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POCHE IDEE E PASTICCIATE (prima parte)
31/08/2010
Visti dalla Luna, gli zero punti in classifica sono la malaugurata conseguenza di un campionato iniziato nel pieno della campagna trasferimenti e figli di una condizione necessariamente approssimativa. Visti da Verona però, gli zero punti in classifica sono la conseguenza logica di quello che è successo negli ultimi mesi, subito dopo la sconfitta di Pescara. L'Hellas di Martinelli non segue alcun progetto, si muove a spanne di stagione in stagione; ha scoperto recentemente di non avere più nemmeno soldi da investire e quelli che ha li spende male; la proprietà non sa come uscirne fuori. Per migliorare le cose si è affidata a un direttore sportivo capace solo di complicarsi la vita in ogni operazione di mercato che fa e ? mi spiace dirlo ? a un tecnico in pieno stato confusionale. La coerenza di queste due sconfitte consecutive viene dunque da lontano, dal ritiro gialloblu, visto che da allora vanno costantemente in campo squadre che corrono male, senza idee e che continuano a prendere gol. Se ci lamentavamo che Remondina aveva in testa solo un'idea (l'organizzazione), prendiamo atto che Giannini non ha neppure quella, solo fantasie confuse su come si dovrebbe giocare, senza occuparsi degli avversari e delle reali capacità dei giocatori.
Martinelli quest'anno ha sprecato una grossa occasione. Aveva davanti a sé due possibilità, entrambe coraggiose ma sostenibili nei riguardi dei tifosi: rinforzare la squadra dello scorso campionato (come hanno fatto Cremonese, Spezia e Spal) oppure avviare un processo di ringiovanimento della rosa inserendo in prima squadra stabilmente 3 o 4 giovani di categoria o prelevati dalle serie minori e lavorare per il futuro (come stanno provando a fare Reggiana e Benevento). Invece ha scelto una soluzione strana, pasticciata, e anche piuttosto rischiosa come stiamo vedendo: sostituire il blocco Bonato con un altro, ma di qualità inferiore. Se alla fine Giannini farà meglio di Remondina e ci porterà in B, avrà funzionato (salvo poi stabilire se questo gruppo potrebbe cavarsela anche in categoria superiore); ma se ci dovessero essere ulteriori intoppi per i quali l'attuale tecnico non verrà confermato, l'anno prossimo assisteremo inevitabilmente alla quinta rivoluzione consecutiva.
Tra l'altro, non sono neppure così certo che l'obiettivo primario di ridurre il monte ingaggi sia stato conseguito nel migliore dei modi: se sostituisci giocatori di 28/30 anni che vengono dalla B con altri di pari età che vengono dalla stessa categoria, la differenza economica sta solo nella ?spinta? che è riuscito a forzare Bonato o il procuratore di turno. Se invece cerchi ragazzini, magari li paghi di più degli svincolati, ma poi pretendono di meno come ingaggio perché hanno meno forza contrattuale e prezzano a ribasso l'incertezza sulle loro potenzialità. L'affermazione, l'esperienza e la categoria di provenienza si fanno pagare. Il problema è scovarli e avere il coraggio di proporli.
A tal proposito, mi viene in mente il Foggia che negli ultimi campionati ha sforato due volte consecutive la promozione ai playoff e l'anno scorso ha rischiato di retrocedere. Il cambio di società ha chiuso definitivamente con il passato e Pavone ha consegnato a Zeman 18 ragazzini dell'età media di 21,6 anni lasciando fare a lui. Mal che vada, Casillo si rifarà rivendendo al triplo i campioncini che avrà cresciuto in casa. Mal che vada, Martinelli rinforzerà nuovamente gli avversari chiedendo prima ovviamente la rescissione del contratto.
Ma torniamo alle nostre miserie. Dopo 40 giorni Giannini non ha ancora stabilito se ci difendiamo a 4 oppure a 3. Salvo poi Cangi farsi sfuggire, a scusante del disastro di Pagani, che non tutti erano abituati a giocare a tre e che il campo corto li ha penalizzati. E al Bentegodi con la difesa schierata a 4? Non solo: abbiamo esterni fuori condizione e davanti attaccanti inconcludenti. Dopo i casi Russo e Cangi esiste già un caso Mancini? Non lo so, lo spogliatoio gialloblu tra giocatori tagliati in attesa di sistemazione, ridimensionamenti economici ed esclusioni dell'ultimo minuto sta diventando una bolgia. Nel frattempo, Martinelli non parla, Siciliano pensa solo ai soldi, Gibellini è lo stesso del 6 a 0 di Avellino quando eravamo in B a pochi punti dai playoff (quello insomma dei 3 punti fatti in 12 partite consecutive). Qui, o trova in fretta una soluzione Giannini, oppure siamo esattamente la copia del Verona di Colomba. Che, nel frattempo, può solo difendere la squadra per difendere se stesso.
Domani parliamo di mercato.
Massimo
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