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COMMENTO
Il pregiudizio è una sorta di «ciunga» che invece di attaccarsi sotto la scarpa si attacca al razionicio e ne limita l'azione, in casi estremi lo dismette del tutto, con il risultato di leggere in modo sbagliato dati oggettivi, reali. Per usare un altro paragone, il pregiudizio è come la colla di spiderman: ti fa arrampicare su qualsiasi superficie, compresi gli specchi. Ho scritto qualche tempo fa, dopo la gara di Cosenza, un pezzo che poi non ho pubblicato sul sito, dal titolo «le affinità elettive», prendendolo in prestito da Goethe (tra l'altro grande estimatore della nostra città), perchè mi sembrava riassumesse bene l'ostracismo, a mio avviso paradossale, o comunque incomprensibile, nei confronti di Remondina che, per qualche motivo che mi sfugge, non è riuscito ad entrare in sintonia con una parte, cospicua, della tifoseria veronese. Premesso che non ho parentele di sangue, amicizie e nemmeno tanto istintiva simpatia per il tecnico bresciano, non riesco onestamente a capire perchè ad altri allenatori, nel recente passato, si sia perdonato praticamente tutto, sotto il profilo dei risultati e delle scelte, mentre con Remondina non solo si è inflessibili nel giudicare ogni sbaglio, ma lo si stronca a prescindere sempre e comunque. Questa ovviamente non è la posizione di tutti i tifosi gialloblu, ma di una buona parte si. Ecco, deve essere una questione di affinità, elettive o meno, affinità che forse derivano da un passato da giocatore (Bagnoli, Ficcadenti e Pellegrini hanno indossato la maglia gialloblu) o da qualche altra alchimia, com'è stato ad esempio per Prandelli. O forse più semplicemente la questione sta tutta nell'atteggiamento di Remondina, talmente discreto da sembrare snob, poco avvezzo alla confidenze (e in generale abbastanza in difficoltà quando si tratta di esprimersi in termini dialettici, anche soltanto per commentare una partita), in buona sostanza un tecnico che non ruffiana i tifosi e pensa semplicemente ad allenare, a gestire il gruppo (e questo indubbiamente lo fa benissimo), in poche parole un professionista serio. Uno che tra l'altro, in questa categoria, ha sempre dimostrato di avere i numeri giusti per ottenere risultati. Ma forse il problema di Remondina, è anche un altro: quello di essere arrivato su una piazza, che non ne può davvero più di mangiare merda, in un momento decisivo com'è stato il dopo Busto Arsizio. Previdi gli aveva affidato una squadra nuova, giovane, ma con tanti punti di domanda. Remondina ha lavorato bene, facendo del suo meglio per costruire una struttura di gioco che ha palesato ovvi limiti quando si è trattato di fare il salto di qualità per tentare di agganciare i play-off, limiti da imputare alla qualità tecnica della rosa più che all'allenatore: ne ero convinto l'anno scorso e a maggior ragione quest'anno, dopo aver visto la differenza tecnica tra i vari Campisi, Parolo, Tiboni, Scapini e compagnia, rispetto ai nuovi acquisti di Martinelli. La voglia di risalita (assolutamente legittima) che anima il tifoso gialloblu, di fronte all'evidenza di un altro campionato in terza serie, ha trovato, verosimilmente, in Remondina, il capro espiatorio di una realtà che aveva (parlo al passato anche se scaramanticamente non sarebbe il caso) radici ben più profonde. Comunque sia, è bastato un pareggio casalingo, frutto della responsabilità OGGETTIVA dei giocatori in campo, per ridare fiato alle trombe di chi vorrebbe la testa di Remondina. A Radio Verona, dopo la partita, ho persino sentito un tipo che ha telefonato dicendo più o meno testualmente: «Non ho visto la partita ma mi sembra evidente che il Verona ha giocato male e Remondina non capisce niente di calcio e non ha mentalità vincente.» Fortunatamente, una tifosa gli ha risposto per le rime, ma poco dopo, la scalata agli specchi è ripresa e lo stesso radio-ascoltatore (che oltre alla colla di spiderman deve avere anche le capacità divinatorie di una sciamano, in quanto discute di una partita che non ha visto) riprende la linea e aggiusta il tiro: «Rafael si è fatto espellere, Colombo è stato graziato a Pescara: Remondina è un incapace perchè manda in campo una squadra nervosa.» Ci mancava che consigliasse a Martinelli di prendere una scorta di supposte di Valium, oltre naturalmente a cercare un altro allenatore. Sono straconvinto, lo sono fin dall'inizio del campionato, che se alla fine, come tutti ci auguriamo, sarà promozione, la frase «è merito della società e dei giocatori forti e non certo del tecnico» sarà uno dei leit-motiv. Non oso pensare cosa rischia Remondina se invece la promozione non arrivasse, ma in tal caso, credo si prenderà le proprie responsabilità, come del resto ha sempre fatto finora, e io ammetterò di essermi sbagliato sulla capacità del tecnico bresciano.
Dati alla mano, nella giornata della «follia» di Rafael, partita n. 14 della stagione, il Verona si trova da solo, in testa alla classifica, con 28 punti, ancora imbattuto. Se riuscissimo a mantenere la media di 2 punti a partita concluderemmo il campionato a 68, cifra quasi stratosferica: l'anno scorso, il Cesena nel girone A vinse con 60 punti, il Gallipoli nel B fece il vuoto con 66. Considerando l'equilibrio del nostro girone, secondo me, a 61-62 punti c'è senz'altro la promozione diretta, e ne basteranno molti meno, 52-53, per accedere ai play-off. Ma al di là dei numeri (che danno ragione a Remondina), la cosa che mi fa stare tranquillo è che questo Verona è davvero forte! Ha gioco, qualità, entusiasmo, un gruppo solido e affiatato: tutto quello che serve per la promozione. Pensiamo che il Pescara, nostra concorrente diretta, che sul piano dei singoli probabilmente ha una rosa migliore della nostra è sotto di 4 punti, in crisi nera di gioco e risultati, con un tecnico che, invece di spiegare ai suoi come stare in campo, si permette di contestare la prestazione degli avversari, e una piazza che senza nessuna umiltà, pensa di salire in B per grazia divina. Fareste cambio? Io no. E non farei cambio nemmeno con la Ternana o il Portogruaro, squadre che giocano senza pensieri, si esprimono bene, ma che non dureranno nel lungo periodo a meno di sostanziosi innesti a gennaio. Tra quelle che poi si muovono più in basso (sotto di 10 punti dopo 14 giornate!!!) ci sono Cosenza e Reggiana, squadre attrezzate, che abbiamo già incontrato sul loro campo senza particolari patemi (a Cosenza ci hanno annullato anche un gol valido), vedremo questo Taranto di cui si parlava un gran bene all'inizio, può anche essere che in Puglia arrivi la prima sconfitta, ci può stare, ma non cambia le carte in tavola: la squadra da battere siamo noi, e dobbiamo guardarci più dal fare harakiri che non dagli avversari. E su questo concetto, quello del suicidio, mi allaccio (finalmente, dirà qualcuno), alla partita di domenica contro la Spal, tre punti letteralmente buttati al vento di cui non è certo responsabile Remondina. Primo tempo giocato quasi interamente nella metà campo spallina, e se non è mentalità vincente quella di attaccare senza sosta, non so davvero cosa bisogna fare per averla. Gol di Rantier e altre 3 occasioni nette, di cui una fallita in modo clamoroso da Russo, uno fallita da Rantier per supponenza (invece di provare a piazzarla bastava un bel rasoterra angolato) e una bravamente sventata dal bravo portiere ospite dopo un'azione corale da applausi che ha permesso a Berrettoni di tirare da buona posizione. La Spal è apparsa confusa, lenta, prevedibile, squadra senza nerbo nonostante contasse in campo ben 7 giocatori con precedenti in serie A. Si doveva andare al riposo almeno sul 2-0. Nel secondo tempo, com'era abbastanza prevedibile, gli ospiti hanno spinto di più, fin da subito, e al primo affondo quasi pareggiano grazie ad un intervento di piede di Rafael, del tutto sconclusionato, che faceva le prove dell'harakiri. Tuttavia, nonostante una maggiore verve, la Spal non è che facesse sfracelli, e il Verona stava riprendendo il ritmo del primo tempo, arrivando al tiro con Berrettoni, vedendosi fischiare un fuorigioco inesistente a Colombo, solo davanti a Capecchi, e poi negare un rigore abbastanza netto sullo stesso Colombo nell'azione che porterà, pochi secondi dopo, al fallo scomposto di Comazzi con conseguente espulsione e penalty a favore della Spal. Episodio sfavorevole che ci può stare: errore nella scelta di tempo sia di Comazzi sia di Rafael, per il quale non è un mistero il deficit nei movimenti fuori dai pali. Quello che invece non ci può stare è il seguito, quando il nostro portiere, evidentemente scocciato dalle esultanze degli spallini, si dimentica di essere un professionista pagato per stare in porta e si riscopre bulletto di periferia nell'andare a picchiare un avversario proprio sotto gli occhi dell'arbitro. Eh no, non si fa. Di giocatori tristi ne ho visti tanti, purtroppo, di errori tecnici a bizzeffe, ma una roba del genere, in un momento già difficile della partita, con un uomo in meno e il risultato da recuperare, come bisogna chiamarla? Sono convinto che in 10 contro 11 la partita l'avremmo vinta. La cosa bella, che mi rende fiero dei giocatori in campo, è che ci abbiamo provato anche in 9 contro 11, annichilendo una Spal che in tutta la partita ha fatto un solo tiro in porta: quello del rigore. Alla fine il punto ci fa stare in vetta da soli e quindi va bene così, anzi, sotto il profilo psicologico, l'abnegazione dimostrata rafforza senz'altro un gruppo già solido e, forse, episodi di nervosismo come quello che ha determinato il risultato, possono essere utili per ritrovare un po' d'umiltà e restare il più possibile con i piedi per terra: il campionato è ancora lungo, mai abbassare la guardia, mai dare niente per scontato e, soprattutto, occorre mantenere calma e lucidità, le vere virtù dei forti.
Davide
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| 0- |
Rafael D. come quello che mi diede un mio vecchio prof di matematica nell''anno scolastico 1985-''86 dopo una battutaccia durante l''interrogazione, era novembre e mi disse «Andreoli, ci vediamo a settembre dell''anno prossimo perchè questo fa media.» Io gli bloccherei lo stipendio fino a settembre 2010... |
| n.g. |
Ingrassia G. un po'' incerto su una presa e su un rinvio che mette sui piedi di un avversario, per il resto solo ordinaria amministrazione visto che la Spal proprio non ha tirato; |
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Cangi F. il migliore in campo, ottimo nel primo tempo, encomiabile nella ripresa quando restiamo in doppia inferiorità numerica |
| 5,5 |
Comazzi A. non è molto impegnato nel primo tempo, anche se in un paio di occasioni non è la solita roccia, nel frangente del rigore sbaglia il tempo ed entra pure male |
| 6,5 |
Ceccarelli L. una buona gara, sempre bravo a proporsi in avanti nei calci piazzati, molto concreto in fase difensiva; |
| 6 |
Massoni L. gli ci vuole un po'' per ambientarsi ma poi prende posizione e fa la sua parte |
| 7,5 |
Pugliese G. il migliore in campo nel primo tempo, dalle sue sovrapposizioni nascono le azioni più belle, compresa quella del gol, nella ripresa abbassa il baricentro |
| 6,5 |
Russo G. sbaglia un gol clamoroso, peccato! Per il resto gioca con la solita generosità, anche se è meno brillante rispetto a qualche tempo fa |
| 6,5 |
Pensalfini F. qualche errore di troppo in fase di impostazione, però macina chilometri a centrocampo dimostrandosi giocatore di categoria superiore; |
| 7,5 |
Esposito (II) G. ormai non fa più notizia, è assodato che ha una marcia in più che fa correre la macchina gialloblu, davvero eccellente nel primo tempo, cala un po'' ad inizio ripresa per poi indossare assieme ai compagni la corazza da gladiatore |
| 8 |
Berrettoni E. eccellente, un giocatore così a Verona non si vedeva da anni, non si ferma mai e a tratti fa reparto da solo; |
| 6 |
Colombo C. l''impegno c''è, e sicuramente ha fatto vedere qualcosa di buono, soprattutto nei movimenti senza palla, non ha sicuramente una partita intera nella gambe e comunque, per il gioco del Verona, Selva è un''altra cosa; |
| 6 |
Rantier J. a parte il gol fa molto poco e si dimostra un po'' troppo indisponente al momento della sostituzione, fintanto che non fa vedere sul campo di poter fare la differenza, sarebbe il caso che abbassasse un po'' la cresta; |
| n.g. |
Gomez Taleb J. pochi minuti al posto di un Berrettoni sfinito, fa la sua parte cercando di tenere palla e riesce anche a mettere Pensalfini nella condizioni di tirare. |
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