IL VERONA IN COPPA CAMPIONI

LA PARTITA DELLA VERGOGNA

Dopo lo 0-0 del Bentegodi, è chiaro che per passare il turno ci vogliono i gol. Ed è anche chiaro che, nonostante la partita a porte chiuse “azzeri” in qualche modo il fattore campo, ci si aspetta una Juve meno rinunciataria dell’andata. Ovvio che anche il Verona però, non può limitarsi a tenere il risultato, pertanto Bagnoli, pur cambiando una sola pedina (Vignola al posto di Bruni), disegna una squadra con maggiore spinta rispetto all’andata. Innanzitutto lascia l’incarico della marcatura di Platini all’inossidabile Volpati, lasciando Briegel libero di scorazzare sulla mediana e, all’occorrenza, di cercare lo spazio per una delle sue inarrestabili progressioni, e poi butta nella mischia anche Vignola, a fare in pratica la seconda punta, sacrificando Bruni, molto positivo all’andata, ma piuttosto acciaccato. Confermato infine il giovane Galbagini, praticamente sempre presente in coppa campioni, non male per un giocatore che solo pochi mesi prima era retrocesso con la Cremonese. La Juve, dal canto suo, si presenta in formazione tipo.

Fin dalle prime battute la partita si mostra aperta. Il Verona inizia bene e al 4’ Elkjaer impegna seriamente Tacconi con un bel pallonetto, notevole il colpo di reni dell’estremo bianconero. All’11’ brivido invece per la porta gialloblu, ma la difesa è brava ad anticipare Brio. L’equilibrio viene spezzato al 18’: traversone basso di Mauro in area, Serena finta e la palla arriva addosso a Briegel che sembra toccare con il braccio destro, ma del tutto involontariamente. Wurtz non ha dubbi e fischia il rigore per la Juventus. L’episodio è dubbio e la moviola anziché confermare il fallo di mano o assolvere il tedesco, ancora oggi, dopo 20 anni, non riesce a dare una risposta chiara. E una risposta chiara non ce l’ha nemmeno chi scrive, almeno in veste di cronista, perché da tifoso, e quindi ottuso e prevenuto, al sottoscritto verrebbe da dire che a ruoli invertiti il gioco sarebbe senza dubbio proseguito. Nei bar e nelle case dei veronesi si coniano bestemmie nuove di zecca mentre Platini trasforma il penalty e Briegel si dispera. Per il Verona adesso è davvero dura. La Juve si può permettere di aspettare con comodo i gialloblu giocando di rimessa. Il Verona si butta, rabbiosamente, nella metà campo bianconera. Tutti i calcoli tattici della vigilia vengono azzerati e la partita inizia ad assomigliare a quella dell’andata. Lo sforzo veronese, infatti, pur tenendo in costante apprensione la retroguardia juventina, non riesce a far breccia e raccoglie solo calci d’angolo. Alla mezzora è costretto ad uscire Galbagini, sostituito da Marangon II. Volpati non fa vedere palla a Platini, Briegel intavola un duello personale con Bonini, avendo spesso la meglio, mentre Di Gennaro si conferma degno del posto di regista in nazionale, con lanci al millimetro e “tagli” geometrici. Anche Elkjaer gioca bene e alla fine risulterà il più pericoloso dei gialloblu, ma gli manca la spalla adatta, Vignola, infatti, sembra estraneo al gioco, si isola sulla sinistra e quando si propone è quasi sempre anticipato. Il Verona comunque c’è e le migliaia di veronesi incollati davanti al televisore possono sperare nell’ennesimo miracolo della truppa di Bagnoli. Allo scadere del tempo Tacconi si supera di nuovo su Elkjaer imbeccato da un perfetto assist di Di Gennaro, anticipandolo di un soffio ed evitando il pareggio. Si va quindi negli spogliatoi con il Verona in largo vantaggio nel conto dei corner (4-1) e delle occasioni, ma sotto di un gol.

Nell’intervallo il clima in tribuna stampa e tribuna vip è piuttosto teso, il rigore dato alla Juve solleva discussioni e divide nettamente i pochi spettatori in due partiti. Si capisce già che, comunque finisca, la partita avrà degli strascichi polemici. Quello che invece sembra chiaro a tutti, a prescindere dall’episodio del rigore, è il fatto che Wurtz non sia all’altezza della situazione. L’arbitro francese, nonostante l’esperienza, fischia troppo e spesso male, sottolineando con smorfie ed espressioni anche piuttosto ridicole, il suo diritto a prendere le decisioni. Un arbitro senza personalità e carattere, che ha bisogno di ritagliarsi un palcoscenico per avere un minimo di credibilità. Un arbitro da cui ci si può aspettare di tutto.

La ripresa inizia con un’altra grande parata di Tacconi, stavolta su tiro di Di Gennaro. Se la Juve pensa di trovarsi davanti un avversario ferito a morte si sbaglia di grosso: la partita è ancora tutta da giocare! Questo almeno pensano e dicono ad alta voce i tanti tifosi gialloblu concentratissimi davanti alla televisione. La partenza del Verona è veemente, la Juve si chiude nella sua area e anche gli attaccanti bianconeri sono costretti a dare manforte ai colleghi della difesa, compreso Serena che al 49’, in piena area, colpisce di pugno un cross di Di Gennaro! Qui non ci vuole nemmeno la moviola: il rigore è nettissimo. Anche alcuni giocatori della Juve, e lo stesso Trapattoni, ammetteranno a fine partita che l’intervento del centravanti bianconero era da rigore. Wurtz però fa proseguire e la Juve ne approfitta subito: Mauro prende palla sulla destra, rubandola a Marangon II in modo quantomeno “brusco” (l’arbitro finora aveva fischiato ogni minimo contatto, interrompendo spesso il gioco) e mentre metà squadra gialloblu sta ancora cercando di convincere Wurtz del suo errore madornale, l’ex udinese crossa per Serena che, indisturbato, supera Giuliani.

Si va dal possibile 1-1 al 2-0 per la Juventus. Nel giro di un solo minuto la partita cambia completamente volto e per il Verona adesso servirebbe davvero un miracolo. Il resto dell’incontro è semplicemente un’agonia. Bagnoli getta nella mischia anche Galderisi, fresco di un’operazione al ginocchio, al posto di Marangon, avanzando ancora di più il baricentro. La squadra gialloblu onora il campo fino all’ultimo. Vignola, dopo un primo tempo incolore, gioca con caparbietà e si riscatta del tutto all’81’ con una punizione bomba che il solito Tacconi sventa in angolo. Alla fine restano solo rabbia ed amarezza. Gli juventini festeggiano il passaggio del turno, schernendo i giocatori gialloblu visibilmente tesi. Elkjaer mima all’arbitro la firma di un assegno, un modo eloquente per dargli del corrotto. Nello spogliatoio del Verona poi, qualcuno distruggerà una vetrata e il caos sarà tale da far intervenire i carabinieri, sarà Bagnoli ad aprire la porta e alla vista degli uomini in divisa dirà: “Se cercate i ladri sono di là, nell’altro spogliatoio.”

Nel frattempo a Verona e provincia si svuotano i bar e le abitazioni, la gente scende in strada e in piazza Brà si formano capannelli di tifosi. I centralini de “L’Arena” sono intasati di chiamate di protesta. L’ingiustizia è palese ma ormai è fatta. L’arbitro Wurtz ha messo la parola fine all’avventura in Coppa Campioni del Verona. Corrotto o semplicemente incapace? In mancanza di prove certe è chiaro che il giudizio è strettamente personale, in ogni caso la partita di Torino divide l’Italia, e al coro rabbioso dei veronesi si accodano praticamente tutti i non-juventini. Di questo però, parleremo nell’ultima puntata dello speciale.


La partita della vergogna a "gli Eroi del Bentegodi"
speciale di Telearena del 2003 dedicato al centenario gialloblu



(tasto desto -> "salva oggetto con nome...")
10 MB circa - richiede codec DivX 6


Davide

Torino, 06/11/1985 ore 14:30 - Coppa Campioni - Ottavi di finale - Gara di ritorno
JUVENTUS

Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (sostituzione 89'Pioli), Manfredonia, Serena ammonito, Platini (sostituzione 88'Pin), Laudrup; All.: Trapattoni
  2   
HELLAS VERONA

Giuliani, Ferroni, Galbagini (sostituzione 32'Marangon II, sostituzione 52'Galderisi), Tricella ammonito, Fontolan, Briegel, Sacchetti, Volpati ammonito, Vignola, Di Gennaro, Elkjaer; All.: Bagnoli
  0   
Marcatori: Juventus: 19' Platini (R), 50' Serena
Arbitro: Wurtz (Francia)
Note: Giocata a porte chiuse. Alla partita hanno assistito 188 giornalisti, 65 fotografi più le 140 persone complessivamente concesse alle due società dal regolamento Uefa

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