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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

FINALMENTE SI GIOCA, SCOPRIAMO IL NUOVO VERONA


FINALMENTE SI GIOCA, SCOPRIAMO IL NUOVO VERONA

Torniamo a parlare di calcio giocato. Il Verona, da oggi a fine mese, scenderà in campo quattro volte per consentire a Ficcadenti di assemblare la squadra, verificare certi equilibri, conoscere la tenuta tecnica e caratteriale dei singoli.

L’impostazione delle amichevoli gialloblu, a mio avviso corretta nella loro proposta, prevede due fasi distinte che verranno quindi commentate separatamente. Lunedì prossimo, ci occuperemo dei primi riscontri sul campo di gioco contro formazioni dilettantistiche, approfondiremo le difficoltà che sta affrontando il mister nel gestire la rosa messa a disposizione da Pastorello e faremo alcune considerazioni di massima sul potenziale della squadra.

Lunedì 31, infine, dopo aver affrontato due tornei triangolari nei quali i gialloblu si confronteranno contro l’ambizioso Spezia, neopromosso in serie B, e il Cagliari, avremo anche qualche risposta ulteriore sulla consistenza della rosa attuale.

E’ chiaro però che il giudizio che possiamo trarre da questo ritiro in Alto Adige è fine a se stesso, perché dei 32 giocatori attualmente a disposizione di Ficcadenti, un paio di loro (Pegolo e Italiano) lascerà sicuramente i compagni non appena verranno definiti gli esiti di Calciopoli; ci sono una decina di giovanissimi in procinto o di ritornare nella Primavera o di essere trasferiti in formazioni minori; ci sono infine diversi giocatori già scartati lo scorso anno e rientrati a Verona solo per esigenze contrattuali (Pinali, Ferrazza, Bagalini, Laner, Matteassi, Foderaro) sui quali si esprimerà il mister. In conclusione, allo stato, i calciatori sui quali può effettivamente fare affidamento Ficcadenti per il prossimo Campionato sono – al massimo - una quindicina. Tutti di valore inferiore di quelli che hanno appena lasciato Verona.

C’è da aggiungere che sicuramente arriveranno 3 o 4 giocatori nuovi, alcuni come contropartita tecnica di Pegolo e Italiano, altri come prestiti. Per poter conoscere definitivamente il valore della rosa, una volta di più, dovremo attendere fine agosto. Nel frattempo, come dice Ficcadenti, «lavoro, lavoro e lavoro». Ma ho l’impressione che la sola buona volontà da parte di tutti, non basterà a salvarci.

Massimo



Hellastory, 20/07/2006

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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