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Giornata 3: Venezia-Verona

DERBY A VENEZIA

Il 29 ottobre 1967 è in programma la terza giornata di campionato; il calendario mette di fronte Verona e Venezia sul terreno dello stadio Penzo. L'anno prima la sfida in laguna era terminata con la vittoria dei gialloblu grazie ad una rete di Angiolino Stoppa dopo una bella giocata di Antonini. Ezio Antonini quest'anno è costretto a seguire i compagni dalla tribuna, a causa del grave infortunio patito nella semifinale contro la Sampdoria sul campo di Salsomaggiore. "Non andavo però alle trasferte" racconta Antonini "mentre non mi perdevo mai una gara del vecchio Bentegodi. Era dura dover rimanere a guardare i compagni senza poter entrare in campo".

Il Venezia, diretto concorrente del Verona per la qualificazione, in quanto squadra di serie B, ha 2 punti in classifica, frutto della vittoria a Padova alla seconda giornata. Alla prima giornata, i lagunari erano invece sorteggiati per il turno di riposo, quindi sono all'esordio fra le mura amiche.

Antonio Pastorello
Antonio Pastorello

Mister Caceffo manda in campo la stessa formazione che sette giorni prima ha battuto il Milan. Il Verona passa in vantaggio dopo 18' di gioco con un colpo di testa di Pastorello, che insacca alle spalle di Fabris su cross dalla bandierina del calcio d'angolo. Passa solo un quarto d'ora e il Venezia trova il pareggio, con una rete di Minozzi direttamente su calcio di punizione dal limite. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 1-1.

Nella ripresa i gialloblu entrano in campo decisi a conquistare la vittoria. Al 19' Bonafè arriva sul fondo e crossa in mezzo, dove irrompe Pasetto che mette a segno il gol del definitivo 2-1. Per il centravanti gialloblu è il secondo gol in 3 partite di campionato. L'attaccante non si limita a scherzare con i difensori avversari, ma anche i camerieri veneziani: "A pranzo, avevo fatto ammattire un cameriere ordinandogli un piatto di spaghetti con le gondole" ricorda divertito Pasetto.

Le altre gare del girone finiscono tutte in parità. Pareggiano 0-0 Vicenza e Brescia, e finisce 1-1 Mantova – Atalanta dopo che i virgiliani, in vantaggio per 1-0, hanno fallito un calcio di rigore che poteva chiudere la gara, e si sono fatti rimontare da una rete di Manenti. A Milanello va invece in scena il derby milanese, che finisce a reti bianche. L'Inter mantiene inviolata la propria rete per la terza volta consecutiva, ma viene raggiunta in vetta alla classifica proprio dal Verona a quota 5 punti. Per i ragazzi di Caceffo si prospetta nuovamente una stagione da protagonisti.

Terza giornata, 29 ottobre 1967

Lanerossi Vicenza – Brescia 0-0
Mantova – Atalanta 1-1
Milan – Inter 0-0
Venezia – Verona 1-2

Riposa il Padova

VENEZIA – VERONA 1-2

VENEZIA: Fabris, Dei Rossi, Dantiga, Bisso, Giulietti, Rossi, Passina, Minozzi, Testa, Vanzo, Scarpa.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Bonafè, Pasetto, Fratton (Cinquetti), Pastorello.

RETI: Pastorello al 18', Minozzi (Ven.) al 32' pt; Pasetto al 19' st.

Paolo


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Hellastory, Online dal 29/10/2017

LA SERIE B E' UN'ALTRA COSA


Salernitana e Lecce ci portano sulla terra. Il Verona si schianta fragorosamente a causa della sua presunzione e narcisismo. Questa è una squadra che si crede forte e per questo si affida ad un calcio estetico, ad irritanti mezzi falli furbetti subiti in aera per sperare in un calcio di rigore, protesta molto, si irretisce in fretta, le prende e non le dà. Ma ancora deve dimostrare tutto il suo valore. D'altra parte, tira in porta solo con Laribi e ha subito gol in tutte le gare ufficiali (Coppa e Campionato, tranne Cosenza ovviamente). Il tutto è espressione di un possesso palla sterile e prevedibile, frutto di accademiche triangolazioni a cercare il povero Pazzini, sempre marcatissimo, che non portano da nessuna parte. Grosso si affida a giocatori che credono forse di essere dei fenomeni (Colombatto, Lee, Dawidowicz, Marrone e Silvestri) e altri che sono così ruvidi che farebbero panchina anche in Lega Pro (Eguelfi e Cissè). Zaccagni invece, che gioca e combatte come serve in serie B, parte sempre dalla panchina. Perché?

[continua]
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