Dossier 2009/10 parte 1 parte 2 parte 3 parte 4 parte 5

parte 1 - I TANTI VOLTI DI UN FALLIMENTO
di Davide

Siciliano, Martinelli e Terraciano

Il Verona resta in serie C, preferisco chiamarla ancora così, piuttosto che vezzeggiarla con quel "lega pro" che sa tanto di presa in giro consolatoria. Una delusione morale e un fallimento sportivo che fanno da caleidoscopio ad una miriade di considerazioni sui motivi e le ragioni che hanno condotto il Verona all'ennesima disfatta. Sembrava l'anno buono e invece no, è cambiato solo il canovaccio, crudele come sanno essere crudeli le illusioni e le speranze quando scivolano dalle mani dopo che le hai strette così forte da considerarle già tue, ma il finale è stato il solito, quello che ormai, da tanti anni, ha creato nel tifoso del Verona un vero e proprio "callo delle delusioni", un callo sempre più duro e ormai insensibile alla pomice di qualche estemporanea soddisfazione. Forse è proprio per questo, per questo callo che fa oscillare le mie previsioni nel limbo sottile tra il realismo e il pessimismo, che al pareggio della SPAL, al 90°, a Ferrara, ho capito che non ce l'avremmo fatta. La squadra era alla frutta fisicamente e in piena "sindrome da primato", psicologicamente fragile, immatura, incapace di gestire il peso dello sprint finale. Vincendo a Ferrara avremmo probabilmente chiuso il campionato, perchè poi, fatto salva la vittoria (quella si scontata) contro il Taranto, si potevano tranquillamente pianificare due pareggi (specialità di Remondina) con Rimini e Portogruaro chiudendo a quota 59 con tanti saluti alla Lega Pro. Certo, si poteva anche chiuderlo molto prima il campionato, bastava trasformare in vittorie almeno un paio di quei 16 pareggi che vent'anni fa erano mezze vittorie e adesso sono in realtà mezze sconfitte. Si poteva chiuderlo prima, se qualche circostanza, qualche episodio, qualche singolo evento fosse stato positivo: un paio di rigori a favore in più, qualche tiraccio sballato che fosse entrato in porta, qualche cappella in meno di Rafael, qualche scelta coraggiosa in più dell'allenatore...

Ma di chi è la colpa dell'ennesima delusione? Adesso è il momento dei processi e, dopo Remondina, salgono sul banco degli imputati anche Bonato e Martinelli, oltre, ovviamente, agli stessi giocatori. Io credo che alla base di questa ennesima delusione ci siano fattori evidenti di natura "tecnica" e una serie di valutazioni sbagliate. Innanzitutto, sotto l'aspetto tecnico, a noi è mancato un portiere "normale", uno di quelli che fanno l'ordinaria amministrazione, che dominano l'area, escono, prendono il pallone e se non lo prendono si buttano a terra urlando per farsi dare un fallo a favore: lo insegnano ai pulcini e gli arbitri italiani, quando vedono un portiere per terra e un po' di casino in area fischiano subito, senza pensarci. Invece noi abbiamo avuto Rafael, del quale ho la presunzione di aver capito già in tempi non sospetti la enormi lacune fuori dai pali, Rafael che quest'anno ha mostrato anche lati deficitari del suo carattere, facendoci perdere punti pesanti (vedi espulsione contro la SPAL all'andata). Mi si obietterà che in qualche caso ci ha pure salvato il culo, ma sulla bilancia costi-benefici ci rimettiamo, non ho dubbi. Poi è mancato un bomber vero, da doppia cifra, quello che manca dai tempi di Bogdani e, ancora prima, da quelli di De Vitis, il giocatore che, di riffete o di raffete, la fracca dentro, quello che fa il diavolo a quattro in area, che tiene palla, si gira, tira, morde i difensori mentre aspetta il cross da calcio piazzato, ci mette sempre la gambetta, si butta su ogni pallone, sguscia come un serpente tra gli avversari roteando la spalle, insomma, sarebbe andato benissimo un Selva con qualche anno e qualche acciacco di meno. Di Gennaro è stato una mezza delusione, Colombo ha fatto la sua parte, ma è un tipo di attaccante diverso. Poi è mancato un vero leader in campo, quel giocatore che mette in riga la squadra, il braccio destro dell'allenatore, quello che dà sicurezza psicologica ai compagni, soprattutto se sono giovani. Infine, è mancata, clamorosamente, la preparazione giusta per affrontare al meglio il rush finale di primavera, stagione in cui tradizionalmente si vincono i campionati. Capitolo allenatore. A me Remondina non è mai dispiaciuto, è un allenatore di categoria che ha il pregio di avere comunque le idee chiare, anche se poi, i fatti, dimostrano che non sempre sono giuste. È innegabile che il Verona di quest'anno, costruito da Bonato tenendo conto delle esigenze del tecnico, per buona parte della stagione ha giocato bene, con una precisa impostazione di gioco, raccogliendo peraltro meno di quanto seminato, ma non tanto per colpa dell'allenatore, quanto per l'imprecisione in zona gol dei giocatori gialloblu: Berrettoni (encomiabile per impegno e generosità quanto deprecabile per la limitata visione di gioco e per la pessima mira), Ciotola (tecnicamente eccelso per la categoria ma anche troppo lezioso e fumoso) lo stracotto Rantier, e poi anche Russo e Pensalfini, che in varie occasioni si sono distinti per ciccare gol clamorosi. Fortuna che per Ceccarelli è stata una stagione di grazia, e Farias ha tirato fuori dal cilindro qualche golletto pesante altrimenti chissà chi la buttava dentro... Remondina però ha fallito quando si è trattato di mettersi in discussione, quando c'era da fare il "rimpasto" necessario ad affrontare la parte più delicata della stagione.

È vero che in qualche occasione ha abbandonato il suo 4-3-3, ma lo ha fatto senza cognizione di causa, quasi controvoglia, senza riuscire a far quadrare il cerchio e si è visto chiaramente in termini di involuzione del gioco. Vavassori è un tecnico senza dubbio più pragmatico, di maggiore esperienza e personalità, ma alla fine, seppur con sole 4 gare sul groppone, si è trovato a fare i conti con gli stessi problemi del suo predecessore. Infine, per chiudere la disamina tecnica, mi sembra ovvio che la rosa fosse buona, sicuramente di alta classifica, ma non così ben assortita da ammazzare un campionato come quello di serie C: può sembrare un paradosso, ma credo che una squadra con queste caratteristiche avrebbe potuto districarsi meglio in serie B. A mio avviso serviva qualche elemento più fisico, più versatile, soprattutto a centrocampo. Un altro fattore che si è rivelato deficitario è stato quello caratteriale. Fintanto che il Verona è "stato sul pezzo", concentrato mentalmente e tonico atleticamente, ha giocato da grande squadra meritandosi la testa della classifica. I guai sono cominciati quando mentalmente si pensava di aver già vinto il campionato e fisicamente le altre iniziavano a rodare mentre noi iniziavamo ad avere il fiato corto. Gestione sbagliata delle risorse, ma anche incapacità ad affrontare con la necessaria umiltà e determinazione la parte più importante della stagione. Alla fine siamo scoppiati in tutti i sensi. Arrivando al vertice della piramide delle responsabilità, la Società ha fatto senz'altro di tutto per allestire una squadra competitiva e bisogna dare atto al Presidente Martinelli di aver invertito la tendenza degli ultimi anni, spendendo soldi ed energie al fine di togliere il Verona dal marciume della serie C. Se le premesse erano buone e le promesse di investimento sono state mantenute, purtroppo, nel corso della stagione, Martinelli è stato troppo assente e Bonato, anche prima delle ultime discutibili performance oratorie, non ha certo brillato. La querelle con Comazzi (la sua dipartita in difesa ha condizionato pesantemente il reparto) è stata assolutamente fuori luogo, gestita malissimo, quasi da dilettanti. Così come lo scaricare sul solo Remondina i problemi di carattere di una squadra che pian piano si è trovata in piena crisi di identità e risultati: quando c'è da dare una strigliata agli operai è il titolare, che paga gli stipendi, a scendere in fabbrica per farsi sentire, non può scaricare tutto sul capoturno! E, nel caso, si cambia il capoturno, e lo si fa al momento opportuno, non quando si annaspa. Bonato la sua parte l'ha fatta allestendo una squadra competitiva, poi sicuramente qualcosa si è incrinato con Martinelli, già il fatto che a metà campionato sia stato allontanto Siciliano è stato a mio avviso un segnale che nella stanza dei bottoni c'era qualcosa che non andava. Non mi è piaciuto, lo dico apertamente, il profilo troppo basso tenuto dal Presidente non solo nei confronti di una squadra che andava strigliata a dovere, ma anche nei confronti delle continue angherie perpetrate ai danni del Verona sottoforma di multe (clamorosa quella per gli insulti a Remondina) e trattamenti mediatici e "politici" che quest'anno, più che in ogni altra occasione, sono sembrati davvero vessatori e fuori luogo, soprattutto se messi a confronto con altre realtà dello stesso girone.

Il Verona resta in serie C e per come sono andate le cose si può solo parlare di fallimento, una disfatta che ha tanti volti e tanti responsabili. Salvo solo i tifosi, non tanto per autoincensare la categoria di cui faccio parte, e nemmeno perchè i numeri parlano da soli, ma perchè veramente sembrano non aver mai finito la pazienza...
Adesso, preso atto delle dinamiche e degli errori che hanno portato al fallimento, bisogna agire con cervello e lungimiranza, perchè non tutto è da buttare: abbiamo giocatori validi di proprietà che sono di fatto un'ottima base per ritentare di uscire dalla melma. La palla ritorna a Martinelli al quale rinnovo la mia fiducia (anche perchè alternative serie non ne vedo) mi auguro che da buon imprenditore quale si dice egli sia, sappia trovare le soluzioni migliori per rilanciare l'azienda Hellas. Vedremo, nel frattempo, mi aspetto che tornino, puntuali come ogni estate, le voci di fusione con gli innominabili sfruttatori dei nostri colori. Meglio la speranza (celata dai più) di essere risucchiati in qualche ripescaggio che, a questo punto, considerando l'ignobile andazzo del calcio nostrano, non mi scandalizerebbe più di tanto. Tuttavia, sono pronto a scommettere che non succederà nulla di questo: resteremo in serie C e fra un mese e mezzo saremo di nuovo in tanti, a Fosse, a mostrare il nostro "callo delle delusioni" con la speranza di trovare finalmente una medicina che lo possa curare...

Andrea Perazzani 2003-2019 Hellastory è ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 800x600 pixel. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Ogni contenuto è liberamente riproducibile con l'obbligo di citare la fonte. Per qualunque informazione contattateci. []