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Giornata 10: Verona-Mantova

PRIMA SCONFITTA CASALINGA DOPO DUE ANNI

L'avvio del girone di ritorno, domenica 21 gennaio 1968, riserva un'amara sorpresa per i colori gialloblu.

Al vecchio Bentegodi si presenta il Mantova, che ha chiuso il girone di andata con soli 6 punti, in virtù di 4 pareggi e dell'unica vittoria conquistata ai danni del Vicenza alla quinta giornata. I Primavera del Mantova non vanno in gol da 3 gare consecutive, ma si risvegliano all'improvviso nella gara di Verona.

Sergio Bagatti
Sergio Bagatti con la maglia del Vicenza nella stagione 1971/72.
fonte Wikipedia

I virgiliani passano in vantaggio al 26' del primo tempo grazie ad una rete del numero 9 Bertoli. Il raddoppio è opera di Bagatti, subentrato a Bianchini, al 12' della ripresa. L'attaccante Sergio Bagatti è fresco di esordio in serie A con la prima squadra del Mantova, essendo stato schierato titolare nelle gare disputate a dicembre 1967 contro la Roma (0-0) e a Firenze (dove il Mantova esce sconfitto per 2-0). Il Mantova di Cadè, nel bel mezzo di una striscia negativa record senza gol in serie A, le ha provate tutte, anche lanciando in prima squadra alcuni dei suoi migliori giovani: Panizza, classe 1948, e Bagatti, classe 1949.

Il Verona è praticamente "non prevenuto" in questa prima gara del girone di ritorno, quasi intorpidito dalla lunga sosta del campionato e dalle vacanze natalizie. È un segnale poco confortante per mister Caceffo. Nel campionato 1966-67, il terreno del vecchio Bentegodi era sempre rimasto inviolato durante le gare del campionato Primavera: il Mantova è pertanto la prima formazione a vincere sul terreno veronese dopo 2 anni.

La battuta d'arresto è di quelle pesanti. E nella gara successiva il Verona è atteso dalla trasferta di Milanello contro il Milan, reduce da un vistoso successo per 3-0 sul campo del Padova.

L'Inter intanto sembra non conoscere ostacoli e batte per 4-0 il Vicenza, con doppietta di Spadetto, rete di Pesatori e autorete di Polo. La difesa nerazzurra, dopo 9 partite, ha subito una sola rete, ad opera di Franco Pangrazio.

Decima giornata, 21 gennaio 1968

Atalanta - Brescia 1-1
Inter - Lanerossi Vicenza 4-0
Padova - Milan 0-3
Verona -Mantova 0-2

Riposa il Venezia

VERONA - MANTOVA 0-2

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro (Pimazzoni), Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Fratton, Pasetto, Stoppa, Pastorello.

MANTOVA: Lattanzi, Bin, Lanza, Ragazzoni, De Stefani, Borroni, Montorsi, Allegri, Bertoli, Bianchini (Bagatti), Vertuan.

RETI: Bertoli al 26' pt, Bagatti al 12' st.

Frattanto al nuovo Bentegodi di Piazzale Olimpia va in scena Verona - Bari di serie B. Il Verona è terzo in classifica con 21 punti e avrebbe bisogno di un successo per provare a staccarsi dalla compagnia di un gruppetto insidioso costituito da Foggia, Livorno e Reggina, pure esse a quota 21. Invece le cose non vanno secondo i piani e, dopo il vantaggio a inizio ripresa con Giulio Sega, il Verona viene raggiunto subito dopo da una rete di Lucio Mujesan. Finisce 1-1 e c'è pure un'appendice poco simpatica quando l'arbitro Picasso di Chiavari viene colpito da una bottiglietta di plastica lanciata dalle tribune. Il Bari, tuttavia, fa sapere che non presenterà reclamo. Il giudice sportivo della Lega infligge una pesante multa alla società gialloblu, pari a 375mila lire che, all'epoca, erano una bella cifra. Il segnale di inciviltà arrivato dagli spalti è purtroppo destinato a non essere l'unico della stagione.

Paolo


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LA SERIE B E' UN'ALTRA COSA


Salernitana e Lecce ci portano sulla terra. Il Verona si schianta fragorosamente a causa della sua presunzione e narcisismo. Questa è una squadra che si crede forte e per questo si affida ad un calcio estetico, ad irritanti mezzi falli furbetti subiti in aera per sperare in un calcio di rigore, protesta molto, si irretisce in fretta, le prende e non le dà. Ma ancora deve dimostrare tutto il suo valore. D'altra parte, tira in porta solo con Laribi e ha subito gol in tutte le gare ufficiali (Coppa e Campionato, tranne Cosenza ovviamente). Il tutto è espressione di un possesso palla sterile e prevedibile, frutto di accademiche triangolazioni a cercare il povero Pazzini, sempre marcatissimo, che non portano da nessuna parte. Grosso si affida a giocatori che credono forse di essere dei fenomeni (Colombatto, Lee, Dawidowicz, Marrone e Silvestri) e altri che sono così ruvidi che farebbero panchina anche in Lega Pro (Eguelfi e Cissè). Zaccagni invece, che gioca e combatte come serve in serie B, parte sempre dalla panchina. Perché?

[continua]
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