è insediato il Cagliari che al Sant'Elia ha liquidato con un rotondo 4-0 anche la Fiorentina, inguaiandola nella lotta per non retrocedere. Tutto è ancora possibile, ma il Verona non ha più nulla da spendere. Stojkovic va a sprazzi ma non illumina più la scena, Raducioiu mette a segno contro il Torino il suo secondo e ultimo gol del campionato, peraltro inutile, e la difesa fa acqua da tutte le parti, al punto da beccarne 5 in un colpo solo a Foggia. La miseria di 2 punti nelle ultime 8 giornate spedisce il Verona direttamente in B senza attenuanti. La quota salvezza a fine campionato è distante ben 8 punti, e i gialloblu riescono nell'impresa di farsi superare anche dal Bari, finendo terzultimi davanti solo a Cremonese e Ascoli.

La classifica finale del campionato

I numeri sono impietosi: Fascetti, a inizio campionato, aveva pronosticato 25 gol dal trio Stojkovic - Pellegrini - Raducioiu. Lo score finale è rispettivamente 1 - 3 - 2, in tutto 6 reti, una miseria. Il capocannoniere della squadra è Prytz con 4 gol, di cui 3 su rigore. 24 i gol fatti, peggior attacco della serie A, e 57 quelli subiti, solo l'Ascoli ha fatto peggio. Una debacle dura da accettare, se si pensa ai propositi di inizio campionato.
La squadra, dopo aver lungamente mantenuto l'ultimo dei posti utili per la salvezza, ha ceduto di schianto nel finale, proprio quando il Cagliari invece ha trovato le energie per sprintare. Clamorosi i numeri del Verona dopo la vittoria interna con l'Inter: 14 gare, 1 vittoria (col Parma), 3 pareggi (con Cremonese, Ascoli e all'ultima giornata nel pirotecnico quanto inutile 3-3 con la Juventus) e ben 10 sconfitte. Non vale nemmeno appellarsi alle molte assenze di Stojkovic: per assurdo il tracollo della squadra coincide proprio con il periodo in cui lo slavo ha superato i problemi fisici e gioca titolare con continuità. Segno che la squadra era costruita in modo da non potersi permettere il lusso di un fuoriclasse dal piede buono ma limitato sul piano dinamico.
Una serie nera che ricorda, ai tifosi più anziani, quella del 1957-58, quando il Verona, al suo primo campionato di serie A, precipitò dal settimo all'ultimo posto nel volgere di 3 mesi.
L'unica nota positiva, a volerla cercare, è la rete di Stefano Ghirardello nella sconfitta per 1-3 contro l'Atalanta il 10 maggio 1992. Ghirardello diventa il gialloblu più giovane ad aver segnato in serie A, all'età di 19 anni, 4 mesi e 25 giorni (7.055 giorni). Un gol tutt'altro che memorabile: una deviazione "alla Inzaghi" su un tiro dalla distanza di Stojkovic. Il precedente record era di Franco Bergamaschi che, era andato in gol a Bologna il 3 gennaio 1971, all'età di 19 anni, 10 mesi e 24 giorni (7.268 giorni). Il record di Ghirardello sarà poi battuto da Alberto Giardino il 15 ottobre 2000, anche se qui parliamo di un calciatore non cresciuto nelle giovanili del Verona.

In quanto a record negativi, pensavamo che fosse impossibile fare peggio del Verona 1978-79, quello che rimase senza segnare per quasi 11 partite consecutive. Invece un piccolo record "nero" il Verona 1991-92 lo stabilisce: è quello della peggior differenza reti, -33, di gran lunga peggiore del -25 del Verona di Mascalaito - Chiappella. Inoltre il campionato si segnala per il record del minor numero di punti conseguiti in trasferta: 4 punti in tutto, frutto di altrettanti pareggi, proprio come nella stagione 1978-79. Per completezza di informazione va ricordato che nel campionato ‘78-79 c'erano 4 partite in meno.

Paolo




Hellastory, 12/05/2016
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