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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

PRESTITI GIALLOBLU: MOLTISSIMI NOMI, POCHE ED INATTESE SORPRESE (1° parte)

Hellastory: Le Ultimissime

PRESTITI GIALLOBLU: MOLTISSIMI NOMI, POCHE ED INATTESE SORPRESE (1° parte)
PRESTITI GIALLOBLU: MOLTISSIMI NOMI, POCHE ED INATTESE SORPRESE (1° parte)

PRESTITI GIALLOBLU: MAI COSI' TANTI: Sono ormai diversi anni che noi di Hellastory ci troviamo periodicamente a fare il punto sul rendimento dei giocatori gialloblu "parcheggiati" in prestito od in comproprietà in giro per l'Italia: scorrendo la lista dei prestiti attualmente in essere, c'è una prima cosa che balza subito all'occhio ed è il fatto che i nomi sono tantissimi, addirittura 18 (1 portiere, 4 difensori, 7 centrocampisti e 6 attaccanti; la lista completa la presenteremo nel corso delle due puntate, ndr), un numero decisamente superiore a quello di qualsiasi altra stagione del passato. Si tratta in pratica di una rosa completa (manca solo il secondo portiere) che potrebbe da sola affrontare un campionato. Prima di passare a parlare dell'andamento di ciascuno di questi giocatori, può allora essere utile chiedersi quali siano i motivi di una simile crescita esponenziale. Le ragioni, a ben vedere, sono due:

  • La prima è di tipo contingente, ed è dovuta al fatto che il mercato calcistico attuale è sostanzialmente illiquido, o, per dirla “terra a terra”, che non ci sono più i soldi. Il prestito, fino a qualche anno fa utilizzato solamente per il trasferimento di giovani promettenti di cui le squadre di origine volevano conservare la proprietà, è oggi diventato in molti casi l'unico modo possibile per cedere un giocatore, indipendentemente dalla sua età e dai programmi che su di lui può avere la società di provenienza. Così, pur di sfoltire la rosa e liberarsi (a volte anche solo parzialmente) dell'onere dell'ingaggio, le società sono disposte a cedere gratuitamente in modo temporaneo i calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico, nella speranza poi che il loro buon rendimento possa in futuro quantomeno ridurre la probabile minusvalenza.
  • Ma c'è anche una ragione più specifica alla base dell'aumento della pattuglia dei gialloblu ceduti in prestito (o in comproprietà), ed è riconducibile alla volontà della nuova dirigenza di perseguire un progetto che in qualche modo ripercorra l'esempio di club come Genoa e Chievo (o su un livello più alto dall'Udinese, che addirittura fa ricorso a due società satellite); secondo il modello di gestione adottato negli ultimi anni da queste società i giocatori sono innanzitutto degli asset da valorizzare indipendentemente dal loro contributo immediato alle sorti sportive delle squadre a cui appartengono. Di conseguenza il club non gestisce più i soli 20-25 giocatori necessari per affrontare un campionato, ma effettua anche investimenti su calciatori ritenuti talentuosi senza destinarli immediatamente alla prima squadra, anche con il solo scopo di realizzare delle plusvalenze; si pensi al Chievo, che in estate ha rilevato la comproprietà di Bellomo per 400 mila euro ed ora potrà rivendere la propria parte di cartellino ad un prezzo significativamente superiore senza avergli mai fatto indossare la casacca gialloblu, oppure al Genoa, che in questi anni ha maneggiato o continua a maneggiare un “portafoglio” talenti costituito dai vari Boakye, Tachtsidis, Merkel, Destro, Immobile, Verre, Cofie, Perin ecc, ricavandone pochissimo in termini sportivi (ed è questo uno dei capi d'accusa principali dei tifosi rossoblu al presidente Preziosi) ma con la prospettiva di togliersi parecchie soddisfazioni in moneta sonante. Si tratta di un modo di operare che probabilmente sarà difficilmente accettato dal tifoso romantico, ma che se ben gestito, può fare le fortune (non solo economiche) di una società nel calcio-business moderno. Sogliano e Setti, sebbene ancora lontano dagli eccessi di Preziosi, sembrano voler andare nella stessa direzione, vedremo più avanti con quali risultati.

    Anche in ragione di queste premesse, il folto gruppo dei gialloblu in prestito può essere allora diviso in 3 categorie:
  • i giocatori del Verona 2011-12 che non sono rientrati nei piani della nuova società e che sono stati temporaneamente ceduti in prestito, in mancanza della possibilità di un trasferimento a titolo definitivo;
  • i giocatori che erano già in prestito lo scorso anno e che sono stati tenuti perché considerati meritevoli e di prospettiva;
  • i giocatori acquistati in estate o in inverno da Sogliano e subito prestati nell'ottica di valorizzazione economica e/o sportiva di cui si è detto sopra.

    Che ne è stato di loro fino ad oggi, al termine della prima metà dei vari campionati? Andiamo a scoprirlo con ordine, perché non mancano le sorprese.


    LE LUCI (SPENTE) DELLA RIBALTA: Parliamo innanzitutto dei giocatori “silurati” in estate dopo la positiva stagione 2011-12, ossia dei vari Esposito (Perugia), Cangi (prima Cremonese e poi Perugia), Russo (Ascoli), Mancini (Salernitana), Pichlmann (Spezia), cui si è aggiunto nel corso del mercato invernale anche Abbate (Pro Vercelli). Si tratta, in pratica, dei “panchinari” del Verona di Mandorlini che ha stupito tutti nella stagione del ritorno in Serie B: giocatori apprezzati per la generosità e per un debito di riconoscenza legato alla stagione della promozione, ma i cui limiti tecnici per il campionato cadetto si erano palesati in maniera abbastanza evidente già lo scorso anno nonostante il “tocco magico” di mister Mandorlini, capace di portarli su livelli di rendimento fin lì inespressi.
    L'attuale stagione, che li ha visti finire in tre casi in Serie B, in due in Prima Divisione di Lega Pro ed in uno, addirittura, in Seconda Divisione, sta sostanzialmente confermando queste impressioni. Lontani da Verona, infatti, nessuno di questa volenterosa pattuglia, ha trovato particolare fortuna. Nel campionato cadetto Pichlmann ormai non riesce nemmeno a ritagliarsi qualche scampolo di secondo tempo nel deludente Spezia (per lui si è parlato di un possibile trasferimento invernale prima al Cittadella e poi al club austriaco Wiener Neustad, ma non se n'è fatto nulla), Russo (il migliore del gruppo) è finito qualche volta in panchina ad Ascoli, mentre Abbate, pur titolare nelle due gare disputate da quando è a Vercelli, è costretto a lottare senza infamia e senza lode in una delle squadre più modeste del campionato. Le cose non sembrano andare meglio in Lega Pro, dove Esposito, titolare indiscusso del Perugia, è stato oggetto di un'uscita poco felice del suo presidente sul finire del 2012 (“Quanto sono soddisfatto di Esposito? Al cento per mille! Davvero poco, visto che sarebbe come dire il 10% e per un giocatore è certamente un po' pochino; vedi http://www.perugia24.net/?action=read&idnotizia=2121). La dichiarazione è stata subito ritrattata, come convenienza voleva, ma insomma, il senso lo si è capito lo stesso. Nella squadra umbra a gennaio è arrivato pure Cangi, che era finito in panchina nella disastrata Cremonese solo dodicesima in classifica nel girone A. Come a dire, di male in peggio. In questo scenario a tinte fosche, la più bella figura rischia allora di farla niente meno che Manuel Mancini. Praticamente fuori rosa nell'ultimo Verona di Mandorlini, ed al centro di numerose polemiche a metà gennaio per alcune sue dichiarazioni infelicissime sul suo passato a Verona (anche qui con successiva smentita d'obbligo), l'atleta di Cristo si è giovato del doppio salto all'indietro di categoria, ed è indubbiamente uno dei protagonisti della cavalcata della Salernitana di Lotito (20 partite e 2 gol, con la sua squadra che ha ben 8 punti di vantaggio sulla seconda in classifica). Buon per lui, che, comunque, ormai alla soglia dei 30 anni difficilmente frutterà ancora qualcosa (anche solo in termini economici) al Verona.



    Tabella 1 - Dati aggiornati al 04.02.2013:

    Calciatore R Squadra Formula Anno Prs Gol
    Abbate D Pro Vercelli (B) Prestito con diritto riscatto 1983 2 0
    Cangi D Cremonese/Perugia (LP1) Prestito con diritto riscatto 1982 10/4 0/0
    Esposito C Perugia (LP1) Prestito 1985 18 1
    Mancini C Salernitana (LP2) Prestito 1983 20 2
    Pichlmann A Spezia (B) Prestito con diritto riscatto 1981 12 0
    Russo C Ascoli (B) Prestito 1983 19 1



    Il bilancio del primo gruppo di prestiti gialloblu è quindi negativo: si tratta in tutti i casi di giocatori maturi, inadeguati per un campionato di vertice di Serie B (men che meno di Serie A), molto spesso ancora con un lungo contratto in gialloblu frutto della generosità di Martinelli (scadenza nel 2014 per Abbate e Mancini, addirittura nel 2015 per Pichlmann ed Esposito) ma che presumibilmente non porteranno nulla (o quasi) alle casse scaligere. Che si può dire degli altri? Lo scopriremo martedì prossimo nella seconda parte della nostra inchiesta.

    Enrico



  • Hellastory, 05/02/2013
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