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HELLAS VERONA

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Introduzione | Giornate 1-2 | 3-4 | L'Alluvione di Firenze | 6-7 | 8-9 | Rec.5 | Rit.1-2-3 | 4-5-6 | 7-8 | 9 | Semifinale | Finale

Giornate 1-2 - Varese e Atalanta

“EROICA” PREMESSA

Ho sempre immaginato di poter, un giorno, fare appello all’artificio dell’ineffabilità della materia per giustificare la difficoltà di raccontare una storia. Manzoni, nella sua innata modestia, si chiedeva se avrebbe trovato dei lettori una volta che lui avesse completato “l’eroica fatica”.

E invece non c’è niente da fare: scrivere del successo della Primavera del Verona di 50 anni fa è tutt’altro che una fatica, ma è un piacere. Se qualcosa di eroico poi c’è, casomai è stata l’impresa di quei ragazzi che hanno dato lustro al Verona in anni in cui, dopo oltre 60 anni di storia, il massimo fulgore della società gialloblu era stato un campionato in serie A, terminato con un esito a dir poco sconcertante.

Tuttavia è necessaria una premessa, e non tanto per cercare alibi, quanto per dare un quadro il più possibile corretto della storia che andiamo a raccontare. In quegli anni non c’erano Internet né Rai Sport, e il campionato Primavera rimaneva relegato nelle pagine del calcio locale, quando andava bene. La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport riportavano alcuni risultati il lunedì, ma senza marcatori né tantomeno tabellini. C’erano diverse lacune, e non erano rari gli errori. Fortunatamente, L’Arena era fra i quotidiani che davano spazio alla Primavera nelle cronache del lunedì. Non altrettanto facevano per esempio La Gazzetta di Mantova, sulla quale si trovano solo sporadiche cronache delle partite dei giovani virgiliani. Ancora meno su La Gazzetta di Reggio, dove non c’è traccia di nessuna partita, ad esclusione di un recupero infrasettimanale con il Milan.

Fortunatamente, la nostra ricerca storica ha avuto come guide alcuni fra gli ex giocatori di quella squadra Primavera, ovvero Dino Gobbi, Renato Negri e Gaetano Pasetto, grazie ai cui racconti siamo riusciti a dare un senso unitario al lavoro. Ma soprattutto dobbiamo ringraziare Giancarlo Fusaro, che ci ha messo a disposizione il suo archivio personale, nonché un nutrito album fotografico. Un ringraziamento va infine a Nicola Padovani e all’Associazione Culturale Verona Hellas per il materiale messo a disposizione e per il supporto logistico.

Gaetano Pasetto, Paolo di Hellastory, Renato Negri e Dino Gobbi
Il gruppo di lavoro, reso più allegro dallo svuotamento dei calici, costituito da Gaetano “Tano” Pasetto, Paolo di Hellastory, Renato Negri e Dino Gobbi.


PARTENZA IN “SORDINA”

La prima volta che ho sentito usare il termine “sordina” avevo probabilmente 9 anni, e l’Italia aveva appena vinto il Mondiale in Spagna. In uno dei racconti del Guerin Sportivo di cui ero vorace, si diceva che l’Italia era partita in “sordina”. Ovvero in tono smorzato, con una metafora che chiama in causa la sordina, dispositivo musicale che serve a smorzare i suoni. Tale è anche la partenza del Verona nel torneo Primavera della stagione 1966-67, al cui via si presentano 37 squadre, divise in 4 gironi come segue:

GIRONE A: Atalanta, Brescia, Mantova, Milan, Padova, Reggiana,
Varese, Venezia, Verona, Vicenza;

GIRONE B: Alessandria, Genoa, Inter, Juventus, Lecco, Novara,
Sampdoria, Savona, Torino;

GIRONE C: Arezzo, Bologna, Fiorentina, Lazio, Livorno, Modena,
Pisa, Roma, Spal;

GIRONE D: Catania, Catanzaro, Foggia, Messina, Napoli, Palermo,
Potenza, Reggina, Salernitana.

L’unica delle 38 società di serie A e B (all’epoca la serie A era a 18 squadre e la serie B a 20 squadre) a non partecipare al campionato è il Cagliari, per evidenti motivi di logistica. All’epoca non erano sostenibili le spese per le trasferte aeree nel campionato Primavera.

Il Verona è inserito nel girone più numeroso, quello da 10 squadre: 6 sono società di serie A (Atalanta, Brescia, Mantova, Milan, Venezia e Vicenza) e 4 sono società di B (Padova, Reggiana, Varese e Verona). La formula è tale per cui si qualificano alle fasi finali 2 squadre per girone: la miglior piazzata di serie A e la miglior piazzata di serie B. Le avversarie dirette del Verona sono pertanto Varese, Reggiana, e il campione in carica per la serie B, il Padova.

Le società impegnate nel Girone A.
Le società impegnate nel Girone A.

Il campionato inizia il 9 ottobre 1966, e il calendario prevede che il Verona riceva al vecchio Bentegodi il Varese.

Il mister gialloblu, ad inizio stagione, è Ugo Pozzan, originario di San Martino Buon Albergo, uno dei prodotti più pregiati nella storia del vivaio gialloblu. Classe 1929, Pozzan esordì in prima squadra nella stagione 1949-50, formando poi con Gino Pivatelli una coppia di attaccanti temibilissima. Entrambi finiranno nel Bologna per volontà di Gipo Viani.

Pozzan schiera la seguente formazione per affrontare il Varese:

Bertucco, Righetti, Migliorini, Guardalben, Gobbi, Fusaro, Pangrazio, Antonini, Stoppa, Fratton, Pastorello.

Il Verona Primavera deve rinunciare all’elemento di spicco del centrocampo, Luigi Marcolongo, che nelle prime giornate del campionato di serie B è stato aggregato da Omero Tognon alla prima squadra. Il giovane Marcolongo fa il suo esordio alla quarta giornata, il 2 ottobre 1966, in Verona – Alessandria 1-1, e viene convocato con la prima squadra anche la settimana successiva, in vista della trasferta di Catanzaro, dove alla fine Tognon gli preferisce a centrocampo Umberto Colombo. Il Verona esce sconfitto 3-1 dal campo di Catanzaro; fra i locali va a segno con una doppietta Gianni Bui, fresco vincitore del premio quale miglior realizzatore del campionato di serie B 1965-66, e decisamente intenzionato a ripetersi. Non è un caso se i dirigenti gialloblu metteranno gli occhi addosso al bomber modenese per il campionato 1967-68.

Frattanto, a Verona, l’esordio della squadra Primavera non è particolarmente entusiasmante: la gara con il Varese finisce 1-1.

I gialloblu vanno in vantaggio per primi con una rete di Pangrazio, ma si fanno raggiungere nella ripresa da Bellei del Varese. Nel tentativo di fare sua l’intera posta, Pozzan getta nella mischia Pistori al posto di Stoppa. Pastorello ha un paio di buone opportunità da gol, ma i lombardi reggono e portano a casa 1 punto prezioso. Nelle altre gare del girone A si registrano subito 2 vittorie esterne, rispettivamente del Milan sul campo del Padova, e del Venezia sul campo della Reggiana, entrambe per 1-0. Successo interno per il Vicenza che batte il Brescia per 1-0 con rete decisiva di Martinello.

I gialloblu posano durante il ritiro estivo a San Zeno
I gialloblu posano durante il ritiro estivo a San Zeno (foto per gentile concessione di Pistori).

Germano Pistori e Ezio Antonini
Germano Pistori e Ezio Antonini durante il ritiro estivo a San Zeno (foto per gentile concessione di Pistori).


Bertucco protagonista a Bergamo

Nella seconda giornata di campionato, il Verona è atteso dall’Atalanta, che gioca sul campo militare Generale Umberto Utili di Bergamo, sito in Via Baioni. Il campo esiste tuttora, anche se, dopo che nel 1997 è stata sciolta la Brigata Legnano che aveva in cura la manutenzione, non è più un campo militare ma di proprietà del Comune di Bergamo.

Il campo militare Generale Umberto Utili di Bergamo
Foto del campo G. Utili al giorno d’oggi (fonte il sito de L’Eco di Bergamo).

Il Generale Utili, cui è intitolato tutt’oggi il campo di Via Baioni, fu il comandante del Corpo Italiano di Liberazione che combatté, dopo l’8 settembre, sotto il comando degli Alleati.

Mister Pozzan conferma la formazione che ha pareggiato all’esordio col Varese; dall’altra parte, l’Atalanta, reduce da un pareggio a Mantova, è anch’essa in cerca della prima vittoria in campionato. La gara, disputata su un terreno molto pesante, è equilibrata, anche se nel primo tempo è il Verona a giocare meglio, e la cronaca de L’Arena riferisce di un evidente fallo da rigore ai danni di Stoppa non sanzionato dall’arbitro. Nella ripresa invece viene accordato un rigore per l’Atalanta: batte Manenti, ma il portiere gialloblu Alberto Bertucco para e mette le mani sullo 0-0 finale. Il Verona esce imbattuto dalla trasferta di Bergamo ma deve ancora rinviare l’appuntamento con la prima vittoria in campionato. Frattanto, in una giornata che registra il rinvio di Brescia – Reggiana per impraticabilità di campo, il Milan batte il Mantova e rimane da solo in vetta a punteggio pieno. E proprio il Milan sarà l’avversario del terzo turno.

Prima giornata, 9 ottobre 1966

VERONA – VARESE 1-1

VERONA Bertucco, Righetti, Migliorini, Guardalben, Gobbi, Fusaro, Pangrazio, Antonini, Stoppa (Pistori), Fratton, Pastorello.

VARESE: Galletti, Isella, Rondina, Bellei, Vallacchi, Gobbi, Visentin, Volpato, Galasso, Salvaneschi, Fumagalli.

RETI: Pangrazio al 15’ pt, Bellei al 22’st

Seconda giornata, 16 ottobre 1966

ATALANTA – VERONA 0-0

ATALANTA: Resmini, Bissa, Torrioni, Spinelli, Manenti, Invernizzi, Furgoni, Bernini, Morosini, Boreo, Tonsi.

VERONA: Bertucco, Righetti, Migliorini, Guardalben, Gobbi, Fusaro, Pangrazio, Antonini, Stoppa, Fratton (Pistori), Pastorello.

Note: Bertucco para un rigore a Manenti.


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Hellastory, 12/04/2017

UNA SQUADRA INAFFIDABILE


Ma cosa diavolo è successo a partire dal 70'? come si fa a non tenere 2 gol di vantaggio dopo aver dominato completamente l'avversario? Due pali (già lì...) e due gol in soli 20 minuti. Durava un altro paio di minuti e perdevamo, tanto non eravamo più in campo. Questione di fisico o testa? Cosa è successo? Cosa continua a succedere al Verona? Di questo deve rispondere il signor Pecchia perché aveva la partita in mano e, per l'ennesima volta dopo Bergamo, Chievo e soprattutto con il Bologna non siamo riusciti a tenere il risultato sul binario di controllo. E il secondo tempo contro il Genoa? Dovevamo rimontare, abbiamo fatto un solo tiro in porta con Cerci. Crolliamo sempre nella ripresa, ci imbamboliamo. A Ferrara i nostri difensori hanno finito in continuo affanno (Ferrari e soprattutto Caracciolo), sconcertante Bessa sempre avulso dal gioco, infruttuosi i cambi mai entrati in partita. Il finale ha calato l'ennesima ipnosi collettiva ingiustificabile. Del resto, signori miei, questi siamo. Peccato perché era l'occasione perfetta per vincere uno scontro diretto e mettere fieno in cascina prima del terribile finale di stagione (Milan, Udinese e Juventus). Invece restiamo penultimi in classifica, con 32 gol incassati e la certezza che questa squadra va rifondata. Se ha intenzione di salvarsi, perché comincio a dubitare anche di questo.

[continua]
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