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Scartabellando nei meandri dei 110 anni della nostra esistenza alla fine ci si accorge che la storia è fatta spesso anche di strane coincidenze.
Siamo alla fine del campionato di serie B 1967-68, il Verona di Bui e Nuti, di Maddè, Savoia e Mascetti ma anche di Sega, Bonatti e Batistoni conquista non senza qualche tribolazione la serie A classificandosi – meritatamente - al secondo posto dietro il Palermo. La promozione arriva all'ultima giornata sul campo neutro di Ferrara grazie alla vittoria per 1-0 contro il Padova. Il Bentegodi è squalificato a causa del fattaccio che costò un occhio al povero terzino Facca.
Allena la squadra gialloblù la coppia Liedholm-Pozzan, subentrata nella stagione precedente ad Omero Tognon per salvare il Verona dalla serie C. Di fatto però il vero allenatore, l'anima tattica della squadra, è il Barone.
Sono passati solo due giorni dalla promozione in A e sul giornale cittadino il titolone non lascia tranquilli i sostenitori gialloblù: «Liedholm resterà alla guida del Verona?»
Riportiamo il passo centrale dell'articolo del 25 giugno 1968:
«Al domani per ora non si pensa o meglio si guarda con tranquillità. La campagna acquisti resta condizionata alla soluzione del caso-Liedholm. Questa mattina dovrebbe esserci un vertice dopo di che sarà emesso un comunicato.
Garonzi ha dichiarato a Ferrara che il mister ha molte probabilità di restare. Non ha però sciolto il rebus. Corre voce infatti che il presidente abbia avviato trattative e sondaggi con molti tecnici. Con alcuni sarebbe addirittura entrato nei dettagli. Si sono fatti al riguardo i nomi di Cadè e Remondini, due allenatori indubbiamente preparati ma oggi nettamente sfavoriti nella corsa alla panchina gialloblù.
Le quotazioni di Liedholm sono in rialzo e non potrebbe essere diversamente dopo il suo formidabile exploit. In un anno e mezzo ha salvato il Verona dalla retrocessione e l'ha portato in serie A. Più di così non poteva certamente fare.
Nel corso dell'attuale stagione ha commesso indubbiamente degli errori, ma se è vero che bisogna guardare soprattutto ai fatti, questi sono di tale eloquenza che volerli sminuire sarebbe come aggrapparsi sugli specchi.
Liedholm, dunque, resterà? La risposta la conosceremo forse oggi.
Non è da escludere però che a questo punto sia lo stesso Liddas a fare le valigie e a trasferirsi altrove.»
L'articolo prosegue mettendo in chiaro che il mercato resterà congelato fino alla decisione sul mister. In ogni caso si danno per partenti Rinero, Maggioni e Daolio mentre ci sarà da discutere molto sulle comproprietà di Nuti, Batistoni, Petrelli e Maddè. Ci sono richieste in A anche per i pezzi pregiati del Verona: i «giovani» (ventiquattrenni!) veronesi Giancarlo Savoia e Italo Bonatti, per i quali si parla addirittura di Juventus. Per ognuno di questi gioiellini, Garonzi vorrebbe contropartite in denaro dai 200 milioni di lire in su ed almeno un paio di giocatori in cambio.
Come andrà a finire la vicenda Liedholm non è certo un mistero, però forse pochi sanno o ricordano i retroscena della vicenda.
Vi lasciamo in sospeso fino a che non si scioglie il caso-Mandorlini cercando di fare come nel 1968, vivendo la situazione con tranquillità...in fondo anche allora mancavamo dalla serie A «solo» da un decennio!
Nel frattempo divertitevi a trovare quante più coincidenze e analogie potete tra il 1968 e il 2013.
Valeriano
Hellastory, 27/05/2013