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3. Pagelle, parte II

Artur IONITA: Nella prima parte del torneo ha giocato poco anche a causa di un doppio infortunio. Nella seconda parte, con Delneri ha trovato moltissimo spazio e ha confermato quanto già sapevamo di lui dalla passata stagione: è un mastino, uno che non molla mai ma i piedi sono assolutamente ineducati. Doveva essere uno dei perni del nuovo tecnico ma è ben presto sparito nell'anonimato. Per lui prevediamo una carriera in ascesa perché fisicamente e mentalmente ha i numeri, affiancato però a giocatori adatti da cui dovrà imparare molto sotto il profilo tecnico. Cosa impossibile qui a Verona. Giudizio SOSPESO

Leandro GRECO: Gli possiamo imputare un sacco di cose, che è lento e macchinoso, possiamo dire che non si capisce bene in fondo che ruolo possa rivestire in maniera profittevole. Però...alla fine è uno di quelli che si è veramente sbattuto quest'anno, tra quelli che hanno tirato la carretta nella prima parte di stagione quando avevamo gli uomini contati e ha giocato anche in pessime condizioni fisiche e pure nella seconda parte quando si è sempre fatto trovare pronto nelle poche occasioni che gli sono state concesse. Per quel che ci aspettavamo da lui ha dato molto alla causa. SALVATO

Pawel WSZOLEK: Oggetto misterioso arrivato qui solo ed esclusivamente per liberarsi di Christodoulopulos, non va dimenticato, già scarto della Sampdoria che l'aveva testato per sufficiente tempo. Mai impiegato da Mandorlini che non lo riteneva tecnicamente all'altezza, è stato poi buttato nella mischia fin da subito da Delneri solo ed esclusivamente per provare qualcosa di diverso. Effettivamente un pò di brio in più alla manovra l'ha dato perché in rosa è l'unico in grado di giocare da esterno alto che abbia una certa velocità. Solo quella però, per il resto pensiamo non ci sia speranza. SOSPESO

Federico VIVIANI: Non possiamo paragonarlo a Jorginho, non possiamo paragonarlo nemmeno a Tachtsidis. E' un giocatore molto diverso da entrambi pur giocando nella stessa posizione. Dobbiamo dire che ci aspettavamo di più da lui però è anche vero che è mancato per due periodi, uno con Mandorlini e uno con Delneri che si sono rivelati poi fondamentali per decidere le sorti della squadra. Non possiamo nemmeno omettere che dalle sue punizioni e dai suoi angoli sono scaturiti buona parte dei gol gialloblu. Ci piacerebbe rivederlo l'anno prossimo per capirne meglio le potenzialità anche se pare una mera illusione. SOSPESO

Jacopo SALA: Male, molto male. Era uno dei giocatori su cui si puntava di più ad inizio stagione. Lui ha cominciato visibilmente controvoglia, forse perché voleva essere ceduto in estate o per altri motivi che non conosciamo. Quello che abbiamo visto è stata la controfigura di quello che conoscevamo e con le sue abuliche prestazioni è andato in odio più o meno alla totalità della tifoseria. Stranamente, lui, fragile fisicamente com'è, è stato uno dei pochi a non subire infortuni nel girone d'andata. Poi è stato venduto/scambiato e si è infortunato . Grande delusione. SOMMERSO

Emil HALLFREDSSON: C'eravamo tanto amati, Emil. Però in questa stagione non è più stato il grande guerriero che avevamo conosciuto fin dalla serie C. Ha seguito l'andazzo della squadra e del suo mentore Mandorlini, sembrava un momento no ma poi si è trasformato in un tunnel infinito. Alla fine, probabilmente in preda ad un certo scoramento, ha chiesto e ottenuto di essere ceduto . Meglio così per tutti anche se un pezzo di Islanda resterà sempre nei nostri cuori gialloblu. SOMMERSO

Luca MARRONE: Era il rinforzo portato a Verona per sostituire Viviani alle prese con una lunga convalescenza. Già scartato da Juventus, Sassuolo e Carpi, ci ha provato anche a Verona. Inizio in pompa magna e poi strada facendo si è spento incomprensibilmente (o comprensibilmente , visti i precedenti). SOMMERSO

Urby EMANUELSSON: Magari averlo avuto ad inizio stagione qualcosa sarebbe cambiato. Giocatore che sorprende per la lentezza nella corsa e per il grande bagaglio tecnico che porta in dote. Bastava un guizzo dei suoi o una invenzione per risvegliare sopite e sterili manovre. Purtroppo è arrivato tardi ed ha giocato anche abbastanza poco. Peccato, ci avrebbe fatto comodo a settembre. SOSPESO

Mohamed FARES: Poveretto, di lui ci resterà per sempre impressa la gogna al quale è stato sottoposto da Delneri in occasione di Verona-Sampdoria quando è stato sostituito a metà del primo tempo per gli errori che aveva commesso. Non era colpa sua: l'hanno fatto giocare terzino in una gara decisiva, lui che è sempre stato un attaccante o al massimo un'ala, lui che ha appena fatto 20 anni. Però in generale ci è piaciuto molto, ha carattere, ha gamba, può crescere molto. E' bello sapere di avere in rosa un giovane così promettente. SALVATO

Souza Orestes Caldeira ROMULO: Se fosse tornato ad essere il Romulo di due stagioni fa...se non si fosse fatto male ancora...se non fosse scappato in Brasile dalla sera alla mattina...forse ora staremmo raccontando un'altra storia. Invece quello che abbiamo visto è solo un ex giocatore, strapagato (grazie Sogliano!!!), che quel poco che ha giocato l'ha fatto esclusivamente per se stesso e non per la squadra. Non vorremmo più vederlo nemmeno in figurina. SOMMERSO

Francelino MATUZALEM: Vabbè, non sarebbe nemmeno da giudicare. Poche presenze, niente da segnalare. Se n'è andato presto. Ci aspettavamo molto di più. SOMMERSO

Luca CHECCHIN: ha giocato pochissimo però quando l'ha fatto si è dimostrato un buon prospetto per il futuro . Staremo a vedere. SALVATO

Mattia ZACCAGNI: N.G.

Dominik FURMAN: N.G.

Juan Taleb GOMEZ: Stagione veramente difficile per lui perché si è trovato nel momento di maggior criticità, cioè quando erano fuori sia Pazzini che Toni, a fare la prima punta da solo, lui che prima punta di certo non è e che al massimo può ricoprire il ruolo per qualche ritaglio di partita. Oltretutto quando è stato costretto a tirare la carretta era allo stremo delle forze e ha fatto quello che ha potuto. Nella seconda parte del torneo poi è finito fuori rosa per inspiegabili motivi e infine rimesso in squadra a fare ancora una volta la punta centrale in un completo delirio tattico. Non ha brillato quest'anno come aveva fatto gli anni scorsi, questo è indubbio, ma forse non è nemmeno colpa sua. SOSPESO

Giampaolo PAZZINI: contavamo su di lui per continuare a sognare in serie A dopo l'imminente addio di Luca Toni. E' evidente che più di qualcosa non ha funzionato. Si è fatto male proprio quando doveva cominciare a giocare titolare, poi ha ripreso a ritmo ridotto e lo si aspettava per il ritorno quando poteva e doveva tornare in forma. In forma ci è tornato ma oramai era evidente a tutti che non poteva essere il sostituto di Toni, o meglio, non in questa squadra. Tanti soldi spesi per niente, tanto rammarico, probabilmente tanti saluti. SOMMERSO

Luca SILIGARDI: Lo attendavamo con molta curiosità ben sapendo che in serie B non ha mai sbagliato una stagione. Alla fine si è rivelata una delle più grandi delusioni della stagione, pochi spunti, tutti concentrati verso la fine della stagione, molta imprecisione, poca sostanza, probabili altri problemi extra calcistici perché non pare possibile una simile trasformazione, nemmeno dando la colpa al salto di categoria. “Ci potrà dare una mano la prossima stagione”. A voi scegliere se posporre a quest'ultima frase un punto di domanda o un punto esclamativo. SOMMERSO

Luca TONI: Non potevamo pensare che a quell'età si potesse ripetere il miracolo della scorsa stagione ed in effetti così è stato. In realtà quello che tutti ci aspettavamo era una stagione-ponte per passare il testimone al compare Pazzini ma sappiamo tutti come sono andate le cose. Un ginocchio che cede a quell'età può essere fatale, la squadra non girava più per una serie di ragioni, poi il cambio di allenatore con un rapporto che è andato incrinandosi fino alla rottura totale dopo Carpi. Cosa gli possiamo imputare? Di non essere più il Toni di qualche anno fa? Come ha detto lui, solo una grande delusione come quella di quest'anno avrebbe potuto farlo smettere di giocare. SOSPESO

Bosko JANKOVIC: Chi l'ha visto? Un lampo alla prima giornata poi il nulla più assoluto. Inconsistente, inconcludente, impalpabile, irritante, rissoso...potremmo andare avanti per una giornata intera. Non spendiamoci troppe parole. SOMMERSO

Ante REBIC: Ecco un altro che è arrivato a Verona per dimostrare di essere qualcuno. Sembrava fosse arrivato il fenomeno che spacca il mondo da solo ma in realtà ha lasciato tutto com'era, salvo qualche guizzo che probabilmente ha sempre fatto vedere anche alla Fiorentina ma per il resto niente di cui parlare veramente. Non verrà di certo ricordato, non ci mancherà, uno scartino come altri. SOMMERSO

Andrea MANDORLINI: Ad inizio stagione ha dovuto fare di necessità virtù, arrangiandosi con quel che passava il convento, senza veri e propri rinforzi e con una panchina molto corta. La società aveva messo a disposizione quei giocatori e quelli dovevano bastare per salvarsi. La situazione per una serie di circostanze è poi sfuggita di mano, sfortuna e infortuni nei ruoli e giocatori chiave, associata alla poca capacità di riprendere il controllo e ribaltare il tutto a proprio favore (ma forse nessuno ci sarebbe riuscito). Alla fine il bilancio è stato impietoso e l'esonero (tardivo, a ragion veduta) inevitabile. Nulla cambia sul giudizio generale sul grande mister ma per quest'anno anche lui viene SOMMERSO

Luigi DELNERI: E' arrivato con il suo solito piglio da professorino, con le sue soluzioni sbandierate, col suo staff che sviliva il lavoro altrui promettendo mari e monti. A livello di gioco ha cominciato bene, per carità, squadra più dinamica, difesa alta, aggiustamenti tattici innovativi (?), contando, cosa non da poco, anche sul recupero via via dei giocatori chiave. Tuttavia i risultati immediati non sono arrivati e quando cambi un mister quella è l'unica cosa che conta. Nel frattempo la situazione è sfuggita di mano anche a lui, il mercato di gennaio gli ha dato il colpo di grazia a livello di confusione tattica. Formazioni sbagliate corrette in corsa, squadra spedita incoscientemente all'arrembaggio, giocatori fatti stremare e altri messi letteralmente a caso in campo hanno dato il colpo di grazia ai sogni di rimonta. Non parliamo dei tre match point in casa che potevano valere la salvezza e sorvoliamo per non infierire ulteriormente sul fatto che ha litigato con l'unico giocatore del Verona con cui proprio non doveva litigare spaccando così definitivamente lo spogliatoio. Niente di nuovo, avevamo già previsto tutto al suo arrivo. Cosa ci potevamo aspettare di diverso? SOMMERSO



Valeriano




Hellastory, 01/06/2016

LE IMPERFEZIONI


E' ufficiale: ci giochiamo tutto nei playoff. A cinque giornate dal termine del campionato non abbiamo più nulla da scoprire. E nemmeno più nulla da dire. Del resto, non vinciamo da un mese esatto. Questo perché il Verona è una squadra imperfetta. Accreditato di un rosa di vertice non ha mai espresso realmente il suo potenziale, propone un gioco insulso, fastidioso, subisce continue amnesie difensive e incassa reti assurde pur avendo il migliore portiere del campionato. Non tira mai in porta. In ogni partita hai sempre l'impressione che gli assenti abbiano ragione: ieri si sentiva la mancanza di Matos e Crescenzi, oggi quella di Zaccagni, domani quella di Pazzini e così via. Ma anche questo non è poi sempre vero: a Perugia, senza 6 titolari (titolare? concetto oscuro e non appartenente a Grosso) ha sfoderato la più bella prestazione dell'anno. Manca di continuità questa squadra, è immatura, confusa dentro perché ha l'ossessione di recitare un unico copione. Non necessariamente quello che porta poi al risultato. Quante occasioni abbiamo sprecato? Un'infinità. Il problema di fondo è che Grosso è un allenatore imperfetto. Complicato, contorto, incapace di trovare una strada da seguire. Avrà pure vinto il Mondiale e tanti scudetti da calciatore, ma da allenatore è rimasto prigioniero della logica dei pupazzetti della Playstation. Per noi, che abbiamo visto campioni veri in panchina come Bagnoli, Prandelli e Mandorlini che vincevano campionati con 15 o 16 giocatori al massimo (e come loro anche Cadè e Valcareggi) il socialismo tattico di Grosso appare non solo incomprensibile, ma anche una mortificazione nei riguardi del talento vero. Avesse a disposizione 50 giocatori, tutti troverebbero posto. Magari scoprendosi impiegati in due o tre ruoli diversi. Non importa. Il caos viene esaltato ad espressione di qualità e valore. Pazzesco. E i risultati sono davanti agli occhi.

[continua]
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