Hellas Verona english presentation

5. LA RI-VINCITA DI SEAN: Quando la differenza la fa chi non scende in campo

L'ottima stagione del Verona che si è appena conclusa ha avuto molti padri sul campo, già celebrati da Hellastory con il pagellone uscito nelle precedenti puntate del dossier. Però c'è un uomo che non è mai sceso sul terreno di gioco e che tuttavia è probabilmente il principale artefice degli insperati risultati raggiunti dai gialloblu. Quell'uomo risponde al nome di Sean Sogliano.

LE LUCI (OMBRATE) DELLA RIBALTA: Lo scorso anno - era il gennaio 2013 - Hellastory aveva dedicato al ds scaligero un approfondimento critico in due puntate [1], intitolato emblematicamente "Processo a Sean Sogliano". Nel complesso, nonostante il raggiungimento del traguardo della promozione, la prima stagione di Sogliano a Verona era stata caratterizzata da chiaroscuri: a fronte delle grandi intuizioni di Cacia (bomber del campionato), Moras e Martinho (ripescati dopo una pessima stagione al Cesena e grandi protagonisti della promozione) ed all'ingaggio di giocatori utili alla causa quali Cacciatore, Laner, Agostini e Sgrigna (gli ultimi due arrivati a gennaio), Sogliano aveva sbagliato clamorosamente le grandi scommesse estive rappresentate da Bacinovic e Bojinov, per non parlare del fallimento dei vari Fatic, Carrozza, Rivas, Grossi  e Cocco [2]. Nel bilancio c'erano poi da registrare una serie di operazioni "minori" - rappresentate da calciatori sloveni (Jogan, Martinovic, Marceta) o italiani (Ragatzu, Calvano e Spezzani) acquistati e subito mandati in prestito - rivelatesi in tutti i casi inutili anche in prospettiva alla causa del club scaligero [3].

Alla luce di queste operazioni, la promozione ottenuta apparentemente a costo zero - visto la spesa per i trasferimenti quasi nulla -, ma che in realtà aveva comportato l'impiego di massicce risorse per il pagamento degli stipendi (con il risultato di un bilancio chiuso al 30.06.13 con una perdita quasi record di 5,35 milioni di Euro! [4]), poteva essere considerata come il risultato non tanto della regia del direttore sportivo, quanto dell'abilità tattica e motivazionale di Mandorlini e dei generosi investimenti di Setti (arrivato fin quasi al limite delle proprie possibilità, in un'operazione del tipo "o la va o la spacca" di cui ancora nell'estate 2012 noi di Hellastory avevamo sottolineato i rischi [5]). I successi, tuttavia, aiutano ad eliminare le zone d'ombra, inoltre Sogliano era particolarmente piaciuto per il modo in cui aveva gestito il momento di maggior crisi della squadra nella cavalcata del Verona verso la Serie A (come dimenticare il suo ruolo da vice-Mandorlini nell'incredibile 4-2 al Brescia in rimonta!); il suo carattere forte e schietto, poi, già da solo contribuiva a farlo apprezzare all'ambiente gialloblu.

I CAPOLAVORI DI SEAN: Il Sogliano che si è trovato a programmare la difficilissima prima stagione del ritorno in A era quindi un dirigente stimato dalla piazza ma su cui qualcuno nutriva ancora qualche fondato dubbio perlomeno in termini di efficacia sul mercato (vista la non eccelsa percentuale di acquisti azzeccati nella precedente stagione).
Ebbene, il campionato 2013-14 si è preso il compito di spazzare via ogni residua perplessità sulle capacità di Sogliano. Il ds gialloblu ha infatti infilato una lunga serie di scommesse vincenti che hanno fatto le fortune sportive ed (ora si spera) anche economiche dell'Hellas.

  1. Vincente è stata innanzitutto l'idea di incentrare sin dai primi giorni del mercato estivo 2013 la costruzione della nuova squadra su un attaccante dato dai più come bollito quale Luca Toni. Un autentico azzardo per molti addetti ai lavori: Sogliano, invece, ingaggiando il vecchio leone emiliano - avanti con gli anni ma con ancora la forza e le motivazioni di un ragazzino - si è assicurato un attaccante a parametro zero capace di realizzare 20 gol in Serie A e di diventare la vera anima carismatica e tecnica della squadra, fondamentale in campo e fuori.
  2. Ad agosto poi c'è stata l'intuizione di Romulo, che a Firenze era visto come poco più di un volenteroso scarpone e che si è invece rivelato  un eccellente tuttofare a Verona (tanto da guadagnarsi la nazionale). Grazie ad un'operazione ben strutturata anche dal punto di vista contrattuale - e non senza qualche recente difficoltà - il giocatore in questi giorni verrà riscattato per 3,5 milioni di euro dal Verona e permetterà all'Hellas di ricavare  una plusvalenza di pari importo (se non superiore), visto l'interesse di molte big del campionato italiano.
  3. Lungimirante è stata pure l'operazione che ha portato al prestito dal River di Cirigliano, per quanto si tratti in questo caso di una scommessa sostanzialmente persa. L'ingaggio del giovane argentino (che, pare, non farà parte del Verona del futuro) ha rappresentato un eccellente esempio di come si possa programmare - senza spendere tanti soldi - la successione di un talento in rampa di lancio come Jorginho, confidando nell'esplosione di un altro giovane di simile potenziale.
  4. Il capolavoro assoluto di Sogliano è stato però quello di Iturbe, ex-bambino prodigio caduto in disgrazia al Porto, portato a Verona proprio sul filo di lana del mercato estivo con la formula del prestito con riscatto fissato a prezzi apparentemente assurdi (chi l'estate scorsa avrebbe anche solo pensato di pagare una cifra di 15 milioni per il talento argentino?). Il Messi del Guarani ha regalato al Verona giocate di classe e numeri con la palla che non si vedevano ormai da decenni in Riva all'Adige ed ora "promette" alla società una plusvalenza potenziale fino a 15 mio €.
  5. Ancora, ottima è stata la gestione della cessione di Jorginho, venduto apparentemente sottoprezzo a gennaio (5 mio € per la comproprietà, ma c'era bisogno di denaro fresco per le casse della società!) e per il quale si è riusciti poi a giugno ad ottenere il rinnovo con la possibilità di trovarsi il prossimo anno la metà del cartellino di uno dei calciatori più promettenti del campionato italiano.
  6. Tra le operazioni "minori", come dimenticare il ripescaggio dall'estero di Jacopo Sala, un talento italiano che rischiava di perdersi e che, dopo un avvio in panchina, ha saputo ritagliarsi nel girone di ritorno un ruolo importante in squadra e per il futuro del Verona.
  7. Molto migliore dell'anno precedente è infine risultata anche la gestione dei prestiti: in particolare De Col e Zampano, arrivati all'inizio del calciomercato estivo e spediti rispettivamente al Lanciano ed alla Juve Stabia, sono entrati a far parte del giro dell'Under 21, segnalandosi come due tra i terzini italiani più promesttenti in assoluto [6].

Di fronte ad una simile sequenza di felici intuizioni, finiscono per diventare quasi irrilevanti i pochi errori commessi dal ds; il rammarico principale probabilmente è quello relativo all'uruguaiano Gonzalez, che è il calciatore per il cui cartellino l'Hellas aveva investito di più in estate (2,4 milioni di euro) e che si è invece momentaneamente rivelato inadeguato per un campionato da titolare in Serie A. Ma più in generale Sogliano ha fallito nel trovare difensori veramente all'altezza della massima serie: i troppi goal subiti in stagione sono infatti il frutto (anche) del rendimento insoddisfacente dei vari Rafa Marques, Pillud e Rubin. Rimane infine abbastanza inspiegabile l'ingaggio dell'evanescente Rabusic, attaccante che era  poco prolifico pure nel modesto campionato ceco, a conferma di uno scarso feeling di Sogliano con i mercati dell'est europeo.
Nel complesso il bilancio appare comunque abbondantemente positivo: la rosa costruita da Sogliano è andata oltre ogni più ottimistica aspettativa e le plusvalenze che ora se ne potranno ricavare costituiranno un'ottima base per il futuro.

LA SOGLIA SI ALZA? SOGLIANO ACCETTA LA SFIDA: Il Verona oggi ha un ds invidiato dai grandi club (il corteggiamento del Milan non è ancora sopito e proprio nei giorni scorsi su alcuni siti è rimbalzata la voce secondo cui il suo passaggio al club rossonero sarebbe solamente rimandato al 2015), con una fitta rete di relazioni nazionali ed internazionali e capace di trattare in maniera vantaggiosa con club della forza del Porto e del River. Non si vedeva un direttore sportivo di queste qualità a Verona dagli anni dello scudetto: quale migliore certezza per confidare anche nella prossima stagione? Con lui il Verona rivoluzionato che presumibilmente uscirà dal mercato appena inziato (si parla della conferma in rosa di solo 8-9 giocatori) potrà continuare a sognare, tanto più che il budget in arrivo, aumentato dalle plusvalenze e dai diritti tv, alzerà l'asticella delle ambizioni (come testimoniano i nomi associati all'Hellas in questi giorni: Quagliarella, Peluso, Giovinco ecc). Maggiori ambizioni corrispondono in genere a maggiori difficoltà ed insidie; una bella sfida per Sean, che, come è tipico dei grandi ha finora dimostrato di performare meglio man mano che si alza il livello della posta in gioco. L'augurio, ovviamente, è di continuare così a lungo: in gialloblu ovviamente!

Enrico

NOTE:
[1] PROCESSO A SEAN SOGLIANO (prima parte) e (seconda parte)
[2] Si veda a proposito il pagellone di fine stagione nel dossier di Hellastory:  (prima parte) e (seconda parte)
[3] Come testimoniato dal bilancio sui prestiti gialloblu della stagione 2012-13 fatto da Hellastory in PRESTITI GIALLOBLU 2012-13: UN BILANCIO IN ROSSO
[4] Si veda A CHE PUNTO E' IL PROGETTO HELLAS DI SETTI (seconda parte)?
E' utile sottolineare come a seguito della sentenza Bosman, ed in particolar modo negli ultimi anni, il modo in cui viene condotto il mercato sia radicalmente cambiato; se ancora alla fine degli anni '90- primi anni 2000 (gli anni del boom del calcio italiano, gonfiato dalle prime alluvioni di soldi derivanti dai diritti televisivi), si era soliti misurare le principali operazioni di mercato guardando solamente ai costi di trasferimento del cartellino, oggi questo ha davvero poco senso. Secondo uno studio dell'Associazione club europei solo il 13% dei trasferimenti riguarda giocatori sotto contratto; i prestiti incidono per il 14%, mentre il restante 73% è relativo a giocatori liberi da contratto! La percentuale del costo di trasferimento dei giocatori sul costo totale relativo all'acquisizione delle sue prestazioni sportive è passata dal 28% del 2007 al 22% del 2013, mentre l'incidenza del costo degli stipendi è aumentata dal 59% del 2007 al 65% del 2013. Concentrarsi sui prezzi di trasferimento dei cartellini (errore ancora oggi molto diffuso nelle chiacchiere da bar sport), significa quindi perdersi quasi i 4/5 del costo reale delle operazioni di mercato (emblematico in questo senso è il caso di un onesto pedatore come Flamini, ingaggiato dal Milan a parametro zero ma costato 32 milioni di euro di stipendi in 4 anni!). La ragione di questo cambiamento storico nelle modalità di fare mercato è essenzialmente da ricondurre all'accresciuto ruolo dei procuratori, che realizzano i propri guadagni in percentuale agli ingaggi dei propri assistiti, piuttosto che in percentuale dei costi di trasferimento negoziati, e che si fanno riconoscere delle commissioni extra dalle società che  riescono ad ingaggiare i loro assistiti a parametro zero (mediamente gli agenti incassano il 13% di quanto corrisposto ai giocatori).
[5] IL VERONA DI SETTI: SE LE IDEE CONTANO PIU' DEI SOLDI (CON QUALCHE RISCHIO)
[6] PRESTITI GIALLOBLU: IL VERONA DEL FUTURO NASCE ANCHE DA QUI (prima parte) e (seconda parte)

UNA STAGIONE ANOMALA


A 5 punti dalla quota salvezza e 1 gara in meno da recuperare a causa delle misure restrittive di contagio da Coronavirus, posso osare qualche riflessione di lungo respiro. Complice anche la domenica vuota. Ebbene, sono ragionevolmente fiducioso in merito alla conferma di Juric. Un po' perché sono convinto che Setti farà di tutto per formalizzare un accordo che, in linea teorica, dovrebbe essere automatico con la salvezza, un po' per come Juric continua a parlare del Verona, come lo ha trovato e come può diventare. Inoltre, lo sta facendo in maniera chiara usando un approccio manageriale. Infondo, a pensarci bene, la scelta di proseguire la collaborazione è profittevole per entrambi. Non solo dal punto di vista economico (sono aspetti dei quali non entro in merito, anche perché trovo complicato prezzare una professionalità sulla base delle risorse disponibili e delle aspettative aziendali. Davvero Gasperini vale economicamente la metà di Sarri?), quanto soprattutto dal punto di vista lavorativo e delle prospettive che potrebbe offrire il Verona. Per questo, ad esempio, non vedo Juric seduto nella panchina del Napoli dove troverebbe un ambiente molto più caotico e dispersivo e un'autonomia nettamente inferiore. Laddove è fallita l'esperienza di Ancelotti e il temperamento di Gattuso (ovvero il suo opposto) è continuamente in discussione, c'è spazio per la filosofia a tutto tondo di Juric? Se volesse misurarsi in un ambiente già organizzato e protetto, semmai, potrebbe esprimersi al meglio a Bergamo, dove potrebbe dare continuità al lavoro splendido di Gasperini, ma questa è un'ipotesi sostenibile solo nel caso in cui lo stesso Gasperini ritenesse di aver concluso il proprio percorso. Non ci sono prove in tal senso e neppure di volontà di Setti di rinunciare a lui.

[continua]
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