30 settembre 1984: VERONA - UDINESE 1 a 0 - Hellas Verona: Flashback su HELLASTORY.net
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30 settembre 1984: VERONA - UDINESE 1 a 0

Hellastory: Flashback


dal nostro inviato Massimo

La terza giornata dà una serie di messaggi forti al Campionato: il Napoli di Maradona non è ancora una squadra temibile infatti prende 3 pappine dal Torino; la Juventus e l’Inter non si sbloccano in trasferta, mandate in bianco rispettivamente dall’Avellino e dalla fragile Lazio; Fiorentina e Roma non sorprendono l’Atalanta e il Como in Lombardia; la Sampdoria infine regola a fatica l’Ascoli. Ancora una volta, la partita più delicata si gioca quindi al Bentegodi, dove arriva l’Udinese, titolare del miglior attacco della serie A. Non so se sarà spettacolo, ma sicuramente vedremo contendersi due belle squadre.


LE ALCHIMIE DELLA GARA. Il mio giudizio personale sui giornalisti - si sa - è piuttosto severo. Forse per colpa di una profonda invidia verso la loro possibilità istituzionale di comunicare, forse per la ricorrente mancanza di contenuti e di valore aggiunto in quello che abitualmente scrivono. Tranne rarissimi casi, ovviamente. Ora, la trovata giornalistica del derby con l’Udinese, oltre a non avere riscontri pratici dal punto di vista sportivo, non lo ha neanche in quello geografico e culturale. Cosa condividono infatti le città di Verona e Udine? Solamente la parte finale della parola Triveneto, ovvero un’aggregazione geografica grande più o meno un quinto dell’intero territorio nazionale e gli Alpini. Molto più ardore - mai sottolineato invece dagli stessi giornalisti - c’è con Bergamo, non solo perché più vicina ma anche per le antiche origini comuni come viene espresso dal dialetto di origine cimbro (ladino) che si riscontra sia nella val Brembana che in certe aree particolari della nostra terra (Giazza, Bolca, Vestenanova). Per non parlare ovviamente delle città confinanti, ma purtroppo tutte assenti nel corso di questa stagione calcistica.

All’Udinese oggi manca Zico, un talento fenomenale. Questo è sicuramente un bel vantaggio per gli scaligeri. Ma i friulani sono comunque una bella squadra. Tra i pali Brini dà sicurezza, in difesa i robusti Galparoli e Cattaneo (un ex) sono tosti e ben diretti dal brasiliano Edinho; poi ci sono giocatori di buona qualità anche a centrocampo, come De Agostini (futuro gialloblu) e Gerolin che chiudono alla perfezione le corsie laterali, Mauro (il sostituto di Zico) e Criscimanni al centro che dirigono il traffico con saggezza ed esperienza. Davanti, Selvaggi è un centravanti molto pericoloso, nel giro della Nazionale, dotato di buon possesso palla e di grande opportunismo e al suo fianco Carnevale, altro giocatore che merita il massimo rispetto, potente e tecnico. E’ una squadra molto particolare quella friulana perché mette insieme sia il temperamento delle provinciali che la tecnica e il possesso palla della scuola brasiliana. E «brasiliano - di provincia» è anche il suo mister, il grande Luis Vinicio, autore di memorabili campionati da giocatore e da allenatore, cui va, primo assoluto, anche il merito di aver introdotto nel calcio italiano il modulo difensivo della zona pura nel Napoli.

Bagnoli sa che i bianconeri giocano sempre la palla e lui ripresenta il modulo vincente utilizzato contro il Napoli. Toglie un difensore-mediano come Volpati e inserisce al suo posto un centrocampista puro come Bruni. Il Verona vuole vincere anche questa gara e così rinforza la sua propensione offensiva, anche a costo di perdere qualcosa nella protezione della difesa. Del resto, l’Udinese è una squadra che gioca molto corta, priva di ali pure, ricchissima di valore in mezzo al campo e di attaccanti molto dotati tecnicamente e difficili da marcare. Detto tra noi, il giocatore ideale sarebbe stato avere in mezzo al campo Sacchetti, capace con la stessa indifferenza sia di guastare che di riproporre, ma il ragazzo ha da poco ripreso ad allenarsi.

Come si batte l’Udinese? Non è facile, perché i friulani sanno chiudersi molto bene, arretrando anche 5-6 giocatori davanti al portiere contemporaneamente. Preoccupa soprattutto l’attenzione che riceveranno i gialloblu più veloci come Fanna, Marangon e Galderisi, intasati nelle loro zona di competenza. Qui, per vincere, occorre assolutamente sfruttare la potenza dei nostri stranieri. Soprattutto di Elkjaer, che si è già sbloccato ad Ascoli, ma anche di Briegel in ottimo stato di forma. Ecco, forse proprio la mancanza di giocatori in grado di poter contrastare efficacemente i nostri giganti, può essere l’arma vincente.

Vedremo se sarà così seguendo la cronaca della partita.

MINUTO PER MINUTO. Il Verona parte a razzo e vuole subito sbloccare la partita.

Al 4’ Galderisi sfiora il gol, calciando però fuori da posizione favorevolissima. Un errore clamoroso che ne condizionerà la prestazione per il resto della partita.

Al 22’ l’Udinese va in gol con Carnevale. L’arbitro Agnolin, annulla e ammonisce l’attaccante friulano perché nell’occasione ha dato una spallata a Garella dopo che aveva bloccato in presa il pallone.

Al 25’ ci prova il Verona con una incornata di Di Gennaro che però finisce alta sopra la traversa.

5 minuti dopo, miracolo di Brini che nega il gol a Tricella, incuneatosi in area di rigore, in una delle sue solite scorribande offensive.

Non molla l’Udinese, si chiude bene e fa soffrire i gialloblu. Così il primo tempo si chiude a reti inviolate. Come era accaduto all’inizio della partita, i veronesi dopo l’intervallo partono subito a spron battuto per cercare di sbloccare subito il risultato. L’inizio della ripresa è davvero spumeggiante.

Al 3’ Di Gennaro calcia al volo di sinistro dal centro area, ma Brini risponde con grande bravura.

Al 12’ Punizione per i friulani: batte lo specialista Edinho e Garella risponde da campione.

Al 15’ Elkjaer parte in velocità verso l’area bianconera, Cattaneo entra su di lui fallosamente e Agnolin decreta un rigore sacrosanto. Va sul dischetto Galderisi, in ombra durante tutta la gara perché condizionato dall’errore iniziale. Breve rincorsa e Brini è battuto. 1 a 0 per Verona!

L’Udinese non ci sta e comincia ad attaccare. Al 26’ nuova punizione al limite per i friulani e nuova sfida Edinho - Garella: splendida conclusione e di nuovo splendida parata del portiere scaligero.

Bagnoli corre ai ripari, 1’ dopo cambia Fanna con il solito Turchetta per agevolare il contropiede e a 4’ dalla fine Volpati sostituisce lo stremato Galderisi. Ottima sostituzione questa, visto che, appena entrato, proprio Volpati si sostituisce a Garella e respinge sulla linea di porta un tiro di Miano, salvando così il risultato e il primato in classifica.

I SIGNIFICATI DELLA PARTITA. La vittoria del Verona, sofferta e di rigore, piace alle grandi. Soprattutto all’Inter e alla Juventus prossime avversarie dei gialloblu. Per la prima volta infatti i ragazzi di Bagnoli hanno sofferto molto, anche se l’Udinese è stata pericolosa solamente nei calci piazzati e nel convulso finale di partita. Del resto, non è possibile mantenere inalterato il brio e la superiorità espressa nelle gare precedenti.

Ma c’è una cosa che le grandi dovrebbero tenere presente: il Verona sa soffrire. Ha lottato tutta la partita, sbagliando qualche gol facile, contrastato efficacemente da validi avversari, e ha trovato la forza di strappare un calcio di rigore importante difendendo poi strenuamente il risultato. Se è vero che i gialloblu oggi non sono sembrati insuperabili, hanno comunque mostrato un carattere davvero importante.

Archiviamo dunque con piena soddisfazione questa gara. Guardando il resto del campionato dall’alto in basso e a punteggio pieno.

Con tutto questo fieno accumulato in cascina, i ragazzi di Bagnoli possono affrontare con una certa serenità la difficile trasferta di Milano, in casa dell’Inter, della prossima settimana.

[Il tabellino dell'incontro]



Hellastory, 29/09/2004

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
Qual è stato il miglior gialloblu in campo in H.Verona-Udinese?

H.Verona    Udinese


Ceccherini F.

Depaoli F.

Doig J.

Duric M.

Günter K.

Henry T.

Hien I.

Hrustic A.

Kallon Y.

Lasagna K.

Lazovic D.

Montipò L.

Piccoli R.

Tamèze A.

Veloso M.

Verdi S.


 


Riepilogo stagionale e classifica generale


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