domenica 2, h 21:15  

HELLAS VERONA

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CITTADELLA0

hi!hi!hi!hi!hi!hi!hi!
Hellas Verona english presentation

6. ECCO COSA ABBIAMO IMPARATO

Andrea Mandorlini

Volendo sintetizzare brutalmente la stagione appena conclusa, si potrebbe dire che il Verona ha aggiustato (e onorato) il suo campionato 1) quando Mandorlini ha smesso di fare esperimenti 2) quando la squadra ha lottato per un obiettivo concreto, la classifica dei cannonieri di capitan Toni.

Verrebbe da chiedersi allora perché Mandorlini ha impiegato quasi 5 mesi per venirne a capo alternando il 4/3/3 al 5/3/2 ? perché è stato costretto a continui esperimenti pur di ritagliare uno spazio in attacco a Nico Lopez e Saviola, nessuno dei due sostituto naturale di Iturbe? oppure adattare al calcio italiano Rafa Marquez campione in fase calante, protagonista a volte imbarazzante di errori tecnici individuali e isterismi in campo? Ma la responsabilità è forse di qualcun altro che ha fatto una campagna acquisti a dir poco allineata.

Questo campionato ha spiegato ai tifosi i rischi che si corrono quando non si abbina una fase progettuale a quella strettamente operativa. Per assurdo, si è programmato di più a partire da gennaio con l'arrivo di Greco e Pisano (entrambi confermati) che lo scorso in agosto. La rosa messa a disposizione di Mandorlini, lunga all'inverosimile, era piena di doppioni senza talento e di trentenni alla ricerca di motivazioni che però non riescono da tempo a dare un vero contributo (Lazaros, Brivio, Nenè, Rodriguez, Luna etc). Soprattutto, sono mancati i giovani: Gollini è stato più impegnato nella Primavera in quanto gli è stato preferito Benussi, Valoti è stato l'unico investimento. Un po' poco per una squadra che aveva appena messo sul mercato Jorginho e Iturbe.

Bigon adesso ha un mandato temporalmente più ampio, e come lui Mandorlini e Gardini. Probabilmente meno soldi a disposizione del previsto (Iturbe si incassa a rate, Romulo è rimasto sul groppone, per Jorginho c'è stato uno sconto). Ma c'è sempre Sala, l'ultimo talento rimasto, che ha recentemente prolungato ma potrebbe essere sacrificato al miglior offerente.

I punti fermi espressi dal Presidente sono essenziali per intraprendere un nuovo cammino con maggiore serenità. Il nuovo Verona avrà: 1) una rosa limitata a 23 giocatori (sappiamo bene i problemi che creano le panchine eccessivamente lunghe sia dal punto di vista dello spogliatoio, che della facilità degli infortuni cui cadono i giocatori poco impiegati), 2) due terzi della quale sarà formata da giocatori esperti ed un terzo di giovani da lanciare. Evviva!

Il nuovo Verona ha iniziato a muoversi in tal senso. Bianchetti (buon ritorno se gli danno fiducia) non potrà far peggio di Marques, Gonzalez e Rodriguez; Viviani (grande acquisto) vale già più di Campanharo e non ha i problemi fisici di Obbadi. I due titolari dell'Under 21 sono un investimento sia per la squadra che, in prospettiva, per il bilancio gialloblu. Lo svincolato Siligardi, in un rassicurante 4/3/3, avrà sicuramente meno problemi di adattamento di Lopez e Saviola. E via discorrendo...

L'ultimo aspetto che ha insegnato il campionato appena concluso è che occorre sempre lottare per un obiettivo. La salvezza non può esserlo a priori (chi non lotta solo per non retrocedere?), lo diventa esclusivamente quando tutti gli altri sono falliti. Se è vero che non si può chiedere al Verona di vincere lo scudetto, non possiamo neppure accontentarci del quartultimo posto. Fare più punti dell'anno precedente, lanciare talenti, giocare un calcio spettacolare, battere le più forti, ridurre di un 25/30% i gol subiti, lottare per la Coppa Italia sono obiettivi altrettanto validi e raggiungibili. Perché, alla fine, vedere le discese spettacolari di Iturbe o sancire Luca Toni alla testa della classifica dei cannonieri non sono forse una maniera altrettanto valida per dare un senso all'intera stagione?

Massimo

GRAZIE HELLAS!!!!


Di nuovo in A, passando per il via dopo i lunghi mesi di purgatorio grossiano, incapaci di esprimere il cuore e il coraggio che questi giocatori dovevano avere cacciato da qualche parte. È bastato l'arrivo di un tecnico normale, che non aveva mai vinto niente di importante in panchina prima ma che è uomo vero in grado di ricomporre i cocci frantumati dal calcio da xbox del suo predecessore per restituire quel briciolo di speranza e di fiducia in se stessi che era andato completamente perso. Setti, per fortuna, non ha ripetuto l'errore dell'anno precedente e pochi giorni dopo aver sbandierato la sua Coerenza (con la C maiuscola) si è fatto sopraffare dal Buonsenso (con la B maiuscola) per l'Arrembaggio (con la A maiuscola) finale. Strada tutta in salita dunque, ma una dopo l'altra il Perugia di Nesta, l'ostico Pescara e infine lo sfrontato Cittadella (che aveva abbattuto lo Spezia e soprattutto il Benevento) sono stati ostacoli che hanno esaltato la solidità e la forza di carattere del gruppo. Come tutti i grandi serial televisivi, quelli che ti inchiodano davanti allo schermo fino all'ultima puntata, non potevamo che legittimare l'impresa al Bentegodi con 2 reti da recuperare. Il palo di Laribi, la traversa di Pazzini con le parate di Paleari a Cittadella avevano mascherato un risultato bugiardo per come era scaturito, con i soli primi 20 minuti realmente concessi agli avversari. E rinviato tutto ad oggi, 2 giugno, festa della Repubblica e della Promozione in A. Di fronte ad un pubblico eccezionale, la squadra ha dominato per 90 minuti non concedendo neppure un tiro in porta. Il Cittadella ha corso e picchiato tutta la partita non riuscendo ad opporre altro che un agonismo strenuo. Sono felice per Zaccagni, Di Carmine (ma che gol ha fatto?) e Laribi. Sono felice per Aglietti unico a conquistare la promozione in A sia da giocatore che da allenatore. Sono felice per tutti i gialloblù. Sono felice e basta. Grazie Hellas, grazie di avermi scelto.

[continua]
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