IL ROMPICAPO VERONA - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

IL ROMPICAPO VERONA


IL ROMPICAPO VERONA

Permetteteci di fare il giro largo. In questo momento di crisi economica-politica-sociale se per miracolo la gente tornasse ad avere in tasca 4 soldi e la prospettiva di un lavoro tutto il movimento di protesta contro la casta, la corruzione, il malaffare e le altre magagne italiane verrebbe d'un colpo spazzato via. Come dire: “dammi in mano qualcosa di concreto e tutto il resto passa in secondo piano” , che poi si traduce in un prosaico “il risultato è quello che conta” e ancora meglio “buttiamo la polvere sotto quel tappeto, tanto noi ci dobbiamo solo camminare sopra, mica è il tappeto di casa nostra” .

Triste realtà. Fino a che i risultati ti sostengono potresti far giocare anche 11 scimmiette ammaestrate (no facili ironie). Non appena i risultati vengono a mancare allora tutto viene messo sotto processo. Per fortuna la settimana che ci separa da Grosseto è relativamente corta e il circo non riuscirà a mostrare pienamente tutti i suoi artisti, i nani (e daghela) e le bestie feroci, almeno questa volta il calendario ci è clemente.

La tensione attorno a questa squadra oramai è quasi opprimente. Squadra nata per andare in serie A (l'ha detto chi l'ha creata) e mai veramente sbocciata. Ora si rischia di mancare l'appuntamento, non clamorosamente magari, ma di quel tanto che ti impedisce di fare il grande salto.

Siamo ancora lì a 4 punti, come dopo il Vicenza, come dopo il Novara, un passo indietro rispetto alla settimana scorsa quando non senza sforzo ci eravamo portati sotto di un punto al Livorno (che a questo punto evidentemente non se la passa proprio meglio di noi).

A 13 partite dalla fine è difficile sperare in una maturazione, un salto di qualità definitivo della squadra. Probabilmente questa fioritura non avverrà mai. Il Verona questo è e questo ci teniamo.

Non ne siete convinti? Pensate che basti spostare 1-2 pedine per cambiare radicalmente la situazione ad inizio marzo?

Quali pedine vogliamo spostare?

Brevemente elenchiamo le critiche che già da un po' piovono sull'Hellas Verona:

- Manca il gioco
- Modulo 433 inefficace in particolare per i 3 davanti
- Squadra Cacia-dipendente
- Se non segna Cacia non segna nessuno
- Giocatori mal posizionati, vedi Martinho terzino
- Insistenza a schierare alcuni giocatori, Cacciatore, Gomez, Hallfredsson, Sgrigna, Bacinovic, Rivas
- Calci piazzati sprecati
- Sostituzioni incomprensibili e mai determinanti
- Timidezza e insicurezza nell'andare alla conclusione
- Crollo psicofisico una volta in svantaggio
- Crollo psicofisico una volta in vantaggio
- Crollo psicofisico se il primo tempo non finisce in vantaggio

E le soluzioni alle critiche la vogliamo sentire?

variare moduli, andare sulle fasce, andare verso il centro, sfruttare le sovrapposizioni, togliere questo, mettere dentro l'altro, far turnover, puntare su un blocco di titolari, metterci le palle, togliere le palle, giocare di prima, cercare le verticalizzazioni, servire meglio la punta ma non troppo altrimenti gli altri non segnano mai, giocare di sponda, giocare di rimessa, giocare sicuri, tirare sempre, tirare al volo, tirare di punta, palla a terra, palla in aria, usare rinazina, rompere le sedie nello spogliatoio, cambiare allenatore, mettere il vice, chiamarne uno a caso, andare in ritiro, allenarsi a porte chiuse, far contestazione, lasciare l'ambiente tranquillo!

No, dai basta, fermiamo qui la lista dei rimedi perché diventa ridicolmente troppo lunga.

Dicevamo quindi, troppi problemi segnalati a cui corrispondono almeno 4-5 soluzioni diverse per ognuno.
La situazione appare un po' troppo caotica per, appunto, spostare solo un paio di tasselli ed avere una squadra solida, cinica, vincente come può essere il Sassuolo.
Tanto più che non siamo lo Spezia che se le prende un sabato sì e l'altro pure, siamo il Verona e stiamo fallendo semplicemente (e terribilmente) tutti gli appuntamenti importanti.
Quante volte ancora riusciremo a rialzarci dopo aver preso uno schiaffo come quello di lunedì sera e i precedenti?
Mancano ancora 13 partite, c'è tempo per far tutto, per superare il Livorno, per restare terzi, e forse per scivolare ancora più giù oltre il sesto posto.

Forse continuando a giocare da squadra incompiuta, con i limiti caratteriali e mentali, con la gente fuori ruolo o impiegata male, con un mister al capolinea gialloblu, potremo ancora farcela.

Ma se ce la faremo, cari Setti-Sogliano-Mandorlini-giocatori, sarà solo perché qualcuno ha saputo fare peggio di noi.

Dove si firma?

Valeriano



Hellastory, 05/03/2013

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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