1903-1915 I Pionieri del...Fubal
La stagione 1911-1912 parte in maniera molto tiepida a dispetto dei buoni risultati ottenuti nella stagione d'esordio. Quello che si avverte rileggendo tutte le cronache è che sicuramente il pubblico ha entusiasmo e segue la squadra con grande trasporto, i giocatori quando chiamati in causa rispondono sempre con orgoglio, buttando sovente il cuore oltre l'ostacolo ma pare che tuttavia l'Hellas difetti di metodo e di organizzazione societaria. Il salto di qualità in questo senso è lungi da venire e questo relegherà ancora per parecchio l'Hellas a giocare pur sempre con orgoglio ma senza poter contare su basi solide.
A riprova di quanto vi stiamo dicendo, finita l'estate del 1911 si riprendono le amichevoli in modo ancora più blando di quanto non si fosse già fatto nel 1910. Viene organizzata una partita contro il Brescia, squadra di seconda categoria che però aveva messo sotto il Bologna in amichevole, ma questa alla fine disdice l'appuntamento. L'Hellas quindi corre ai ripari organizzando una gara con il Cerea. Non è un caso che si scelga la squadra della bassa: serve a fare scouting per il futuro. Il Cerea è squadra "amica", vi giocavano in gioventù i due fratelli Cavallaro, Carlo e Guido. Il primo come sappiamo è il nostro forte e baffuto halfback mentre Guido fa parte dei quadri societari. Per l'occasione i due scendono in campo con il Cerea. L'obiettivo principale però è visionare quello che diventerà una colonna gialloblù negli anni a venire e successivamente del Modena e della nazionale italiana: Giuseppe "Pippo" Forlivesi. Si tratta di un'ala veloce, implacabile in zona gol, da non farsi scappare. L'occasione è anche per visionare l'ing. Bresciani, portiere, per vedere se fosse all'altezza visto l'atavico problema in quel ruolo dove Giano Brivio non garantiva più affidabilità ma alla fine non se ne fece nulla. Per la cronaca la gara finisce 5-2 per noi con le due reti ceretane segnate proprio da Forlivesi.
Il precampionato come si diceva scorre senza ulteriori amichevoli, pare perché non si riuscisse a mettere insieme undici giocatori per problemi lavorativi e di studio. Saltata la trasferta "estera" a Trieste ci si ritrova una settimana prima dell'esordio stagionale ad organizzare una amichevole casalinga contro il modesto Volontari Venezia, squadra di seconda categoria. Vinciamo 5-2, in porta viene schierato Attilio Signoroni che è sempre stato considerato una riserva e non è più giovanissimo. Balla la difesa, anche i sempre bravi Benini e Ruberti mostrano incertezze. Si salva Forlivesi che ha tutta la voglia di fare la differenza. Il campionato riparte nell'incertezza.
La formula del campionato 1911-12 rimane pressoché invariata rispetto a quella dell'anno precedente. Il girone Veneto-Emiliano avrebbe dovuto allargarsi alla Toscana ma alla fine si iscrivono sempre le stesse quattro squadre: Hellas, Venezia, Vicenza e Bologna. Il girone dei "fenomeni", ovvero quello Lombardo-Piemontese-Ligure invece si allarga fino a contare 10 squadre. Si parla già allora di favoritismi quando, con la scusa di allargare i ranghi, la Juventus che sarebbe dovuta retrocedere in seconda categoria visto l'ultimo posto dell'anno precedente, viene invece ripescata. Il tutto a danno di piccole società che avevano fatto richiesta di essere ammesse ma rifiutate per "insufficienti titoli tecnici e morali". Alla fine, la decima squadra iscritta è il Casale che però prima deve vincere uno spareggio contro la Libertas di Milano. Ci si lamenta anche per il girone all'italiana che verso le ultime partite fa perdere d'interesse agli spettatori visto che la competizione si limita sempre e solo a due squadre.
La prima partita del nostro girone ci fa iniziare subito col botto: sfida in casa contro gli ormai acerrimi rivali del Vicenza.
Si parte subito con qualche defezione in campo: Benini prende una storta nel riscaldamento e quindi come back viene arretrato Cavallaro a far coppia con Ruberti. Subentra tra gli halfback il giovane spilungone Carlo Rossi, fratello di Italo, a lungo assente la scorsa stagione. In attacco la novità Forlivesi col ritorno incredibile di Masprone e il piccolissimo Aldo Fagiuoli II che non ha ancora 13 anni ma sembra promettentissimo. Già prima della partita il clima è caldissimo, i giocatori del Vicenza vengono letteralmente ricoperti da fischi e contumelie da parte del pubblico. Ogni occasione di gioco è buona per farsi sentire perché, oramai il pubblico veronese conosce le scorrettezze degli avversari e agisce di conseguenza. L'Hellas parte alla grande ma è solo al 28esimo che riesce a segnare con un pallone recuperato da Bascheni che serve Bianchi il quale tira una fucilata da 20 metri nell'angolino basso. Il portiere vicentino Zorzi si rivela impreparato e dà il cambio in porta ad un compagno (come fossimo al campetto). Vicenza intensifica gli sforzi ma al 40esimo raddoppiamo con un tiro dalla sinistra di Forlivesi, in gol al debutto. Nel secondo tempo Ruberti e Cavallaro spazzano tutto senza pietà, sia gambe che palloni. Ruberti è protagonista in due occasioni in particolare: nella prima suo malgrado vittima di una violenta gomitata al petto da parte di Vallesella che viene espulso, nella seconda sfiora di mano un pallone in area e l'arbitro decreta il rigore poi segnato da Tonini . L'Hellas resiste a tutto, anche ai crampi di Masprone che esce e poi rientra stoicamente in campo, e porta a casa la tanto sognata vittoria.
La seconda giornata ci vede ospiti del Bologna e c'è già chi sogna il secondo successo consecutivo. In realtà il Bologna pare molto rinforzato in attacco rispetto all'anno precedente e l'Hellas pur giocando bene non va al di là di un pareggio per 2 reti a 2. Pareggio riacciuffato in extremis da Bianchi mentre il gol precedente è stato segnato da Forlivesi. Signoroni non era in giornata e uno dei due gol subiti è sua responsabilità. Restiamo primi in classifica nonostante la vittoria del Vicenza col Venezia per 5-1.
L'Hellas sconfitto a Venezia il 17 dicembre 1911, si noti la moda “sportiva” dell’epoca di indossare berretti di lana “da sciatore”. Riconosciamo da sinistra Rossi, Barbasetti, Benini, Cavallaro, Guarda G., Bianchi, Forlivesi, Ruberti. Seduti: Masprone, Pellegrini, Vigevani P.
La terza giornata potrebbe dire qualcosa in più sulle nostre ambizioni. Si va a Venezia coi lagunari che, regolarizzata la posizione del famoso Riccobon, risultano molto più forti della scorsa stagione nonostante l'ultima sconfitta. Formazione ancora una volta incompleta con Signoroni sostituito in porta dall'esordiente Pellegrini. Ruberti ritorna tra i back ma a dare forfait è Benini. La partita si incanala bene col gol di Barbasetti ma 5 minuti dopo veniamo ripresi dal Venezia. Intervallo in parità. Nel secondo tempo pare che le gambe non reggano e i nostri sembrano non sufficientemente allenati. Alla mezzora siamo sotto 3-1, Bianchi verso la fine accorcia e finisce comunque in sconfitta.
C'è la pausa invernale e regna lo sconforto. La squadra deve ancora trovare il proprio assetto e soprattutto ha bisogno di allenarsi seriamente. C'è entusiasmo perché viene annunciata una bella amichevole alla Vigilia di Natale contro il Milan, che però poi disdice l'impegno: non ci resta che una amichevole con la seconda squadra, composta da giocatori più motivati, tra i quali Ferrari e Brivio che non si possono allenare con regolarità per motivi di studio. Finisce malamente, con le riserve che vincono 5-2 contro i titolari. La stampa locale guarda al 1912 con discreto pessimismo anche se la classifica dice che siamo ancora tutti lì: Hellas e Bologna a 3, Vicenza a 2, Venezia a 2, con Venezia e Bologna con una partita da recuperare.
Passate le festività ed iniziato il nuovo anno, l'Hellas torna in campo in una amichevole casalinga contro l'Internazionale. Si tratta della nostra prima sfida in assoluto contro la squadra nerazzurra. Si tratta di una amichevole e mentre noi la giochiamo con la miglior squadra possibile, l'Inter schiera la seconda squadra: di 11 scesi in campo uno solo gioca in prima squadra, Gama, e uno glielo prestiamo noi, dalla nostra seconda, Cau. Finisce 4-2 per l'Hellas, l'occasione è proficua per rivedere lo schieramento causa qualche infortunio e assenza di troppo. I difetti sono sempre quelli, blackout improvvisi sia dopo i nostri gol segnati sia quando siamo in preda allo sconforto per aver subito una rete.
La ripresa del campionato si avvicina, si va a Vicenza e i presagi sono funesti. Si affaccia lo spettro della partita persa in trasferta l'anno precedente per 7-2, L'Arena scrive "l'Adua gialloblù" per sottolinearne la particolare disfatta.
Sempre L'Arena, il giorno dopo la gara titola: "L'Hellas a Vicenza patisce una gloriosa sconfitta per 1-0". Diciamo che probabilmente tanta era la paura che finisse in disfatta che ci si poteva anche accontentare della onorevole sconfitta. In fondo la squadra ha risposto bene sul campo. Coi vicentini è stato un continuo batti e ribatti su un terreno ancora una volta indecente. Il gol "bianco-granata" arriva su azione di contropiede e si sarebbe anche potuto pareggiarla visto che Tonini ha pare avesse deviato con una mano un tiro diretto in porta ma l'arbitro era lontanissimo dal gioco e non ha assegnato il sacrosanto rigore. Sugli spalti recriminazioni da ambo i lati coi veronesi imbufaliti per il torto subito e i vicentini a sbeffeggiarli. Nel frattempo, il Bologna batte la 3-0 capolista Venezia e balza in testa alla classifica: Bologna 6, Vicenza 4, Hellas 3, Venezia 2. Sempre da recuperare Venezia-Bologna.
La formazione del Vicenza che sconfisse l’Hellas il 15 gennaio 1912 per 1-0. Il famigerato Vladimiro Capitanio è l’ultimo in piedi a destra.
Mancano ancora due partite alla fine del torneo e i cronisti fanno notare che finora a parte la nostra squadra che ha pareggiato in trasferta a Bologna, tutte le altre hanno vinto solo partite casalinghe. La considerazione tutto sommato mostra un malcelato ottimismo nonostante il Bologna sia al momento la favorita per la vittoria finale.
Proprio il Bologna capolista arriva a Verona nella penultima sfida e per l'occasione si permette l'ingresso omaggio a tutte le signore, con la promessa della società, dice la cronaca, di spiegare bene le regole del gioco.
Il pubblico è come al solito numerosissimo ma la partita non inizia sotto i migliori auspici visto che l'arbitro ufficiale non si presenta e l'unico tra i presenti che è abilitato ad arbitrare è il sig. Vicenzi della società bolognese.
I nostri partono alla grande e quasi vanno in gol con Bianchi al secondo minuto. Subito dopo entra in scena l'arbitro occasionale che fischia una serie di fuorigioco incredibili e il pubblico mostra di non gradire. Ancora meno gradito il rigore fischiato al 12esimo per fallo di mano di Rossi ma Malfatti, grazie al cielo, spara alle stelle. L'Hellas passa in vantaggio meritatamente al 32esimo con Forlivesi che, pressando il portiere, segna rimediando un errore di Bianchi. Il primo tempo termina con un meritatissimo vantaggio. Con grande soddisfazione si constata che anche il secondo tempo inizia con la stessa determinazione, segno che questa squadra ha saputo imparare dagli errori del passato. Il gol del 2-0 è da manuale: Barbasetti scarica su Forlivesi, dribbling su Malfatti, bel cross per Vigevani a cui non resta che tirare al volo e segnare. L'Hellas pensa quindi più a difendere che ad attaccare e al 68esimo sugli sviluppi di una mischia De Martinis tira e il nostro Pellegrini, finora impeccabile, si lascia sfuggire la palla che rotola mestamente in rete. La gara prosegue con continui cambi di fronte e a ridosso del 90esimo, l'arbitro "imbelle" lascia giocare per diversi minuti approfittando di un buon momento dei rossoblu. Sul primo capovolgimento di fronte si decide a fischiare la fine. Qui la cronaca si divide nel descrivere quel che succede. Se L'Arena parla di una normalissima e consueta invasione di campo da parte dei nostri tifosi che impaurisce senza motivo l'arbitro, le cronache bolognesi raccontano dello stesso salvato dall'intervento dei giocatori per impedire che la folla lo aggredisse. Fatto sta che non accade nulla di serio e che entrambe le fonti consultate concordino come la direzione arbitrale fosse stata "pietosa" e "sconcertante".
Sull'altro campo il Venezia vince contro il Vicenza 1-0 e ora la classifica si fa molto interessante: Bologna e Hellas 5, Vicenza e Venezia 4. Venezia-Bologna non ancora recuperata.
Ci attende lo scontro diretto per il primo posto, in casa, contro il forte Venezia.
Va fatto notare come, pur nella settimana che precede la decisiva partita, i giornali d'epoca non concedano ancora troppo spazio al calcio. All'epoca i quotidiani erano costituiti solo da quattro facciate e la sezione sportiva occupava durante la settimana un trafiletto di poche righe e forse mezza facciata scarsa al lunedì. Anche in questo caso quindi si inizia solo al giovedì a parlare di calcio per pubblicizzare la gara domenicale, facendo cenno anche alla possibilità di vincere il girone Veneto-Emiliano in caso di nostra vittoria con le incognite di Vicenza-Bologna e del recupero Venezia-Bologna. Sul giornale di sabato e di domenica si inizia ad entrare nel dettaglio ma sembra esserci poca fiducia riguardo la tenuta mentale dei nostri mentre l'altra preoccupazione del cronista (sempre Paride Nicolato) è quella di raccomandare al pubblico di comportarsi bene nei confronti dell'arbitro per paura che l'Hellas possa avere non meglio specificati "grattacapi".
La giornata è particolarmente piovosa e la gara, come spesso accadeva ai tempi, viene preceduta da una partita delle seconde squadre, valida per il torneo di Seconda Categoria. Le nostre riserve vincono 4-0 col Vicenza e questo pare di buon auspicio. La nostra seconda squadra, come già mostrato in amichevole in famiglia poco tempo prima, è ben attrezzata. Vi gioca ancora Fratta Pasini, saltuariamente Bascheni e si affacciano alla ribalta anche Girardi e uno dei tre fratelli Scandolara. Nomi che rivedremo più avanti.
La partita che interessa maggiormente vede l'Hellas partire come al solito molto bene, con un buon primo quarto d'ora culminato con la rete del vantaggio veronese segnata dall'immortale Masprone che insacca dopo aver scartato con facilità un back veneziano. Il Venezia si sveglia e inizia a combattere seriamente. Il terreno è al limite della praticabilità e ridotto ad una pozzanghera. Forse è proprio una di queste a tradire al 20esimo il nostro portiere Pellegrini che si fa sfuggire di mano un tiro lento di Piccoli, da 30 metri. L'autorete del nostro portiere determina il risultato di 1-1 che poi resterà immutato fino alla fine delle ostilità. Poteva arrivare ancora un gol per noi nelle fasi finali dell'incontro visto il forcing ma non c'è stato verso e quindi addio definitivo alle velleità di raggiungere il primo posto. Si scopre successivamente che la gara di Vicenza era stata annullata causa maltempo e verrà recuperata successivamente. Pochi giorni dopo il Venezia vince 2-1 la gara di recupero col Bologna e si assicura il primo posto. Vicenza-Bologna recuperata dopo un ulteriore rinvio finisce 1-0 ma oramai è ininfluente. Classifica finale Venezia 7, Vicenza e Hellas 6, Bologna 5.
Giusto per aumentare le recriminazioni su quello che sarebbe potuto succedere ma causa regolamento dei tempi non è successo, la gara che il Venezia doveva recuperare contro il Bologna, prima di campionato, in realtà era stata giocata regolarmente fino all'85esimo minuto col risultato (a posteriori a noi favorevole) di 1-1, poi dopo varie sospensioni temporanee causa diverse invasioni di campo e discussioni tra i giocatori, venne definitivamente interrotta per sopraggiunta oscurità e quindi venne fatta ripetere.
Il Venezia vola quindi in finale e si scontra un paio di mesi dopo, ad aprile, contro la solita corazzata Pro Vercelli, che di misura è arrivata prima ancora una volta ai danni del Milan. Le due gare sono assolutamente senza storia e i lagunari fanno una figura se possibile ancora peggiore di quella del Vicenza l'anno precedente: sconfitta al Sant'Elena per 4-0, sconfitta a Vercelli per 7-0 coi piemontesi che nel secondo tempo smettono di giocare per pietà.
Il nostro portiere Pellegrini con arbitro e portiere avversario
Finisce così il secondo campionato ufficiale del nostro Hellas, tra luci e ombre e un po' troppo amaro in bocca. A livello di singoli giocatori, si confermano le buone prestazioni dei vari Cavallaro, Ruberti, Bianchi e Vigevani (I), l'innesto di Forlivesi e il rientro di Masprone hanno ridato vita ad un attacco che nelle stagione precedente si era rivelato un po' spento. Anche gli allenamenti guidati sempre dalla commissione tecnica ma specialmente dal poliatleta Masprone hanno dato buoni frutti sul lato atletico coi nostri giocatori sempre molto attivi e potenti. Dal punto di vista della mentalità invece la squadra ha mostrato evidenti limiti, soprattutto in situazione di sofferenza. Il punto dolente dello scacchiere si è mostrato il ruolo del portiere, dove Signoroni prima e Pellegrini poi non sono riusciti a conferire la sicurezza richiesta al reparto difensivo. La conferma che il pubblico di Verona fosse attaccato particolarmente alle sorti della squadra è arrivata puntuale e si inizia a intravvedere anche qualche tratto particolarmente fumantino del pubblico che mostra di mal sopportare i torti arbitrali.
Il girone si dimostra equilibrato ma qualitativamente tendente verso il basso, ancora distante anche solo dalla media dell'altro girone di Prima Categoria. Potevamo fare sicuramente meglio noi, potevano fare altrettanto meglio i nostri avversari. Il Vicenza ha pagato cara la fama costruitasi nella stagione precedente, nel bene e nel male perché, se a livello nazionale ha guadagnato prestigio e vari inviti a partite anche all'estero, quando ha dovuto scontrarsi coi conterranei sono iniziati i dolori. Tralasciando l'ovvia rivalità con Verona, anche Bologna e Venezia partivano già incattivite per partito preso, smaniose di rifarsi dalle varie angherie subite. Vicenza non ha saputo rispondere se non palesando ulteriore fragilità nei propri giocatori, spesso inclini a reagire con avversari, arbitro e pubblico. Ovviamente la situazione si ribaltava quando i "bianco-granata" giocavano nella palude di Borgo Casale col pubblico a bordo campo.
Venezia e Bologna migliorano di molto le performance della stagione precedente con l'innesto di validi giocatori, anche stranieri ma restano squadre ancorate alle giocate dei singoli e non sviluppano armonia di gioco.
L'Hellas finisce la stagione partecipando sempre per conto della Bentegodi ai Campionati di Ginnastica della FGNI ma perde per 3-1 in finale contro l'Andrea Doria, che si prende la rivincita sulla stagione precedente.
Ad aprile viene ospitato allo Stadium il Milan in amichevole e si vince 4-1 coi rossoneri che schieravano le seconde e le terze linee mentre a maggio l'Hellas si riscatta per 5-1 vincendo contro il Zurigo, in una amichevole internazionale. Per l'occasione il cronista annuncia che la settimana successiva sarebbe arrivata la tanto agognata copertura della tribuna principale dello Stadium.
C'è tempo ancora per una passerella d'onore per i nostri e viene organizzata una trasferta a Milano, la prima di cui abbiamo notizia, per giocare contro l'Internazionale sul campo della US Milanese. E' il 5 maggio 1912, lo stesso giorno in cui le truppe italiane conquistano l'isola di Rodi nella guerra Italo-Turca. La gara non ci dà spunti particolari, perdiamo per 2-0 ma i veronesi vengono lodati per la vivacità e la potenza soprattutto della linea difensiva, dove Ferrari e ancor più Ruberti stupiscono per il gioco sicuro e poderoso. Terminiamo il racconto della stagione con le belle foto ricordo della giornata, che ritraggono i giocatori di entrambe le squadre, tutti assieme sorridenti. Non era ancora il calcio malato e stressato dei giorni d'oggi.
Foto di gruppo dell’amichevole con Internazionale, nostra prima trasferta a Milano in assoluto
Valeriano
Hellastory, 27/02/2025
QUESTI CI MANDANO IN B
Lo scorso 8 gennaio Zanzi, Presidente esecutivo del Verona (immagino che questo sia il ruolo visto che dopo 1 anno, nel sito ufficiale, l'organigramma è ancora Coming Soon ...) ha rilasciato una bella intervista all'interno del programma televisivo Diretta Verona e, con fare molto rilassato, ha lodato un anno di Presidio (il bilancio è molto positivo), felice di avere con sé Sogliano (il miglior direttore sportivo d'Italia) e come obiettivo quello di fare un grande Verona e lo stadio è tra gli asset principali per la crescita calcistica. Peccato solo per la classifica, un dettaglio trascurabile. Del resto, l'impresa di Napoli lasciava intravvedere una decisa inversione del trend negativo per rimontare e poi c'era comunque il mercato invernale, che ci ha salvato gli ultimi 3 campionati, a darci sicuramente una mano. Ebbene, dopo quella partita abbiamo perso 4 gare su 5 e dal mercato non è arrivato finora praticamente nessuno in grado di cambiare la storia. Anzi, abbiamo perso Giovane, l'unico in grado di combinare qualcosa da centrocampo in su. Il vuoto comunicativo di Zanzi, che lo fa assomigliare molto di più ad un politico di inizio millennio, dove l'effetto mediatico e il sorriso rassicurante (va tutto bene, siamo eccezionali, non parliamo però di numeri, mi aspetto grandi cose, ci stiamo impegnando al massimo ...) si scontrano con una realtà sconcertante: se tu produci calcio e il tuo prodotto è costantemente in fondo alla classifica, di cosa stiamo parlando Presidente? C'è qualcos'altro di più importante?
[continua]

Qual è stato il miglior gialloblu in campo in
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Riepilogo stagionale e classifica generale
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Campionato Nazionale 1928/29
Campionato Nazionale 1929/30
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Serie B 1931/32
Serie B 1932/33
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Serie B 1934/35
Serie B 1935/36
Serie B 1936/37
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Serie C 1943/44
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Campionato Alta Italia 1946/47
Serie B 1947/48
Serie B 1948/49
Serie B 1949/50
Serie B 1950/51
Serie B 1951/52
Serie B 1952/53
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Serie B 1955/56
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Serie B 1961/62
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