Siamo
ad un passo dal paradiso. Che bello il nostro Verona a Castellammare!
Quale autorevolezza! Che bravo Mandorlini a trovare sempre tutte le
soluzioni, i cambi giusti, a gestire perfettamente la tenuta fisica
della squadra! Dopo il pareggio interno con il Cittadella (peraltro
parliamo pur sempre di un modesto pareggio, mica di una drammatica o
scandalosa sconfitta !) non ce ne è stato più per nessuno. Nel
girone di ritorno, con ancora 90 minuti da giocare, abbiamo
migliorato tutti i valori in maniera impressionante: i gialloblu già
adesso hanno più punti, hanno realizzato più reti, ne subiscono
meno. Il rammarico più grosso sta nel fatto che dobbiamo aspettare
ancora una lunghissima settimana per urlare definitivamente la nostra
gioia ed esplodere quello che abbiamo dentro da anni. Pazienza.
Adesso
basta 1 solo punto per chiudere la faccenda. Anche all'Empoli basta
1 punto per accedere ai playoff. In una partita si sommano, in un
incredibile equilibrio, gli interessi di entrambi. Tutto il resto è
consegnato nelle mani di Sassuolo e Livorno che faranno la partita
della vita per evitare di mettere tutta la stagione nuovamente in
discussione. Affari loro: noi siamo superiori anche negli scontri diretti.
Sarà
un biscottone?
Eticamente è un valore sportivo il
rinunciare a giocarsela sempre e comunque?
A
mio avviso sì, è possibile. Ci sono squadre che hanno investito
denaro e fatica per cogliere certi risultati. Quando sono in ballo,
sul più bello, l'importante però è chiudere la faccenda. Non
importa come: lo spettacolo, la gente festeggerà comunque sugli
spalti o sbracata in poltrona in attesa del fischio finale.
Guardiamo
le cose da un punto di vista concreto: la Juve Stabia ha preso in
avvio un legno, ha picchiato duro i nostri giocatori per non essere
troppo criticata dai propri tifosi e dall'opinione pubblica, ma ha
mostrato limiti di concentrazione e tenuta. Giustificabilissimi. Tra
l'altro, aveva di fronte un Hellas che non voleva correre alcun
rischio, ermetico dietro, scattante e lucido in contropiede. Che
colpa ne hanno se hanno perso 3 a 0 in casa? La consistenza dei due
organici e le motivazioni hanno fatto la differenza. Nessuno però
parla di vittoria facile o poco etica.
Del
resto, lo stesso non è accaduto forse la sera prima a Livorno dove
il Brescia è stato massacrato, e a Lanciano dove i padroni di casa
non potevano permettersi passi falsi e hanno coraggiosamente fermato
il Sassuolo?
Se,
come immagino, Hellas ed Empoli danzeranno sabato prossimo facendosi
semplici sorrisi e moine, ciò non avrà nulla a che vedere con
l'etica sportiva. Avrà lo stesso significato di un pallone
calciato in tribuna o di un cambio effettuato nei minuti di recupero
solo per guadagnare tempo e difendere il risultato. Ecco, sì, il
biscotto è solo un modo (un po' più lungo) di guadagnare tempo.
Di controllare lo stato delle cose e non mettere tutto a repentaglio.
D'altra parte, nelle 41 partite precedenti c'è stato tutto il
tempo per darsi battaglia, per rischiare l'impossibile, per essere
colti dalla disperazione e combattere la paura di dover
necessariamente concludere un risultato positivo. Ora è arrivato il
momento di attendere l'alba insieme e lasciare alle spalle il
freddo e l'umidità di questa lunga notte.
Del
resto, nemmeno il buttare via quello che si è preziosamente
conquistato per colpa di una leggerezza è eticamente corretto. Il
rispetto di sé e di ciò che si è fatto contano allo stesso modo.
Se non di più.
Massimo
Colonna
sonora: Stan arrivando i gialloblu!