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Come promesso, ora che la questione Mandorlini è stata (felicemente) sciolta ritorniamo a parlare di quel che successe in quel post-promozione del 1968 per concludere il "caso-Liedholm".
In questo articolo di giornale leggiamo quello che avremmo potuto tranquillamente sentire ai giorni nostri nell'eventualità in cui Setti avesse deciso di scegliere un Mangia o un Sannino qualsiasi...
State un po' a sentire:
«Cambio della guardia al Verona. Giancarlo Cadè è il nuovo allenatore. La conferma si è avuta ieri sera nel corso di una conferenza stampa, dopo un colloquio tra il presidente e Liedholm, svoltosi nella mattinata.
Garonzi ha giustificato l'esonero dichiarando che in un momento in cui la squadra sembrava oramai tagliata fuori dalla lotta per la promozione, aveva preso un impegno con Cadè, impegno che ha ritenuto di dover rispettare, anche se il licenziamento di Liedholm, che in sedici mesi di permanenza al Verona è riuscito prima a condurre i gialloblu alla salvezza e poi alla conquista della serie A, rischierà di apparire un paradosso.
Liedholm – ha detto Garonzi – era già al corrente della situazione, per le voci che erano trapelate in questi ultimi giorni. Ci siamo lasciati in piena armonia, senza nessuna divergenza. Liddas lascia in me e nei giocatori un ottimo ricordo, in quanto ha dimostrato di essere un grande tecnico, un vero amico di tutti. Mi spiace per questo divorzio ma non potevo fare diversamente, dopo l'impegno assunto circa un mese fa con Cadè, il quale a sua volta aveva rinunciato ad alcune richieste per passare al Verona.
Questa quindi la versione del presidente Garonzi, che stride un po' con quello che aveva affermato nel dopo partita a Ferrara, riportato nell'articolo di qualche giorno prima.
E Liddas, come l'ha presa?
"Liedholm ha accolto la decisione del presidente con molta serenità, quasi con distacco:
Ci siamo lasciati – ha detto – come avviene tra buoni amici. Forse è meglio così. Mi sarebbe spiaciuto che il presidente fosse venuto meno alla sua parola dal momento che con l'allenatore Cadè aveva giù da tempo assunto un impegno preciso.
Non mi resta che rivolgere al Verona e al suo pubblico i migliori auguri.
A Liedholm, che in fatto di stile può essere additato ad esempio, si è espresso in modo simpatico anche nei confronti del suo successore:
Spero che la faccenda non crei attorno a Cadè un ambiente ostile. Si tratta di un tecnico che stimo ed apprezzo e sono convinto che saprà certamente compiere un buon lavoro. Di quanto è accaduto lui non ha alcuna responsabilità.
Il mister ha lasciato capire di lasciare Verona con qualche rimpianto:
Il mio lavoro resta incompiuto anche se – ripeto – potrà continuarlo un bravo tecnico. Soltanto adesso infatti si potevano raccogliere i frutti di quanto era stato fatto.
Il campionato ha sottoposto anche me ad un duro logorio, in quaranta partite non abbiamo mai incontrato una giornata tranquilla. Si è sempre camminato sul filo del rasoio e questo ha lasciato il segno anche in me. Ora, quindi penso solo a riposarmi. Poi vedremo."
E poi ribadisce ancora:
"Colgo l'occasione per salutare il pubblico e per invitarlo a restare vicino alla sua squadra e al nuovo allenatore. Se abbiamo raggiunto la promozione il merito è stato anche dei sostenitori che non ci hanno ma abbandonato."
Come vedete quindi, la storia del Verona-2013 e del Verona-1968 non hanno coinciso fino alla file.
Nel 1968 Liddas se ne va da Verona verso altre squadre e verso una carriera piena di successi che tutti conoscono. Tornò da noi solo nel 1992 mancando il miracolo salvezza.
Tuttavia, Giancarlo Cadè, che era già stato al Verona in B qualche anno prima, si rivelò una scelta quanto mai azzeccata dato che il Verona neopromosso si piazzò tranquillamente al decimo posto in Serie A. Poi Cadè tornerà a più riprese al Verona, nel 72-73 e 73-74 (ancora decimo in A e poi tredicesimo ma retrocesso d'ufficio) e quindi l'ultima volta, più mestamente, nel 80-81 in serie B.
Valeriano
Hellastory, 31/05/2013