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ACCORDIAMO IL VIOLINO ALLA FINE DEL GIRONE DI ANDATA
18/01/2005

Il Verona fallisce la prima prova, perde a 5' dalla fine a Piacenza ripetendo il rammarico di Treviso e interrompe così una bellissima serie positiva durata 7 gare (4 vittorie e 3 pareggi).

Ma oggi, ultima del girone di Andata, dobbiamo valutare complessivamente 21 gare e non solo l'ultima. Ci sarà tempo per questo. Per comprendere esattamente quello che è accaduto negli ultimi 5 mesi, basta confrontare il Verona nelle sue ultime 3 edizioni di serie B: Malesani ottenne a questo punto 1,21 punti di media; Salvioni e Maddè 1,04; oggi Ficcadenti 1,67. Non solo. Numericamente, dopo 21 partite giocate, i gialloblu hanno conquistato la bellezza di 9 punti in più di 3 anni fa e 14 rispetto allo scorso anno. Visto che non ci è dato conoscere il futuro al quale è destinata questa squadra, è giusto in questo momento celebrare l'incredibile presente. E nella scelta degli argomenti, abbiamo avuto quasi l'imbarazzo della scelta.

IL PENTAGRAMMA GIALLOBLU. 35 punti in classifica, 5° posto in coabitazione con l'Ascoli (come noi rivelazione del Campionato), 41 le reti segnate e 28 quelle subite: il Verona è una macchina da guerra che trova in Bogdani (14) il suo protagonista assoluto. Il centravanti albanese, Capocannoniere del Torneo, contribuisce da solo per il 34% delle realizzazioni della squadra ma è in buona compagnia: l'attacco lo supporta con altre 17 reti (di cui 7 realizzate da Adailton); il centrocampo con 6 e la difesa con 3. Sono già 10 i gialloblu andati in gol. 6 i pali fatti e 8 quelli subiti (2 dei quali proprio a Piacenza). 1 rigore concesso (e realizzato da Adailton), nessuno subito.

Verona efficace soprattutto nella ripresa, quando riesce a realizzare con maggiore facilità (26 contro 15): questo è sicuramente il sintomo di una grande condizione fisica e mentale. Non gli riconosco periodi di calo nel corso dei 90'. In merito ai gol subiti, peggiora un po' nel secondo tempo (12 contro 16), mentre pongo l'attenzione sul fatto che il periodo più difficile della gara è il 5° sestile (dal 61' al 75') perché qui il Verona qui ha incassato la bellezza di 8 gol, pari al 30% del totale. Un messaggio importante a Ficcadenti.

Il tecnico ha utilizzato finora 23 giocatori. Ma il dato non deve ingannare visto che sono ben 8 quelli che hanno giocato al massimo 4 gare. In pratica, ad oggi sono stati impiegati 15 giocatori e 1 teorico formato dalla somma delle presenze di tutti gli altri. Ebbene, 16 giocatori complessivi sono piuttosto pochi e confermano che il mister non ha mai utilizzato il turnover finora. Sempre presenti in tutte le gare i 2 giocatori più rappresentativi della rosa: capitan Mazzola e il brasiliano Adailton.

GLI APPLAUSI. Ci vuole un monumento a Ficcadenti per quello che è riuscito a fare, per come ha rivitalizzato giocatori finiti e lanciato giovani sconosciuti e per come è riuscito a determinare un'idea concreta di squadra. Il successo del mister non sta solo nei punti conquistati e nel divertimento offerto, ma anche nella considerazione che quasi tutti i giocatori hanno alzato la loro performance individuale rispetto allo scorso Campionato e infatti solo 3, al momento, non hanno ancora raggiunto una media sufficiente (Dossena, Gervasoni e Agnelli) anche se sono destinati a conseguirla a breve continuando a giocare così.

Però oggi, mi piace esaltare 3 gialloblu come simbolo di tutta la rosa, quelli che ho giudicato i più rappresentativi del girone d'Andata, premiando il loro comportamento invariabilmente superlativo.

  • Bogdani. 14 gol su azione in 20 gare è un bottino impressionante e una media pazzesca. Oggi, il centravanti albanese entra di diritto nell'Olimpo dei migliori attaccanti della storia del Verona. E' ovvio che non potrà conservare a lungo questo ruolino di marcia, ma sicuramente può insidiare il trono attualmente detenuto da Zanetti (19 gol in 32 gare nel lontanissimo 1940/41) e raggiungere così la vetta più alta di giocatore gialloblu più prolifico di tutti nel corso della stagione. Ficcadenti aveva bisogno di un attaccante boa alla Trezeguet che fosse in grado di tenere alta la squadra, che dialogasse cioè con il talento di Adailton, Italiano e Cossu e la velocità di Waigo, Behrami e Iunco e che fosse un punto di riferimento nell'impostazione offensiva. Quello che, per intenderci, aveva chiesto lo scorso anno ad Artistico quando allenava la Pistoiese e che faceva il suo amico De Vitis quando giocavano insieme a pallone. Bogdani è immarcabile di testa, opportunista nell'area piccola di rigore e - soprattutto - è gasato e sicuro di sè. Reduce da 2 o 3 fallimenti professionali, a Verona ha trovato continuità e maturità. Che Dio ce lo conservi! Diceva un famoso giornalista che un uomo dell'est europeo non cambierà mai la storia (non so su quali basi), ma quando cambia la storia non può mai mancare.
  • Italiano. Dopo le tribolazioni estive, Vincenzo è tornato. Ficcadenti lo ha svincolato dall'oppressione della fascia di capitano e dal ruolo di regista, consegnati entrambi al più carismatico Mazzola, ed è rinato. Adesso gioca per sé mettendo a servizio della squadra la sua classe superiore: finalmente è molto meno Emerson e molto più Veron. Ma ci voleva tanto a capirlo? Motivato, imprevedibile, padrone assoluto del campo, è il gialloblu con la media più alta (6,61). Non so se lascerà o meno Verona a giugno, ma certo che questa è sicuramente la più bella stagione che gli ricordo. Il gol di Salerno, incommensurabile, lo rappresenta in tutta la sua determinazione, classe e abilità. Splendido.
  • Behrami. Arrivato quasi per sbaglio, a compensare il contenzioso estivo con il Genoa per l'affare Mihalcea, ha preso a settembre in mano una fascia (la destra) e non l'ha più mollata. Dinamico, spregiudicato, combattente, non molla mai. E soprattutto non dimostra i suoi soli 19 anni di età. In una squadra piena di ragazzini, Behrami rappresenta il punto più alto in assoluto. Un grande girone d'andata, sicuramente.

LE STECCHE. Nel bilancio estremamente positivo di 21 partite, non è logico trascurare anche i punti deboli di questa squadra. E' chiaro che, a differenza del passato, questi hanno influito di meno nel rendimento complessivo ma non possiamo di colpo eliminarli visto che sono tutt'ora irrisolti.

  • La difesa. Se l'attacco gialloblu è il migliore della serie B dopo quello del Genoa, altrettanto non posso dire della difesa: è fuor di dubbio infatti che dietro non abbiamo né l'esperienza né il talento che riconosciamo agli altri settori del campo. Oggi il Verona, con 28 reti subite, ha incassato lo stesso numero di gol delle formazioni in lotta per non retrocedere: sono ben 13 le squadre che vantano performance migliori della nostra. Del resto, la media di 1,33 gol a partita è praticamente uguale a quella dello stesso periodo dello scorso Campionato (1,35) e non lontana dall'1,41 di fine stagione. D'altra parte i giocatori sono gli stessi e il modulo a 4 anche. Da questo punto di vista, anche nella qualità delle reti subite, non trovo grossi miglioramenti. A gennaio, lo scorso anno arrivarono Angan e Turati e il modulo a 5 imposto da Maddè, ma non cambiò quasi nulla. La mia preoccupazione maggiore è che oggi il Verona entra di diritto nella lunga e stressante lotta per la conquista dei playoff di giugno grazie all'impressionante volume di gioco offensivo che fa, ma tutte le nostre avversarie dirette vantano al suo confronto superbe prestazioni difensive (Torino, Perugia, Genoa ed Empoli si contendono tra loro il primato della categoria) amplificando il differenziale con il Verona. Si può lottare per la serie A rimanendo così deboli dietro? Le colossali amnesie, i gol presi su calcio d'angolo e i tiri da fuori area sono sempre stati considerati evitabili: quando si ripetono in questa successione, qualcosa non va nella testa dei giocatori più che nelle gambe. Speriamo in bene.
  • Ficcadenti ha una rosa eccessivamente limitata. E' vero che quando una squadra vince è meglio non cambiarla mai, ma un conto è sostenere questa teoria per 21 gare e un conto è confermarlo per il doppio. Finalmente è rientrato Turati, alternativa a Gervasoni in difesa; Guarente è l'unico centrocampista utilizzato con continuità; Iunco e Waigo sono i cambi davanti. Stop! Ficcadenti ha tagliato via via Myrtaj, Pagliuca, Agnelli, Mancinelli e forse anche Angan. Perché non lo seguono o perché se lo non meritano? Non lo so e non mi interessa saperlo: i risultati premiano il tecnico e bocciano gli esclusi. Però oggi il Verona deve affrontare 2 lunghe stagioni, il rischio infortuni e convive con 5 diffidati. A questo punto, o Ficcadenti si tappa occhi e naso e recupera chi ha a sua disposizione (quanto meno Agnelli, secondo me lo meriterebbe) o chiederà aiuto a Pastorello. Anche se, conoscendolo, è capacissimo a saltare in blocco questo gruppo di giocatori mediocri e a rivolgersi a uno dei campioncini della Primavera di Giovanetti che sta facendo meraviglie (e qui, Foderaro, Lorenzi, Nizzetto e Briglia valgono sicuramente qualcosa). Vedremo: certo che questa rosa, limitata nel numero e spaccata in due dal tecnico, mi preoccupa per il proseguo.

I PROSSIMI SPETTACOLI. I prossimi 15 giorni sono di eccezionale intensità per il Verona: da una parte abbiamo il confronto diretto con Torino e Empoli e dall'altro la conclusione del calciomercato.

Senza fare pronostici (se no qualcuno, giustamente, poi me li rinfaccia) il Verona è chiamato a mostrare se stesso come un protagonista del campionato reagendo in tal modo anche alla debacle di Piacenza. Io sono convinto che le sconfitte subite nel girone d'Andata contro le prossime avversarie sono state causate da fattori molteplici, primo fra tutti l'incompletezza e il rodaggio mentale della squadra. Quello di allora fu un Hellas scolastico, senza mordente e senza ispirazione che ha reso vita facile sia al Torino che all'Empoli. E poi, mancavano ancora giocatori importanti come Pegolo e Italiano mentre Bogdani era da poco arrivato e così Behrami reduce da un brutto infortunio estivo. Con qualsiasi altro Verona, sarebbero stati altri risultati. Ne sono convinto.

Oggi invece ce la giochiamo alla pari, sia come classifica che come convinzione. Non parlo poi di condizione atletica, perché qui siamo addirittura favoriti. L'unica paura che può frenarci è quella di fare il grande salto o di sentire i nostri avversari superiori a noi solo per il fatto che ci hanno già battuto una volta. Un'inezia, si potrebbe dire, alla quale deve lavorare con attenzione Ficcadenti. Ma le piccole fessure, talvolta, sono più pericolose delle grosse crepe.

Sul calciomercato poi si decide il futuro del campionato. E' chiaro che Myrtaj sta per lasciare Verona, Pagliuca e Teodorani lo hanno già fatto. Più volte ho detto che a questa squadra mancano almeno un cambio a Bogdani e uno a Mazzola e non posso credere che Pastorello si affiderà in futuro solo a Fummo e Agnelli. Per questo penso che stia lavorando a qualcosa che conosceremo nei prossimi giorni. Anche se, a dire il vero, la notizia più bella che vorrei ricevere dalla società è il riscatto definitivo del centravanti albanese.

Bene, anche se veniamo da una sconfitta, oggi siamo giustamente sereni e compiaciuti di quello che abbiamo visto. Perfino sorpresi, come è giusto che sia. Come accade sempre, abbiamo paura di guardare avanti perché temiamo di non ritrovarci più e il cammino - giunto solo a metà - è adesso ancora più difficile e pieno di insidie. E per questo rallentiamo il passo cercando il sole d'inverno.

Ma non è serio tutto ciò, dobbiamo essere noi stessi i primi a crederci. Continua a stupirci, vecchio Verona, a illuderci che ogni risultato ti è possibile. Del resto, ogni volta che vediamo quelle magliette blu entrare in campo, siamo sempre certi che vinceranno. Come gli eroi buoni nei film americani. E dopo Piacenza, ne sono ancora più convinto.

Massimo




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