Coppa Italia 1978/79

Il Verona in Coppa Italia LA MANIFESTAZIONE E IL CONTESTO STORICO

Nell'anno in cui in campionato trionfa a sorpresa il Milan di Liedholm davanti all'incredibile Perugia di Castagner, che per la prima volta nella storia della serie A chiude il campionato senza aver subito una sconfitta, in Coppa Italia a dominare è il sud che presenta ben tre semifinaliste su quattro.

L'iniziale e ormai tradizionale girone eliminatorio regala tre grosse sorprese: la prima si chiama Catanzaro capace di eliminare il Milan futuro campione d'Italia mentre le altre due sono griffate da due squadre cadette di grande tradizione, il Cagliari che fa fuori la Roma e il Palermo che manda a casa Torino e Verona. A loro si aggiungono le favorite Juventus, Lazio, Perugia, Napoli e la già qualificata, in quanto detentrice della Coppa, Inter.

I quarti di finale, e questa è una novità rispetto alle edizioni precedenti, non sono più a girone bensì nella più tradizionale formula dello scontro diretto con partite di andata e ritorno. Il big match è indubbiamente quello tra Juventus ed Inter una sorta di Supercoppa Italiana «ante litteram» visto che la prima è la detentrice dello scudetto mentre la seconda della Coppa Italia. A spuntarla sono i bianconeri del Trap che ipotecano il passaggio del turno con il 3-1 dell'andata rendendo vana la vittoria per 1-0 dei nerazzurri nel ritorno. Nelle altre tre sfide il Cagliari deve soccombere al Catanzaro, lasciando così il Palermo, fortunato nello sbarazzarsi della Lazio ai rigori, il ruolo esclusivo di rappresentante della serie B. La quarta semifinalista è il Napoli che fa fuori il Perugia grazie alla vittoria casalinga dell'andata, 2-1 al San Paolo, l'unica sconfitta dei grifoni in tutta la stagione (su 36 partite, 30 in campionato e 6 in Coppa).

Ecco quindi da dove escono le tre squadre del sud, Catanzaro, Napoli e Palermo pronte a dare l'assalto al più tradizionale e vincente dei club del nord: la Juventus. Il primo a provarci senza però avere successo è il Catanzaro del folkloristico ed estroso bomber Palanca, il capocannoniere con otto gol di questa edizione, che viene eliminato dai bianconeri in semifinale dopo l'1-1 interno e il 2-4 in trasferta. Il secondo invece è il Palermo che dopo essersi sbarazzato del Napoli in semifinale (0-0 e 2-1 in trasferta) prova a sognare di nuovo la conquista della Coppa Italia dopo il tentativo fallito per un soffio nel 1973/74 (sconfitta ai rigori contro il Bologna in finale).

Come in quella occasione il Palermo è reduce da una stagione in serie B e va in vantaggio nella finalissima grazie ad un gol in apertura questa volta già al primo minuto con Vito Chimenti. Il problema, per i rosanero, è che le analogie continuano. La Juventus infatti, come aveva fatto il Bologna con Savoldi al 90', raggiunge i siciliani a sette minuti dalla fine con Brio e a differenza dei felsinei non ha neppure bisogno di andare ai calci di rigore visto che al 117' Causio mette in bacheca la sesta Coppa Italia della storia del club torinese.

Numeri dell'edizione. Squadre partecipanti: 36. Marcatori: Massimo Palanca (Catanzaro) con 8 gol.

Nella foto sotto Egidio Calloni, protagonista in negativo della pessima stagione gialloblu.
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Il Verona in quella stagione. Scaduto il contratto con Valcareggi, Garonzi decide di assegnare la squadra al suo vice: Gigi Mascalaito, ex libero e capitano gialloblu, protagonista da allenatore della promozione in serie A nel Campionato 1974/75. Garonzi vuole chiudere un ciclo cedendo gran parte dei giocatori che lo hanno accompagnato in queste stagioni: via gli attaccanti Zigoni, Luppi, Gori (al ritiro dal mondo del calcio), i centrocampisti Maddè, Busatta, Fiaschi, il difensore Bachlechner. Un'intera generazione di campioni lasciati andare senza alcun rimpianto e con qualche polemica! Ma era veramente necessario? Arrivano a Verona 2 attaccanti in cerca di riscatto Calloni e Musiello, il mediano Massimelli, lo stopper Gentile, ritorna la mezzala veronese Bergamaschi. Ma è soprattutto sui giovani che Garonzi vuole puntare: l'attaccante D'Ottavio, e i giovanissimi prodotti dalla Primavera Vignola, Rebonato, Giglio e Guidotti. Un'autentica rivoluzione!

La squadra è quello che è: regge un po' in difesa per merito del sempre valido Superchi, ma davanti è un disastro. Non solo non riesce a imbastire una manovra decente (Mascetti con i suoi 37 anni suonati fa quello che può), ma gli attaccanti sono veramente scarsi. Sin dalle prime giornate, si capisce che per il Verona sarà un'annata difficile. Amara è la sconfitta a Torino con la Juventus (6 a 2), alla 7•° giornata il Verona non ha ancora vinto e Garonzi, disperato, esonera il malcapitato Mascalaito, affidandosi all'esperienza di Chiappella. Ma il risultato non cambia: solo alla 10•° giornata i gialloblu conquistano la prima vittoria, 1 a 0 sul Bologna (Musiello), e lasciano momentaneamente l'ultimo posto in classifica all'Atalanta. Ma è un fuoco di paglia: i gialloblu non si riprendono e sono sempre più disperati. I tifosi rumoreggiano attaccando il Presidente che ha smontato in maniera incredibile una macchina rodata e che andava alla perfezione. Rinunciare a giocatori come Zigoni e Maddè per cercarne altri meno bravi e soprattutto meno attaccati ai colori gialloblu è stata davvero una pazzia! Pazzia che costerà cara: il Verona subisce 6 sconfitte consecutive, non segna quasi più, nemmeno a porta vuota e vede tutti gli avversari allontanarsi. Dopo poche giornate del girone di ritorno è già matematicamente in serie B. Le ultime, strazianti partite, segnano la fine di un'epoca meravigliosa e sono assolutamente malinconiche.

Il Verona chiude il campionato all'ultimo posto di classifica, con 15 punti realizzati (2 vittorie, 11 pareggi e 17 sconfitte); solo 14 sono state le reti fatte (record negativo) e 39 quelle subite. Solo 2 sono le vittorie. Capocannoniere è stato Calloni con 6 reti. Nessuno ha giocato l'intero Campionato.

Garonzi, amareggiato, a fine stagione lascia il Verona e per un po' il mondo del calcio. Proprio nel momento in cui si sentiva in dovere di cambiare il corso degli eventi, ha perso di vista l'equilibrio delle cose. Capita spesso nella vita. Ma non gli si può rimproverare molto: 10 stagioni in serie A, 2 promozioni dirette dalla B alla A e 1 finale di Coppa Italia, sono un bottino difficile da replicare per chiunque. Era destino che questa rivoluzione assurda cambiasse la storia e il rapporto vincente e indissolubile che ha legato per anni il Verona e il Presidente. Toccherà ad altri, a questo punto, cercare di ricostruire la squadra e ottenere i risultati che questa piazza merita.

Il cammino dei gialloblu in Coppa Italia. Che la stagione 1978/79 sia destinata a regalare ben poche soddisfazioni al popolo gialloblu lo si intuisce già dal torneo eliminatorio di Coppa Italia dove il rinnovato Verona di Garonzi combina poco o nulla venendo subito eliminato.

La speranza di passare il turno dura infatti una sola partita, quella in trasferta con il Palermo, nella quale il Verona si illude di espugnare il campo siciliano prima di essere raggiunto dalla rete del rosanero Silipo. Dopo questo avvio tutto sommato accettabile è il buio. L'Hellas infatti naufraga prima in casa con il Brescia (1-2) e poi in trasferta a Cesena (0-2), che si impone grazie ad un gol di Maddè appena ceduto da Garonzi e simbolo in negativo delle strampalate scelte del presidente. Insomma un inizio di stagione da dimenticare anche perché le tre squadre alle quali l'Hellas è riuscito a strappare un solo punto giocano tutte in serie B (e nessuna di loro verrà promossa in A in quell'anno).

L'unica soddisfazione arriva nell'ultima, inutile, giornata nel quale l'Hellas riesce ad imporsi per 4-3 sul demotivato Torino(che chiuderà al quinto posto in A). A passare il turno è a sorpresa il Palermo che proseguirà la sua cavalcata fino alla sorprendente finale contro la Juventus mentre all'Hellas tocca l'umiliante ultimo posto in classifica. Sarà solo un anticipo di quello che accadrà in campionato dove pure il Verona chiuderà all'ultimo posto e con il pessimo score di due sole vittorie in trenta partite.

Numeri dei gialloblu in Coppa Italia. Score: 4 partite, 1 vinta, 1 nulla, 2 perse, 6 gol fatti, 8 gol subiti, 3 punti. Marcatori: D'Ottavio con 2 gol.

Curiosità. Tra campionato e Coppa Italia, in un totale di 34 partite, l'Hellas Verona del 1978/79 targato prima Mascalaito e poi Chiappella segna il suo record storico negativo di vittorie stagionali: solo tre! Un record destinato a diventare imbattibile anche per le successive modifiche regolamentari che, estendendo la durata dei campionati e premiando con i tre punti la vittoria, hanno reso praticamente impossibile ripetere una «performance» di questo genere.
clicca per ingrandire RISULTATI

ELIMINATORIE: GIRONE 3

1•° PARTITA - 27 Agosto 1978

Palermo - VERONA 1-1 Trevisanello I (V), Silipo (P).

2•° PARTITA - 03 Settembre 1978

VERONA - Brescia 1-2 Calloni (V), Mutti II rig. (B), Biancardi (B).

3•° PARTITA - 10 Settembre 1978

Cesena - VERONA 2-0 Rigo (V) aut., Maddè (C).

4•° PARTITA - 17 Settembre 1978

VERONA - Torino 4-3 D'Ottavio (V), Guidolin (V), Iorio (T), Bergamaschi (V), Pulici (T), D'Ottavio (V), Bonesso (T).

CLASSIFICA FINALE

1. PALERMO 7 p; 2. Torino 4 p; 3. Cesena 3 p; 4. Brescia 3 p; 5. Hellas Verona 3 p.

In alto a destra, una formazione del Verona 1978/79. In piedi: Logozzo, Bergamaschi, Guidolin, Soperchi, Mascetti, Calloni; accosciati: Esposito, Franzot, Vignola, Negrisolo, Spinozzi.
PRESENZE E GOL DEI GIALLOBLU
Giocatore Ruolo Presenze Reti
BERGAMASCHI Mezzala n.10 4 1
CALLONI Centravanti n.9 4 1
ESPOSITO Mezzala n.8/10 4 0
FRANZOT Terzino sinistro n.3 4 0
GUIDOLIN Ala destra n. 7 4 1
MASCETTI Mezzala n.8 4 0
SPINOZZI Stopper n.5 4 0
SUPERCHI Portiere n.1 4 -8
Giocatore Ruolo Presenze Reti
LOGOZZO Terzino destro n.2 3 0
NEGRISOLO Libero n.6 3 0
RIGO Terzino destro n.2 3 0
D'OTTAVIO Attaccante n.9 2 2
MARINI M. Centravanti n.9 2 0
TREVISANELLO I Esterno destro n.4/7 2 1
VIGNOLA Mezzala n.10 2 0
LESO Mediano n.4 1 0

clicca per ingrandire FINALE - Napoli - 20 Giugno 1979

JUVENTUS - Palermo 2-1 d.t.s. 1' Cimenti (P), 83' Brio (J), 117' Causio (J).

Juventus: Zoff; Gentile, Cabrini; Furino, F. Morini (49' Brio), Scirea; Causio, Tardelli, Virdis (49' Boninsegna), Benetti, Bettega. All.: Trapattoni.
Palermo: Frison; Gregorio, Citterio; Brignani, Di Cicco, Silipo; Maritozzi, Borsellino (76' Arcoleo I), V. Chimenti (46' Osellame), Magherini, Conte. All.: Veneranda.
Arbitro: Barbaresco di Cormons.

Nella foto sopra a destra Furino e Zoff festeggiano la Coppa Italia appena conquistata dalla Juventus.
Andrea Perazzani 2003-2019 Hellastory è ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 800x600 pixel. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Ogni contenuto è liberamente riproducibile con l'obbligo di citare la fonte. Per qualunque informazione contattateci. []