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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (2° PARTE)

Hellastory: Le Ultimissime

BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (2° PARTE)
BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (2° PARTE)
BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (2° PARTE)

E ad essere in discussione, a nostro avviso, non è solo il conto economico bensì pure il valore del patrimonio netto (11,6 milioni) che si regge ancora su una ipervalutazione della cessione del marchio Hellas Verona alla controllata Hellas Verona Marketing & Communication, quella per capirci che gestisce l'Hellas Store, il rapporto con Nike e tutte le attività pubblicitarie/promozionali legati all'utilizzo del marchio. Nonostante anche questa società abbia registrato un miglioramento del risultato economico (la capacità di generare cassa è salita da 653 mila euro a 1,07 milioni di euro con un fatturato di 5,14 milioni di euro), dubitiamo sul fatto che la stessa sarà in grado nei prossimi anni di generare una liquidità tale da consentirgli di rimborsare il debito “monstre” di 12,2 milioni di euro che ancora residua dall'acquisto del marchio e di giustificare l'iscrizione nel bilancio Hellas Verona della partecipazione nella Hellas Verona Marketing & Communication per un valore di 5 milioni di euro.

Questa operazione di cessione del marchio a prezzi gonfiati era stata, ricordiamolo, l'ultima carta, giocata da Società come Parma e Siena, prima del fallimento. Ci sono anche esempi più virtuosi che lo hanno fatto (Udinese) e la forza del marchio Hellas, anche grazie al successo commerciale della pur discussa partnership Nike-Hellas Store, è sicuramente non paragonabile con quello di Parma e Siena, però è indubbio che questa sia una operazione molto rischiosa che pone dubbi sulla reale consistenza del Patrimonio Netto della Società e soprattutto determina problemi di liquidità dato che questi 12,2 milioni di prestito più 5 milioni di partecipazione sono, ad eccezione di 500 mila euro che la Hellas Verona Marketing & Communication riesce a versare all'Hellas Verona annualmente, crediti a lungo termine che non garantiscono risorse liquide alla società nel breve periodo. Se si guarda al bilancio gli attivi a breve (che si realizzeranno entro un anno) al netto del credito verso la controllata Hellas Verona Marketing & Communication sono pari a 28,1 milioni di euro mentre i debiti a breve sono pari a 41,7 milioni di euro

Questo sbilanciamento spiega come mai, nonostante l'utile risultante in bilancio e la significativa ripatrimonializzazione (7,5 milioni di euro), lo scorso maggio il Presidente Setti sia dovuto andare al capezzale del Consiglio di Lega per chiedere l'anticipo immediato di 10 milioni di euro del paracadute (fatto anche questo, messo per iscritto nella Nota Integrativa del bilancio), facendo andare su tutte le furie, tra gli altri, il presidente del Napoli De Laurentis.

In conclusione, con la scorsa stagione la Società Hellas Verona ha sicuramente iniziato un percorso di ridimensionamento volto a riportare la Società ad un equilibrio economico necessario per garantire la sopravvivenza nel lungo periodo. Il risultato è stato un disastro sportivo che i 25 milioni di paracadute più i 7,5 milioni versati da Setti hanno in parte neutralizzato. Molto però ancora deve essere fatto perché con la caduta in B, tutti i proventi extra-paracadute (botteghino, sponsorizzazioni, diritti tv) caleranno drasticamente e perché, come abbiamo visto, la società sta attraversando una situazione di tensione di liquidità, nonostante la buona patrimonializzazione, dovuta alla lentezza con la quale la stessa riuscirà ad incassare i soldi prestati ed investiti nella propria controllata (Hellas Verona Marketing & Communication). In questo contesto per ridare un futuro roseo al club sarà necessario:

- continuare ad effettuare cessioni (che consentono di realizzare a breve termine attività che a bilancio risultavano a lungo termine) e plusvalenze importanti; la Relazione di Gestione ci segnala che nel calciomercato estivo 2016 l'Hellas ha effettuato cessioni per 11,7 milioni: 4,5 milioni di Ionita e 2 milioni di Sala erano già stati contabilizzati nel bilancio al 30/06/2016; a questi si aggiungeranno nel prossimo bilancio 4,9 milioni per Gollini (tutta plusvalenza), altri 300 mila euro di cui non sappiamo l'attribuzione (Rafael?) nonché eventuali cessioni che verranno fatte a gennaio e/o a giugno 2018; al proposito sarà interessante capire quali sono gli accordi con il Bologna di Bigon sui prestiti (con diritto/obbligo di riscatto?) di Viviani (4 milioni?) ed Helander (1 milione?);

- Ridurre il più possibile il peso degli stipendi calciatori; il valore a cui si è giunti lo scorso anno, dopo la riduzione da 26,7 milioni a 23 milioni di euro (-13,8%), è assolutamente insostenibile in serie B, anche con il paracadute, e difatti Setti ha scelto il nuovo ds Fusco principalmente per la sua capacità mostrata a Bologna di taglia-stipendi, fissandogli un obiettivo particolarmente ambizioso di 15 milioni (-35%). Le partenze degli ultimi mesi che hanno tolto contratti importanti (Toni, Marquez, Viviani), le decurtazioni chieste ed ottenute da Fusco sugli elementi più preziosi della rosa (Pazzini e Romulo), la riduzione degli elementi della prima squadra che è stata riempita nelle seconde linee di giovani di belle speranze anche per venire incontro agli stringenti regolamenti della serie B nonché le parole di apprezzamento spese da Setti verso l'operato di Fusco fanno pensare che l'obiettivo 15 milioni se non proprio raggiunto sia stato almeno fortemente avvicinato.

- Ridurre il più possibile il peso degli ammortamenti della prima squadra (salita da 5,6 milioni del 30/06/2015 a 6,3 milioni del 30/06/2016); su questo fronte Fusco ha chiesto ed ottenuto di rinnovare, spalmandone su più anni l'ingaggio, i contratti di Gonzalez (da 600 mila euro annui l'ammortamento è così sceso a 200 mila annui fino al 2019) e Romulo (anche qui rinnovo triennale che ha permesso di ridurre l'ammortamento annuo da 1,17 milioni a 390 mila euro);

- Ridurre il peso degli stipendi di dirigenti e allenatori della prima squadra; qui sappiamo che la partenza di Gardini e Bigon ha liberato circa 1,5 milioni di euro con rimpiazzi estremamente economici dato che, stando alle voci di mercato, Barresi e Fusco, insieme, non dovrebbero superare i 300-400 mila euro lordi. Anche per il mister Pecchia si parla di valori molto ridotti (circa 200 mila euro); tuttavia qui pesa ancora enormemente l' ingaggio di Mandorlini (circa 800 mila euro lordi per l'ultimo anno che scadrà il 30/06/2018) per il quale in molti in società si auspicano arrivi in fretta una nuova sistemazione;

- Continuare ad investire su giocatori di proprietà. Bigon aveva chiuso il suo operato riscattando per 2 milioni Wszolek; Fusco quest'estate ha speso 800 mila euro per Luppi, 500 mila per Caracciolo ed ha da poco formalizzato quello che è sembrato a tutti un gran colpo di mercato: l'acquisto di Bessa per 1,2 milioni. In più c'è Fossati per il quale l'Hellas sta pagando per il prestito circa 1 milione di euro con un valore di riscatto che dovrebbe aggirarsi su valori molto abbordabili (inferiori al milione di euro);

- Lanciare giovani del settore giovanile, che costano poco o nulla in termini di cartellino e di ingaggio ma che possono fruttare tantissimo sul campo ed in futuro sul mercato; le conferme dei gioiellini Zaccagni, Valoti e Tupta nonché i risultati sorprendenti della Primavera che comanda il proprio girone grazie alle doti decisamente interessanti messe in mostra dai veronesissimi Danzi e Casale (entrambi nel giro della Nazionale Under 19), dal più esperto Badan e dal sorprendente Stefanec fanno ben sperare;

- Mantenere una struttura societaria in grado di far crescere e valorizzare i giovani e che garantisca alla società proventi pubblicitari e commerciali tali da continuare a crescere in futuro. Al proposito si è lavorato sia sulla qualità, e il tecnico della Primavera Pavanel ne è la dimostrazione, che sulla quantità; il ridimensionamento di cui si parlava sopra è infatti relativo solamente alla prima squadra; la struttura del resto della società è stata al contrario significativamente rafforzata; sommando l'Hellas Verona Football Club S.p.A. e l'Hellas Verona Marketing & Communication Srl il personale in forza è salito da 90,5 persone al 30/06/2015 (34 calciatori) a 109 persone (sempre 34 calciatori) al 30/06/2016. Una crescita del personale che sicuramente ha contribuito ai miglioramenti delle squadre del settore giovanile (non solo la Primavera) e che mostra un'attenzione della società verso tutto il mondo che gravità intorno all'Hellas. In quest'ottica il sogno sarebbe anche arrivare alla realizzazione di un centro sportivo, sfruttando le opportunità concesse dalla Lega B. Su questo fronte però, aldilà delle tante parole spese dal Presidente Setti, non ci sono al momento novità concrete;

- infine, ultimo nella lista ma primo per importanza, il ritorno immediato in serie A. Perché è vero che rimanendo in serie B ci sarebbe il “paracadutino” di 10 milioni, tuttavia a quel punto sarebbe inevitabile un ulteriore taglio drastico, questa volta non solo della Prima Squadra ma anche di tutta la struttura societaria, che riporterebbe il club e la competitività della rosa ai primi tempi dell'era Mandorlini. E non siamo così sicuri che ce ne sarebbe da guadagnare.

Francesco

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Hellastory, 27/12/2016
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