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HELLAS VERONA

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PROSSIMO IMPEGNO
  lunedì 22, h 15:00  

HELLAS VERONA

 
BENEVENTO 
Hellas Verona english presentation

4. Le Pagelle (2a parte)

HALLFREDSSON Emil (33/2; 0/0)

All’inizio della stagione (come ogni anno) c’è sempre il dubbio che Emil non stia giocando al 100%. Lento, legnoso, quasi abulico. Ci aggiungiamo anche le paranoie relative al prolungamento del contratto in scadenza e le presunte sirene cinesi e così la prima parte di stagione è stata in chiaroscuro. Poi basta un attimo però al campione per ritrovarsi, firmare il contratto, sentirsi ancora parte del progetto e rientrare in forma. Così nella seconda parte del campionato l’islandese torna ad essere il trascinatore che conoscevamo, quella pedina imprescindibile nello scacchiere di Mandorlini. Un ritorno in serie A assolutamente da BUONO

SALA Jacopo (15/1; 2/0)

Uno dei migliori prospetti della nostra rosa. Per gran parte del campionato l’abbiamo visto col contagocce e non si sapeva bene dove potesse trovare spazio nel modulo mandorliniano. Lui ha atteso pazientemente il proprio momento e alla fine è riuscito a trovare spazio e collocazione in campo. E’ un centrocampista dalla buona tecnica e molto dinamico, come mezzala ha giocato bene e può essere il vice Romulo anche se forse deve ancora maturare completamente. Ha fatto una bella impressione generale, quindi diamo un incoraggiante DISCRETO

ROMULO Souza Orestes Caldeira (32/6; 1/0)

Da scarto della Fiorentina alla convocazione per i mondiali in Brasile , tutto in una stagione. Quella di Romulo è stata la più grossa sorpresa del campionato. Si sapeva che fosse un bel giocatore ma forse a questi livelli non lo aveva mai visto nessuno. Bagaglio tecnico incredibile, corsa e accelerazione fulminante, recuperi palla e inserimenti in fase offensiva, gol e assist. Cosa si può voler di più? Gli scambi magici sulla destra tra lui e Iturbe sono tra quelle cose da raccontare ai nipoti. Uno dei giocatori fondamentali per la costruzione del gioco e anche per dare imprevedibilità alla manovra. Peccato per il problema muscolare che gli ha negato il finale di stagione e poi anche la partecipazione ai (meritati) mondiali. Assolutamente OTTIMO

MARQUINHO Marco Antonio Mattos Filho (15/2; 0/0)

Su di lui pareri molto contrastanti. E’ arrivato a gennaio, per lui una seconda chance dopo non aver convinto del tutto a Roma con l’alibi però di avere davanti dei giocatori di livello mondiale. Qui ha giocato per qualche partita come mezzala al posto di Hallfredsson, dimostrando di non essere adatto al ruolo, in generale e tanto meno come sostituto dell’islandese. Nelle ultime otto gare poi Mandorlini ha avuto l’illuminazione di schierarlo come esterno sinistro d’attacco e effettivamente qualcosa di meglio si è visto. Molto mobile e dal piede sopraffino, non impeccabile in fase di realizzazione ma dotato di colpi di classe. Diciamo che non ha sfigurato ma che per quel ruolo possiamo aspirare a qualcosa di meglio. Tutto sommato ha dato un apporto DISCRETO

JANKOVIC Bosko (18/2; 1/0)

Non è più il Jankovic che aveva stregato Genova, questo è poco ma sicuro. Ha ancora dei colpi di genio ma mediamente resta un giocatore inadatto a fare l’esterno d’attacco in questo 4-3-3 dove se non corri avanti e indietro vieni tagliato fuori. Una volta tirava anche dalla distanza delle bordate micidiali ma quest’anno non ne abbiamo vista manco una. Tante volte l’abbiamo visto insofferente. Non sappiamo se ha ancora qualcosa da dare a questo Verona. Lo speriamo vivamente perché quest’ultimo campionato è stato INSUFFICIENTE

MARTINHO Alves De Lima Raphael (20/2; 2/0)

Stagione per lui da dimenticare. Partiamo col dire che in serie B lui sulla fascia faceva il bello e il cattivo tempo, sia come terzino che come centrocampista che come esterno offensivo mentre in serie A gli spazi sono chiaramente ridotti e lui torna ad essere un giocatore nella media. La precaria condizione fisica che lo ha portato ad avere tanti piccoli stop durante il campionato ne ha minato le prestazioni. Martinho è un giocatore che deve giocare con continuità per entrare in forma ma la concorrenza è stata molto agguerrita e quando è stato chiamato in causa, soprattutto all’andata, solo in un paio di occasioni è stato determinante. Veramente a malincuore dobbiamo dargli INSUFFICIENTE

GOMEZ Taleb Juanito (29/5; 1/0)

Eccolo qua il giocatore più affidabile che abbiamo in rosa. Quando serve Juanito c’è. Se parte titolare bene, altrimenti entra a partita in corso e dà il suo contributo sia in fase offensiva che in copertura. Tante luci per lui quest’anno e poche, fisiologiche, ombre. Si sacrifica sempre e poi ti regala delle perle indimenticabili, sempre con la sua proverbiale sfortuna in fase realizzativa che gli toglie sempre 3-4 gol a stagione. Non possiamo che ricordare anche che lui è stato l’artefice della più grande soddisfazione della stagione: il gol del pareggio contro la Juventus in pieno recupero. Non prende il massimo dei voti perché davanti ha trovato dei veri mostri ma a lui va comunque un bel BUONO.

ITURBE Manuel (33/8; 0/0)

Stiamo parlando di un giocatore non di un altro livello ma di un altro pianeta. Mai abbiamo visto un talento simile a Verona. Una velocità impressionante, un cambio di passo in corsa devastante per qualsiasi avversario e tecnica da argentino purosangue. Il tutto sarebbe niente se non fosse abbinato anche a grande serietà, impegno, caparbietà e spirito di sacrificio. Un 21enne con queste caratteristiche è destinato a sfondare per forza. Inutile cercare nei nuovi arrivi futuri “il nuovo Iturbe”, non lo ritroveremo mai. Campionato ovviamente OTTIMO.

CACIA Daniele (13/0; 2/0)

Probabilmente pensava di poter giocare di più, probabilmente pensava di poter essere protagonista come lo è stato l’anno scorso. Probabilmente è rimasto profondamente deluso invece da come sono andate le cose e anche quando è stato chiamato in causa, quelle poche volte, è sembrato il fratello scarso del Cacia che conoscevamo. C’è da dire però a sua parziale discolpa che il gioco di questa stagione, ottimizzato per Toni, mal si sposava con le caratteristiche di Cacia. Stagione totalmente deludente, un po’ per colpa sua, un po’ no. Ma questo non gli toglie l’INSUFFICIENTE

TONI Luca (34/20; 2/1)

Per lui il tempo si è fermato a dieci anni fa. A 37 anni è ancora il grande giocatore capace di segnare grappoli di gol in serie A. Alla fine sono ben 20 le sue reti eppure ad inizio stagione nessuno avrebbe mai scommesso nemmeno su una sua doppia cifra. Con una squadra che lavorava enormemente su di lui e per lui, con dei compagni della caratura di Romulo e Iturbe a fianco alla fine il titolo di vicecapocannoniere è stato raggiunto un po’ più facilmente del previsto ma resta in ogni caso un risultato impressionante. Tra gol ed assist (ben 11) è stato determinante in metà delle reti totalizzate dal Verona quest’anno. Oltre a questo è stato uno dei leader della squadra ed elemento di infinita esperienza in campo. Fondamentale per tenere alto il baricentro e per creare spazi fra gli avversari grazie alla sua mole imponente. Ovviamente a lui non possiamo che dare OTTIMO.

MANDORLINI  Andrea

Torna ad allenare in Serie A dopo le delusioni di Siena e Atalanta e lo fa in grande stile. Conduce la squadra rivelazione prendendosi complimenti da tutti. Il gruppo continua ad essere la sua forza, l’elasticità tattica un po’ meno. In alcune occasioni lo abbiamo visto come lo conosciamo, cioè deciso e rabbioso per portarsi a casa il risultato e la squadra era con lui. In altri frangenti, soprattutto in trasferta contro le big invece lo abbiamo visto rinunciatario e fatalista. Questo suo atteggiamento ci giunge nuovo e ci ha notevolmente spiazzato. Una piccola incrinatura nel girone di ritorno stava vanificando il lavoro svolto in tutto il campionato ma è stata riparata nel giro di poche giornate e la squadra si è ripresa alla grande. Una situazione che va valutata positivamente quindi. Tutto sommato è stato un campionato BUONO.

NON GIUDICABILI: RABUSIC Michael (4/0; 0/0), DONSAH Godfred (1/0; 0/0), LONGO Samuele (2/0; 1/1)
Tra parentesi in sequenza: (presenze e gol in campionato/presenze e gol in Coppa Italia)

Valeriano

LE IMPERFEZIONI


E' ufficiale: ci giochiamo tutto nei playoff. A cinque giornate dal termine del campionato non abbiamo più nulla da scoprire. E nemmeno più nulla da dire. Del resto, non vinciamo da un mese esatto. Questo perché il Verona è una squadra imperfetta. Accreditato di un rosa di vertice non ha mai espresso realmente il suo potenziale, propone un gioco insulso, fastidioso, subisce continue amnesie difensive e incassa reti assurde pur avendo il migliore portiere del campionato. Non tira mai in porta. In ogni partita hai sempre l'impressione che gli assenti abbiano ragione: ieri si sentiva la mancanza di Matos e Crescenzi, oggi quella di Zaccagni, domani quella di Pazzini e così via. Ma anche questo non è poi sempre vero: a Perugia, senza 6 titolari (titolare? concetto oscuro e non appartenente a Grosso) ha sfoderato la più bella prestazione dell'anno. Manca di continuità questa squadra, è immatura, confusa dentro perché ha l'ossessione di recitare un unico copione. Non necessariamente quello che porta poi al risultato. Quante occasioni abbiamo sprecato? Un'infinità. Il problema di fondo è che Grosso è un allenatore imperfetto. Complicato, contorto, incapace di trovare una strada da seguire. Avrà pure vinto il Mondiale e tanti scudetti da calciatore, ma da allenatore è rimasto prigioniero della logica dei pupazzetti della Playstation. Per noi, che abbiamo visto campioni veri in panchina come Bagnoli, Prandelli e Mandorlini che vincevano campionati con 15 o 16 giocatori al massimo (e come loro anche Cadè e Valcareggi) il socialismo tattico di Grosso appare non solo incomprensibile, ma anche una mortificazione nei riguardi del talento vero. Avesse a disposizione 50 giocatori, tutti troverebbero posto. Magari scoprendosi impiegati in due o tre ruoli diversi. Non importa. Il caos viene esaltato ad espressione di qualità e valore. Pazzesco. E i risultati sono davanti agli occhi.

[continua]
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