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Giornata 8: Brescia-Verona

PASETTO ANCORA DECISIVO A BRESCIA

Il 3 dicembre 1967 si disputa Brescia - Verona all'antistadio di Mompiano.

Il Brescia è allenato da Francesco Lamberti, dopo che Azeglio Vicini, allenatore della Primavera nella stagione 1966-67, è stato promosso alla guida della prima squadra. Vicini si comporta bene anche come allenatore della prima squadra, e dopo 9 giornate di campionato il Brescia è attestato a centro classifica in serie A, e si è appena tolto la soddisfazione di espugnare il terreno dell'Atalanta con un netto successo per 3-1.

Gigi Cagni
Un giovane Gigi Cagni nelle fila del Brescia
(da gigicagni.wordpress.com)

Il Brescia Primavera schiera, con la maglia numero 2, un personaggio che, anni dopo, legherà il suo nome a quello del Verona: stiamo parlando di Luigi Cagni, nato a Brescia il 14 giugno 1950. Cagni, dopo un'onesta carriera da professionista prima nel Brescia e poi nella Sambenedettese (squadra che in quegli anni militava costantemente in serie B), arriverà da allenatore a Verona per la stagione 1996-97. Una stagione fra le più deludenti della storia recente, culminata con la retrocessione, e bissata poi da un'altra stagione altrettanto disarmante in serie B.

A Brescia, stando alle cronache del tempo, assistono all'incontro addirittura duemila persone, un numero decisamente elevato per una gara del campionato Primavera. Il pubblico numeroso viene ripagato da una partita “a tratti entusiasmante”, dove le due compagini si fronteggiano a viso aperto. Se il Brescia ha un leggero predominio territoriale, il Verona quando attacca è più pericoloso.

Il Verona deve fare a meno di Negri dopo appena 15' di gioco: il terzino è costretto ad uscire per infortunio e al suo posto entra Mirco Sandri. L'assetto tattico della squadra resta invariato. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 0-0, ma nella ripresa il Verona cresce di tono e comincia a rendersi più pericoloso. Al 28' angolo di Pastorello, Pasetto si coordina e con una mezza rovesciata insacca alle spalle di Truffelli. È il gol partita. Un successo pesante, su un campo difficile: lo dimostra il fatto che il Brescia chiuderà il girone A della Primavera con una sola sconfitta interna, proprio quella con il Verona.

L'Inter intanto registra un mezzo passo falso e pareggia 0-0 sul campo militare di Bergamo contro l'Atalanta. Completano il quadro dei risultati la vittoria 1-0 del Venezia sul Mantova e il successo 3-2 del Vicenza nel derby contro il Padova che, dopo 7 partite disputate, ha un solo punto, frutto peraltro del pareggio con la capolista Inter.

Ottava giornata, 3 dicembre 1967

Atalanta – Inter 0-0
Brescia – Verona 0-1
Lanerossi Vicenza – Padova 3-2
Venezia – Mantova 1-0

Riposa il Milan

BRESCIA – VERONA 0-1

BRESCIA: Truffelli, Cagni, Andreoli, Petraz, Olivetti, Roberti, Dander, Damonti, Giuliani, Trainini, Zorzi.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri (Sandri dal 15' pt), Fusaro, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Fratton, Pasetto, Cinquetti, Pastorello.

RETE: Pasetto al 28' st.

Paolo


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Hellastory, Online dal 3/12/2017

LA SERIE B E' UN'ALTRA COSA


Salernitana e Lecce ci portano sulla terra. Il Verona si schianta fragorosamente a causa della sua presunzione e narcisismo. Questa è una squadra che si crede forte e per questo si affida ad un calcio estetico, ad irritanti mezzi falli furbetti subiti in aera per sperare in un calcio di rigore, protesta molto, si irretisce in fretta, le prende e non le dà. Ma ancora deve dimostrare tutto il suo valore. D'altra parte, tira in porta solo con Laribi e ha subito gol in tutte le gare ufficiali (Coppa e Campionato, tranne Cosenza ovviamente). Il tutto è espressione di un possesso palla sterile e prevedibile, frutto di accademiche triangolazioni a cercare il povero Pazzini, sempre marcatissimo, che non portano da nessuna parte. Grosso si affida a giocatori che credono forse di essere dei fenomeni (Colombatto, Lee, Dawidowicz, Marrone e Silvestri) e altri che sono così ruvidi che farebbero panchina anche in Lega Pro (Eguelfi e Cissè). Zaccagni invece, che gioca e combatte come serve in serie B, parte sempre dalla panchina. Perché?

[continua]
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