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PRESTITI GIALLOBLU: IL VERONA DEL FUTURO NASCE ANCHE DA QUI (1° parte)

Hellastory: Le Ultimissime

PRESTITI GIALLOBLU: IL VERONA DEL FUTURO NASCE ANCHE DA QUI (1° parte)
PRESTITI GIALLOBLU: IL VERONA DEL FUTURO NASCE ANCHE DA QUI (1° parte)

C’era una volta il Verona di Bagnoli, una squadra in grado di vincere il campionato schierando solo 17 giocatori, di cui due (Spuri e Fabio Marangon) per pochissimi minuti. In pratica a quello straordinario Hellas bastarono 15 elementi, 11 titolari e 4 riserve, per superare tutti gli avversari ed entrare nella storia. Fatti di un altro calcio, quello delle formazioni della squadra del cuore recitate a memoria, quando l’undici titolare appariva quasi un dogma, derogabile solo in caso di infortunio.

BENVENUTI NELL’ERA DEL MERCATO “DROGATO”: Qualcosa che sembra impossibile e quasi assurdo ad un giovane d’oggi, rientrava perfettamente nella prassi nemmeno sei lustri fa. Da allora, moltissime cose sono cambiate: la rivoluzione del Milan di Sacchi, che ha portato un calcio ad altissima intensità molto più dispendioso, l’avvento di autentici “paperoni” del pallone (Berlusconi prima, gli sceicchi ed i russi oggi), la sentenza Bosman, il mercato aperto per quattro mesi all'anno (tre in estate ed uno in gennaio), l’adozione da parte delle squadre di calcio dello status di società per azioni, l’esplosione incontrollata del numero e dei poteri dei procuratori hanno portato a cambiamenti profondi.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: fare calcio al giorno d’oggi non significa più, banalmente, allestire una rosa di 18-20 giocatori che sia in grado di affrontare nel modo più dignitoso possibile il proprio campionato. Occorre anche far quadrare i bilanci, programmare il futuro con le risorse a disposizione, fronteggiare l’invadenza e gli appetiti voraci dei procuratori, operare su scala globale, far fronte quotidianamente alle indiscrezioni di un mercato aperto sui media per 365 giorni all’anno, competere con società che dispongono di budget da centinaia di milioni di euro. Tutte queste variabili hanno portato a delle inevitabili distorsioni: il Pescara lo scorso anno per retrocedere ha dovuto impiegare ben 38 giocatori, il Siena ne ha utilizzati 37 con lo stesso risultato mentre il Parma nell’ultimo mercato estivo ha messo la propria firma su quasi 300 (!!!) trasferimenti. Una manna per i procuratori (in Italia ce ne sono il doppio rispetto ad Inghilterra e Germania) e per i bilanci delle società, che continuano a scambiarsi figurine senza passaggio di denaro generando plusvalenze fasulle, ma uno spreco insensato e dannoso dal punto di vista tecnico.

UN VERONA-B IN GIRO PER L’ITALIA: A questo andazzo sembra essersi adeguato (giocoforza?) anche il nostro Hellas che ad oggi presenta un totale di ben 51 giocatori professionisti tesserati! Ventinove fanno parte della rosa che sta affrontando il campionato di Serie A (Nicolas, Mihaylov, Rubin, Donsah e Ragatzu non hanno ancora raccolto un solo minuto di gioco), altri ventidue sono in prestito od in compartecipazione in società di Serie A, B e Lega Pro. A questi si potrebbero aggiungere pure i ventidue calciatori della formazione Primavera, che sta facendo benissimo nel proprio campionato: una volta era da qui che le squadre attingevano in caso di emergenza; oggi un giovanissimo deve scavalcare nelle preferenze del mister una ventina di riserve “professioniste” se vuole ottenere una maglia da titolare (hai voglia poi a sottolineare come il calcio italiano dia poco spazio ai talenti in erba…).
Tornando ai prestiti della stagione 2013-14, quelli gialloblu in giro per l’Italia potrebbero davvero formare un Verona-B, tanto sono numerosi e diversificati nei ruoli. Di seguito abbiamo riportato la loro composizione per campionato di appartenenza, nazionalità e ruolo: i numeri sono quelli di una squadra fatta e completa (mancherebbe solamente un secondo portiere).

Suddivisione per campionato: 1 in Serie A, 11 in Serie B, 9 in Lega Pro Prima Divisione ed 1 in Seconda Divisione;
Suddivisione per nazionalità: 17 italiani, 2 sloveni, 1 francese, 1 greco ed 1 paraguaiano;
Suddivisione per ruolo: 1 portiere, 6 difensori, 8 centrocampisti, 7 attaccanti.

Le storie di questi prestiti sono diverse tra loro e potremmo suddividerle in quattro gruppi; come sempre, andremo a conoscere uno ad uno il loro rendimento in questo primo scorcio di stagione: un viaggio che vale la pena di percorrere, perché non mancano le belle sorprese

NO MANDORLINI, NO PARTY: La parte forse meno interessante di questa nostra inchiesta sui prestiti gialloblu è quella relativa ai calciatori protagonisti della promozione in Serie A e poi lasciati fuori dal progetto in estate: tra di loro ci sono elementi dal contributo impalpabile per le sorti del Verona della scorsa stagione (come Grossi, Carrozza e Cocco), ma anche due calciatori come Sgrigna e Ferrari che a loro modo hanno lasciato il segno.
Per loro l’avventura in maglia gialloblu è da considerarsi conclusa, con nessuna speranza di ripensamenti da parte della dirigenza scaligera; il prestito, in questo caso, è solo un accidente del mercato, non un progetto, nel senso che è stata l’unica formula disponibile per farli partire da Verona in questa stagione. C’è da dire che il campo non sta dando certo segnali che possano fare rimpiangere le loro qualità: come spesso è successo in questi ultimissimi anni, una volta usciti dai meccanismi perfetti dell’idea di gioco proposta da Mandorlini, gli ex-gialloblu si sono persi nell’anonimato.
Nicola Ferrari, il più amato del gruppo, dopo qualche scampolo di partita ad inizio campionato si è infortunato ed è ancora in attesa di rientrare; Grossi a Brescia ha saputo ritagliarsi solo qualche scampolo di gara, trovando il gol la scorsa domenica nel pareggio per 3-3 a Pescara; Sgrigna, pure titolare fisso nel neo-promosso Carpi, non ha saputo fare meglio di 1 rete in 10 partite e anche Cocco, dopo un avvio promettente (1 gol e 2 assist nelle primissime giornate), fatica a trovare spazio nella modesta Reggina penultima in classifica. Paradossalmente il meglio del lotto, rischia allora di essere Carrozza, che ad inizio stagione ha collezionato solo tribune ma che ha poi saputo salire nelle gerarchie di Stroppa, fino a guadagnarsi recentemente un posto da titolare, ripagato con 2 assist ed una sfortunata traversa in 3 gare. Nel complesso, comunque, davvero poca roba.
Fortunatamente non può dirsi altrettanto di alcuni degli altri prestiti gialloblu: questo perà lo vedremo nella seconda parte della nostra inchiesta.


Tabella 1 - I prestiti gialloblu reduci dalla promozione 2012-13:
Dati aggiornati al 4.11.2013

Calciatore R Squadra Formula Anno Prs Gol Minuti
Paolo Grossi C/A Brescia (B) Prestito 1985 6 1 245
Alessandro Carrozza C/A Spezia (B) Prestito 1982 4 0 221
Alessandro Sgrigna A Carpi (B) Prestito 1980 10 1 739
Andrea Cocco A Reggina (B) Prestito 1986 10 1 502
Nicola Ferrari A Spezia (B) Prestito 1983 4 1 146

Continua nella seconda ed ultima parte che sarà pubblicata giovedì 7 novembre...

Enrico

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Hellastory, 05/11/2013

SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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