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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (1° PARTE)

Hellastory: Le Ultimissime

BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (1° PARTE)
BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (1° PARTE)
BILANCIO HELLAS 30.06.2016: QUALE FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE? (1° PARTE)

Si avvicina il 31 dicembre ed è inevitabilmente tempo di bilanci. Lo scorso anno in questo periodo avevamo lasciato il nostro amato Hellas in una situazione a dir poco tragica. Ultimissimo sul campo con ancora 0 vittorie, una retrocessione a tutti sembrata già certa a novembre (vedendo la serie A di quest'anno la cosa non fa più notizia!) e una situazione economica disastrosa a causa del bilancio al 30/06/2015 chiuso con una perdita di 6,92 milioni di euro e un patrimonio aziendale ridotto a soli 3,2 milioni di euro.

In particolare quando scrivemmo l'articolo che sotto vi linkiamo ci appariva certo che il costo della struttura messa in piedi dalla società era assolutamente impreparata ad affrontare un'eventuale retrocessione in serie B e che le forze economiche di Setti non sarebbero state in grado di sopportare un simile trauma. Parliamoci chiaro, in quel momento la prospettiva di un fallimento economico, oltre che sportivo, era dietro l'angolo; non a caso quel bilancio non fu certificato dai revisori perché non vi erano elementi certi che garantissero che l'Hellas sarebbe stato in grado di affrontare la tempesta in arrivo.

Come sappiamo il miracolo sportivo non è riuscito. L'arrivo di Del Neri in panchina accese un fuoco di paglia che non fu sufficiente ad evitare né la retrocessione né l'onta dell'ultimo posto in classifica finale.
Eppure la situazione che ci troviamo a vivere oggi, dopo pochi mesi, è fortunatamente profondamente cambiata. Sul campo, nonostante qualche mugugno e un tris di batoste indigeste (Novara, Cittadella e Vicenza) nell'ultimo mese, l'Hellas comanda la classifica di serie B.
Ma ciò che più sorprende è che anche la situazione societaria, a guardare il bilancio del 30/06/2016, appare profondamente cambiata. La perdita di 6,92 milioni della gestione Sogliano si è trasformata in un utile di 731 mila euro sotto la “oculata” (ma sportivamente scellerata) gestione Bigon. In più la società si è fortemente patrimonializzata (il patrimonio netto è salito da 3,2 milioni a 11,47 milioni di euro) ed ha trovato le insperate risorse necessarie a ripartire con forza e competitività dalla serie B.

Merito di chi? Anzitutto del famigerato “paracadute” di 25 milioni di euro che ha scatenato le ironie e le fantasie di tanti tifosi ma che, è innegabile, regalerà la salvezza economica e sportiva del club.
Ma il “disastro economico” che si era creato con la retrocessione era tale che da solo il paracadute non sarebbe bastato. E allora ecco che ad intervenire c'è stato anche Setti che – ce lo dice il bilancio - nell'ultimo anno ha dovuto scucire dalle proprie (?) tasche 7,5 milioni di euro, effettuando un significativo aumento di capitale che ha permesso di riportare su valori di tranquillità l'esangue patrimonio aziendale, portandolo a 11,5 milioni di euro. Nei media non se ne è parlato ma è stato il maggior esborso fatto dal Presidente in questi anni (tra il 2013 e il 2015 i soldi versati dal Presidente erano stati “solo” 5,5 milioni di euro) ed è a nostro avviso la prova che, aldilà delle dietrologie sul paracadute, la retrocessione ha rappresentato un trauma che tutti in società (Presidente in primis) si sarebbero tranquillamente risparmiati. Ma vediamo i punti salienti che emergono dal bilancio.

BILANCIO IN UTILE. Il bilancio 2016 torna in utile di 731 mila euro. La svolta, rispetto ai 6,9 milioni persi l'anno precedente, si è ottenuta grazie:
- Aumento dei ricavi, da 51,1 milioni a 56,5 milioni; crescono in particolare diritti tv (da 24,9 a 26,4 milioni), sponsorizzazioni (da 1,2 a 1,7 grazie al denaro fresco garantito dalla chiacheratissima partnership con Jet Coin), proventi una tantum (1,8 milioni da Infront per diritti di archivio) e plusvalenze da cessione calciatori (da 10,3 a 12,1 milioni); scendono invece i ricavi da botteghino, da 5,1 milioni a 4,6 milioni;
- Contenimento dei costi, da 58,3 a 55,2 milioni.

TUTTI GLI UOMINI DI SOGLIANO. Quella del contenimento dei costi è stata la voce più sbandierata da Setti a difesa dell'operato di Bigon e di accusa al predecessore Sogliano. Effettivamente i numeri del bilancio sono impietosi.
La dipartita di Sogliano ha:
- anzitutto tolto ossigeno ai procuratori che - Raiola insegna- sono ormai gli unici attori ad intascare profitti dal calcio: i costi delle loro consulenze sono scesi da 4,97 (!!!) milioni a 1,67 milioni con un risparmio secco di 3 milioni in un solo anno;
- ridotto il monte stipendi lordo dei calciatori da 26,7 milioni a 23,1 milioni;
- ridotto i compensi dei dirigenti da 1,21 milioni a 0,83 milioni;
- ridotto i costi per prestiti di calciatori, da 1,15 milioni a 0,22 milioni (180 mila euro per Wszolek e 30 mila per Tupta, entrambi poi riscattati);

Tra i danni della gestione Sogliano vanno poi aggiunti i pesanti effetti economici di alcune scelte di mercato “avventate” che hanno portato nel 2016 a svalutazioni per 0,95 milioni relativi ai cartellini di Chanturia (750 mila euro) e Rabusic (190) nonchè il peso degli ammortamenti sproporzionato rispetto ai meriti in campo di alcuni giocatori, in particolare Lazaros (600 mila euro l'anno per 3 anni), Gonzalez (600 mila euro per 4 anni) e Romulo (1,17 milioni di euro per 3 anni).

Sostanzialmente invariati sono invece rimasti i:
- Costi per allenatori ed istruttori (da 2,88 milioni a 2,9 milioni), nonostante l'Hellas sia stato costretto ad aggiungere al pesante contratto di Mandorlini (circa 900 mila euro lordi fino al 30/06/2017) quello di Del Neri, ed abbia rafforzato la squadra di allenatori/tecnici di prima squadra e settore giovanile passando da 28 a 39 elementi in busta paga;
- Costi per il settore giovanile, passati da 0,67 a 0,60 milioni con una leggera differenza quasi interamente attribuibile alla mancata partecipazione della squadra Primavera al Torneo di Viareggio.

ALCHIMIE CONTABILI. Sull'utile di bilancio grava, lo dobbiamo dire, una vera e propria alchimia contabile, purtroppo diffusissima nei bilanci delle società di calcio. Spulciando la lista delle plusvalenze da calciomercato (12,1 milioni in totale) si scopre infatti che nella lista appaiono:
- Ionita per 4,41 milioni (prezzo di cessione al Cagliari pari a 4,5 milioni);
- Sala per 1,94 milioni e Lancia per 1 milione. Mettiamo l'ex Amburgo e il bomberino della scorsa Primavera gialloblu insieme perché i due, di fatto, rientrano nella stessa operazione. Nella sostanza il prezzo di cessione di Sala alla Samp è stato di 5 milioni, 2 figurati come tali, 1 milione figurato come prezzo di cessione di Lancia (23 partite e 8 gol nella Primavera lo scorso anno; quest'anno al momento 6 presenze e 0 gol in Lega Pro con la Reggina) e 2 milioni versati dalla Sampdoria per il prestito semestrale da gennaio a giugno 2016 di Sala. Un giochetto che ha permesso all'Hellas di ridurre a 585 mila l'importo che ha dovuto girare all'Amburgo (30% di 2 milioni anziché di 5 milioni!) in conformità con quanto era stato previsto nel contratto che aveva portato il giovane centrocampista in riva all'Adige per soli 352 mila euro. Nell'enorme puzzle di affari con la Samp poi l'Hellas ha acquistato l'intero cartellino di Wszolek per 2 milioni, un valore che appare oggi gonfiato (e con tutta probabilità lo era volutamente anche al momento dell'acquisto) per un giocatore che sta faticando non poco a trovare una maglia da titolare (10 presenze finora) nel Queens Park Rangers, squadra che arranca al 19° posto della serie B inglese;
- Halfredsson per 975 mila euro (prezzo di cessione all'Udinese di 1 milione);
- Zampano per 250 mila euro (prezzo di cessione al Pescara di 400 mila euro, dai quali il Verona ha pure incassato 300 mila euro per il prestito di Valoti e 100 mila per il prestito di Cappelluzzo per un importo complessivo dell'operazione di 800 mila euro);
- Martic per 50 mila euro (prezzo di cessione allo Spezia di 200 mila)
- e infine, e qui viene il bello, una plusvalenza di 3,5 milioni di euro fatta per la cessione nell'estate 2015 di tal Lorenzo Andriuoli al Genoa. Possibile che quel mago delle operazioni di calciomercato fatte ad arte per rattoppare bilanci che risponde al nome di Preziosi sia diventato così matto da buttare tutti questi soldi per un giovane classe 97' oggi in prestito nella serie B rumena? Chiaramente no. E infatti l'operazione è stata fatta a costo zero perché in cambio il Verona, per la stessa iperbolica cifra di 3,5 milioni di euro, ha comprato il terzino classe 96' Matteo Franchetti ora in prestito al Forlì in Lega Pro (7 presenze finora). Alcuni la definirebbero una “porcata contabile”, però le regole adottate dalla Covisoc (organo che controlla i bilanci delle società calcistiche) la ammettono e le società (Chievo e Genoa tra i massimi esponenti) se ne approfittano. Purtroppo da quest'anno, per la prima volta, anche il nostro Verona.
Che così si è regalato, a costo zero, un miglioramento del risultato dell'esercizio 2016 di 2,8 milioni (3,5 di plusvalenza, meno 700 mila di ammortamento) il cui effetto negativo si rovescerà nei prossimi 4 anni quando graveranno 700 mila euro di ammortamenti annui a fronte di un calciatore dal valore vicino allo zero.
Chiaro che questa operazione, cambia anche la prospettiva con il quale va letto l'utile di bilancio di 730 mila. Se depurassimo il conto ecomico dall'operazione Andriuoli-Franchetti (e il relativo effetto fiscale) e dei 100 mila euro accantonati “a tappo” come fondo rischi, il bilancio al 30/06/2015 avrebbe in realtà chiuso ancora in perdita, di 1,1 milioni di euro .continua domani con la seconda parte

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Hellastory, 27/12/2016
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