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LE PORTE DI ISHTAR
28/11/2011

Ricapitoliamo: il Verona di questo periodo sa soffrire e vince (Reggina e Cittadella), non molla fino alla fine e vince (Brescia e Crotone), impone il suo gioco in lungo e largo e vince (Bari ed Empoli). Mandorlini butta nella mischia ragazzini alla loro prima esperienza di B (Jorginho, Doninelli, D'Alessandro, Tachtsidis) o giocatori che davano loro stessi per finiti (Pichlmann, Mareco) e vince. Dopo 6 vittorie consecutive, c'è poco da dire. O da aggiungere. Verona sta diventando la Babilonia del campionato cadetto, le cui porte di Ishtar * (ops, il blu cobalto delle mura e l'oro delle incisioni mi ricordano qualcosa ...) introducono al luogo leggendario che gli antichi Accadi e Babilonesi avevano eretto per ricongiungere i miseri mortali agli dei immortali: la serie A.

Va bene, un po' di prosopopea e retorica ci vuole ogni tanto. Del resto l'alta classifica, come il vino buono, si regge bene ma mette anche di buon umore.

Pertanto mi limito a fare qualche banale osservazione e a gustare il panorama intorno:

  • Il Verona non segna molto, ma lo fa sempre. E' regolarmente da 17 partite, più un paio di Coppa Italia, che infiliamo almeno un pallone in rete. Non diamo punti di riferimento ai nostri avversari in zona tiro, infatti sono ben 11 i gialloblu che hanno segnato finora. Una squadra intera. E questo è un altro punto di forza perchè siamo più difficili da affrontare. Avessimo un Tavano, ad esempio, vinceremmo qualche partita con 2 o 3 gol di scarto, ma il gioco finirebbe sempre lì. E l'incantesimo si romperebbe prima, perchè un giocatore si può controllare in qualche modo e i compagni non si responsabilizzano e non rischiano.
  • Il Verona, per il suo modo di stare in campo, si esprime meglio in trasferta che in casa. La bizzarria di questo calendario ha fatto sì che nel girone di andata abbiamo affrontato tutti gli squadroni al Bentegodi. Alcune volte pareggiando (Padova e Sampdoria), altre conquistando successi tirati (Reggina e Sassuolo), altre infine maturando sconfitte educative (Pescara e Torino). A tal proposito mi piacerebbe rigiocare adesso Hellas - Toro ... Con il nuovo anno, a campi invertiti, faremo molto più male a questi signori in casa loro. C'è da scommetterci.
  • Abbiamo il miglior allenatore della categoria
  • Abbiamo il più potente tifo della categoria

Certo, l'essere infido che alimenta la mia prudenza dice ancora che non mi devo fidare. È troppo presto. Nel mezzofondo di questo campionato il Verona è scattato troppo presto. Ci sono un sacco di giri di campo, cambi di stagione, sono troppo pochi i giocatori che fanno veramente la differenza (Hallfredsson, Gomez, Abbate).

Chissenefrega, gli rispondo. Il Verona di Mandorlini ha la pelle dura corazzata da quattro umilianti stagioni di Lega Pro, ha la leggerezza di chi gioca per divertirsi senza porsi limiti e obiettivi immediati (come Cesena e Novara), intorno ai tre irrinunciabili stanno crescendo tutti gli altri. Il gruppo si è compattato nei momenti difficili e credo anche che, se il mister dovesse chiedere uno sforzo economico al Presidente per completare la rosa a gennaio, lui non si tirerà certo indietro. Non lo ha mai fatto.

Varcate le Porte di Ishtar signori! Nessuno di noi può immaginare quello che si aprirà davanti ai nostri occhi. Forse una torre ineguagliabile, oppure i giardini pensili, o la saggezza dei grandi codici legislativi, magari palazzi eleganti, terre floride, donne meravigliose, profumi e frutta prelibata. Forse tutto questo insieme!

Una squadra che ha la testa di fare 18 punti in meno di un mese, sicuramente potrà incontrare in futuro momenti di appannamento, ma ha capito dentro di sé che quest'anno se la gioca sempre e con chiunque. Veramente con chiunque.

Massimo

Colonna sonora: Let it be, dei Beatles.

 * costruite intorno al 575 a.C. per ordine di Nabucodonosor II sul lato nord della città e dedicate alla dea babilonese Ishtar, l'arco e le colonne sono visitabili nel Museo di Pergamo di Berlino. Una delle cose più affascinanti che abbia mai visto.



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