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La scheda di Federico Viviani

Viviani

Federico Viviani


Nato a: 24 marzo 1992
Il: Lecco (Italia)
Altezza: 180 cm
Peso: 75 kg
Ruolo: Regista
Palmares: 1 campionato Primavera (Roma 2010-11), 1 coppa Italia Primavera (Roma 2011-12)
Club Scuola: Roma
Nazionale: 7 pres. e 2 gol in Under 19, 6 pres. ed 1 gol in Under 20, 18 pres. e 2 gol in Under 21

Giovane, italiano e di talento: è questo l'identikit del giocatore ideale tracciato da Setti per il nuovo corso dell'Hellas, dopo 3 anni di abbuffate esotiche dell'era Sogliano. Facile a dirsi, più difficile a farsi, considerando il ridotto budget a disposizione ed il dato oggettivo che i giovani di casa nostra sono generalmente più costosi di quelli provenienti dall'estero (chiedere al Milan di Bertolacci per maggiori informazioni). Il nuovo ds Bigon, tuttavia, non si è lasciato spaventare e – dopo Siligardi (il cui arrivo a Verona era stato già propiziato da Sogliano) – l'Hellas abbraccia ora il talento di Federico Viviani. Classe 1992 e recente nazionale Under 21 nel campionato europeo di categoria, Viviani arriva a Verona con il peso di essere l'acquisto più costoso (se si esclude l'affare Iturbe) degli anni di presidenza Setti. Per lui il club gialloblu ha sborsato ben 4 milioni di euro, bruciando sul filo di lana il Palermo: un investimento importante, finanziato dalla cessione della seconda metà del cartellino di Jorginho, ed il cui impatto economico nel prossimo bilancio sarà comunque mitigato dal contratto quinquennale fatto firmare al giocatore (con una conseguente quota di ammortamento annua pari a 800 mila euro).

Ma Viviani vale davvero tutti questi soldi? Una risposta definitiva la potrà dare solamente il campo, anche perché il giovane non si è ancora confrontato stabilmente con la Serie A. Tuttavia le premesse per fare bene sembrano esserci tutte. Viviani era considerato qualche anno fa un predestinato, un piccolo nuovo Totti delle giovanili della Roma, con spiccate doti da leader. Figlio d'arte (papà Mauro ha militato nella Lazio nella stagione 1981-1982), nato trequartista, negli Allievi è stato reinventato da Stramaccioni come regista davanti alla difesa, mantenendo tuttavia dei livelli realizzativi da trequartista, grazie ad una capacità di calcio fuori dal comune. Con la Roma Primavera, in due stagioni ha infatti segnato 15 reti in 36 partite, vincendo da leader della squadra ed il numero 10 sulle spalle un campionato ed una coppa Italia.
Apprezzatissimo dal tecnico Luis Enrique, ha esordito in Europa League a 19 anni nell'estate 2011 e nel corso della stagione 2011-12 ha raccolto 6 presenze in Serie A con la maglia giallorossa, debuttando nella nazionale Under 21. Nell'estate 2012 è passato al Padova, da dove ha iniziato la sua gavetta in Serie B. Una gavetta durata 3 stagioni, più lunga di quanto non potessero far presumere le sue capacità. Letale nelle punizioni e dotato di capacità tecniche di categoria superiore per la B, Viviani ha tuttavia sofferto il passaggio tra i professionisti, faticando a trovare un posto fisso tra i titolari sia a Padova (stagione 2012-13) che a Pescara (prima parte della stagione 2013-14). A fine gennaio 2014 è così arrivato il passaggio, sempre in prestito dalla Roma, al Latina, una società dalle ambizioni e tradizioni più modeste. Nella cittadina laziale, Viviani ha finalmente trovato la fiducia e la continuità di gioco che cercava, e – di conseguenza – anche il suo talento è rifiorito. Nell'anno e mezzo di permanenza a Latina, Viviani ha collezionato 52 presenze, 11 gol e 7 assist tra campionato e play-off, diventando leader assoluto della squadra.

Dal punto di vista tecnico, Viviani è un regista che sa offrire un interessante mix tra capacità tecniche e temperamento agonistico, con buone geometrie, ottimo lancio e notevoli doti di interdizione, nonostante un fisico normale (1,80 m per 75 kg). Di lui è apprezzata soprattutto l'abilità nei calci di punizione e nei tiri da fuori area, che gli garantiscono un contributo realizzativo davvero invidiabile considerando il ruolo ricoperto. A livello caratteriale, Viviani spicca per carisma e determinazione, ma necessita di sentire la fiducia di tutto l'ambiente per esprimersi al meglio. Nel Verona di Mandorlini, presumibilmente prenderà il posto di Tachtsidis, concedendo agli avversari qualche colpo di testa in più, ma garantendo maggiore qualità e rapidità alla manovra.
Venendo agli aspetti su cui deve crescere, ne segnaliamo due. A Latina ha dimostrato a volte una certa incostanza nel corso anche della stessa partita, alternando fasi di grande intensità agonistica ad altre quasi di apatia e svogliatezza, probabilmente dettata dal fatto di sentirsi tecnicamente sprecato nel contesto della squadra laziale. Nel recente europeo Under 21, poi, è sembrato poco lucido una volta messo sotto pressione, in particolare nel corso dello sciagurato secondo tempo della nostra nazionale contro la Svezia (poi, a sorpresa, campione d'europa). In vantaggio per 1-0 ed in superiorità numerica, l'Italia si è inspiegabilmente rilassata, prendendo su calcio d'angolo il gol dell'1-1 ed andando in confusione totale. A questa confusione ha partecipato lo stesso Viviani che, nel momento di maggiore difficoltà, ha diminuito drasticamente la precisione dei propri passaggi e si è lasciato andare ad interventi fallosi scomposti. Un black-out che è costato all'Italia la sconfitta ed a Viviani il posto da titolare. Più in generale, gli europei under 21 hanno messo in mostra quanto sia poco allenante il campionato cadetto: l'Italia dell'esordio, che contava tra i suoi titolari 4 giocatori di Serie B (tra cui i gialloblu Bianchetti e Viviani), ha infatti perso malamente contro la coriacea Svezia. Di Biagio, ha quindi cambiato rotta schierando il solo Battocchio proveniente dalla Serie B nella gara pareggiata bene contro il talentuosissimo Portogallo ed il solo Trotta nella partita stra-vinta per 3-1 contro la favorita Inghilterra. L'eccessivo ricorso a giocatori della serie cadetta nella prima gara è così costato l'europeo a quella che probabilmente era la migliore squadra della competizione; tuttavia – è bene sottolinearlo – il deficit dei giocatori di B è parso soprattutto fisico, dovuto alla scarsa confidenza con i ritmi elevati del calcio internazionale e delle massime serie. La storia recentissima di giocatori come Berardi, Rugani, Cataldi, Crisetig, Zappacosta, Belotti testimonia come il passaggio dalla B alla A possa avvenire senza grossi traumi per calciatori giovani e di talento e la gestione di Jorginho ci ha testimoniato come Mandorlini sappia gestire al meglio una simile transizione.

Prima di chiudere, ci fa piacere sottolineare come Viviani nell'ultima stagione sia stato inserito nella top-11 del campionato cadetto e sia risultato per Panini Digital il miglior giocatore in assoluto della B in termini di indice IVG (con una valore di 22,9), ossia di valutazione del contributo quantitativo apportato alla propria squadra. L'Hellas, insomma, si è aggiudicata uno dei migliori talenti espressi dalla cadetteria nell'ultima annata: assieme a Siligardi (che a sua volta è stato il miglior attaccante della B 2014-15 per indice IVG) costituirà probabilmente l'ossatura di un nuovo Verona più italiano e tecnico.

Enrico


Carriera in Campionato:
Stagione Squadra Serie Presenze Reti
2011-12 Roma A 6 -
2012-13 Padova B 22 2
2013-14 Pescara B 6 2
Gen. 2014 Latina B 17 3
2014-15 Latina B 31 8
2015-16 Hellas Verona A - -




I dati sono aggiornati al 1 luglio 2015
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