UNA CITTA' CHE VINCE SOLO SE CI CREDE - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

UNA CITTA' CHE VINCE SOLO SE CI CREDE


UNA CITTA' CHE VINCE SOLO SE CI CREDE

Cosa sta succedendo a questa città? C'è un'aria pesante, un senso diffuso di depressione, un clima quasi funereo.

Ci stiamo avviando verso una delle partite cruciali del campionato, non decisiva ma sicuramente fondamentale. Se vinci col Crotone ti togli dal penultimo posto e fai sentire a tutti che sei ancora lì, sei ancora vivo, te la giochi. Abbiamo la fortuna di giocarcela in casa, una occasione incredibile. Diciamo che non vorrei essere nei panni del Crotone il quale probabilmente pagherebbe oro per uscire con uno stiracchiato 0-0 per poi vedere cosa succede più avanti.

Eppure non sento la giusta concentrazione, non vedo convinzione. Non so come la stia preparando la squadra, spero con la giusta determinazione, di sicuro all'esterno non è sentita come dovrebbe. Sembra che la città si sia arresa ad una “inevitabile retrocessione”.

Inevitabile retrocessione, a metà stagione, a due punti dalla salvezza, con due scontri diretti in casa. Ma stiamo scherzando? Qua è ancora tutta da giocare!

Ci rendiamo conto di quanto ci stiamo facendo male?

Sulla carta stampata e sui mille siti di informazione spicciola rimbalzano solo notizie che riguardano la società, nemmeno nuove, che scandagliano i rapporti tra Volpi e Setti, prestiti, dispetti, intrighi, retrospettive che spiegano tante cose, però di campionati passati. Niente che possa essere legato alla situazione attuale, se non a spiegare perché di soldi per il calciomercato non ce ne sono (ma lo sapevamo già). Notizie funzionali principalmente a far montare il nostro disprezzo nei confronti ad una società che è sempre stata poco limpida nelle dichiarazioni, nei programmi e nelle interviste. Non solo, società che pretende di dartela a bere raccontandoti che Gesù è morto per il freddo quando era padrone di tutta la legna.

Non ci vuole un genio a capire che non ce l'hanno mai raccontata giusta e tante cose si sapevano già da un po'. Ora sono arrivate conferme. Bene, (non) ci fa piacere. Però...

Però c'è un campionato da giocare, perché il Verona non è la società e non lo è mai stata, altrimenti saremmo morti mille volte e invece siamo ancora tutti qua. Il Verona è il nostro spirito che non muore mai, il Verona siamo noi che tifavamo anche quando c'era Pastorello, figuriamoci ora, Setti ci dovrebbe fare un baffo.

C'è qualche autolesionista che pensa che una eventuale retrocessione possa affossare la società? O una sconfitta sonante possa allontanare l'allenatore? Ma cosa interessa a loro, secondo voi? Probabilmente poco ma sicuramente meno di quello che interessa a noi. Le società cambiano, gli allenatori e i giocatori non ne parliamo nemmeno. Quelli obbligati a restare siamo noi, con una sconfitta pesante in più, con una retrocessione da contare in più.

Io non credo molto al giornalista “scandalista” tifoso. Scrive per riempire un buco, scrive per un secondo fine, scrive per rancore, scrive per dispetto, scrive per lanciare volate, scrive per lavoro, non scrive per amore. Quando uno scrive per amore te ne accorgi.

Va benissimo ed è giusto informarsi su tutto e leggere tutto. Però ad un certo punto ci si deve anche alienare per focalizzarsi su quello che interessa veramente a te, che dentro hai la passione per la tua squadra.

Adesso ci interessa vincere con il Crotone, fare più punti possibile, sostenere la squadra che pur con i limiti tecnici e tattici ultimamente non si sta tirando indietro e qualora si tirasse indietro la dobbiamo spingere da sotto perché non affondi. Ci interessa fare la nostra parte per evitare la retrocessione che è sempre un evento dolorosissimo.

Se aspettiamo che sia un presidente o un allenatore ad infonderci entusiasmo abbiamo già perso. L'entusiasmo parte da noi.

Se non hai entusiasmo stai a casa. Non contagiare gli altri. Renditi conto di essere parte del problema di questo Verona e di questa Verona.

Verona non è una città grande e non è nemmeno una città piccola. Brutta situazione. Sopravvive quando lotta. Se smette muore.

Valeriano



Hellastory, 16/01/2018

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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