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LE SCELTE DI BONATO
11/01/2010
Sono curioso di vedere cosa succederà adesso. Un mesetto fa, prima delle vacanze, mi ero interrogato sui possibili movimenti di mercato del Verona per assicurarsi la promozione in B. Ricordo di aver auspicato l'arrivo di un attaccante, un centrocampista di qualità e un paio di innesti in ottica del prossimo campionato. La settimana successiva, in un'accorata intervista, Selva ha difeso la bontà del gruppo attuale. Quasi a rispondermi. Pochi giorni dopo abbiamo espugnato Foggia senza troppa fatica. Quasi a smentirmi. Alla ripresa dalla sosta, ingolfati e distratti, abbiamo nuovamente perso punti in casa e tutto viene messo nuovamente in discussione. A questo punto però le fantasie dei tifosi e le parole dei giocatori lasciano il posto alle decisioni della società. Tutto sta a capire, quindi, cosa ha in mente di fare Bonato e perché.
Di massima, ci sono almeno due questioni aperte. La prima riguarda l'intenzione o meno di intervenire in maniera significativa sulla rosa attuale. Significativa dal punto di vista qualitativo, più che quantitativo. La seconda riguarda più specificamente la decisione che verrà presa sul centravanti, anello debole del Verona attuale.
È naturale che entrambe sono condizionate dal budget messo a disposizione da Martinelli, ma gli accordi tra le società e le modalità di pagamento si sono ampliate ulteriormente in questo periodo di crisi. A mio avviso dipende solo dalle opportunità che si presentano e dalla volontà di fondo ad intervenire. Insomma, dalla strategia che intende adottare Bonato.
IL GRUPPO HA ANCORA LA FIDUCIA DELLA SOCIETA'? Per quanto concerne il primo punto, ogni decisione di limitare all'essenziale gli innesti equivale ad una forma di fiducia nei riguardi del lavoro fatto finora da Remondina e delle potenzialità del gruppo. Soprattutto quelle inespresse. Ci sono 3 o 4 giocatori che non hanno ancora contribuito quanto avrebbero dovuto e/o non sono riusciti ad esprimersi al meglio per motivi diversi (Pensalfini e Colombo da una parte, Campisi e Ciotola dall'altra). Un'opportunità la meritano tutti, perché sono giocatori di valore e occorre salvaguardare lo spogliatoio che Selva ha chiarito essere unito e motivato. Infine, un'ulteriore ragione per la quale Bonato potrebbe decidere di non fare stravolgimenti è data dalle difficoltà generalizzate economiche: finora, solo il Taranto sta facendo ilmercato. Le altre si muovono con fatica, al più propongono qualche scambio.
Anche perché, sia nel caso di promozione in B che in quello di sciagurato fallimento, 7/8 undicesimi del Verona attuale cambierà comunque squadra a giugno. I motivi, peraltro facilmente comprensibili, li dirò più in là quando sarà chiaro che fine faremo. Che senso ha dunque smontare in questo momento alcuni ruoli chiave?
Tuttavia, se invece dovessimo accorgerci che arriveranno a Verona,nei prossimi giorni, 2 o 3 giocatori importantisignifica che, indipendentemente dalle parole di Selva e dalla logica di cui sopra, qualche preoccupazione sulla tenuta c'è. Bonato, in estate, ha messo a disposizione di Remondina una squadra per vincere il Campionato. Lo ha fatto senza badare a spese fornendogli 2 formazioni complete in tutti i ruoli. Finora il Verona ha mantenuto fede alle aspettative sfruttando la concretezza (e l'esperienza) più che lo spettacolo. Di innesti importanti non ce ne sarebbe dunque bisogno se non si stesse verificando, ad altri livelli, che qualcosa non funziona come si vorrebbe. Magari ci sono giocatori che non hanno confermato le aspettative, anche in relazione di quanto guadagnano e che possono creare problemi di malcontento. Anche per non svalutarli, meglio cambiarli. Magari Remondina stesso ha giustificato le difficoltà casalinghe con l'assenza di gente in possesso di certe caratteristiche. Al Verona attuale mancano fantasia e colpi d'ingegno davanti, qualità che non si possono insegnare e neppure pretendere da giocatori che hanno costruito la loro carriera sulla regolarità. Ci sarebbe da chiedersi perché allora non insistere su Ciotola (che qualcosa di buono ha fatto vedere contro il Lanciano), ma qui emergono dubbi sia sulla flessibilità del tecnico che sulla disponibilità del giocatore.
In un modo o nell'altro, dunque, l'arrivo di giocatori importanti è una mancanza di fiducia verso gente che ha giocato fino a ieri in B e ha vinto campionati. Un ossimoro, pertanto. Siamo proprio tutti sicuri che il problema non stia altrove? Attenzione, perché il mercato può curare solo gli effetti, non certo le cause.
IL CENTRAVANTI In questo contesto, un approfondimento merita la questione del centravanti. Tutti, ma veramente tutti, eravamo contenti solo a metà della coppia di punte centrali messe a disposizione da Bonato. Selva poteva andare benissimo se non dovesse convivere con i suoi problemi fisici. Arcinoti a noi tifosi, capirai all'ex direttore sportivo del Sassuolo. Per un attaccante che ha superato la trentina, ogni nuovo disturbo si trasforma in un'aggiunta di traumi precedenti mai completamente risolti, quindi i tempi di recupero si allungano e non siamo mai certi del suo completo recupero. Del resto, cogli anni le botte si assorbono con minore facilità e la muscolatura è più logora. Colombo poteva andare benissimo se avesse risposto con caterve di gol. Lui ha accettato di scendere di categoria per dimostrarlo, ma quante volte lo vediamo tirare in porta? Questo giocatore (come del resto Ferrarese a suo tempo) vive nell'equivoco di essere un ragazzo serio e valido tecnicamente, ma mai decisivo nel corso della carriera. Ecco perché girovaga da una piazza all'altra in attesa di dimostrare qualcosa. Poiché nessuna società si libera facilmente di un giocatore che lo soddisfa a pieno sono stati valutati a pieno i suoi limiti caratteriali e la cattiveria sotto porta?
Se Bonato ha riposto fiducia sull'integrità di Selva e sulla concretezza di Colombo, non capisco che senso hanno dunque le voci insistite sull'arrivo di Di Gennaro. O Tiboni, o Curiale. E' chiaro che, se dovesse arrivare al posto di uno di loro (peggio se al posto di Colombo), verrebbe ammesso un clamoroso (e dispendioso) errore di valutazione in sede di mercato estivo. Non è un segreto che l'attaccante del Gallipoli è stato trattato a lungo e che Colombo è stato solo un ripiego. Ma vale una bocciatura così sonora? Infondo, nelle prime giornate di campionato avevamo Selva che segnava e lui che si preparava atleticamente. Poi Selva si è rotto e lui ha fatto quello che ha potuto. Adesso però si è sbloccato e sta segnando con una certa regolarità (Foggia e Lanciano). Infondo, Selva e Colombo insieme non li abbiamo ancora visti. Se non saltuariamente.
Se invece Di Gennaro dovesse arrivare in aggiunta, chi fra Berrettoni e Rantier dovrebbe fargli posto? Remondina sarebbe così disposto a modificare l'assetto offensivo? Può permettersi il Verona di avere 5 attaccanti del genere (più, eventualmente, i vari Ciotola, Gomez e Farias)? Non ci dimentichiamo che mancano solo 15 partite alla fine e lo spazio a disposizione per tutti è sempre minore.
Ma poi, questo Di Gennaro - classe 1982, mica '89 o '90 - è davvero l'ira di dio che ci fanno credere? Cosa ha fatto di tanto importante nella sua carriera? Perché accetta di buon grado di scendere in B piuttosto che giocarsi il posto (e la visibilità) di titolare? Se dovesse arrivare e noi vincere il campionato sarebbe in seguito un giocatore su cui puntare per la B, alla sua età e visto quello che sta facendo a Gallipoli?
IL MERCATO E' UNA FALSA SOLUZIONE A questo punto, siamo proprio sicuri che i problemi casalinghi del Verona - che ha concesso punti a Foggia, Cavese, Spal, Rimini e Lanciano - siano un problema risolvibile con il mercato? Meglio di quello che abbiamo a disposizione, cosa si può pretendere? I punti sprecati finora al Bentegodi, una volta per colpa del nostro nervosismo, un'altra della confusione che facciamo, evidenziano che il problema è a monte non a valle. I nostri avversari lo hanno imparato e stanno prendendo fiducia nei nostri confronti, mentre noi non riusciamo a prendere contromisure.
Remondina dovrebbe rifletterci su. Il Pescara, se batte la Cavese ci è sul collo e la Reggiana è subito dietro pur facendo a meno di un bomber come Temelin. Entrambe le affronteremo al Bentegodi, insieme a Ravenna e Taranto. Già, ma in quali condizioni? L'anno scorso il Verona perse in casa contro Padova, Ravenna e Cremonese cioè squadre che giocano a pallone. Più il Pergocrema, che non gioca ma che somiglia tanto a una delle tante squadrette che ci hanno imposto il pareggio. E, tra non molto, fare punti pesanti in trasferta sarà sempre più difficile.
Per la prima volta non sono affatto ansioso per quello che succederà in sede di mercato. Semmai, sono incuriosito. Razionalmente, preferirei che Bonato si occupasse dei contratti dei giocatori migliori e facesse al massimo un paio di investimenti (cioè di giovani) per l'anno prossimo. E pregasse tutti i santi che Remondina sia stato davvero la scelta migliore possibile.
Per la prima volta, sono convinto che le operazioni che verranno concluse modificheranno poco o nulla la consistenza della squadra perché l'assetto è stato impostato da tempo. Se finiremo con 4 punti di vantaggio anziché 1 o 2, avranno solo avuto il merito di migliorare un pochino una squadra già forte; se finiremo con il dover giocare i playoff, non dipenderà certo dal loro arrivo. Quindi, qualunque cosa deciderà di fare Bonato, nella situazione attuale, il mercato gialloblu rappresenta l'analisi di opportunità. Non certo di convenienze. I problemi di fondo sono altrove.
Massimo
COLONNA SONORA stavolta propongo 2 brani «inversi» assolutamente in tema: The man who sold the world, di Nirvana e I still haven't found what I'm looking for, di U2.
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