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HELLAS VERONA

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PROSSIMO IMPEGNO
  lunedì 22, h 15:00  

HELLAS VERONA

 
BENEVENTO 
Hellas Verona english presentation

2. Le Pagelle (1a parte)

RAFAEL De Andrade (37/-63; 1/0)

L’impatto con la nuova categoria non è stato per niente traumatico. Rafael ha superato brillantemente l’esame della stagione d’esordio in A confermandosi ancora una volta un portiere molto reattivo tra i pali. E’ un giocatore in continua costante crescita, sempre molto serio e incredibilmente attaccato alla nostra maglia. Quest’anno ha preso la bellezza di 63 gol, più di quanti ne abbia mai subiti a Verona in una sola stagione. Alcuni erano forse parabili ma tanti ne ha salvati lui stesso. Ce lo teniamo stretto fino a fine carriera. BUONO

NICOLAS Andrade David (1/-5; 0/0)

Esordio in serie A nell’ultima di campionato a Napoli, giusto in tempo per prendere 5 gol. Speriamo per lui che sia di buon auspicio come lo fu per Pegolo. NON GIUDICABILE

MIHAYLOV Nikolay (0/0; 1/-4)

Doveva fare da supporto a Rafael nel caso in cui quest’ultimo avesse avuto un brutto impatto con la nuova categoria. Di conseguenza non l’abbiamo praticamente mai visto fatto salvo per una gara di Coppa Italia. Da lì in avanti è sparito sempre più, fino a non venir più nemmeno convocato. NON GIUDICABILE

AGOSTINI Alessandro (25/0; 1/0)

Questa stagione per lui è stata una bella soddisfazione. Dato per finito dal suo Cagliari l’anno scorso, si è ripreso la serie A da protagonista e ha dato il suo contributo da titolare anche quest’anno. L’esperienza c’è e si sente, come si sente oramai l’età e un fisico che forse sta effettivamente cedendo. L’infortunio per lui è sempre dietro l’angolo e rientrare in campo è ogni volta sempre più difficile. Nonostante qualche distrazione possiamo dire che il suo campionato è stato DISCRETO

ALBERTAZZI Michelangelo (15/0; 2/0)

Nella seconda parte del campionato, complice anche una non perfetta forma di Agostini, è stato impiegato con una certa continuità. Il compitino l’ha sempre fatto, ogni tanto qualche disattenzione che più di una volta è stata però fatale. Continuiamo comunque a dargli fiducia, anche se siamo convinti che non sia ancora il terzino sinistro titolare su cui possiamo basare la difesa della prossima stagione. Stagione SUFFICIENTE

CACCIATORE Fabrizio (32/3; 0/0)

E’ partito a bomba nella prima parte del campionato dove sapeva sopperire con la grinta alle carenze tecniche ed è riuscito a segnare anche tre reti. Nella seconda parte del torneo l’idillio è terminato e si è visto il Cacciatore che già conoscevamo: inadeguato tecnicamente come terzino per la serie A, lento e sempre in sofferenza in difesa, non in grado di supportare adeguatamente l’azione sulla destra di due fenomeni come Romulo e Iturbe in fase propositiva. Tra l’altro quest’anno per evidenti limiti tecnici e tattici cade anche l’alibi del giocatore versatile. Una media tra girone d’andata e di ritorno fa sì che la sua stagione diventi SUFFICIENTE

GONZALEZ Alejandro (13/0; 0/0)

L’impressione generale è che il giocatore sia dotato tecnicamente, elegante e sicuro in campo. Alla fine però è incappato in più di una situazione “sfortunata” che lo ha frenato, a questo punto pensiamo psicologicamente, e non è più stato in grado di riprendersi. Se la prima stagione in Italia per i sudamericani può essere traumatica la sua lo è stata sicuramente. In quest’anno, dove nel girone di ritorno non ha trovato più spazio, si è giocato anche la convocazione ai mondiali. Ci aspettavamo molto di più. Prima esperienza assolutamente INSUFFICIENTE

MAIETTA Domenico (25/0; 1/0)

A Maietta è difficile dare un giudizio perché per forza di cose sulla sua valutazione pesa moltissimo il fattore emotivo. E’ pur sempre il nostro capitano, quello che ha sempre guidato le nostre riscosse fin dai tempi della Lega Pro. Ora però all’esordio in A qualcosa è cambiato. Maietta pur sempre volenteroso è stato uno di quelli che ha pagato di più l’impatto con una categoria nuova e più impegnativa. In alcune situazione non basta buttare il cuore oltre l’ostacolo e in più di una circostanza la difesa ha traballato dalla sua parte. In serie A e nel calcio più in generale, con la gratitudine si sopravvive poco ma tutto sommato per questa stagione c’è ancora margine per dargli un pieno  SUFFICIENTE

a

MARQUES Rafael (17/0; 1/0)

Per una serie di circostanze, colui che doveva essere il quarto difensore, all’inizio del girone di ritorno si è ritrovato a fare il titolare. Dobbiamo ricrederci sul giudizio che abbiamo dato a metà stagione. E’ un discreto difensore, attento ed esperto. Assieme a Moras ha formato la coppia di difensori centrali che più di ogni altra si è fatta preferire. Certo che con così tanti gol subiti, anche lui non può essere (e non lo è) esente da pecche. Ad ogni modo ci è piaciuto il modo in cui ha saputo attendere il proprio turno facendosi trovare sempre pronto. Gli diamo un voto di incoraggiamento: DISCRETO

a

MORAS Vangelis (30/0; 2/0)

Inizio stagione in salita per lui. Forse si era dimenticato di come si stava in serie A? Poi dopo l’infortunio e la squalifica si è ripreso ed è strada facendo migliorato fino a tornare il solido difensore che abbiamo conosciuto l’anno scorso. Si è preso sulle spalle la responsabilità di tutto il reparto e l’ha guidato limitando il più possibile i danni, da vero capitano di fatto. Gli è mancato soltanto il gol, sfiorato in diverse occasioni. A coronamento della stagione è arrivata la convocazione nella nazionale greca per i mondiali in Brasile. Se l’è meritata perché il suo è stato un campionato BUONO

a

PILLUD Ivan (6/0; 0/0)

L’abbiamo visto pochino, avremmo voluto capire meglio quali sono le sue potenzialità. Quel che è apparso inequivocabilmente è che stiamo parlando di un terzino destro molto agile e tecnico. Sicuramente più del suo competitor. E tanto basta per dargli un DISCRETO

a

CIRIGLIANO Ezequiel (13/0; 1/0)

Lo aspettavano tutti, sia qui in Italia che in Argentina. Doveva essere il colpaccio della stagione, il mediano che avrebbe sostituito il sicuro partente Jorginho. Purtroppo le speranze che riponevamo in lui devono essere al momento accantonate perché nemmeno dopo la partenza a gennaio di Jorginho è riuscito a ritagliarsi un posto in squadra. Le prestazioni positive si contano sulle dita di una mano, più evidenti le situazioni che l’hanno visto in difficoltà, con apparente poca convinzione, quasi fosse timore. Dicono che dopo l’infortunio allo zigomo ha avuto delle difficoltà nell’approccio alla gara ma non convinceva nemmeno prima. Eppure non può essere tutto qui. Era titolare e capitano del River Plate... Speriamo di rivederlo ma nel frattempo non possiamo esimerci dal giudicarlo INSUFFICIENTE

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DONADEL Marco (22/1; 1/0)

Chi pensava che si trattasse solo di una cariatide ultra pagata (dal Napoli) arrivata qui a svernare è stato deluso. Nel momento più difficile della stagione, quando dovevamo ritrovare gli equilibri dopo la partenza di Jorginho, Donadel ha dimostrato di poterci ancora stare in serie A. Non è un fulmine e nemmeno una roccia però davanti alla difesa ha saputo dare il proprio contributo. Ha addirittura segnato il gol che ha scacciato la crisi delle quattro sconfitte consecutive con una incredibile botta dalla distanza. Per tutto l’insieme secondo noi è stato un campionato DISCRETO

a

JORGINHO Frello Jorge Luiz (18/7; 1/0)

Se ne è andato a Napoli in comproprietà per una vagonata di milioni (5) , il giorno dopo un venerdi 17. Ha lasciato una voragine in mezzo allo scacchiere gialloblu che a stento siamo riusciti a colmare cercando mille espedienti. Già, perché uno come Jorginho è difficilmente sostituibile a stagione in corso. Giocatore serio ed estremamente intelligente, capace di rubare palloni e di difenderli con estrema abilità. Uno dei più grandi in quel ruolo passati da Verona e un ottimo affare per la società. Anche solo per metà stagione non possiamo che dargli un pieno OTTIMO

a

LANER Simon (4/0; 1/0)

Una manciata di presenze per lui e pochissimo minutaggio prima del prestito al Novara. Davanti aveva effettivamente troppa concorrenza. NON GIUDICABILE

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DONATI Massimo (21/1; 2/0)

Inizio di stagione da protagonista, spesso impiegato anche nei momenti più critici delle partite quando serviva esperienza. Poi nel corso della stagione le prestazioni sono andate in calando fino a venire quasi tagliato fuori dal giro dei possibili titolari. Ritorna in campo contro la sua Atalanta alla 34a giornata, segna una rete spettacolare con gran tiro da fuori che sblocca la partita e poi si infortuna seriamente chiudendo la stagione in anticipo. Va fatta una media tra andata e ritorno, quindi possiamo dargli uno (stiracchiato) SUFFICIENTE.

NON GIUDICABILI: BIANCHETTI Matteo (3/0; 0/0), RUBIN Matteo (0/0; 1/0), DONSAH Godfred (1/0; 0/0).
Tra parentesi in sequenza: (presenze e gol in campionato/presenze e gol in Coppa Italia)

Valeriano

LE IMPERFEZIONI


E' ufficiale: ci giochiamo tutto nei playoff. A cinque giornate dal termine del campionato non abbiamo più nulla da scoprire. E nemmeno più nulla da dire. Del resto, non vinciamo da un mese esatto. Questo perché il Verona è una squadra imperfetta. Accreditato di un rosa di vertice non ha mai espresso realmente il suo potenziale, propone un gioco insulso, fastidioso, subisce continue amnesie difensive e incassa reti assurde pur avendo il migliore portiere del campionato. Non tira mai in porta. In ogni partita hai sempre l'impressione che gli assenti abbiano ragione: ieri si sentiva la mancanza di Matos e Crescenzi, oggi quella di Zaccagni, domani quella di Pazzini e così via. Ma anche questo non è poi sempre vero: a Perugia, senza 6 titolari (titolare? concetto oscuro e non appartenente a Grosso) ha sfoderato la più bella prestazione dell'anno. Manca di continuità questa squadra, è immatura, confusa dentro perché ha l'ossessione di recitare un unico copione. Non necessariamente quello che porta poi al risultato. Quante occasioni abbiamo sprecato? Un'infinità. Il problema di fondo è che Grosso è un allenatore imperfetto. Complicato, contorto, incapace di trovare una strada da seguire. Avrà pure vinto il Mondiale e tanti scudetti da calciatore, ma da allenatore è rimasto prigioniero della logica dei pupazzetti della Playstation. Per noi, che abbiamo visto campioni veri in panchina come Bagnoli, Prandelli e Mandorlini che vincevano campionati con 15 o 16 giocatori al massimo (e come loro anche Cadè e Valcareggi) il socialismo tattico di Grosso appare non solo incomprensibile, ma anche una mortificazione nei riguardi del talento vero. Avesse a disposizione 50 giocatori, tutti troverebbero posto. Magari scoprendosi impiegati in due o tre ruoli diversi. Non importa. Il caos viene esaltato ad espressione di qualità e valore. Pazzesco. E i risultati sono davanti agli occhi.

[continua]
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