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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

BILANCIO HELLAS 30.06.2015: SI SALVI CHI PUO'! (seconda parte)


BILANCIO HELLAS 30.06.2015: SI SALVI CHI PUO'! (seconda parte)

UNA GESTIONE DEFICITARIA: A questo punto dovrebbero risultare a tutti ben chiari quali siano stati i motivi dell'allontanamento di Sogliano al termine della scorsa stagione (nel nostro dossier di fine campionato li avevamo già ampiamente motivati ma alcuni tra gli addetti ai lavori continuano a non farsene una ragione). E le ragioni dei mille tentennamenti che hanno preceduto la decisione di esonerare Mandorlini (che ha comportato la necessità di appesantire ulteriormente il monte costi della società con gli ingaggi di Del Neri e dei suoi collaboratori)- E perchè Setti nelle ultime interviste sia apparso sempre più abbacchiato, spaesato, a testa bassa, dichiarando solo poche settimane fa che “la retrocessione sarebbe per noi un danno esagerato, nelle logiche moderne è un baratro inaffrontabile, ma non dobbiamo pensarci, la salvezza è alla nostra portata. Ma se andremo in Serie B non ci tireremo indietro, nel calcio devi pensare sempre in avanti, senza ripensamenti. Ci manca il risultato ma questo è l'anno più bello a livello societario, perché lavoriamo nel vero modo che ho sempre desiderato, che è di altissimo livello.” (vedi www.hellasverona.it).

Pochi giri di parole: il Verona 2015/16 non è solamente una squadra dal rendimento fino a qui sciagurato in campionato, ma è anche una società che deve raccogliere i cocci di una stagione 2014/15 caratterizzata da una gestione economica deficitaria:

  • Bisognava contenere i costi del personale (già decisamente troppo alti al 30 giugno 2014, con un'incidenza superiore al 68% dei ricavi) ed invece questi sono aumentati di 4,8 milioni di euro, schizzando all'86,9%, un valore chiaramente insostenibile!
  • Bisognava lavorare per aumentatare i ricavi (penalizzati nell'esercizio dal venir meno del fatturato da merchandising, ora in capo alla HVMC), ed invece con l'infelice decisione di aumentare significativamente i costi degli abbonamenti si è ridotto il fatturato da gare di campionato da 5,3 a 4,9 milioni di euro.
  • Sono stati spesi 1,8 milioni di euro per l'acquisto di Lazaros e 1 milione di euro per Chanturia (che non ha mai visto il campo), calciatori che ora hanno un valore di mercato praticamente nullo ed il cui ammortamento graverà ancora significativamente sul bilancio gialloblu.
  • Si sono quindi dovuti sostenere maggiori oneri finanziari rispetto all'esercizio precedente per Euro 1,3 milioni (in particolare per le anticipazioni ricevute da società di factoring inerenti ai diritti audiovisivi e attivo di campagna trasferimenti; tra gli oneri finanziari vi sono anche interessi finanziari riconosciuti a HV7, 0,4 milioni di Euro, in relazione al finanziamento erogato dalla stessa nel maggio 2014 e collegato all'acquisto dal Porto di Iturbe).
  • Anche per un po' di sfortuna, si è rivelata negativa pure la gestione delle cessioni di Romulo (acquistato dalla Fiorentina per 3,5 milioni di euro e rientrato rotto dalla Juventus con un ingaggio ben superiore al milione di euro ed una quota ammortamento annua di 1,2 milioni di euro) e Jorginho (per il quale, come detto, si è dovuto rinunciare ad 1 milione di euro, a parziale rettifica della plusvalenza contabilizzata nella stagione precedente, anche alla luce di una stagione non brillante del brasiliano alla corte di Rafa Benitez).

UN FUTURO PIENO DI NUBI: Si tratta di fatti in buona parte già noti ed affrontati in passato, che pesano ora come un macigno sulla stagione in corso. Tralasciando Sogliano, il cui ruolo era quello di costruire una squadra competitiva e quanto meno i risultati sportivi gli hanno dato ragione, viene da chiedersi come mai Gardini e Setti abbiano permesso una gestione strutturalmente in perdita per 10-15 milioni di euro annui nelle prime 2 stagioni di serie A. E per il bilancio 2015/16 non è lecito attendersi novità positive. Bigon in estate ha lavorato cercando di limitare la rosa a disposizione di Mandorlini e di “patrimonializzare” la squadra con giocatori giovani e di proprietà. Gli unici due investimenti significativi sono stati fatti per Viviani (4 milioni di euro che, guai fisici a parte, il giocatore sembra meritare) e per Helander (1 milione di euro; per ora l'importo non sembra essere stato speso benissimo); per il resto si è dovuto far fronte al riscatto obbligatorio di Pisano (1 milione di euro) e si è quindi agito sul mercato degli svincolati (Souprayen, Albertazzi, Bianchetti, Pazzini, Siligardi, Matuzalem, Coppola). Nel complesso gli ammortamenti relativi al costo dei calciatori che graveranno sul bilancio 2015/16 saranno di poco superiori rispetto a quelli del bilancio appena approvato; anche il monte ingaggi della prima squadra – stando ai dati della Gazzetta dello Sport (a questo punto non si sa quanto attendibili) –non dovrebbe discostarsi di molto da quello della scorsa stagione. Per le altre voci di costo (che nel 2014/15 erano già state lievemente ridotte – in particolare per i minori contributi da corrispondere alla Lega Pro ed alla Lega Serie B in quanto non più neopromossi al primo anno - e che difficilmente potranno essere limate in maniera significativa) è ragionevole non attendersi variazioni di rilievo, mentre per i diritti tv è prevista una crescita di circa 4 milioni di euro
(vedi www.tifosobilanciato.it)
. I ricavi da gare, stante il desolante rendimento, della squadra, subiranno una contrazione (la relazione sulla gestione segnala come la campagna abbonamenti 2015/16 abbia portato ad un incasso di 3,57 milioni di euro circa, in riduzione di 0,4 milioni di euro rispetto al dato di 3,95 milioni di euro della campagna 2014/15), senza però incidere in maniera significativa vista la loro sostanziale irrilevanza ai fini del bilancio. Tirando le somme di tutti questi ragionamenti, e senza la pretesa di fare stime precise, la sensazione è che il bilancio 2016 – se non saranno realizzate plusvalenze significative (peraltro ad oggi impossibili anche solo da pensare) – si aggirerà su valori non dissimili da quello appena approvato.

La relazione sulla gestione allegata al bilancio sottolinea tra i fatti di rilievo intercorsi dopo la chiusura dell'esercizio che il socio HV7 Srl eseguirà nel corso del 2015/16 versamenti in conto capitale per 5 milioni di euro e per ulteriori 2 milioni di euro a titolo di finanziamento infruttifero soci. Considerando che il patrimonio netto del Verona al 30 giugno 2015 ammontava a 3,2 milioni di euro circa (con 3 milioni di euro di capitale sociale) e considerando pure l'esistenza di ulteriori 3 milioni di euro circa di debiti verso la HV7 che in linea teorica potrebbero pure essere convertiti in versamenti in conto capitale, la società sembra già avere la capacità di fronteggiare la perdita prevista per l'esercizio in corso, sostenendo gli impegni finanziari [2] e garantendo la propria consistenza patrimoniale (facile supporre che i tentennamenti dei sindaci e la non pubblicazione della relazione dei revisori sia a vario titolo dipesa proprio dall'ottenimento di queste garanzie). Il tutto, ovviamente, a costo di un grosso sacrificio da parte del socio HV7, che ha già rinunciato a 2,5 milioni di euro del proprio credito per il finanziamento concesso per la campagna trasferimenti 2014 e che in questa stagione ne mette a rischio fino ad ulteriori 10 milioni (i 3 residui di quel finanziamento ed i 7 milioni che si è impegnato a versare). Chi sia, risalendo nel castello societario che porta in Lussemburgo, a mettere i soldi rimane un punto opaco su cui recentemente ha provato a far luce il Corriere della Sera (vedi www.corriere.it); noi – pur con qualche perplessità – in assenza di informazioni certe non possiamo che attenerci alle dichiarazioni ufficiali di Setti, che ha sempre smentito categoricamente la presenza di altri soci di fatto. Di motivi di preoccupazione ne abbiamo moltissimi lo stesso. Al baratro – per usare le parole di Setti - che si spalancherebbe nel 2016/17 nel caso in cui l'Hellas – come ahimè sembra ad oggi probabile – dovesse retrocedere in B ed a come si potrà intervenire per risalire la china, al momento preferiamo non pensarci. Sperando che passi il diluvio.

Enrico (in collaborazione con Verona col cuore)

[2] Dalle note al bilancio si evidenziano impatti finanziari netti positivi connessi alle operazioni di compravendita calciatori negli esercizi 2015/16 e 2016/17, garantendo la possibilità di finanziare in parte il flusso di cassa significativamente negativo della gestione.

2015/16 2016/17 2017/18 Dettaglio importi principali
Crediti da incassare su operazioni già realizzate al 30.06.2015 10,9 8,5 - Iturbe (12,5 mln € ), Jorginho (3,5 mln €), Donsah (1,4 mln €)
Debiti da pagare su operazioni già realizzate al 30.06.2015 - 4,4 - 1,6 - 1,6 Viviani (4 mln €), Romulo (1,75 mln €
Impatto finanziario netto operazioni concluse a luglio-agosto 2015 - 0,8 - 0,7 0,3
Totale 5,8 6,1 - 1,4

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Hellastory, 11/12/2015
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