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Giornata 6: Inter-Verona

SECCA SCONFITTA AD APPIANO GENTILE

"L'Inter ha ragione dei gialloblu": questo il titolo con cui il quotidiano L'Arena racconta la sconfitta del Verona Primavera ad Appiano Gentile, nella sesta giornata del girone A, disputata domenica 19 novembre 1968. Una sfida che si annunciava difficile per i ragazzi di Caceffo, al cospetto di una squadra che, dopo 5 giornate, non ha ancora subito una rete, e comanda la graduatoria grazie a 3 successi e 2 pareggi (entrambi per 0-0) contro Milan e Padova.

Aldo Bet
Aldo Bet ai tempi della primavera nerazzurra

Mister Caceffo deve rinunciare a Marcolongo, l'uomo di maggiore esperienza del centrocampo, dato che Omero Tognon lo aveva già fatto esordire in prima squadra nella precedente stagione. Lo rimpiazza con Pierluigi Marradi, un ragazzo nato nel 1950 in forza alla juniores, che però non ha le stesse caratteristiche, giocando solitamente come centromediano. L'Inter può schierare fra le sue fila una manciata di giovani di grandi prospettiva, alcuni dei quali destinati ad una buona carriera. Fra tutti, una futura conoscenza dei tifosi gialloblu: Aldo Bet, che disputerà una stagione in serie A con il Verona nel 1973-74. Curioso notare che Bet, pur essendo cresciuto nella società nerazzurra, passerà poi buona parte della sua carriera professionistica nelle fila del Milan, con cui vincerà lo scudetto della "stella" nel 1978-79. Con la maglia numero 11 l'Inter schiera inoltre Dino Spadetto, che nell'ottobre del 1968 esordirà in serie A con la maglia nerazzurra andando subito in gol nella vittoria 4-0 contro il Cagliari di Scopigno.

Sul campo, la squadra interista fa valere la sua supremazia tecnica mettendo al sicuro il risultato già nel primo tempo, con una doppietta di Tresoldi. Nella ripresa arrotonda il risultato Poletto, prima che Pangrazio realizzi il gol del definitivo 3-1, rendendo meno amara la sconfitta veronese e mettendo fine all'imbattibilità del portiere nerazzurro Fontana. Una battuta d'arresto senza attenuanti per il Verona, nel quale solo Fratton e Pasetto, per alcuni tratti, sono sembrati all'altezza. L'Inter ha dimostrato tutto il suo valore, e ha fatto capire che non è in testa al girone per caso.

Sesta giornata, 19 novembre 1967

Atalanta – Padova 2-0
Brescia – Venezia 2-0
Inter – Verona 3-1
Lanerossi Vicenza – Milan 0-1

Riposa il Mantova

INTER – VERONA 3-1

INTER: Fontana, Firpi, Monico, Bet, Prapangeli, Velmassi, Pesatori, Poletto, Tresoldi, Del Chiaro, Spadetto.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Marradi, Pangrazio, Fratton, Pasetto, Cinquetti (Stoppa), Pastorello.

RETI: Tresoldi al 21' e al 38' del pt, Poletto al 12', Pangrazio al 15' del st.

È una giornata infausta per i colori gialloblu: nel campionato di serie B il Verona di Liedholm e Pozzan viene sconfitto in casa dal Venezia di Segato. Decide l'incontro una rete di Bellinazzi al 44' del primo tempo. Il Verona, dopo aver assaporato il gusto della vetta della classifica, è scivolato ora al sesto posto della graduatoria. Manca ancora tanto alla fine, ma c'è aria di crisi dopo 2 sconfitte consecutive.

Paolo


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Hellastory, Online dal 19/11/2017

LA SERIE B E' UN'ALTRA COSA


Salernitana e Lecce ci portano sulla terra. Il Verona si schianta fragorosamente a causa della sua presunzione e narcisismo. Questa è una squadra che si crede forte e per questo si affida ad un calcio estetico, ad irritanti mezzi falli furbetti subiti in aera per sperare in un calcio di rigore, protesta molto, si irretisce in fretta, le prende e non le dà. Ma ancora deve dimostrare tutto il suo valore. D'altra parte, tira in porta solo con Laribi e ha subito gol in tutte le gare ufficiali (Coppa e Campionato, tranne Cosenza ovviamente). Il tutto è espressione di un possesso palla sterile e prevedibile, frutto di accademiche triangolazioni a cercare il povero Pazzini, sempre marcatissimo, che non portano da nessuna parte. Grosso si affida a giocatori che credono forse di essere dei fenomeni (Colombatto, Lee, Dawidowicz, Marrone e Silvestri) e altri che sono così ruvidi che farebbero panchina anche in Lega Pro (Eguelfi e Cissè). Zaccagni invece, che gioca e combatte come serve in serie B, parte sempre dalla panchina. Perché?

[continua]
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