ANALISI del MINUTAGGIO 2019-20 - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
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ANALISI del MINUTAGGIO 2019-20

dal nostro amico andreac

Ho elaborato una tabella per analizzare il minutaggio effettivo di tutti i 31 giocatori scesi in campo in quest'annata con la maglia gialloblù.

Scarica qui la tabella

Nella riga in alto le partite di Coppa (solo la prima) e Campionato di Serie A. La linea verticale separa le partite pre e post sospensione per Covid-19.

I giocatori sono separati per ruolo e ordinati per numero decrescente di minuti giocati.

Le varie caselle indicano i minuti effettivamente giocati dai giocatori in ogni partita, considerando anche i recuperi dei primi e dei secondi tempi. Sono indicati:

  • in carattere verde i minuti dei giocatori che sono entrati a partita in corso,
  • in rosso le espulsioni,
  • con quadrato attorno ai minuti la realizzazione di (almeno) un gol nella partita.

PORTIERI

Silvestri titolare indiscusso, ha rifiatato solo nelle ultime 3 partite, a campionato sostanzialmente concluso.

DIFENSORI

Rrahmani il più presente in assoluto di tutta la rosa: ha giocato il 95% dei minuti totali. Fino al 15 luglio Juric aveva rinunciato a lui solo nei 10 minuti finali della partita di andata col Milan.

Faraoni è appena sotto, presente nel 94% dei minuti, secondo di tutta la rosa. La tabella evidenzia come abbia segnato i suoi gol a scadenze regolari, all'incirca ogni 7 partite.

Günter è stato il terzo più presente tra i difensori. Partito dalla panchina nelle prime 2 partite, ma poi assente solo raramente.

Kumbulla invece ha sofferto qualche infortunio di troppo e le sue presenze si fermano a poco meno del 58% del totale, meno presente in campo di quanto si sia avuta sensazione.

Empereur ha una divisione netta tra pre-Covid e post-Covid: da panchinaro quasi fisso a buon aiuto (anche qualitativo) in campo.

Dawidowicz è stato presente per meno del 20% in totale, ma ha collezionato 2 espulsioni (e 1 gol).

Dimarco: oggetto misterioso fino a fine giugno (solo 35 minuti giocati), poi la svolta.

Bocchetti, Adjapong, Vitale e Lovato hanno avuto tutti meno del 10% di minuti di presenza.

CENTROCAMPISTI

Lazovic col 93,5% di presenze è stato il terzo giocatore più presente di tutta la rosa appena dietro Faraoni. Notevole considerando che i due avevano (assieme ad Amrabat) i ruoli probabilmente più dispendiosi in termine di energie nello scacchiere di Juric.

Veloso è stato praticamente in campo sempre non appena in possesso di una condizione accettabile.

Amrabat dal subentro nel secondo tempo della prima di campionato non si è praticamente più mosso. Le sue assenze sono state probabilmente le più sentite.

Pessina, partito come panchinaro, si è conquistato la fiducia del mister piuttosto velocemente: assente nella prima di campionato, entra e segna nei 20 minuti finali col Lecce, poi sale a 26 minuti, 36 e poi titolare.

Zaccagni e Verre invece hanno fatto tante partite da subentrati o da sostituiti. Entrambi comunque hanno totalizzato più del 50% dei minuti totali.

Eysseric ha giocato solo le ultime 3, l'inverso di Henderson che ha giocato, da titolare, solo le prime 3.

Badu, Felippe e Danzi del tutto marginali.

ATTACCANTI

Di Carmine è stato l'attaccante più presente, ma ha totalizzato poco più di 1/3 dei minuti totali.

Borini ha giocato con discreta regolarità nel periodo in cui è stato disponibile, mentre Stepinski e Salcedo hanno raccolto circa il 20% dei minuti totali.

Pazzini ha giocato pochissimo: il 10% del totale (meno minuti di Eysseric e meno maglie da titolare di Adjapong), entrando praticamente sempre negli ultimi minuti di partita. Solo 1 volta è partito da titolare, il 5 gennaio con la SPAL

Tutino era partito da titolare la prima partita di Coppa, poi è stato velocemente dirottato verso la panchina: sostituito dopo 80 minuti alla prima in campionato, dopo 61 alla seconda, subentra dalla panca per pochi minuti nelle 2 partite successive e poi praticamente più nulla.

Tupta presente solo nella prima di Coppa.

Guardando ai giocatori presenti almeno il 50% dei minuti troviamo, oltre a Silvestri, 4 difensori e 6 centrocampisti, a conferma di come il reparto di attacco sia quello su cui Juric ha potuto fare meno affidamento.

Se escludiamo Borini (che spesso ha giocato più indietro) e sommiamo il minutaggio di tutti gli attaccanti, otteniamo quasi esattamente il 100% dei minuti: in sostanza, da un punto di vista statistico, Di Carmine, Stepinski, Salcedo, Pazzini, Tutino e Tupta si sono alternati per occupare 1 posizione in campo.

Possiamo anche guardare alle partite da «titolare» in cui i giocatori sono stati presenti per almeno i 2/3 della partita (sulla sinistra), nonché il rapporto tra i gol subiti e segnati e il minutaggio (a destra):

ANALISI del MINUTAGGIO 2019-20

Per i portieri Silvestri ha subito 1 gol in media ogni 77,5 minuti, mentre Radunovic 1 gol ogni 37 minuti.

Pazzini ha avuto il miglior rapporto (e ce ne eravamo accorti) tra minuti in campo e gol realizzati: 1 gol ogni 96 minuti in campo. Dietro di lui Di Carmine con 1 gol ogni 170 minuti. Staccati Borini e Stepinski.

Tra i centrocampisti è stato naturalmente Pessina ad aver la miglior percentuale realizzativa. Molto staccati Verre e Zaccagni. Tra i difensori ottimo il valore di Faraoni.



Hellastory, 27/08/2020

SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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