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Giornata 7: Verona-Atalanta

RISCATTO CON L'ATALANTA

L'ultima sconfitta in campionato del Verona Primavera era datata addirittura 26 febbraio 1967, quando la squadra allenata da Giacomo Conti fu sconfitta per 1-0 dal Milan. Ancora una volta è stata fatale una trasferta contro una milanese, questa volta l'Inter. Quando una formazione vincente, come era il Verona di quel biennio, incappa in una sconfitta, il compito principale dell'allenatore è quello di rifondere fiducia ai propri giocatori. Caceffo decide di affidarsi ai ragazzi di maggior qualità per la sfida interna con l'Atalanta, e rischia un centrocampo di buona tecnica, ma senza un incontrista vero di ruolo. Rispetto alla gara di Appiano Gentile, dovendo ancora rinunciare a Marcolongo, il mister gialloblu toglie Marradi e schiera a centrocampo Fratton, Cinquetti e Pastorello, praticamente 3 mezzale con propensioni offensive. Sull'ala, al posto di Pastorello, viene inserito Mario Stoppa.

L'Atalanta, dopo una sconfitta nella gara iniziale a Brescia, è in serie positiva da 5 giornate, e non subisce gol da 3 partite. Il problema principale, per i ragazzi nerazzurri, sembra quello di andare in gol: solo 2 le reti messe a segno in 6 giornate. In attacco, l'elemento di spicco è Giuseppe Doldi, nato nel 1950, un ragazzo talentuoso che arriverà anche a giocare in serie A prima con l'Atalanta e poi con la maglia dell'Inter, anche se non avrà grande fortuna a Milano. Altro buon elemento in forza alla squadra bergamasca è Innocenzo Donina che, con Morosini, è andato a segno nell'ultimo turno nella vittoria per 2-0 sul Padova. Donina non arriverà mai a giocare in serie A, ma disputerà oltre 200 partite in serie B negli anni Settanta, con le maglie di Atalanta, Reggiana, Lanerossi Vicenza e Bari.

La squadra Primavera che il 26 novembre 1967 ha affrontato l'Atalanta al vecchio Bentegodi
La squadra Primavera che il 26 novembre 1967 ha affrontato l'Atalanta al vecchio Bentegodi. In piedi: Giacomi, Pastorello, Gobbi, Pasetto, Pangrazio, Negri, Fratton, Padovani II, mister Caceffo; accosciati: Stoppa II, Fusaro, Cinquetti, Migliorini, Padovani I.

Bastano 6 minuti al Verona per scrollarsi di dosso ogni timore: Pasetto raccoglie una respinta del portiere e mette in rete il pallone del vantaggio. Passano meno di 10 minuti e il centravanti gialloblu si ripete andando a segno con un tiro ad effetto. Sul 2-0, il Verona gioca in scioltezza e si diverte, grazie ad un centrocampo pieno di qualità che, una volta tanto, può destreggiarsi su un terreno che, anche se non si può definire perfetto, perlomeno non è un catino di fango.

L'arbitro Pezzoli di Bologna non vuole infierire sui bergamaschi: al 22' annulla una rete di Pastorello parsa regolare, e al 28' sorvola su un intervento falloso ai danni di Stoppa in piena area.

Nella ripresa, Pasetto non è ancora sazio e al 10' insacca il gol del 3-0 con una conclusione potente e angolata. Con le regole di oggi, il “Tano” si sarebbe portato a casa il pallone della partita. Ma erano altri tempi, nei quali anche il pallone era prezioso, come testimonia il fatto che, nella foto, solo il portiere Giacomi ha la maglia con lo scudetto, mentre gli altri componenti della squadra devono accontentarsi - si fa per dire - di una splendida maglia gialloblu a strisce verticali, ma senza lo scudetto cucito sul petto.

Sul 3-0, l'arbitro concede un rigore all'Atalanta e Doldi trasforma battendo Giacomi. Ci pensa poi Pastorello a ristabilire le distanze e a chiudere l'incontro sul punteggio eloquente di 4-1 per il Verona.

La quaterna rifilata all'Atalanta spazza via le incertezze e i dubbi dopo la pesante sconfitta di Appiano Gentile. Le milanesi sono avvisate. Il Milan, peraltro, non va oltre lo 0-0 casalingo con il Mantova, mentre l'Inter osserva il proprio turno di riposo.

Settima giornata, 26 novembre 1967

Milan – Mantova 0-0
Padova – Brescia 0-2
Venezia – Lanerossi Vicenza 0-0
Verona – Atalanta 4-1

Riposa l'Inter

VERONA – ATALANTA 4-1

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Fratton, Pangrazio, Cinquetti, Pasetto, Pastorello, Stoppa (Padovani dal 10' del st).

ATALANTA: Dosi, Velardita, Zaniboni, Cogni, Manenti, Martelli, Mutti, Morosini, Sina (Armanni dal 25' pt), Donina, Doldi.

RETI: Pasetto al 6' e al 15' pt; Pasetto al 10', Doldi su rigore al 25', Pastorello al 32' del st.

Paolo


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Hellastory, Online dal 26/11/2017

GRAZIE HELLAS!!!!


Di nuovo in A, passando per il via dopo i lunghi mesi di purgatorio grossiano, incapaci di esprimere il cuore e il coraggio che questi giocatori dovevano avere cacciato da qualche parte. È bastato l'arrivo di un tecnico normale, che non aveva mai vinto niente di importante in panchina prima ma che è uomo vero in grado di ricomporre i cocci frantumati dal calcio da xbox del suo predecessore per restituire quel briciolo di speranza e di fiducia in se stessi che era andato completamente perso. Setti, per fortuna, non ha ripetuto l'errore dell'anno precedente e pochi giorni dopo aver sbandierato la sua Coerenza (con la C maiuscola) si è fatto sopraffare dal Buonsenso (con la B maiuscola) per l'Arrembaggio (con la A maiuscola) finale. Strada tutta in salita dunque, ma una dopo l'altra il Perugia di Nesta, l'ostico Pescara e infine lo sfrontato Cittadella (che aveva abbattuto lo Spezia e soprattutto il Benevento) sono stati ostacoli che hanno esaltato la solidità e la forza di carattere del gruppo. Come tutti i grandi serial televisivi, quelli che ti inchiodano davanti allo schermo fino all'ultima puntata, non potevamo che legittimare l'impresa al Bentegodi con 2 reti da recuperare. Il palo di Laribi, la traversa di Pazzini con le parate di Paleari a Cittadella avevano mascherato un risultato bugiardo per come era scaturito, con i soli primi 20 minuti realmente concessi agli avversari. E rinviato tutto ad oggi, 2 giugno, festa della Repubblica e della Promozione in A. Di fronte ad un pubblico eccezionale, la squadra ha dominato per 90 minuti non concedendo neppure un tiro in porta. Il Cittadella ha corso e picchiato tutta la partita non riuscendo ad opporre altro che un agonismo strenuo. Sono felice per Zaccagni, Di Carmine (ma che gol ha fatto?) e Laribi. Sono felice per Aglietti unico a conquistare la promozione in A sia da giocatore che da allenatore. Sono felice per tutti i gialloblù. Sono felice e basta. Grazie Hellas, grazie di avermi scelto.

[continua]
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