PRESTITI GIALLOBLU: L'IMOLESE DI LOVATIN RETROCEDE TRA I DILETTANTI! - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
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PRESTITI GIALLOBLU: L'IMOLESE DI LOVATIN RETROCEDE TRA I DILETTANTI!

Hellastory: Le Ultimissime

PRESTITI GIALLOBLU: L'IMOLESE DI LOVATIN RETROCEDE TRA I DILETTANTI!
PRESTITI GIALLOBLU: L'IMOLESE DI LOVATIN RETROCEDE TRA I DILETTANTI!

Domenica si sono disputati i match di ritorno dei play-off/paly-out di C2 e quelli di andata di C1. I gialloblu se la sono cavata piuttosto bene anche se molti di loro hanno trovato più dolori che gioie ad attenderli a fine partite. L'unico a non aver giocato è stato Fummo, del Giugliano. Gli altri invece se la sono cavata così:

LIGORI (Prato): Il Prato pareggia 0-0 nella sfida d'andata contro il Pro Patria rendendo così particolarmente difficile il cammino della salvezza. Ai toscani infatti, in virtù della miglior posizione in classifica conquistata in campionato dalla Pro Patria, servirà assolutamente una vittoria al ritorno sul campo di Busto Arsizio. Ligori riesce a distinguersi dal grigiore della partita rendendosi pericoloso in più di un'occasione. In particolare al 20' quando impegna il portiere avversario Cappelletti ad un difficile intervento e a tempo scaduto quando un suo colpo di testa a botta sicura viene bloccato sulla linea dall'estremo difensore avversario. Di fatto è ancora una volta lui l'unico pericoloso terminale offensivo dei pratesi. Voto: 6,5.

PISANU (Varese): Dopo la bella partita disputata contro la Pistoiese, all'ultima di campionato, ci eravamo augurati un play-off da protagonista per il giovane esterno sardo. Ed invece nella sfida d'andata contro la Reggiana Pisanu è tra i più deludenti tanto da costringere l'allenatore Beruatto a sostituirlo al 56'. Con lui affonda il Varese sconfitto in casa per 1-0 dalla Reggiana. Ora per la slavezza serve un miracolo. Voto: 5,5.

MANDORLINI (Carrarese): Dei cinque giocatori della sfida è l'unico ad esultare. Gioca, e bene, gli ultimi venti minuti della delicatissima sfida contro l'Imolese, dimostrandosi sicuro ed affidabile in un momento delicatissimo per la difesa della Carrarese. L'obiettivo di mantenere la porta inviolata viene raggiunto e così dopo due pareggi per 0-0 i toscani si salvano per la miglior classifica in campionato. Voto: 6,5.

LANER (Carrarese): Dopo la discreta prova dell'andata, questa volta l'allenatore Gobbo non gli ha dato la possibilità di giocare. Partita da spettatore. Voto: -.

LOVATIN (Imolese): Nella inopinata retrocessione dell'Imolese uno dei pochi a salvarsi è stato sicuramente Lovatin che anche domenica ha dato il suo solito contributo di generosità e grinta, lottando in mezzo al campo fino all'ultimo minuto della partita. Come all'andata è stato il miglior in campo tra i suoi . Voto: 7.

CASTIONI (Imolese): Rumignani lo getta nella mischia a quindici minuti dalla fine nel tentativo disperato di trovare il gol che regalerebbe ai suoi la salvezza. L'impresa però non riesce un po' per le difficoltà di Castioni nell'orientarsi in un ruolo che ormai non è più suo (dopo tante partite da mezzala è stato rispolverato al centro dell'attacco) un po' per l'ingenua espulsione del compagno Morbiducci giunta proprio un minuto dopo l'entrata in campo di Castioni. L'inferiorità numerica spezza le gambe agli emiliani lasciando ben poco spazio agli attaccanti di mettersi in mostra . Voto: sv.

LORENZINI (Imolese): Il buon spezzone di gara giocato all'andata convince Rumignani ad inserirlo tra i titolari. Lorenzini ripaga con una prestazione sufficiente disimpegnandosi con generosità sulla fascia. Si segnala soprattutto in fase di contenimento mentre risulta forse troppo timido nelle incursioni offensive. Per questo Rumignani al 75' lo sostituisce con l'ala Galbiati. Voto: 6.



Hellastory, 31/05/2004

SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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