LUIGI ZANETTI: il bomber "borghese"

Valeriano, Luigi ZANETTI e Carlo

Siamo andati a trovarlo alla vigilia del suo ottantaseiesimo compleanno. Lui, subito a precisare che dovrebbe essere uno dei più vecchi giocatori gialloblù ancora in vita. Luigi (detto Gino) Zanetti ha lo sguardo vispo, la battuta pronta e soprattutto una memoria ancora viva a ricordare il suo passato calcistico. Ci accoglie in salotto, davanti a sé libri e ritagli di giornale che ricordano le sue imprese. Il calcio è stato, ed è, per lui, una grande passione, lo capisci quando, parlando del nipote, promettente attaccante della Virtus Borgo Venezia, gli si illuminano gli occhi. Chiaramente il “suo” calcio era tutta un’altra cosa, divertimento allo stato puro, senza tutto il lerciume di oggi.

Ed eccolo, alla fine degli anni ’30 debuttare diciassettenne, nella Scaligera, la squadra del paese natale, nel campionato di prima categoria. Gino ci sa fare, ha un fisico da torello, calcia con entrambi i piedi, possiede uno scatto bruciante e sguscia via all’avversario: ha tutte le caratteristiche del bomber. Il suo innesto favorisce le affermazioni della squadra, che vede aumentare sensibilmente il numero dei suoi sostenitori a tal punto da costringere l’abate di Isola ad anticipare l’orario delle funzioni, che si celebrano con la chiesa semideserta quando coincidono con la partita di calcio, capace di coinvolgere l’intero paese.

Luigi ZANETTI

Il giovane centravanti, però, deve fare i conti con le perplessità dei genitori che di un figlio calciatore proprio non sanno che farsene, viene senz’altro prima il profitto scolastico. Ed eccolo quindi iscritto alla facoltà di Scienze Economiche presso la veneziana Ca’ Foscari. E qui veramente poteva cambiare la sua vita.

Un giorno, all’insaputa di papà e mamma, Gino, si presenta alla sede del Venezia, chiedendo di effettuare un provino, lo fanno giocare in mezzo a Loik e Valentino Mazzola e non deve essersi comportato poi tanto male se, pochi giorni dopo i dirigenti lagunari prendono contatto con quelli isolani per trattare il suo acquisto. L’occasione è ghiotta, non ancora ventenne, ha la possibilità di giocare in serie A. L’affare è quasi fatto, anche il padre, stavolta, sembra convinto, ma al momento della firma, in presenza di una clausola che prevede la residenza stabile del figlio a Venezia, s’impunta e non concede il suo assenso. Le esigenze del calciatore possono aspettare.

Al tempo il Verona è una squadra che si fa rispettare tra i cadetti, ha una struttura societaria ben definita, un suo pubblico e una tradizione; questa volta a bussare a casa Zanetti si presenta il Presidente in persona, il dottor Luciano Carteri, e il giovane Gino, dopo essere stato visionato dall’allenatore Nin Chiecchi, passa in pianta stabile nella formazione gialloblù. Anche i termini economici dell’operazione non sono trascurabili.

Stagione 1940/41. Una delle stagioni più nere della storia del club: soprattutto per i fatti bellici, ma anche perché segna la nostra retrocessione il serie C. Ed è in questo contesto, paradossale, che Zanetti stabilisce il record di segnature stagionali in campionato: 19 reti, da allora imbattuto.

Memorabile la sua prima gara al vecchio Bentegodi: 13/10/1940 Verona-Liguria 3-2 con tre suoi gol segnati davanti ad un pubblico festante: erano partiti da Isola della Scala due pullman organizzati dai tifosi per incoraggiare il loro amico e paesano.

Zanetti quell’anno balza agli onori della cronaca con i suoi gol, il bottino di reti segnate attira su di lui l’interesse degli squadroni, ma lui è riservato, schivo, non vuol cadere nella trappola del professionismo definitivo e soprattutto non riesce a far “suo” quell’ambiente in cui è calato senza tanta convinzione.

Gli obblighi di leva, intanto, lo hanno dirottato all’Accademia allievi ufficiali di Biella, dove gli propongono il passaggio al Novara. Anche qui conferma le sue doti di goleador, ma soprattutto evita di finire al fronte.

Concluso il conflitto mondiale, Zanetti, risulta ancora nell’organico del Verona, che lo richiama in servizio, ma nel frattempo è stato assunto dalla Banca Popolare che non gli permette di proseguire la sua carriera.

Ecco come si rivolge a Zanetti, l’Associazione Calcio Verona in una raccomandata che gli invia il 3/9/1945:

“Abbiamo notato che malgrado i continui inviti di partecipare agli allenamenti non vi siete ancora presentata. Siccome è stato deciso in via assoluta di non privarci dell’opera vostra, dato il vincolo esistente vi consigliamo e preghiamo nello stesso tempo di mettervi a disposizione dell’allenatore e presentarvi al Presidente per la sistemazione finanziaria. Questo è l’ultimo invito. Cordiali saluti”.

A questo punto il Verona lo concede in prestito alla Scaligera, dopo un ultimo tentativo dell’allora Presidente Giovanni Chiampan che, pur di poterlo avere a disposizione della squadra gialloblù, gli aveva promesso il suo interessamento per fargli cambiare Banca.

Fatali al prosieguo della sua vita gli ultimi campionati disputati con la squadra isolana, si fidanza, infatti, con la figlia del Presidente, che diventerà in seguito sua moglie.

Ed ecco, la gentile signora Carlotta arrivare con il caffè, a conclusione di un incontro cordiale con una persona che ha saputo cogliere la vera essenza dello sport praticato.

Per finire i ringraziamenti: a Valeriano, nostro cronista d’assalto e soprattutto a Nez, il nostro gancio, che con i suoi buoni auspici ha reso possibile il tutto.

CARLO


TOP 10 Bomber stagionali gialloblu

Stagione Serie Capocannoniere/i Presenze Reti Media
1940-41 B Luigi Zanetti 32 19 0,59
1949-50 B Guido Tavellin 34 18 0,53
1962-63 B Nicola Ciccolo (I) 34 17 0,50
2004-05 B Erjon Bogdani (ALB) 38 17 0,45
1930-31 B Mario Patuzzi 30 16 0,53
1947-48 B Sergio Sega 34 16 0,47
1983-84 A Maurizio Iorio 25 15 0,60
1968-69 A Gianni Bui 26 15 0,58
1982-83 A Domenico Penzo 29 15 0,52
1929-30 B Mario Patuzzi 31 15 0,48
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