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HELLAS VERONA

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HELLAS VERONA

 
Hellas Verona english presentation

3. Le Pagelle, parte II

 

LUPPI Davide (35/6) - Ad inizio stagione siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla concretezza di questo giocatore. Molto dinamico e intraprendente, non ha sbagliato praticamente nulla, ha segnato e fatto segnare. Poi ad un tratto, a metà campionato è sparito dai radar. Quando è ricomparso lo ha fatto solo per dei pezzi di partita per poi ritrovarsi nel finale quando si è confermato più o meno sui livelli di inizio stagione e anche lui ha contribuito in maniera sostanziale al nostro trionfo. Per un momento avevamo temuto di averlo perso. Campionato BUONO

PAZZINI Giampaolo (35/23) - A parte le doti atletiche inarrivabili, abbiamo rivisto in Giampaolo lo spirito di Luca Toni. Raramente ci è capitato di vedere un giocatore che si da e si sbatte con un simile ardore per tutta la partita. Lui lo ha fatto, si è caricato idealmente il Verona retrocesso sulle spalle e lo ha riportato su. Siamo sinceri: avevamo qualche dubbio ad inizio stagione e siamo felicissimi di aver avuto la possibilità di ricrederci. Così si fa, che Pazzini sia d’esempio per tutti. Il Pazzo si è guadagnato un posto d’onore tra i “grandi” dei 114 anni di storia dell’Hellas Verona. OTTIMO

SILIGARDI Luca (31/5) - Qualcuno ce lo deve spiegare questo giocatore. Non sappiamo da cosa dipenda però come è stato detto e ridetto, a Livorno pareva veramente un altro giocatore. Può esser stata solo una questione di collocazione tattica? Una questione fisica o una mentale? Chi lo sa. Sappiamo solo che il vero, decisivo, Siligardi lo abbiamo visto solo nella seconda parte della stagione. Alla fine ha contribuito anche lui alla nostra risalita e di questo lo ringraziamo. Facendo un dovuto bilancio però non possiamo dargli più di DISCRETO

GANZ Simone Andrea (21/4) - Su Simone Andrea Ganz potremmo parlare per delle ore. Si apre una discussione tra il potenziale del giocatore e quello che effettivamente rende sul campo. C’è chi stravede per lui (e per il tipo di giocatore in generale) che quasi cazzeggia per una partita intera ma che poi è pronto a piazzare la zampata vincente e chi invece non sopporta questa sua indolenza nonostante riesca ad essere spesso decisivo. Lui è stato tutto questo. Certo è che senza quei gol allo scadere ora saremmo ancora in B, oppure potremmo dire che saremmo andati prima in A se si fosse impegnato di più in altre occasioni. Non andiamo al di la del DISCRETO

CAPPELLUZZO Pierluigi (13/-) - Avete letto il giudizio su Ganz qui sopra? Bene, qua siamo proprio agli antipodi. Aspettative su Cappelluzzo pari a zero, così come zero sono stati i gol segnati. Però, a differenza di Ganz, Pierluigi si è dannato l’anima quando è sceso in campo, cercando di emulare il più possibile l’operato di Pazzini. Maturerà sicuramente con gli anni e se conserverà questa grinta potrebbe diventare un bell’animale d’area di rigore perché l’atteggiamento è quello giusto. Forse complementare a Ganz. Per ora, anche per l’impegno dimostrato, gli diamo SUFFICIENTE

GOMEZ TALEB Juanito (16/1) - Eravamo molto fiduciosi su di lui ad inizio stagione, pensavamo che potesse veramente fare la differenza in serie B, come già la fece quattro stagioni fa ma con tre campionati d’esperienza in più nella massima serie. Purtroppo però il suo stato fisico non gli ha dato tregua e non è riuscito ad incidere come da aspettative. Un vero peccato. Gli siamo molto affezionati tanto che vorremmo clonarlo. Speriamo si riprenda. SUFFICIENTE

TROIANIELLO Gennaro (14/-) - Sui motivi del suo arrivo a Verona, quando era diretto oramai verso la Lega Pro, potremmo discutere a lungo e probabilmente lo staremmo facendo se avessimo fatto la fine del Frosinone. Per fortuna, tutto è bene quel che finisce bene e allora possiamo riconoscere a Gennariello delle spiccate doti di “public relations” che sono fondamentali all’interno dello spogliatoio (e durante il riscaldamento a bordo campo) oltre ancora a qualche lampo di genio, residuale a dire il vero, che ci ha fatto ricordare il gran giocatore che è stato in passato. SUFFICIENTE

PECCHIA Fabio - Partiamo dalla fine. E’ l’allenatore della promozione e quindi significa che ha raggiunto il proprio risultato. Entra di diritto nella short list di mister vincenti e come tale va onorato. C’è da dire che a Verona non ha avuto vita facile ed è stato messo in croce ancora prima di cominciare. Poi ancora è stato massacrato (e questa volta a ragione) quando la squadra non girava più. Quando tutto sembrava perduto, quando tutti dicevano “sta facendo come quando era a Latina” e si dava per spacciato lui e/o per spacciato il Verona, è successo il miracolo: squadra ricompattata, rush finale e promozione. Diamogliene merito: ha avuto delle difficoltà, ha fatto dei passi indietro, ha voluto cercare delle contromisure e le ha trovate. Non è cosa da tutti. Può veramente essere il prototipo di allenatore moderno? E ancora, può un allenatore moderno proporsi seriamente nell’asfittico calcio italiano? Lo scopriremo assieme. Per noi è BUONO



Valeriano




Hellastory, 16/06/2017

SI COMINCIA. TRA MILLE DIFFICOLTA'


Era importante passare il turno, e così è stato. In questo periodo la differenza tecnica è praticamente annullata dalla condizione fisica, dall'inserimento dei nuovi giocatori e dai carichi di lavoro. Dopo la brutta trasferta di Newcastle che ha evidenziato tutte queste incognite (ben vengano, in quanto in amichevole) il Verona con l'Avellino è apparso recuperare un po' il percorso visto con la Sampdoria. Mi auguro che il gap con la squadra di Benitez fosse solo causato dal deficit di condizione, anche se temo che questo Hellas sia comunque troppo leggerino, soprattutto davanti. Purtroppo non è stato un ritiro facile. Sono capitati un mucchio di inconvenienti, infortuni maledettamente concentrati nel settore difensivo e gravi ritardi di reperimento di attaccanti di ruolo. Ciononostante, abbiamo fatto una figura migliore di Benevento e Bologna uscite al primo turno con squadre di B e lanciato la sfida al Chievo a fine novembre. Ma la strada verso la reale identificazione del nuovo Verona è ancora lontana.

[continua]
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