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Giornate 8-9 - Mantova e Vicenza

PARI NEL FANGO

Il 27 novembre 1966 al vecchio Bentegodi è in programma l'ottava giornata del campionato Primavera contro il Mantova.

Franco Giavara
Franco Giavara ai tempi del Catania (figurine Panini 1961/62)

I ragazzi virgiliani, sin qui protagonisti di un campionato piuttosto altalenante, nell'ultimo turno hanno battuto il Vicenza per 2-1 grazie alle reti di Moioli e di Pantani. Al termine della gara vinta contro il Vicenza, il tecnico mantovano Giavara ha rilasciato queste dichiarazioni a La Gazzetta di Mantova: "Ho notato una chiara ripresa nei miei ragazzi; soprattutto mi spingono a ben sperare per il futuro la grinta palesata e la determinazione di conseguire la vittoria. Domenica prossima contro il fortissimo Verona, si potrà veramente misurare il valore della squadra". C'è grande rispetto quindi per il fortissimo Verona, da parte del tecnico biancorosso. La società del Mantova, negli anni Sessanta, sta ottenendo i frutti di un ottimo lavoro anche a livello giovanile, e può godersi la serie A dove sta ben figurando sotto la guida di Giancarlo Cadè. Verona - Mantova è quasi un derby, e il campanilismo fra le due città si sente molto. Potendo attingere ad un bacino di utenza in buona parte comune, le società di Verona e Mantova si contendono non solo i ragazzi di prospettiva delle provincie, ma anche una fetta di tifoseria e di seguito. Non sono pochi difatti i veronesi che, in attesa di tempi migliori per i colori gialloblu, vanno a vedere la serie A al Martelli quando il Verona gioca in trasferta.

Il mister virgiliano Franco Giavara ha giocato nell'Ozo Mantova dal 1958 al 1960, prima di chiudere la carriera da calciatore in serie A nel Catania, all'età di soli 30 anni. Classe 1933, Giavara avrà uno sfortunato destino, spegnendosi a soli 37 anni, il 30 dicembre 1970, a causa di una malattia incurabile.

Il maltempo continua ad affliggere il Nord Italia, e anche la partita Verona – Mantova è giocata sul terreno del vecchio Bentegodi ai limiti della praticabilità dalle piogge dei giorni precedenti. Domenica è una giornata fredda e nebbiosa, al punto che la partita di serie B fra Verona e Reggina, disputata qualche ora dopo la gara della Primavera e qualche chilometro più in là, a Piazzale Olimpia, sarà sospesa al minuto 83.

Rispetto all'"undici" che ha sconfitto il Brescia sette giorni prima c'è una sola novità, Pasetto al posto dell'indisponibile Ezio Antonini. A poco serve aver aumentato il "peso" dell'attacco rispetto alla tecnica di Antonini: sul campo si fa fatica a stare in equilibrio ed è difficile costruire azioni degne di nota. In questi casi, si è soliti dire che il campo ha favorito gli avversari che, guarda caso, sono sempre più fisici e meno tecnici dei nostri. Diciamo piuttosto che le condizioni del campo penalizzano entrambe le formazioni, rendendo difficili le giocate.

L'Arena di lunedì 28 novembre 1966
Estratto da L'Arena di lunedì 28 novembre 1966, il titolo dell'articolo sullo 0-0 fra Verona e Mantova al vecchio Bentegodi. Da notare che, in realtà, è il secondo pareggio interno dei Primavera dopo l'1-1 col Varese.

Alla fine è Alberto Bertucco il portiere più impegnato, e c'è anche un "giallo" quando, su un tiro cross di Petta, il numero uno gialloblu agguanta la sfera ma ricade con il corpo all'interno della porta. Qualcuno del Mantova protesta con l'arbitro ritenendo che Bertucco si sia trascinato la palla oltre la riga di porta, ma il guardalinee è di diverso avviso. Gli attaccanti mantovani comunque impegnano ripetutamente la difesa veronese che non può permettersi distrazioni. Fra di loro, oltre a Panizza, che esordirà in serie A l'anno successivo e che giocherà poi con Dino Gobbi proprio nel Mantova nei primi anni 80, c'è Caspani, che è veronese e che quindi, racconta La Gazzetta di Mantova, è particolarmente emozionato. Impegnati a tenere a bada gli avanti virgiliani, fra i migliori in campo nella squadra di Conti ci sono i difensori Righetti, Gobbi e Guardalben. Nell'attacco veronese si muove bene Pasetto, che nella ripresa sfiora il gol impegnando severamente Marastoni con una conclusione al termine di uno spunto personale. La pesantezza del campo e la giornata fredda fanno il resto e finisce 0-0.

Leggiamo un estratto del servizio con cui il corrispondente mantovano Roberto Giroldini commenta la partita sulle pagine sportive de La Gazzetta di Mantova:

"Da Verona con un punto! Contro la forte e imbattuta squadra scaligera, ancora in testa alla classifica, i giovani «Primavera» hanno sovvertito, con una brillante prestazione, il pronostico che li indicava nettamente sfavoriti. La squadra mantovana, invece, ha eseguito perfettamente i consigli di Giavara: marcature strettissime, gioco di prima per evitare le insidie del terreno piuttosto fangoso e azioni di rimessa."

L'entusiasmo della prima frase, con tanto di punto esclamativo, fa capire come uscire dal vecchio Bentegodi con un punto fosse salutato come un'impresa dalla stampa mantovana. Il Varese, intanto, vince a Venezia e accorcia in classifica sul Verona nella lotta per la conquista della qualificazione riservata alle squadre di B. Il Milan invece viene bloccato sullo 0-0 a Brescia, e la situazione in vetta alla classifica rimane invariata.

Albano Vicariotto
Albano Vicariotto nel 1952 (fonte magliarossonera.it).

DERBY FATALE

Il Verona scende a Vicenza per l'ultima partita del girone di andata forte di un ruolino di marcia di tutto rispetto, e di una difesa che sembra invulnerabile. Bertucco non prende gol da ben sei partite.

Il Vicenza è allenato da Albano Vicariotto, di Altavilla Vicentina, uno che ha un buon passato da calciatore del Milan, con il quale ha vinto 2 scudetti, 2 Coppe Latine e, se non bastasse a far curriculum, anche il Torneo di Viareggio del 1952. A Vicenza lo chiamavano "il secco" per il suo fisico piuttosto gracile, ma questo non gli impedì, a soli 19 anni, di essere acquistato dal Milan. La sua migliore stagione in rossonero la 1953-54, quando segnò 5 reti in 15 presenze. Fra i suoi compagni di squadra in quella stagione, Omero Tognon e Nils Liedholm, praticamente passato e futuro sulla panchina gialloblu di serie B.

Il Vicenza di Vicariotto viene da una serie nera che appare interminabile, essendo reduce da ben 4 sconfitte consecutive. È quindi una gara che, sulla carta, sembrerebbe a netto favore dei ragazzi gialloblu. Ma il campo, si sa, sovverte spesso i pronostici. Già dopo 7 minuti di gioco si capisce che non è giornata: Stoppa si infortuna e deve lasciare il posto a Pasetto. Conti si deve giocare quindi la sostituzione già a inizio gara e non potrà più effettuare un cambio in corsa. Passano solo altri 6 minuti di gioco e, al 13' del primo tempo, termina l'imbattibilità di Bertucco, che arriva a toccare ma non riesce a sventare una violenta conclusione di Barnes su centro da sinistra di Menegatti.

Stoppa
L'attaccante gialloblu Stoppa (foto per gentile concessione di Fusaro).

Ci sono ancora quasi 70 minuti di gioco per il Verona per cercare di ribaltare il risultato, ma non riesce mai ad impensierire veramente il portiere locale.

"A Vicenza si giocava all'antistadio, un campo in terra battuta e di dimensioni piuttosto ridotte. Noi eravamo abituati a campi più grandi e su quel terreno eravamo piuttosto in difficoltà" ricorda Dino Gobbi.

Quindi, nonostante il Verona riesca a tenere l'iniziativa del gioco, gli spazi sono veramente ristretti e le due ali gialloblu, Pangrazio e Pastorello, solitamente ispirate quando riescono ad allargarsi, vengono bloccate dalla retroguardia vicentina. I ragazzi di Vicariotto, vedendo possibile una vittoria contro la prima in classifica, e assaporando finalmente la possibilità di mettersi alle spalle un periodo carico di sconfitte, raddoppiano gli sforzi e chiudono tutti gli spazi davanti al portiere Bonato.

Soltanto a 3' dal termine il Verona ha una grossa opportunità per il pareggio ma Ezio Antonini, probabilmente convinto di essere in fuorigioco, conclude senza convinzione a due passi dalla rete e fallisce il pareggio. La gara termina con la vittoria del Vicenza per 1-0 e il Verona incassa la prima sconfitta del campionato.

Niente di irrimediabile, ma il Verona rimane fermo a quota 11 punti e il Varese, pareggiando a Reggio Emila, sale a quota 9, a sole due lunghezze dai gialloblu.

Ottava giornata, 27 novembre 1966

VERONA – MANTOVA 0-0

VERONA Bertucco, Righetti, Migliorini, Guardalben, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Stoppa, Pasetto, Fratton, Pastorello.

MANTOVA: Marastoni, Petta, Freddi, Zanini, Olivetti, Segolini, Caspani, Lui, Bagatti, Panizza, Pantani.

Nona giornata, 4 dicembre 1966

VICENZA – VERONA 1-0

VICENZA: Bonato, Bettin, Piampiani, Lorenzi, Pretto, Contini, Barnes, Curtarello, Menegatti, Martinello, Vezzaro.

VERONA Bertucco, Righetti, Migliorini, Guardalben, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Antonini, Stoppa (Pasetto dal 7’ pt), Fratton, Pastorello.

RETE: Barnes al 13’ pt


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Hellastory, 27/04/2017

IL VERONA? TROPPE SCOMMESSE INSIEME


Manca Bessa e il Verona sparisce. In pratica, è sceso in campo il suo ologramma. Possibile che un giocatore, da solo, valga il 50% della squadra? C'è stata una sola ipotesi di organizzazione di gioco? Di profondità? Visto il vuoto sconcertante messo in atto contro Roma e Lazio non rimane che aggrapparci alla prestazione contro la Sampdoria, unica vera prova decente dall'inizio del campionato. E' chiaro quindi che la questione scivola inevitabilmente su un significato di natura esistenziale: può salvarsi il Verona visto con la Sampdoria? Se sì, sarà in grado di ripetere altre prove analoghe o si è trattato di un episodio del tutto eccezionale? Ad esempio, una Lazio senza difesa non implicava la necessità di impegnarla di più, e sin dall'inizio, in fase di contenimento? Niente da fare. Senza Bessa meglio proteggersi il più possibile evitando di concedere spazio a Immobile, Marusic, Lukaku, Lulic ed Alberto. Missione completamente fallita: siamo stati inesistenti davanti e gracili dietro. In pratica, paralizzati dalle paure del tecnico e dalla sconcertante povertà tecnica della rosa.

[continua]
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