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LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
07/07/2010
Ci sono voluti diversi giorni per metabolizzare l'ennesima delusione gialloblu. Alla fine, hanno prevalso l'immenso grado di sopportazione tipica del tifoso e le aspettative che riguardano la prossima stagione. Ho invece la sensazione che la proprietà sia rimasta molto più scioccata di quanto possiamo pensare. Non solo per la grande amarezza patita, ma anche per l'orgoglio ferito e il danno economico subito. La prima reazione è stata quella di cacciare il responsabile di tutto, il direttore sportivo Bonato, e con lui le sue persone di fiducia: Terracciano (con lui abbiamo gettato via un altro anno inutile per il vivaio gialloblu) e Fattori (un segretario, più che un team manager). La seconda reazione è stata quella di colmare tutti i posti lasciati vacanti affidandosi totalmente a Siciliano. Il nuovo Richelieu ha suggerito nomi, strategie, operazioni completamente differenti alle quali Martinelli si è subito adeguato. Possiamo quasi concludere che, se lo scorso era il Verona di Bonato, questo sarà quello di Siciliano. È il prossimo, si chiede l'amico Canegrandis?
Sicuramente il Presidente non commetterà più gli errori appena commessi, perché è nella natura umana prendere immediatamente dei provvedimenti. È possibile che in futuro ne commetterà di nuovi, ma forse adesso sarà più sensibile alle lamentele della piazza, al riscontro del campo, alle voci dentro. Inoltre adesso, per la prima volta dopo Ficcadenti e Bonato, ha deciso di affidarsi ad una persona poco coinvolta nell'ambiente calcistico. Questo mi pare un cambiamento radicale: visto che la prospettiva adesso si è fatta più alta, ogni scelta risulterà meno invischiata da legami e sudditanze. Già la decisione di prendere un direttore sportivo e un allenatore che non hanno avuto rapporti di collaborazione tra loro è sintomo di accentramento e di massima autonomia decisionale.
Quali sono le possibili conseguenze della nuova linea? Ne intravedo una positiva e una negativa.
Siciliano non è un uomo di calcio, come Martinelli del resto. Avendo soprattutto a che fare con i conti è possibile che questo condizionerà tutta la strategia. Non ci dimentichiamo che il presidente si è sobbarcato (o si sta ancora sobbarcando) i debiti di Pastorello e Arvedi e che, da 18 mesi a questa parte, ha comperato almeno una quindicina di giocatori, alcuni con contratti piuttosto onerosi. È chiaro che la mancanza di fiducia verso chi li ha consigliati, adesso si ritorcerà verso di loro e c'è la possibilità che molti vengano ceduti in fretta. Ma a quali condizioni? Anche accettando minusvalenze, pur di non vederseli più intorno?
Le uscite societarie finora sono state enormi, mentre le entrate non sono affatto aumentate. Ne consegue che bisogna alleggerire il conto economico e ridimensionare le pretese di chi pensa di venire a Verona (invece di andare a svernare a Lumezzane...) solo per prendere più soldi.
C'è poi la faccenda degli Under 23 da schierare. Laddove non ci siamo arrivati per colpa della nostra tradizionale incuria verso il settore giovanile, è la Lega a imporre le nuove regole attraverso il comunicato dello scorso 1 luglio:
Per poter beneficiare dei corrispettivi federali secondo il disposto del presente regolamento, viene posto il seguente obbligo di tesseramento:
- n. 8 calciatori professionisti (status 09) nati dopo il 1° Gennaio 1987 (under 23) per le società di 1a Divisione.
È chiaro che il principio dei corrispettivi potrebbe essere non preso minimamente in considerazione se il Verona fosse sicuro di ottenere autonomamente la promozione in B. Un concetto questo che - non ho dubbi - Bonato avrebbe sottoposto a Martinelli, visto come ragiona. Ma dopo l'ultima nefasta esperienza, affrontata con gente dell'età media di 27 anni, sono sicuro che il presidente e Siciliano saranno tra i primi a voler aderire alle norme federali usando la mannaia per togliersi di torno giocatori vecchi, logori e senza attributi. Inoltre, con la nuova regola non si può fare tanto i furbi visto che i contributi aumentano in maniera esponenziale sulla base della data di nascita dei ragazzi che verranno utilizzati e del piazzamento finale conseguito.
Tutto questo mi sta bene. Anzi benissimo. Finalmente creiamo le basi per un Verona giovane, capace di crescere con i giovani che sceglierà e obbligato ad investire sul proprio vivaio.
Il problema nasce adesso. Senza nasconderci dietro le parole, Bonato aveva costruito una squadra per salire subito in B. Se non fosse stato tanto ingordo e condizionato (ai giocatori che ha voluto e al mercato messo in atto con troppo anticipo), probabilmente ci sarebbe riuscito. Oggi Siciliano, che si preoccupa soprattutto del contenimento dei costi e del ringiovanimento della squadra, non è in grado di regalarci la medesima lusinga. Ecco perchè sono stati scelti un tecnico che non ha paura di affrontare le difficoltà e un direttore sportivo che lavora con i giovani. Se molti tra noi apprezzano Giannini, che ha accettato di scendere di categoria e – fintanto ha potuto – ha tenuto a galla il Gallipoli, qualche perplessità lascia invece Gibellini che non ha lasciato il segno nelle sue precedenti esperienze lavorative.
Neppure mi fido del principio che va di moda in questo periodo tra i tifosi: prima i risultati, poi gli applausi. Sono cose che si dicono (con convinzione, peraltro) quando si è rimasti scottati in campionato e quando non si vede niente di concreto a breve. Ma non appena la squadra andrà in ritiro, tutto verrà dimenticato. Capirai al primo successo in campionato...
Peraltro, le lusinghe di Bonato avevano comunque una certa sostanza visto che fino a poche giornate dal termine eravamo tranquillamente in testa alla classifica. Troppo tranquillamente, forse. Tutti infatti siamo concordi nel ritenere che siamo stati noi a buttare via la nostra promozione, non gli altri a rubarcela. Ora, se perdiamo anche questa minima lusinga (basterebbe solo che Martinelli o chi per lui dicesse: non vi preoccupate, ci proveremo anche quest'anno!) vuol dire che a tutti i livelli ci si rende conto che ci sono altre priorità. E che i tempi possono quindi allungarsi.
Il prossimo Verona, per molti versi, assomiglierà molto di più a quello di Previdi che a quello di Bonato. Sarà una scoperta continua di potenzialità e poggerà completamente nelle capacità di Giannini di mettere in campo un gruppo solido e vincente e di Gibellini di procurargli gli elementi giusti. D'altro canto Martinelli adesso sarà ancora più solo e avrà gli occhi puntati addosso perché, dopo 4 anni di C, i tifosi non ce la fanno più ad aspettare.
Si parte dunque con nuovi giocatori e nuovi obiettivi (già, ma quali?). Vediamo quello che salta fuori i prossimi giorni di mercato e se il rigore e la concretezza saranno un metodo di lavoro e sani principi da perseguire e non piuttosto semplici alibi dietro i quali nascondersi. Ma rendiamoci conto di una cosa importante: anche in questa vaghezza iniziale e nell'evitare di assumersi impegni difficili poi da mantenere, la nuova stagione subisce le conseguenze di quella appena conclusa. Non è quindi solo una questione di scaramanzia.
Massimo
Colonna sonora: nel 1978 Elton John, dopo aver annunciato due anni prima di volersi ritirare dal mondo musicale, incide il nuovo album A Single Man, il primo senza il contributo di Bernie Taupin. Qualche pezzo buono, qualche altro modesto. Non so se è un caso, ma molti critici hanno ritenuto questo come quello che chiude l'epoca d'oro della carriera di Elton John sotto l'aspetto compositivo. Da quel momento solo qualche brano commerciale e riproposizione di tante cover del passato.
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